C’è uno strano agitarsi nell’area, che si autodefinisce di destra, strano e scomposto. Alcuni pensano di poter raccogliere voti mettendo insieme deputati e consiglieri comunali, altri credono di poter estendere a livello nazionale un lusinghiero e talvolta addirittura ottimo risultato locale, altri ancora pensano di sfruttare antichi nomi o posizioni passate che al presente sono tutte da dimostrare.
Tutti con l’intento di occupare un’area “a destra” orfana di Alleanza Nazionale e di Gianfranco Fini, ormai veleggianti verso lidi indefiniti ed indefinibili, come tutta la sedicente politica italiana.
Non si aggregherà però un popolo od un elettorato attorno a slogan ed a sigle di circostanza. Servono idee e programmi precisi che facciano uscire la politica dal qualunquismo e dall’estremismo per riportarla con estrema chiarezza nelle piazze tra la gente, tra i delusi che non hanno collocazione ma la cercano.
Per questo il primo impegno non deve essere la fondazione o rifondazione di improbabili partiti o movimenti ma la costruzione, attraverso una conferenza programmatica, di contenuti concreti e comprensibili che abbiano espressione politica attraverso un’idea forza nuova ed originale.
Noi del Fronte Sociale Nazionale siamo pronti al confronto ed incontro con chiunque voglia passare attraverso questa via obbligata, convocando sin da adesso una conferenza programmatica cui possano partecipare tutti coloro che si riconoscano in queste linee di fondo:
1.Rivendicare i Valori fondamentali come base d’incontro tra gli uomini e fondamento della società (concetto fondante la destra).
2.Supremazia della politica sull’economia: mettendo l’uomo al centro dell’interesse pubblico e non il profitto e l’interesse economico..
3.Ricostruzione e difesa dello Stato Sociale da distinguere dallo stato assistenziale (concetto fondante la sinistra).
4.Ricostruzione dell’identità nazionale passando per la passione e la tutela del proprio territorio
5.Aconfessionalità della politica.
6.Creazione di un’ Europa politica unita indipendente dalle banche centrali e dalle altre potenze internazionali con un proprio esercito a comando unificato senza l’interferenza di altre potenze non europee, per la tutela degli interessi dei popoli d’ Europa e dell’ indipendenza degli altri popoli..
7. Autodeterminazione dei popoli.
8. Abolizione dei privilegi illegittimi.
9. Separazione reale dei poteri dello Stato
10. Tutelare la partecipazione dei cittadini alla vita attiva della Nazione, in ogni campo e settore, anche impedendo le grosse concentrazioni ed i monopoli non gestiti dallo Stato.
Con questi presupposti, messe da parte le varie manie di protagonismo e di primogenitura, si può iniziare a dialogare con una vasta area di delusi che vanno coinvolti nella dura battaglia per l’occupazione dell’enorme vuoto politico che esiste in Italia.
Adriano Tilgher