Reja: «Bravo Napoli, ma non esaltiamoci»
Travolto il Cesena nella prima di Coppa. Geometrie e rapidità le armi azzurre. Domani c’è il Pisa
Il tecnico annuncia il turn over «Spazio a chi non ha giocato mercoledì»
Buona la prima, direbbe il presidente. E domani sarà subito bis. Il Napoli va e vuole andare avanti in coppa e intanto, pur senza volare alto con la fantasia
(«Buon Napoli, ma non esaltiamoci, aspettiamo impegni e avversari di maggior spessore», dice lo stesso Reja) si sente più forte e più sicuro.
Quattro gol al Cesena, ma soprattutto
un primo tempo assai vivace hanno infatti messo agli azzurri più fiducia. Soprattutto
l’hanno allontanato dall’immagine di squadra incapace di far gioco dell’ultima stagione. Il Napoli,
questo Napoli, predilige infatti la circolazione della palla, la geometria, il passaggio rapido, la velocità, odia vivaddio i lanci lunghi e cerca e trova spazi sulle fasce e pure al centro. E poi crossa da fondocampo, cosa, questa, che può far danni a tutte le difese. Insomma, i movimenti non sono e non possono essere ancora giusti giusti e ben rodati e il fisico non regge più d’un tempo, però il Napoli mostra novità. Buone novità, attorno a quei tre nuovi, ma non solo. Se, infatti,
Hamsik assicura qualità (e fa anche gol), se
Gargano rincorre palla ed avversari senza fermarsi mai (però commettendo pure qualche errore grave) e se
Lavezzi andando dove lo porta il destro è utile, utilissimo al gioco d’attacco, anche la vecchia guardia si muove in altro modo.
Da Calaiò subito a segno a
Grava padrone della fascia destra e abile nei cross; da
Cupi libero da marcatura vera però piacevolmente ritrovato a
Domizzi che riesce anche a segnare; da
Iezzo che gradirebbe maggiore considerazione dalla società a
De Zerbi che con un gol stupendo fa riflettere chi sta pensando di mandarlo via. Insomma,
un Napoli che complice la trasparenza del Cesena fa bella figura sino a quando si regge bene sulle gambe.
Complice il Cesena, però. Niente illusioni, insomma.
Rinforzata la difesa con Contini, è infatti
ancora troppo fragile in attacco e leggero a centrocampo per poter tirare il fiato e pensare ad un campionato senza grattacapi. Anche se la squadra è stata «invitata» a non parlare di salvezza e basta. Comunque sia,
rispetto al brutto e vincente passato più recente, il Napoli già gioca un altro calcio.
È più rapido e ordinato. Gode della giovane ma già formata personalità di Hamsik («È destinato a diventare un giocatore assai importante» afferma Reja) e dello
scatto e del
dribbling e dei
cross di Lavezzi. Uno che per aver peso nell’attacco azzurro non può e non deve essere costretto sulla fascia. Il suo movimento (ora a destra ora a sinistra e spesso alle spalle della prima punta), infatti, da una parte costringe Calaiò a non starsene mai fermo e dall’altra crea spazi per gli inserimenti dei centrocampisti.
Un bene per la fase offensiva, anche se lui per le caratteristiche che ha la porta la vede e la vedrà di rado.
In ritardo, invece, Bogliacino che però è
reduce da un infortunio. E
domani il Pisa, con
Reja che
annuncia un ampio turn over. «Giocheranno molti di quelli che sono stati fuori col Cesena», dice. Ma guai a parlare di Napoli-due.