Originariamente Scritto da
Barsanufio
Sono molto grato a waglione per questo intervento.
Nel mio esempio (exempla claudicant) la parte liscia della pagina impressa in Braille non era anzitutto la cultura umana, ma la cultura di un popolo: certamente non il più avanzato, non il più raffinato, anche se unico forse ad essere attraversato da un'ansia suprema che lo incalza, lo estenua, lo divora. Ho detto che Dio è nel delta. Il delta, nel mio esempio, indica uno scarto relativo. E' ben possibile che gli ebrei, quanto al rispetto e alla valorizzazione del femminile, fossero, diciamo, a 10, e che invece i contemporanei greci fossero a 1000. Supponiamo che Gesù fosse a 500, e Alceo a 1010, rimane che il delta divino di Gesù è infinitamente maggiore al medesimo delta divino del poeta lirico.
Insomma, Dio Pygmalion sceglie Israele, una vera Eliza Doolittle fra i popoli, una fioraia dal dialettaccio impacciato, e lo rende presentabile nella società delle genti. Presentabile, non eccelso. Ma il Professor Higgins dimostra la sua bravura proprio rendendo presentabile, in pochi mesi, la fioraia che parla con accento cockney, e non avrebbe alcun merito - né sarebbe stato per lui interessante - nel migliorare di pochissimo l'inflessione della gentildonna Grecia.
Questa però è solo una parte della risposta.
Per quanto non sia un esperto, io amo d'amore appassionato i lirici greci, e uno dei versi che salverei dalla catastrofe atomica (e che per me è veramente divino) è quello celeberrimo di Saffo: Eros ha scosso la mia mente / come vento che giù dal monte / scuote le querce.
Tuttavia so - per aver letto i lirici, ma anche, come credo tutti noi, per esperienza personale - che una donna può esser resa schiava del proprio incanto. Esistono strumentalizzazioni angelicate, incantate, poetiche, erotiche. Non ci sono solo le badanti del corpo, e del corpo malato. Ci sono le badanti del corpo felice ed erotizzato, del cuore, della mente, perfino dello spirito. Vi sono modi diversi dell'asservimento del femminile, di cui quello rozzo e noto è il più triste, ma lungi dall'essere il solo.
Ecco, io vedo - perdonatemi, ma lo vedo - in quell'episodio della peccatrice, in cui - come direbbe un caro amico gesuita - una prostituta identificata fugge, inseguita, sotto il tavolo di un banchetto, e a un certo punto incontra due piedi, i piedi del Signore, e li trova non tesi. E allora prende rifugio in essi, e c'è una mescolanza di profumi, odore di carne baciata e lacrime, forse anche di quel muco che scende dalle narici quando si piange; io vedo in questo dialogo silenzioso tra i piedi non tesi di Gesù e la peccatrice in essi accolta - dialogo silenzioso, perché con la mente Gesù svela all'ospite Simone, che pure ama, chi è in quel luogo la vera prostituta -; io vedo in questa scena uno scarto assoluto. Qui, ecco, il delta non è più relativo.
Grazie, Barsanufio