Roma, 12 ago. (Apcom) - Carlo Ripa di Meana chiede perdono, dopo 36 anni, alla famiglia Calabresi per aver firmato un documento pubblicato nel 1971 sul settimanale 'l'Espresso', in cui si incolpava il commissario di polizia Luigi Calabresi del delitto di Giuseppe Pinelli, morto in circostanze misteriose mentre era in questura a Milano nel 1969.
"Chiedo un individuale perdono alla signora Calabresi e al figlio", ha detto, intervenendo durante un appuntamento del ciclo Cortina InConTra. La lettera all'Espresso, in cui si definiva Calabresi come un 'torturatore', era stata sottoscritta da 800 intellettuali, fra cui artisti, scienziati, registi, editori, giornalisti.
"Desidero spiegare - ha aggiunto l'ex parlamentare socialista ed ex leader dei Verdi - che allora, nel 1971, ero segretario del Club Turati, a Milano. Il club era frequentato sia da Giuseppe Pinelli, prima della sua morte, sia dal Commissario Luigi Calabresi, sia dal responsabile della Digos di Milano Antonino Allegra. Li conoscevo tutte tre. Quanto accaduto in questura mi aveva molto sconvolto".
"Nella sede del club Turati - ha detto ancora Ripa di Meana - facevamo controinformazione, per cercare di capire veramente cosa era accaduto: le circostanze che ci fornivano era che Pinelli era morto nel corso di un interrogatorio in cui erano presenti sia Allegra sia Calabresi. Quindi, quando forse qualcuno mi telefonò, per propormi di sottoscrivere quel documento, non pensavo che le conseguenze sarebbero stato l'assassinio di Calabresi".
http://notizie.alice.it/notizie/poli...,12991029.html
Mah,a questo punto forse bisogna guardare al lato positivo: saranno dopo 36 anni,ma almeno le scuse da questa persona sono arrivate...attendiamo con pazienza le altre centinaia.




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