La Fiat ha siglato un accordo con l’azienda cinese Chery Automobiles, questo accordo prevede la delocalizzazione in Cina della produzione di motori per le auto del Lingotto, con conseguente esubero di operai nelle fabbriche italiane.
Ancora una volta constatiamo come la politica industriale del “glorioso” marchio torinese, s’incentri sulla delocalizzazione del settore produttivo in paesi, come la Cina, dove il costo del lavoro è pressoché nullo ed i margini di guadagno per gli azionisti FIAT crescono a dismisura. Il recente accordo siglato con la compagnia cinese Chery Automobiles per la produzione di motori per i modelli FIAT sta a significare che molti operai dell’azienda e delle aziende che vivono dell’indotto riceveranno una bella lettera di licenziamento, anzi l’avviso di “mobilità” o, come si diceva una volta, verranno messi in cassa integrazione, sostenuti dallo Stato, in pratica graveranno sulle tasche dei contribuenti. Come sempre privatizzazione dei guadagni, socializzazione dei debiti.
Forza Nuova non può che condannare questa politica industriale della FIAT, come di tante altre grandi aziende italiane, che perseguendo in maniera immorale, e molte volte illecita, profitti sempre maggiori, si rendono responsabili del decadimento del sistema industriale e produttivo nazionale, schiacciato dalla concorrenza imbattibile di paesi come la Cina dove la schiavitù e lo sfruttamento della manodopera è prassi consolidata.
Gli anni ’90 ed i primi anni del XXI secolo hanno visto il collasso dell’industria tessile e calzaturiera italiana, vittima dell’importazione sempre più massiccia di prodotti cinesi ed estremo orientali, molti dei quali contraffazioni pressoché perfette di prodotti di marca italiani di fascia alta.
I primi anni di questo nuovo secolo vedranno probabilmente la distruzione dell’industria automobilistica, anche questa schiacciata dall’arrivo sul mercato italiano ed europeo di prodotti sempre più economici, ma qualitativamente sempre più scarsi. Conseguentemente la crisi occupazionale del nostro paese, già accentuata dall’immigrazione incontrollata, che agevola i capitalisti a scapito dei lavoratori italiani, e dalla legislazione sul lavoro che ha creato e aumenta di anno in anno la precarizzazione, accelererà e sfocerà in scontri sociali fra le fasce di popolazione povere ed i grandi potentati economici, i gruppi bancari ed i politici loro camerieri.
Forza Nuova è convinta che solo una riforma complessiva della politica economica del nostro paese in chiave corporativa e socializzatrice può salvare l’economia italiana, ma soprattutto può evitare uno scontro sociale che potrebbe avere ripercussioni inimmaginabili, in Italia ed in Europa.

Roma, 08/08/2007
Forza Nuova - Ufficio Stampa

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