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  1. #1
    legio_taurinensis
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    Si risveglia l'identità serba - Kosovo Poljie

    Il 28 giugno, presso il monumento di Gazimestan, Kosovo, si è ricordata la battaglia di Kosovo Polje. Nessun incidente nonostante alcune provocazioni. E la presenza sul posto di alcuni membri della "Guardia di Zar Lazar", ultranazionalisti serbi che si dichiarano pronti a difendere il Kosovo con le armi. Un reportage



    Membri della Guadia di Zar Lazar a Gracanica

    Ad alcune centinaia di metri dal monumento, il posto di blocco. I poliziotti del Kosovo Police Service e i militari della KFOR indirizzano chi arriva in diverse direzioni. Se sei giornalista, oppure serbo, puoi passare; se sei albanese, ti invitano a muoverti sulla sinistra. Questa la scena andata avanti per alcune ore a Gazimestan, Kosovo Polje, luogo che, nella storia del popolo serbo, viene ricordato come quello della gloria. Sono passati 618 anni da quando, su questo altopiano, fu combattuta la battaglia. Da una parte un esercito che riuniva, sotto la guida del re serbo Lazar,i popoli di tutti i Balcani, Serbi, Bulgari, Bosniaci, Albanesi ed Ungheresi. Dall'altra la più potente macchina da guerra dell'epoca, l'esercito del sultano ottomano Murad. Gli alleati balcanici perdono, ma i serbi continuano fino ad oggi a celebrare, il 28 giugno di ogni anno, questo avvenimento storico.

    Quest'anno poi, c'è una ragione in più per venire a celebrare. Il Kosovo sembra ormai perduto, e qualcuno è venuto anche per tentare di fermare questo processo. Sono le undici di mattina. La strada che porta fino al monumento è piena di macchine parcheggiate. Sono venuti serbi da tutto il Kosovo, ma anche dalla Serbia. Alcuni autobus hanno la targa di Belgrado, il loro sembra quasi un pellegrinaggio. Qualcuno sale sul monumento portando una lunga bandiera. Altre bandiere, messe un po' ovunque, giocano con il vento. Tutto scorre senza incidenti, sotto lo sguardo attento dei militari KFOR. Chi è venuto parla della battaglia. Ad un certo punto le macchine fotografiche iniziano a scattare. E' arrivato Alessandro II Karadjordjevic, il principe di Serbia, la cui famiglia venne esiliata dai comunisti di Tito. Alessandro parla di diritti umani per i serbi e gli albanesi, parla di pace, ma non dimentica: “Non si può pretendere che la Serbia perda il 15% del territorio nazionale nel volgere di una notte. Gli Usa rinuncerebbero alla California, o al Texas? Il Kosovo è terra serba, quante volte bisogna ripeterlo?”. Nelle ultime parole si può avvertire una sfumatura di rabbia. Alcuni intorno a lui applaudono.

    Al principe viene fatta una domanda di grande attualità: appoggia o meno le dichiarazioni bellicose fatte dalla neonata “Guardia di Zar Lazar? Circa un mese fa, infatti, alcuni veterani serbi hanno creato un'organizzazione sotto questo nome, giurando di salvaguardare l'appartenenza del Kosovo alla Serbia anche con le armi. Il principe si schernisce, non ha alcun legame con loro, dice, e di questo non vuole parlare. Per Alessandro la strada passa attraverso i negoziati. Il vescovo di Raska e Prizren, Artemje, è accanto a lui, silenzioso. Ci sono moltissimi sacerdoti oggi, anche se probabilmente il gruppo più numeroso è quello dei giornalisti. Alcune donne, con indosso magliette rosse che rappresentano il monumento alla battaglia di Kosovo Polje, raccolgono firme per far restare il Kosovo nei confini della Serbia. Pochi metri più in là, il leader del partito radicale di Mitrovica nord, rilascia una lunga intervista per la tv serba. Manda un messaggio ai serbi del Kosovo che stanno creando partiti e che potrebbero entrare in coalizione di governo con le formazioni di Hashim Thaci o Ramush Haradinaj: “questi personaggi non rappresentano i veri serbi”, dice.

    Continua ad arrivare gente. Alcuni giovani hanno stampati sulla maglietta i ritratti di Milosevic, Mladic, Seselj o il logo delle Tigri di Arkan. Non vogliono essere controllati dai poliziotti, albanesi, del KPS, ma non hanno scelta. Uno di loro, sui vent'anni, sembra più deciso. Ha, sulla maglietta, l'emblema della “Guardia di Zar Lazar”. Ieri l'amministrazione dell'Unmik ha deciso che chiunque indossi queste magliette non possa entrare in Kosovo. I poliziotti fermano il ragazzo, lo fanno entrare in macchina, gli tolgono la maglietta e poi lo lasciano andare. In totale, più di cento magliette di questo tipo vengono sequestrate nei vari autobus giunti oggi dalla Serbia. E' difficile credere che tra le persone venute oggi al monumento non ci sia anche chi fa parte della “Guardia”. Il leader di questa organizzazione, dichiarata illegale in Serbia, Hadzi Andrej Milic, proprio nel giorno della cerimonia ha dichiarato che 150 membri della “Guardia” si sarebbero riuniti intorno al monumento per proclamare il “governo di salvezza nazionale di Vidovdan”.

    Gli albanesi si sono tenuti lontano dalla manifestazione, anche i veterani dell'UCK che, nei giorni scorsi, avevano avvertito i paramilitari serbi di non farsi vedere in Kosovo. Nell'aria si poteva avvertire la tensione creata da questa “guerra delle dichiarazioni”. Solo un gruppo di cinque albanesi ha tentato di avvicinarsi, ma è stato fermato dalla polizia. Ciò nonostante, un albanese è riuscito a distribuire alcune mappe ai serbi che uscivano dagli autobus. Sulle mappe, che rappresentavano i Balcani e l'antica Illiria, c'era scritto “Dov'è la Serbia?”. Anche questa persona è stata presto arrestata.

    A quel punto i manifestanti si sono spostati a Gracanica dove, all'interno del monastero, si è svolta la parte religiosa della cerimonia. All'interno delle mura di Gracanica, molti ragazzi, protetti dalle mura del monastero, si sono sentiti liberi di indossare le magliette della “Guardia di Zar Lazar”. La polizia, nonostante gli ordini, non se l'è sentita di entrare nel luogo sacro per farli rispettare.

    06.07.2007 Da Pristina, Alma Lama

    http://www.osservatoriobalcani.org/a...iew/7950/1/49/

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  2. #2
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    Nel bene dico anche...MALE !

    Bisogna schierarsi con coloro che vogliono difendere a TUTTI I COSTI le loro.
    Perchè parlare di trattati e discussioni politiche ? Abbiamo visto tutti cosa hanno pagato i serbi in 15 anni. Territori persi, bombardamenti su uno stato sovrano...ma cos'è ? Ha paura di perderci la faccia sto principino ? Con le parole al giorno d'oggi non si va da nessuna parte ! benvengano le armi !

    esiste un sito di questi ultranazionalisti ?

  3. #3
    legio_taurinensis
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    Non lo so, ma io rifletterei sulla "sete" di identità di questo popolo che nonostante le bombe e i torti subiti dalla (in)giustizia internazionale, sa ancora alzare la testa e far sentire la propria voce.

    Slobodna Srpska!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Emiliano Visualizza Messaggio
    Non lo so, ma io rifletterei sulla "sete" di identità di questo popolo che nonostante le bombe e i torti subiti dalla (in)giustizia internazionale, sa ancora alzare la testa e far sentire la propria voce.

    Slobodna Srpska!

    Nulla di falso. Concordo...ma non mi basta ! Voglio una voglia di nazionalismo OVUNQUE, in TUTTA LA SERBIA, da Sud a Nord...da est...a.....OVEST

    Devo ricongiungersi ai Serbi di Bosnia. Ai tempi ( 94-95 ) la Russia era un colabrodo, l'aiuto dato nel 91 a Jovic non poteva essere dato durante gli accordi di Dayton, quando i Serbi di Bosnia rimasero soli. Ora le cose son cambiate. La Russia non ha più un conflitto interno con la Cecenia visto che quest'ultima ha vinto ( ) però il grande leone russo è tornato e non può far altro che bene ai fratelli serbi. Già nel 99 quando occuparano, i militari Russi, l'areoporto di Pristina, fu un grande colpo strategico...

  5. #5
    legio_taurinensis
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    Citazione Originariamente Scritto da Albex Visualizza Messaggio
    Nulla di falso. Concordo...ma non mi basta ! Voglio una voglia di nazionalismo OVUNQUE, in TUTTA LA SERBIA, da Sud a Nord...da est...a.....OVEST

    Devo ricongiungersi ai Serbi di Bosnia. Ai tempi ( 94-95 ) la Russia era un colabrodo, l'aiuto dato nel 91 a Jovic non poteva essere dato durante gli accordi di Dayton, quando i Serbi di Bosnia rimasero soli. Ora le cose son cambiate. La Russia non ha più un conflitto interno con la Cecenia visto che quest'ultima ha vinto ( ) però il grande leone russo è tornato e non può far altro che bene ai fratelli serbi. Già nel 99 quando occuparano, i militari Russi, l'areoporto di Pristina, fu un grande colpo strategico...
    Ma difatti stai tranquillo che nel momento in cui il Kosovo proclamasse l'indipendenza (Kosovo che è una zona decisamente piu' importante e strategica per la Serbia, a differenza del Montenegro, ma anche per gli amerikani e gli europei) , non credo che la Russia rimanga zitta ad assistere passivamente, perché ne va anche dei suoi interessi nazionali.
    Il Kosovo è una regione con una buona presenza di albanesi ed islamizzata - come la Bosnia - e la Russia ne sa qualcosa avendo combattuto un conflitto coi ceceni, e ben sapendo che il tentativo di accerchiamento avviene da una parte con le rivoluzioni "arancioni" liberal-democratiche e dall'altro con l'appoggio agli indipendentismi filo-islamici, in qualche maniera non accetterà questa svolta.

  6. #6
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    Solo la Russia puo' salvare il popolo serbo. Per fortuna la situazione e' cambiata rispetto al secolo scorso."L'orso russo si e' vegliato dal letargo e si VEDE" !

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Emiliano Visualizza Messaggio
    Ma difatti stai tranquillo che nel momento in cui il Kosovo proclamasse l'indipendenza (Kosovo che è una zona decisamente piu' importante e strategica per la Serbia, a differenza del Montenegro, ma anche per gli amerikani e gli europei) , non credo che la Russia rimanga zitta ad assistere passivamente, perché ne va anche dei suoi interessi nazionali.
    Il Kosovo è una regione con una buona presenza di albanesi ed islamizzata - come la Bosnia - e la Russia ne sa qualcosa avendo combattuto un conflitto coi ceceni, e ben sapendo che il tentativo di accerchiamento avviene da una parte con le rivoluzioni "arancioni" liberal-democratiche e dall'altro con l'appoggio agli indipendentismi filo-islamici, in qualche maniera non accetterà questa svolta.


    Speriamo, però non con i fatti...con le armi. E' ora che le pareti colorate dagli USA cambino tonalità.

    Mi fa piacere che ci sia anche tu a scrivere, anche se non ci conosciamo di persona, fai una gran bella impressione

  8. #8
    HAF444
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    Abbiamo visto tutti cosa hanno pagato i serbi in 15 anni. Territori persi, bombardamenti su uno stato sovrano...

    nessun territorio la Serbia ha perso negli ultimi 15 anni

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da HAF444 Visualizza Messaggio
    nessun territorio la Serbia ha perso negli ultimi 15 anni
    Il Kosovo pur non essendo fortunatamente indipendente, e' un territorio serbo amministrato dall'Onu. Per non parlare del resto.

  10. #10
    legio_taurinensis
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    Citazione Originariamente Scritto da Albex Visualizza Messaggio
    Speriamo, però non con i fatti...con le armi. E' ora che le pareti colorate dagli USA cambino tonalità.

    Mi fa piacere che ci sia anche tu a scrivere, anche se non ci conosciamo di persona, fai una gran bella impressione
    Grazie!
    Io sono per la difesa dell'identità tradizionale dei popoli europei, quindi anche dei serbi, dall'imperialismo mondialista e filo-amerikano (oltre che filo-islamico.

 

 
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