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Roma, 16 ago. (Adnkronos/Ign) – Sciopero fiscale in autunno per mandare via il governo Prodi. Umberto Bossi sceglie il giorno di Ferragosto per lanciare una proposta agli alleati della Cdl e un duro attacco alla maggioranza. E da Ponte di Legno, dove si sono svolte le selezioni per Miss Padania, esorta i cittadini a pagare le tasse soltanto alle Regioni e non allo Stato.
Un gesto forte di ribellione contro la politica fiscale del governo: "Ne hanno piene tutti le scatole e anche qui c'è un sacco di gente che è rimasta a casa perché è senza soldi, perché non ha i soldi per andare in ferie" ha detto il leader del Carroccio.
Bossi spera che la sua proposta venga sostenuta da tutto il centrodestra: per lo sciopero fiscale infatti “ci deve essere l'accordo" nella Cdl, sottolinea.
L'idea di Bossi viene però subito bocciata dall'Udc, e il presidente Rocco Buttiglione parla senza mezzi termini di una "follia". "Proporre lo sciopero fiscale - prosegue l'esponente centrista - è come dire che vogliamo la dissoluzione dello Stato. Dopodichè, che succede? Come fa lo Stato a pagare i poliziotti che ci devono difendere dai criminali? Come fa a pagare le Forze Armate che ci devono difendere dai terroristi?" chiede Buttiglione. "Non si pagano più stipendi e non si pagano più pensioni" avverte Buttiglione, che taglia corto: "Una cosa del genere non può essere presa sul serio".
E anche il partito di via della Scrofa prende le distanze. An, mette in chiaro Altero Matteoli, non seguirà il Carroccio sulla strada dello sciopero fiscale. ''La politica si fa in altri modi, non con la rivolta delle tasse", dice il capogruppo al Senato di An. Per Matteoli il Senatur è ''stato frainteso, perché non posso pensare che Bossi abbia veramente detto 'facciamo lo sciopero fiscale'''.
A sostenere il leader della Lega Nord al momento sono solo gli esponenti di Forza Italia. Per il vicecapogruppo alla Camera, Paolo Romani, sarebbe "un'iniziativa di grossa pressione psicologica" per protestare contro un governo "che dissipa le risorse del Paese", e cioè "i soldi delle tasse che mandiamo a Roma, soprattutto dal Nord".
Più cauta Alleanza Nazionale. Per Maurizio Gasparri "ogni forma di protesta contro questo governo, che ha portato ad un inaccettabile inasprimento del prelievo fiscale, è comprensibile. La vera risposta però - sottolinea Gasparri - non è lo sciopero fiscale, ma è mandare a casa questo governo che ha aumentato anche l'insicurezza. Da tempo An è su questa posizione e il 13 ottobre scenderà in piazza anche per la sicurezza. E' tempo di legalità ed ordine".
Dalla maggioranza parte un coro di critiche al leader del Carroccio, accusato di voler incitare all'illegalità. "Incitare allo sciopero fiscale è una proposta insana. Non pagare i tributi, che sono la fonte principale dello Stato, oltre ad essere illegale, si ripercuoterebbe sugli stessi cittadini, che sarebbero poi costretti a pagarne di più" dice il ministro Antonio Di Pietro. "Non pagarle vuole anche dire allargare maggiormente la forbice tra ricchi e poveri; tra chi evade e quanti hanno sempre pagato. Un Italia a due velocità che ancora maggiormente sbilancerebbe a favore dei soliti furbi".
Per il deputato dei Verdi Paolo Cento, "la proposta di Bossi di uno sciopero fiscale è indecente e rappresenta un pessimo segnale rispetto alla battaglia che con rigore e coerenza le istituzioni stanno portando avanti contro l'evasione e l'elusione fiscale. Se Bossi vuole realmente un federalismo moderno - aggiunge il sottosegretario al ministero dell'Economia - si confronti in Parlamento con la proposta avanzata dal governo sul federalismo fiscale e lasci perdere questa pericolosa boutade 'ferragostana'". Anche i Popolari-Udeur respingono "con forza" l'idea dello sciopero fiscale. "Agitare la leva fiscale per mandare a casa il governo - si legge in una nota del partito di Mastella - è quanto di più antidemocratico si possa immaginare". Daniele Capezzone plaude invece al numero uno della della Lega Nord: "Non mi unisco al lancio di pietre contro Bossi, perchè la secessione fiscale non la fa il leader della Lega ma Visco, con una politica di aggressività fiscale che non produce risultati e colpisce le piccole imprese, artigiani e commercianti".
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Stronzate in libertà.
Ovvero dare fiato alla bocca.
Signor Bossi,forse voi parlamentari,con tutti i privilegi di cui godete,potete non pagare le tasse e non vi accade nulla (anche se a norma di legge non è così),ma se una cosa del genere provo a farla io o qualunque altro cittadino,l'indomani ho la finanza dietro la porta di casa.
Evitiamo di dire sciocchezze quindi,la battaglia contro il governo Prodi va fatta rispettando le leggi,anche quelle che ci sembrano ingiuste o sbagliate.
Se passa il principio che una legge che si ritiene sbagliata non la si rispetta è la fine dello Stato.




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