Coercizione mentale: FREEDOM NEXT TIME

DI JOHN PILGER
Information Clearing House

Il titolo di questo intervento è Freedom Next Time, titolo anche del mio libro, nato con l'intento di essere un antidoto alla propaganda che troppe volte si camuffa da giornalismo. Quindi ho pensato di parlare oggi di giornalismo, della guerra raccontata dal giornalismo, della propaganda, del silenzio e di come il silenzio si possa spezzare. Edward Bernays, il cosiddetto padre delle pubbliche relazioni, scrisse di un governo invisibile che è il vero potere dominante del nostro paese, riferendosi al giornalismo, ai media. Questo accadeva quasi 80 anni fa, non molto tempo dopo l'invenzione del giornalismo aziendale: è una storia di cui pochi giornalisti parlano o sanno qualcosa, e che cominciò con l'arrivo della pubblicità privata.

Nel momento in cui le nuove imprese iniziarono a prendere il controllo della stampa, venne inventato ciò che fu definito "giornalismo professionale". Per attrarre le grandi agenzie pubblicitarie, la nuova stampa aziendale doveva avere una facciata rispettabile e rifarsi ai principi di obiettività, imparzialità ed equilibrio. Furono fondate allora le prime scuole di giornalismo e il giornalismo professionale venne avvolto dal mito di neutralità liberale. Il diritto alla libertà di espressione fu associato ai nuovi media e alle grandi imprese ma l'intera faccenda era "completamente fasulla", come dice giustamente Robert McChesney. Postato da cdcnet il Mercoledì, 08 agosto @ 2037 CEST (21 letture)
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