63 aziende su 100 sono irregolari
1 agosto 2007
Nel primo semestre 2007 sono state ispezionate 162.333 aziende, il 63% (102.379 irregolari). I risultati dell'attività ispettiva del ministero del Lavoro, dell'Inps, dell'Inail e dell'Enpals sono stati presentati questa mattina dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Dai controlli sono risultati 136.200 i lavoratori irregolari, con un incremento del 50,11% rispetto al primo semestre del 2007; mentre sono 67.271 i lavoratori risultati totalmente in nero, con un aumento dell'8,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Grazie all'attività degli ispettori del lavoro, nei primi sei mesi del 2007, sono stati recuperati contributi e premi evasi per un ammontare di 876.107.358 euro, a fronte dei 757.467.655 euro del primo semestre del 2006.
Nel solo settore dell'edilizia nel periodo compreso tra il 12 agosto 2006 ed il 30 giugno 2007 sono state sospese 1.760 aziende all'interno dei cantieri per le quali è stato riscontrato il superamento del 20% dei lavoratori irregolari, come previsto dalla legge. Di queste 711 hanno avuto la revoca del provvedimento per avvenuta regolarizzazione. Nei soli primi sei mesi del 2007 le aziende sospese per irregolarità sono state 761, rispetto alle 999 riscontrate al 31 dicembre 2006.
Sempre nel settore dell'edilizia nel periodo che va dal primo agosto del 2006, al 30 giugno 2007, si è verificata l'assunzione di 142.984 nuovi soggetti non conosciuti dall'Inail. Di questi 65.178 sono gli italiani e 77.806 gli stranieri. Il totale dei nuovi occupati nel settore registra una crescita di 101.624 unita', risultata dalle 791.542 assunzioni, rispetto alle 689.918 cessazioni di rapporti di lavoro. Nello stesso periodo il saldo contributivo derivante ammonta a 56 milioni e 933 mila euro in più.
Il ministro Damiano poi si rivolge direttamente all’esecutivo per chiedere di aumentare le risorse da destinare al ministero del Lavoro provenienti dai risultati derivanti dai controlli ispettivi sulla sicurezza e sull'occupazione irregolare. «Lo dico a me stesso e al governo di cui faccio parte lealmente. L'attività ispettiva dimostra che ci sono importanti risultati in termini di trasparenza e controllo e per le casse erariali dello Stato. Noi vorremmo allora che una parte di questi risultati venissero trasferiti nelle casse del ministero del Lavoro per essere destinati alla formazione, alla produttività a tutti quegli strumenti che permettono di lavorare meglio».
Il ministro ha spiegato, poi, che l'incremento delle risorse dovrebbe essere legato ai risultati ottenuti senza prevedere un tetto. «Vorremmo una percentuale - ha detto – e non avere il tetto dei 3 milioni di euro. Non vogliamo risorse a prescindere ma correlate e confermate dai risultati. Non ho mai chiesto niente ma adesso mi sento di farlo perchè sarebbe un investimento per il Paese e un riconoscimento per il lavoro svolto».
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