Sono Bresciano, sono cattolico e sono conservatore. Per me l'orizzonte politico passa tra Burke, Reagan e Kirk. E da sempre ho votato per il centrodestra "nazionale", cercando di scegliere il candidato che più si avvicinasse al mio modo di vedere le cose (o che per lo meno garantisse decenza ed onestà).
Da qualche tempo, però, specialmente per chi vive dalle mie parti, diventa assai difficile mandare giù i rospi che il PdL ci costringe ad ingoiare.
Anzitutto una leadership imperfetta continuamente messa in discussione più dalla fronda interna che dall'avversario politico.
Poi una totale mancanza di riferimenti non dico ideologici (che sarebbe pure deleterio) ma almeno culturali, visto che nel partito di Fini conta solo tentare di guadagnarsi il proprio posto al sole, e al diavolo la coerenza.
C'è una chiara spaccatura anche a livello territoriale: a parole qui in lombardia il PdL pare fatto di estremisti del federalismo, di propugnatori del verbo della sussidiarietà e dell'autonomia della società civile, e di estimatori del liberalismo. In realtà poi quando si tratta di passare ai fatti troviamo fondi straordinari per salvare gli "amici" spreconi, siano essi a Roma o a Catania, si trovano sempre. Esemplificativo di ciò può essere il vero sopruso per il quale quale Monza si vedrà presto scippare un evento storico e tradizionale come il GP di F1 a favore di... Roma, che per questo riceverà ovviamente anche fondi pubblici.
E stendiamo un velo pietoso sul dibattito riguardante l'immigrazione: se non fosse per le resistenze della Lega, oggi con ogni probabilità ci troveremmo ad avere leggi ancora più permissiviste nei confronti di chi illegalmente arriva in Italia, e di chi in Italia legalmente ci sta, ma costituisce spesso più una zavorra che una risorsa.
Io credo che uno ed un solo compito abbia la politica, ovvero quello di badare al bene comune. Per farlo deve mettersi al servizio del paese, ovvero della realtà territoriale che è fatta di gente (con sogni e bisogni), di territorio (con necessità e risorse), di storia.
Questo mi spinge molto vicino a posizioni che la Lega da tempo tiene, e in effetti nelle scorse elezioni provinciali, come molto probabilmente alle prossime elezioni comunali, sceglierò il candidato del Carroccio.
Però qualcosa mi fa essere ancora un po' restio a scegliere definitivamente la Lega. Io non nutro il benché minimo astio nei confronti di meridionali onesti o immigrati regolari onesti. Ho sposato una donna nata e cresciuta a Roma, e ho amici calabresi piuttosto che sardi o pugliesi, dei quali anche ammiro il legame forte che hanno con la loro terra e la loro cultura.
Essendo convinto che il problema del Sud è in gran parte dovuto all'ideologia sbagliata e omicida che ha guidato Cavour, Garibaldi, Mazzini e soci alla conquista di terre che avevano diritto ad autodeterminarsi, e che sono state spogliate dei loro beni e della loro dignità (cosa che per altro è successa anche con il Lombardo-Veneto o con lo Stato della Chiesa), in un mondo utopico vorrei tornare alla situazione pre-risorgimentale, per poter poi mettere basi diverse ad un processo di unità nazionale che non potrebbe certo basarsi su un modello centralista, che punti all'omologazione ad una cultura falsa, dannosa e profondamente violenta.
Essendo chiaro che spostare indietro le lancette dell'orologio non è possibile, sono convinto che la strada intrapresa dalla Lega possa essere quella giusta: federalismo ed autonomia. Però, se rinuncerei anche subito al tricolore come simbolo, e non ci penserei due volte prima di abolire la Costituzione, non sono per niente attratto da un'idea di "Padania" che, da lombardo-veneto, sento distante ancora più di quella di "Italia".
Se Maroni insomma è secondo me il miglior Ministro degli interni che questa sfortunata repubblica abbia mai avuto, e se ammiro Castelli e Cota, se penso che Bossi sia un grande politico ed un grande leader, tuttavia non penso di poter digerire i discorsi che sanno vagamente di razzismo che talvolta sento da reduci di Pontida, o da chi ai gazebo mi allunga un volantino con sopra scritto "Roma ladrona" e poi però non sa dirmi perché la Lega è alleata del PdL...
In conclusione, pensate che il mio modo di vedere le cose sia compatibile con il vostro, o è destinato a rimanere su binari diversi, anche se molto spesso paralleli?




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