Da quanto ho capito ascoltando la rassegna stampa,
il quotidiano La Padania è in crisi finanziaria.
Qualcuno ne sa qualcosa in più?


Da quanto ho capito ascoltando la rassegna stampa,
il quotidiano La Padania è in crisi finanziaria.
Qualcuno ne sa qualcosa in più?


"La Padania" è in crisi finanziaria. Punto. Come tutte le aziende padane d'altronde.
Deve passare Prodi.


non la legge più nessuno, neanche bozzi.


le aziende padane vanno benissimo poichè non sono amministrate da intrallazzatori leghisti.


La Padania: metà redazione finisce in cassa integrazione
Tutto è cominciato venerdì 27 luglio quando proprio su L'Opinione, Gianluca Marchi ha scritto un articolo nel quale si adombrava una grave crisi economica che aveva investito il quotidiano della Lega Nord, La Padania. Un fulmine a ciel sereno per i giornalisti dipendenti che, a quanto ci risulta, hanno chiesto al comitato di redazione di interpellare in proposito il consiglio d'amministrazione del giornale. Che ha preso tempo riferendo di dover “dare un'occhiata ai conti” ma non negando una situazione di “criticità economica”. A distanza di neppure una settimana, il 1° agosto l'azienda ha annunciato “l'intenzione di fare ricorso alla cassa integrazione per il 50% degli occupati”. Gli “occupati” in questione sarebbero 37 giornalisti (compreso i tre che si trovano in aspettativa) e 15 poligrafici che però non sarebbero dipendenti dell'Editoriale Nord società cooperativa bensì di un'altra azienda, Media Padania. Si parla di almeno 14 persone in cassa integrazione.
Ma come si è arrivati a questa situazione? Evidentemente il giornale voluto da Umberto Bossi dieci anni fa non vende mica più tanto... Solo che di dati certificati in giro non ce ne sono e neppure in redazione hanno esattamente idea di quanto siano calate le copie vendute. Si sa solo che sono diminuite rispetto a tre anni fa. E già non è che allora la situazione fosse proprio da leccarsi i baffi. Però i rappresentanti dell'azienda, nel tentativo di tenere calma la redazione, hanno fatto sapere che non chiederanno lo stato di crisi ma presenteranno un “piano di rilancio teso a garantire la continuità”. Tuttavia in un comunicato stampato sull'edizione di ieri, ridotta a causa del protrarsi delle assemblee sindacali a 8 pagine) il Cdr e le Rsa facevano presente che “Con l'attuale Direzione molti sono stati gli interventi portati a compimento per diminuire i costi aziendali”. Critiche sono state rivolte “alla precedente gestione aziendale , quella che oggi – si legge nel comunicato – porta a misure tanto drastiche”.
Comunque sia, va rilevato che La Padania è uno di quei quotidiani che ricevono i contributi erogati per il sostegno all'editoria che gli ultimi dati disponibili parlano di 4.028.363,80 euro erogati (con riferimento all'anno 2003). Mica spiccioli, eppure i conti non tornano. E, in attesa di vedere i miracoli del nuovo piano editoriale, i giornalisti si devono accontentare della promessa che le pubblicazioni non subiranno una battuta d'arresto. Niente sospensione quindi anche grazie, raccontano, a un intervento del direttore Leonardo Boriani che si sarebbe battuto per limitare i disagi dei dipendenti e scongiurare una chiusura definitiva, sic stantibus rebus, prevista per il prossimo 7 gennaio. Complice l'estate, intanto, il giornale ha già ridotto la fogliazione passando dalle 24 pagine abituali a 20 e anticipando (sempre per ridurre i costi) i tempi di chiusura alle 21.30.
I giornalisti sono in attesa che venga loro presentato un piano che comprenda un progetto grafico e editoriale tale da rilanciare la diffusione e le vendite ma, nel frattempo hanno votato lo stato di agitazione e un bel pacchetto di scioperi da utilizzare in fase di trattativa. Adesso la palla passa all'Associazione Lombarda dei giornalisti. Il sindacato, non si sa ancora esattamente quando, dovrà incontrare il Cda della Padania e cercare di intavolare una trattativa. Ma quali siano i margini di manovra è difficile da dire. I lettori leghisti dovranno essere un po' più assidui in edicola se vogliono riuscire a salvare il giornale e, naturalmente, anche il posto di lavoro ai giornalisti e ai poligrafici che ci lavorano.


Va bene, anzi no.
Però la logica mi porterebbe a pensare che se i conti oggi non vanno bene, sono il "frutto" di scelte passate sbagliate.
Chi era il Direttore de "LA PADANIA"?
Compro spesso "LA PADANIA" e mi piace abbastanza, anche se vorrei vedere affrontare qualche INCHIESTA.
Non ho mai sopportato de "LA PADANIA" il formato. Orribile e scomodo. Ci vorrebbe il formato tabloid.
Per il resto, da l'ex Direttore a Leonardo Boriani la differenza c'è. C'è più Lega e più territorio. Mi piace. Anche domani la compro, come sempre ogni giorno. Prima compravo anche "LIBERO", adesso non più; sono falsi filo leghisti.


hanno questo brutto vizziaccio di dare le colpe a chi la gestiva precedentemente. Cmq io sono a favore della libera espressione e alla fine era un giornale interessante sotto certi punti di vista, spero che si riprenda per i leghisti.


No no no no no.
Personalmente, posso dire che la gestione Marchi (la prima), e quella di Moncalvo sono state le migliori per diversi aspetti.
"era" lo dici a qualcun'altra.![]()
Però qualche mese addietro avevo saputo che la vendita giornaliera si aggirava intorno alle 25.000 copie. Poche.
Però il "Secolo d'Italia" ad esempio ne vende 4.000 copie, ed ha il doppio dei voti della Lega. Parlo di Alleanza Meridionale.
Consiglierei a tutti i militanti di acquistare due copie anzichè una, e l'altra magari, inserirla nella casella postale di un loro conoscente comunista; chissà che non cambi idea.


Grazie per i contributi.
E' chiaro che chi semina vento raccoglie tempesta.
Quando un leader non ha più credibilità
è chiaro che pure gli organi mediatici che lo sostengono
perdono seguito.
Eppoi la Padania ha perso gradualmente ma inesorabilmente
credibilità, nessuna autocritica ma continue lodi
sperticate al leader,
solo per questo dovrebbero essere interrotti gli aiuti economici
statali.
Naturalmente c'è bisogno di una voce d'ambito Padano,
ma dev'essere libera.
Libera da condizionamenti, libera dai debiti,
libera da certi direttori politici.
Un buon giornale padano dev'essere brioso,
simpatico, intelligente, curioso,
più inchieste, più cultura vera,
insomma più divertente.


Visto che chi e' rimasto a "la Padania" lo ha fatto per semplice motivo di opportunismo e ha difeso a spada tratta le scelte scellerate del movimento, non provo alcun sentimento nei loro confronti.
E' significativo che abbiano acquistato qualche lettore da Libero e che si lodi la direzione di Moncalvo, e cioe' l'inizio dello svaccamento.
Le 25.ooo copie degli ultimi anni erano solo nella testa di qualche componente della cupola e in quelle dei militonti che credevano ancora alle loro palle.... (il sen Leoni all'ultimo congresso della Lega lombarda parlo' di 400 abbonati, compresi quelli istituzionali ....)