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  1. #1
    Anarcocapitalista
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Cool Australia, bar gay rifiuta gli etero!


    Australia, bar gay rifiuta gli etero!
    Arturo Doilo





    Partiamo con la notizia, apprasa sul sito dell’Ansa lo scorso 30 maggio. “Un pub di Melbourne, in Australia, frequentato da uomini gay, ha ottenuto il permesso di rifiutare l’ingresso a eterosessuali in un verdetto chiave del locale tribunale amministrativo, che esenta il locale dalla legge per le pari opportunità. La legge proibisce la discriminazione sulla base di razza religione e sessualità”.
    Quale motivo ha spinto i titolari del popolare Peel Hotel a richiedere l’esenzione? Per prevenire insulti e violenze agli avventori, sostengono, e “per assicurare ai clienti gay un atmosfera non minacciosa in cui esprimere la loro sessualità”. Il direttore del Peel Hotel, Tom McFeely, ha citato in particolare le cosiddette “hen’s nights” (notti della gallina, in cui la futura sposa festeggia con le amiche la vigilia delle nozze), quando gruppi di donne scelgono il suo locale per guardare i gay come forma di intrattenimento, “come animali nello zoo”. Il tribunale civile e amministrativo dello stato di Victoria ha autorizzato il pub a rifiutare l'ingresso a persone ritenute una minaccia alla sicurezza e serenità dei suoi avventori. Il magistrato Cate McKenzie ha sottolineato che a Melbourne “vi sono più di 2000 locali frequentati da eterosessuali, ma il Peel è l’unico che si rivolge in particolare ai gay”. Il vice presidente dell’ente per le libertà civili Liberty Victoria, Michael Pearce, ha definito – secondo quanto riportato dall’Ansa – “sensata” la decisione. “Credo che il significato del verdetto sia che non vi sono molti locali dove i gay possano andare ed incontrarsi senza il rischio di essere infastiditi, e che hanno di diritto ad avere i loro spazi”, ha sostenuto.
    A questo punto possiamo commentare: evviva l’Australia libertaria! Ma allora, ciò che andiamo raccontando da tempo, ovvero che discriminare è un sacrosanto diritto, non è la follia di qualche xenofobo o razzista o egoista!
    Da paleolibertario non mi sento particolarmente vicino agli omosessuali, non condivido forse la loro scelta di vita, ma dato il precedente di cui sopra credo che buttare sul tavolo della discussione politica il principio secondo cui scegliere con chi stare è naturale e sacrosanto meriti che si schiacci il piede sulla tavoletta dell’acceleratore fino in fondo. Quanto accaduto in Australia, per inciso, non è altro che l’applicazione corretta del diritto di proprietà, che tradotto significa poter disporre liberamente del proprio corpo, delle proprie idee, delle proprie pertinenze. Ergo, se un gay gode del diritto di discrimanre un etero deve valere anche il contrario. Se un bianco vuol vivere con dei bianchi come vicini potrà farlo. Altrettanto un negro. Se un fumatore desidera aprire un locale per soli fumatori, lasciando fuori dalle porte i “salutisti”, avrà il diritto di farlo. Se il proprietario di un immobile preferisce affittare un appartamento ad una certa etnia piuttosto che ad un’altra nessuno si scandalizzi. Se qualcuno ritiene importante rispettare le tradizioni secolari che contraddistinguono la sua famiglia, nel rispetto della vita ovviamente, nessuno fiati. Delle due l’una: o i principi sono tali perché unici, altrimenti la discriminazione è pura e semplice persecuzione legislativa, che vale per taluni e non per altri.
    La notizia che ci è arrivata da Melbourne è un precedente molto interessante. Speriamo che anche i massimilisti di sinistra e di destra sappiano fare buon uso di questa lezione di diritto naturale applicato.

  2. #2
    Hrodland
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    Da paleolibertario non mi sento particolarmente vicino agli omosessuali, non condivido forse la loro scelta di vita, ma dato il precedente di cui sopra credo che buttare sul tavolo della discussione politica il principio secondo cui scegliere con chi stare è naturale e sacrosanto meriti che si schiacci il piede sulla tavoletta dell’acceleratore fino in fondo. Quanto accaduto in Australia, per inciso, non è altro che l’applicazione corretta del diritto di proprietà, che tradotto significa poter disporre liberamente del proprio corpo, delle proprie idee, delle proprie pertinenze. Ergo, se un gay gode del diritto di discrimanre un etero deve valere anche il contrario. Se un bianco vuol vivere con dei bianchi come vicini potrà farlo. Altrettanto un negro. Se un fumatore desidera aprire un locale per soli fumatori, lasciando fuori dalle porte i “salutisti”, avrà il diritto di farlo. Se il proprietario di un immobile preferisce affittare un appartamento ad una certa etnia piuttosto che ad un’altra nessuno si scandalizzi. Se qualcuno ritiene importante rispettare le tradizioni secolari che contraddistinguono la sua famiglia, nel rispetto della vita ovviamente, nessuno fiati. Delle due l’una: o i principi sono tali perché unici, altrimenti la discriminazione è pura e semplice persecuzione legislativa, che vale per taluni e non per altri.
    La notizia che ci è arrivata da Melbourne è un precedente molto interessante. Speriamo che anche i massimilisti di sinistra e di destra sappiano fare buon uso di questa lezione di diritto naturale applicato.
    [/INDENT]
    Se venisse applicata in questo modo, non ci sarebbe nulla di male, ed ognuno avrebbe i suoi spazi; il problema è che solo ad alcune categorie vengono permessi questi diritti (neri, omosessuali, e compagnia varia), mentre altre categorie sono sempre più deprivate dei loro diritti (e sembra che l'uomo maschio bianco eterosessuale non ebreo sia il primo della lista da eliminare, da parte dei fanatici del politicamente corretto!).

  3. #3
    Advocate of Liberty
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    A proposito del divieto di fumare in locali privati aperti al pubblico ricordo di avere letto che tre o quattro mesi fa in Georgia (USA) un giudice ha dato ragione al proprietario di un bar che decise di infischiarsene della legge liberticida-proibizionista anti fumo permettendo ai suoi clienti di fumare. Il giudice ha sancito che è il proprietario che ha il sacrosanto diritto di scegliere se applicare o meno il divieto di fumare, basta che sulla porta d'ingresso sia segnalato la scelta del proprietario così il cliente è informato prima di entrare e se il fumo gli da noia evita di frequentare il locale. Sulla questione di vietare l'ingresso agli etero c'è da dire che per quanto lecita (a mio avviso) è difficile da applicare: come fa l'addetto all'ingresso a capire quali sono le mie preferenze sessuali? Mica tutti gli omossessuali vanno in giro imbardati stile gay pride o carnevale di Rio, anzi. Ad ogni modo vorrei vedere che puttanaio verrebbe fuori se in un locale si vietasse l'ingresso agli omosex.

  4. #4
    Vivo all'estro
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    No,si tratta solo dellla matita che va dalla parte sbagliata e lo fa fino in fondo ,finisce il circolo ,ed appare ora stare nel posto giusto.
    Il giudice ha detto,involontariamente e senza volerlo:
    "I gay hanno diritto alla proprieta' ,alla discriminazione ed all'esclusivita'".
    Ma ha detto ancora piu' chiaramente ed in questo caso intenzionalmente:
    " Tu ,maschio et...NORMALE,no".
    Sono cent'anni che dicono cose di questo genere.
    I maschi,le coppie normali e chi e' in grado di guadagnare,non ha alcun diritto.
    Non si puo' fare solo "una questione di generico,fondamentale principio" quando si 'e personalmente attaccati e limitati .
    E allora?
    Meglio forse "nessun diritto all'esclusivita' ed emarginazione,per nessuno?"
    Si,in questo caso si,e' perlomeno piu' giusto.
    Piu' "etico" visto che ci si trova nel contesto dello stato "etico",comunque.

  5. #5
    RenzoAudisio
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    Citazione Originariamente Scritto da Hrodland Visualizza Messaggio
    Se venisse applicata in questo modo, non ci sarebbe nulla di male, ed ognuno avrebbe i suoi spazi; il problema è che solo ad alcune categorie vengono permessi questi diritti (neri, omosessuali, e compagnia varia), mentre altre categorie sono sempre più deprivate dei loro diritti (e sembra che l'uomo maschio bianco eterosessuale non ebreo sia il primo della lista da eliminare, da parte dei fanatici del politicamente corretto!).
    sottoscrivo

 

 

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