
Originariamente Scritto da
La Papessa
Vi è un quarta opzione: che la scelta di tutte le religioni si fondi su criteri particolari, anteriori alle considerazioni umane, storiche, sociali, criteri per così dire archetipici, dei quali magari si è perduta l'origine, ma che hanno informato di sè ogni credo religioso fin dall'inizio, escludendo la donna dalla gestione del sacro proprio per la sua struttura e natura costitutiva occulta: ne ho già accennato. A me appare la spiegazione più convincente, quella che rende ragione del divieto: un divieto troppo diffuso e generalizzato per rispondere solamente a canoni storici.
Con questo non nego che la donna sia stata presente attivamente all'interno di alcune discipline dello spirito: penso alla Bhairavi Brahmani, iniziatrice di Sri Ramakrishna all'interno del le discipline tantriche, al quale insegnò la serie completa dei sadhanas, intorno al 1860, oppure ad Ananda Moy Ma, della quale parla anche Paramahansa Yogananda, ma l'attività di queste donne eccezionali si svolse sempre in un ambito nel quale ci si riferiva alla Suprema Shakti, la Madre Cosmica, e in definitiva, perciò, ad un ambito cosmico femmineo, per quanto elevatissimo anche secondo le nostre prospettive, se tentiamo un confronto, non facile, con le nostre tradizioni misteriche.
Personalmente, dopo moltissimi anni di studi, molti specifici, mi sono convinta che la donna possa essere attiva all'interno della gestione del sacro soltanto in stretta collaborazione con l'elemento maschile.
Credo però altresì che il mondo stia andando in tutt'altra direzione, ma questo non necessariamente rappresenta un bene.