
Originariamente Scritto da
thematrix
Petrolieri convocati al ministero
"Troppo alti i prezzi in Italia"
l consigliere per le questioni petrolifere del ministro per lo Sviluppo Economico
spiega: "La forbice con la media Ue è tornata ad aumentare in modo preoccupante"
Secondo uno studio di Nomisma, per la benzina in media la differenza di prezzo
con gli altri Paesi europei è di 3,8 centesimi di euro, per il gasolio di 3,5
ROMA - Il ministero per lo Sviluppo economico ha convocato per il 10 agosto i petrolieri, per esaminare il nodo del divario tra i prezzi dei carburanti in Italia e la media dei paesi dell'Unione europea. "Il ministero segue con attenzione l'andamento dei prezzi e deve constatare che la forbice con la media Ue, dopo una fase di contrazione, è tornata ad aumentare in maniera preoccupante", spiega in una nota il consigliere per le questioni petrolifere del ministro Pierluigi Bersani, Umberto Carpi.
Secondo le rilevazioni Istat, a luglio i prezzi dei prodotti energetici hanno registrato un aumento congiunturale dello 0,3 per cento, e un calo tendenziale pari all'1 per cento, contro il +1,3 per cento di giugno. L'aumento congiunturale è imputabile soprattutto ai carburanti, che sono aumentati dello 0,8 per cento rispetto a giugno. In particolare la benzina verde è aumentata è aumentata su base mensile dello 0,7 per cento e il gasolio dell'1,1 per cento.
Secondo uno studio di Nomisma Energia commissionato dall'Unione Petrolifera e presentato due settimane fa, la differenza tra il prezzo medio della benzina in Italia e la media ponderata dell'Unione Europea-15 è di 3,8 centesimi al litro. Per il gasolio la differenza è di 3,5 centesimi di euro.
Questo maggiore costo, secondo lo studio Nomisma, è imputabile per 1,5 centesimi alla scarsa diffusione del self service in Italia; per 1,1 alla scarsa flessibilità commerciale dei distributori; per 0,8 alla maggiore capillarità della rete in Italia (la nostra è la rete con più punti vendita, nonostante i tentativi di razionalizzazione degli ultimi tempi) e per 0,4 al peso degli ipermercati in Francia e in Gran Bretagna (la distribuzione tramite ipermercati, in Italia ancora agli inizi, all'estero ha permesso un buon abbassamento dei prezzi).
La ricerca mostra come l'Italia sia l'unico Paese della Ue-15 ad avere più di 22.000 punti vendita, con una densità davvero superiore agli altri Paesi. Di contro, per erogato medio l'Italia è solo il quinto Paese della Ue-15. L'Italia è inoltre ultimo Paese in graduatoria per punti vendita con self service con pagamento successivo al rifornimento, e quello con il minor numero di vendite negli ipermercati (fatta eccezione per Norvegia e Austria).
(4 agosto 2007)
http://www.repubblica.it/2007/08/sez...-petrolio.html
ottima iniziativa questa del governo, davvero....questi petrolieri non solo non si contentano di inquinare il mondo ricavandone giganteschi profitti, ma vogliono anche truffarci sui prezzi facendoci pagare la benzina di più di quella che dovrebbe costare....questo è veramente troppo!
