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  1. #1
    Liberale Cattivo
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    Predefinito V Udienza del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.








    Art. 6
    una volta scelti i temi, spetterà al Presidente del Senato aprire un thread ufficiale per ognuno di essi e regolamentare i lavori.
    Art. 7
    Il Presidente del Senato dovrà far svolgere quattro fasi ben distinte per ogni tema entro e non oltre la durata di un turno di discussione.
    Il presidente del Senato potrà autogestirsi come meglio crede, importante è che riesca a completare tutte e tre le fasi, più il tempo necessario per la votazione entro il turno di dibattito di trenta giorni.

    Le quattro fasi sono:

    - Dibattito libero
    - Fase di scrittura delle proposte di legge
    - Fase di presentazione
    - Illustrazione posizione politica della lista d' appartenenza e dichiarazione di voto

    Nella fase di dibattito i Senatori potranno liberamente dibattere fra di loro sul tema in questione ed eventualmente carpire se ci sono possibilità d' intesa con altre liste su posizioni comuni.

    Nella fase di scrittura delle proposte di legge, chi vuole potrà presentare in anteprima delle proprie bozze di legge sul tema in questione, cercare consensi, appoggi, ascoltare critiche, accogliere o respingere emendamenti, rifiutare o promettere il voto sulla proposta di un collega.

    Nella fase di presentazione i relatori dovranno semplicemente postare nel thread apposito aperto dal Presidente del Senato il loro progetto di legge.
    In questa fase è vietato ogni commento da parte degli altri Senatori.

    Nella fase della dichiarazione di voto, potranno prima intervenire i relatori del progetto di legge presentato nella fase precedente, per illustrare, spiegare e promuovere quanto da loro proposto.
    Dopo di che potranno intervenire tutti i Senatori eletti.
    Ognuno di essi potrà prendere parola una sola volta, per un orazione politica sul tema, che dovrà terminare con la propria dichiarazione di voto.






    Tema da trattare:

    Immigrazione e politiche di gestione collegate.








    La prima fase per il momento resterà aperta 4 giorni da ora, ovvero fino a Lunedi sera alle 21:00

    Eventualmente se ci sarà necessità daremo più giorni a disposizione per dibattere.



    Grazie



    On.Senatore Supermaio

    Presidente del Senato di PIR
    Ultima modifica di Supermario; 05-04-10 alle 01:21
    "I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."

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  2. #2
    IL CENTRODESTRA UNITO
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    Predefinito Rif: Tema del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.

    In merito a questo tema, presentato da Icu, ci tenevo a dire che noi lo abbiamo inteso come base generale per discutere appunto di come gestire l'immigrazione e in particolare quella clandestina, le politiche da adottare, come intervenire sul palese rapporto tra immigrazione clandestina e criminalità, la questione delle espulsioni e dei cie, la questione della cittadinanza, i respingimenti, il voto agli immigrati, l'integrazione, i quartieri ghetto ecc.

    Insomma ci sono tanti spunti e ogni gruppo può prendere quelli che reputa più rilevanti, dal proprio punto di vista, senza far mancare ovviamente di esprimere come in generale, se fosse al governo, gestirebbe l'immigrazione
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  3. #3
    Mistica Fascista
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    Predefinito Rif: Tema del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.

    Signori Senatori, quello dell'immigrazione credo sia uno dei temi più scottanti non del momento ma addirittura degli ultimi vent'anni.
    Vent'anni fa - io neanche ero nato - c'era una quantità di immigrati veramente risibile nel nostro paese e mai nessuno avrebbe immaginato le proporzioni che avrebbe assunto il fenomeno.

    Rendo al Senatore Newborn e a ICU il merito di aver sollevato questo tema, che giudico fondamentale.
    Prima di entrare nel dettaglio di possibili ed eventuali misure da poter adottare per affrontare il problema, io credo che la questione dell'immigrazione ponga la fondamentale questione dell'identità.
    L'immigrazione, che lo si voglia o no, pone fortemente in discussione la nostra identità.
    Le forze di sinistra appoggiano questo processo e voglio dare indiscriminatamente cittadinanza e voto agli immigrati per tre semplici motivi:
    1)Le classi sociali meno abbienti 'autoctone' sentono fortemente il peso dell'immigrazione ed hanno abbandonato la sinistra, storicamente votata dalle classi più disagiate.
    2)La sinistra vede negli immigrati delle nuove masse proletarie da cui poter trarre voti e consensi, promettendo loro diritti e privilegi che non hanno.
    3)I poteri forti che appoggiano le forze progressiste sono, inutile negarlo, i primi a trarre profitto da questo sistema.

    Dobbiamo renderci conto che l'immigrazione è, oggi come oggi, sinonimo di sfruttamento e danneggia sia gli immigrati che noi autoctoni.
    Danneggia gli immigrati perchè essi vengono sradicati completamente dal proprio contesto sociale d'origine e trapiantati in una realtà completamente nuova, attratti dal miraggio di una società che a loro viene descritta come un Bengodi in cui regnano l'impunità ed è possibile arricchirsi - secondo i loro standard - facendo fortuna.
    Purtroppo, tutti noi siamo che la situazione europea non è la migliore, a livello economico. Soprattutto in questo momento.
    Questo sradicamento porta molti immigrati ad appigliarsi a quel poco che gli rimane della loro identità: la religione, nel caso degli islamici, che non poche volte declinano in senso fanatico, integralista e fondamentalista, o un violento tribalismo, nel caso dei latinos ma anche - seppur con presupposti diversi - degli albanesi, o un nomadismo a-morale, nel caso degli zingari, incompatibile con la mentalità dei popoli europei occidentali.

    Danneggia gli autoctoni perchè porta via lavoro ai nostri disoccupati, concorrenza sleale nel mercato (si pensi ad esempio al caso dei Cinesi) e porta ad uno scontro fra gli atavismi culturali impossibili da cancellare.
    Credo che gli autoctoni abbiamo tutto il diritto di difendere la propria identità da questa vera e propria invasione, il cui pericolo molti vogliono sminuire chiamandola sic et simpliciter immigrazione.
    Ebbene, questa gente non si rende conto che l'immigrazione sta distruggendo, sia in Italia che in tutto il resto d'Europa, il nostro tessuto sociale e contribuisce ad indebolire la nostra identità antropologica, culturale e - a causa soprattutto dell'immigrazione islamica - religiosa, dettata anche da un indifferentismo relativista figlio di una mentalità secolarizzata e laicista.

    Charles De Gaulle disse: «Va benissimo che vi siano francesi gialli, neri e bruni. Mostrano che la Francia è aperta a tutte le razze ed ha una vocazione universale. Ma a condizione che restino un'infima minoranza. Diversamente la Francia non sarebbe più la Francia. Noi siamo comunque prima di tutto un popolo europeo di razza bianca».

    Io sposo in pieno queste parole di De Gaulle: il problema è che oggi non si tratta più di un'infima minoranza. Si tratta di milioni di persone che sono state o regolarizzate o che sono entrate legalmente nel nostro paese. Ma si tratta, al tempo stesso, di moltitudini di clandestini e di irregolari.
    Risolvere la questione non è facile: si pone un problema di legalità, ordine e sicurezza.
    Ma, come già detto, si pone anche un problema di identità.
    I modelli di integrazione multirazziale sono miseramente falliti: si pensi alla Gran Bretagna, dove ormai si parla apertamente di Londonistan; si pensi alla Francia e alla rivolta delle banlieus; si pensi alla Germania, dove l'immigrazione turca porterà probabilmente la città di Colonia ad avere uno dei più alti minareti d'Europa; si pensi alla Spagna, dove anche Zapatero per respingere i clandestini è stato costretto ad usare le cannonate.

    La sinistra non può e non deve risponderci col suo solito fatalismo dicendo che è un processo intrinseco alla globalizzazione e pertanto inarrestabile.
    Io credo, come il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che non dobbiamo subire la globalizzazione, fenomeno che di per sè io giudico ALTAMENTE e FORTEMENTE negativo, ma dobbiamo governarla e limitarla laddove ci danneggia direttamente.
    Dobbiamo ripristinare il primato della politica sull'economia. Dobbiamo smetterla di pensare esclusivamente in maniera ossessiva al profitto e alla mera convenienza: il fenomeno dell'immigrazione coinvolge uomini, donne, vecchi e bambini.
    Non possiamo scherzare. Non si può illudere milioni di persone di trovare il Paradiso in Terra sul nostro Continente; non possiamo rinunciare alla nostra identità facendoci invadere passivamente da popoli difficilmente integrabili se non addirittura incompatibili con noi.
    Come possiamo, ad esempio, anche solo minimamente pensare di poter assimilare pienamente le sempre più ingenti moltitudini di immigrati nordafricani di religione musulmana?
    Come possiamo rendere compatibile con noi la mentalità del popolo zingaro?
    Impossibile.
    Perciò, si dovrebbe dare una risposta decisa, una risposta forte, che tuteli la nostra nazione, il suo tessuto sociale e i cittadini.

  4. #4
    Basileus ton Romaion
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    Predefinito Rif: Tema del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.

    I liberi spostamenti di uomini e merci sono un baluardo del Libero Mercato. Ma un libero mercato vi può essere quando il rapporto è simmetrico o quantomeno non sbilanciato.

    Se la soluzione ovvia al problema dell'immigrazione è quello di incentivare lo sviluppo economico moderno (così come chiamato da Mokyr) nei Paesi a basso reddito è anche evidente che questo processo non può essere immediato e che bisogna governare il fenomeno fino a quando ampie zone del terzo mondo non avranno raggiunto uno standard di vita accettabile.

    E' un dato di fatto che un'economia avanzata come quella Italiana necessita di una quota di lavoratori immigrati. Il problema dell'Immigrazione in Italia è che è stata gestita male. In Italia ci siamo presi gli immigrati "peggiori", quelli col più basso titolo di studio. Gli immigrati con la laurea in Ingegneria vanno in Germania, da noi vengono quelli che possono fare solo lavori di fatica.

    L'immigrazione, come fattore macroeconomico (dato che lo ritengo tale) va inserita come variabile nella programmazione Economica dello Stato Italiano.

    Preventivamente il Governo deve, sentite le parti sociali (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confagricoltura, CIA, Coldiretti, CGIL, CISL, UIL, etc), stabilire una quota di immigrati REALISTICA che possa rispondere alle reali esigenze della nostra economia.

    Fatto questo presso le sedi diplomatiche italiane all'estero deve cominciare il reclutamento di lavoratori immigrati atti a soddisfare la quota, ma non in maniera casuale (o di chi primo si mette in fila meglio alloggia) ma andando a trovare gli Ingegneri, i tecnici, i laureati. Immigrati di qualità fanno bene alla nostra economia e alla nostra società.

    La protezione delle frontiere va fatta e severamente (anche se i nostri 8000 km di coste non aiutano) ma nel pieno rispetto dei diritti umani.

    All'interno, vanno evitate situazione di ghettizzazione e di creazione di quartieri-ghetto abitati solo da immigrati. Idem nelle scuole e nel resto. Solo con la coesistenza nasce la conoscenza e dunque la tolleranza.

    Per quanto riguarda la via per la cittadinanza, sono a favore dell'introduzione dello Ius Solis e della revisione dell'attuale sistema di Ius Sanguinis che permette a gente assolutamente a caso di diventare cittadino italiano prima di persone nate e cresciute qui (un esempio su tutti, un giocatore di basket americano che è nato e vissuto negli usa per 32 anni ha trovato una lontanissima ava calabrese e ha ottenuto il passaporto italiano... E questa persona è un afroamericano che non ha mai avuto rapporti con il suo "retaggio" italiano, non esattamente un novello Robert DeNiro).

    Propongo poi che venga dato agli immigrati regolari un permesso di soggiorno annuale legato al mantenimento di un impiego con non più di 30 giorni continuati di disoccupazione. Dopo 5 anni di lavoro (e zero reati) si ottiene un permesso di soggiorno permanente che da diritto al voto a livello amministrativo. Dopo un anno che si è ottenuto questo permesso si può fare l'esame di cittadinanza, che richieda almeno la conoscenza della lingua italiana ad un livello medio-alto e a livello generale della storia e della cultura italiana. (le tempistiche sono quelle usate oggi in UK).
    Questa è l'Italia del futuro: un Paese di musichette mentre fuori c'è la Morte

  5. #5
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    Predefinito Rif: Tema del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.

    La prima osservazione che intendo fare è che l'immigrazione di massa non è una questione di libero mercato ma attiene all'identità stessa di un popolo. La seconda è che il voto attivo e passivo non va scisso dalla cittadinanza: quindi niente diritto di voto amministrativo per stranieri senza cittadinanza (il voto è uno solo ed è sempre politico) ma diritto di voto solo per chi è cittadino italiano o accetta (avendone iovviamente i requisiti) di diventare cittadino italiano.
    Questo è per noi un punto fermo.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Tema del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.

    Il Senatore John Galt ci propone per la cittadinanza il modello fallimentare inglese, i cui risultati sono visibili sotto gli occhi di tutti: basti pensare che i terroristi che avevano organizzato e partecipato agli attentati di Londra erano immigrati di religione islamica con cittadinanza BRITANNICA. Forse c'è qualcosa che non va, che ne dite signori senatori?
    O forse vogliamo metterci le fette di prosciutto sugli occhi di fronte all'evidenza?
    Per la cittadinanza ci vuole un solo ed unico criterio: lo Ius sanguinis.
    Altro discorso inaccettabile è il voler importare 'geni' da paesi stranieri: abbiamo grandi menti 'autoctone' che sono costrette ad andare all'estero perchè in Italia non ci sono fondi per la ricerca o perchè non si investe a sufficienza su di essa. E noi che dovremmo fare? Andare a prendere altri geni in casa altrui? E per cosa? Perchè così magari la sinistra spera di compensare i voti che sta perdendo fra gli Italiani con un po' di immigrati colored? Pensiamo a tutelare e a non farci scappare i 'geni' di casa nostra, di cui abbiamo assolutamente bisogno per il nostro futuro!

    Riguardo alla questione dello svilluppo economico dei paesi del Terzo Mondo: l'Occidente dovrebbe mettersi in testa che l'Africa, il Medio Oriente o il Sud America non sono l'Europa. Hanno mentalità e costumi differenti. Ci sono identità e contesti completamente diversi rispetto a noi.
    Non si possono dare paccate di soldi ai governi locali che puntualmente li sfruttano per ben altri fini.
    Si deve dare un sostegno economico compatibile coi modelli autoctoni di civiltà.
    Non siamo più ai tempi della grande epopea del colonialismo europeo, che avrà avuto i suoi lati negativi e deprecabili, ma che per lo meno ha sempre garantito quella stabilità che oggi - assolutamente - non c'è.
    I continenti extraeuropei da cui proviene l'immigrazione devono essere aiutati nel loro sviluppo, ma si deve trattare di uno sviluppo graduale e compatibile con le identità locali autoctone dei singoli paesi e con il loro contesto sociale ed economico.
    Non si può imporre un'occidentalizzazione forzata: non è nemmeno auspicabile, perchè sarebbe una prospettiva omologante e livellatrice.
    Ultima modifica di Giò; 12-03-10 alle 18:24

  7. #7
    IL CENTRODESTRA UNITO
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    Predefinito Rif: Tema del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.

    Senza fare troppa filosofia, evidenzio i punti che spero di inserire nel nostro testo sul tema

    nello specifico, io sono per
    -No a sanatorie indiscriminate
    -Piano di costruzione di nuovi Cie sul territorio
    -Maggiori controlli e procedure più stringenti negli aeroporti sui voli intercontinentali
    -Conferma dei respingimenti
    -Conferma accordi bilaterali con paesi africani
    -Maggior rigore nelle modalità di conferimento della cittadinanza con l'introduzione della cittadinanza a punti. Test di conoscenza lingua, cultura e leggi Italia e necessità di un'occupazione lavorativa per cittadinanza
    -Maggiore sorveglianza e maggiori pene per l'istigazione al terrorismo religioso
    -si all'espulsione per i criminali clandestini, dopo la fine della loro pena
    -no ai quartieri ghetto
    -collegamento tra cittadinanza e voto
    -si alla preferenza nazionale per gli alloggi

    Ovviamente servono molti più controlli sui clandestini in giro nelle nostre città
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Tema del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.

    Aggiungo che occorre anche una selezione dei flussi immigratori che non sia di tipo meramente economico o di mero "ordine pubblico" (anche se è pure necessario) ma una selezione che faccia da "filtro culturale"tra i flussi compatibili culturalmente (ad esempio quelli est europei e sud americani molto vicini culturamente alla nostra identità e facilmente assimilabili ) e limitando al massimo quelli chiaramente non integrabili nemmeno alla terza generazione(come quelli dell'area islamica) come dimostrano le esperienze di tutti i paesi
    Ultima modifica di [email protected]; 12-03-10 alle 19:36

  9. #9
    Mistica Fascista
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    Predefinito Rif: Tema del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.

    Citazione Originariamente Scritto da Newborn Visualizza Messaggio
    Senza fare troppa filosofia, evidenzio i punti che spero di inserire nel nostro testo sul tema

    nello specifico, io sono per
    -No a sanatorie indiscriminate
    -Piano di costruzione di nuovi Cie sul territorio
    -Maggiori controlli e procedure più stringenti negli aeroporti sui voli intercontinentali
    -Conferma dei respingimenti
    -Conferma accordi bilaterali con paesi africani
    -Maggior rigore nelle modalità di conferimento della cittadinanza con l'introduzione della cittadinanza a punti. Test di conoscenza lingua, cultura e leggi Italia e necessità di un'occupazione lavorativa per cittadinanza
    -Maggiore sorveglianza e maggiori pene per l'istigazione al terrorismo religioso
    -si all'espulsione per i criminali clandestini, dopo la fine della loro pena
    -no ai quartieri ghetto
    -collegamento tra cittadinanza e voto
    -si alla preferenza nazionale per gli alloggi

    Ovviamente servono molti più controlli sui clandestini in giro nelle nostre città
    Appoggio, ma concordo in pieno col senatore [email protected]: vanno assimilati gli immigrati appartenenti a popoli compatibili col nostro, tramite la concessione della cittadinanza 'a punti'.
    Chi appartiene a popoli non compatibili e non integrabili non deve avere la cittadinanza, a mio avviso.

  10. #10
    Mistica Fascista
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    Predefinito Rif: Tema del Senato: Immigrazione e politiche di gestione collegate.

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    Aggiungo che occorre anche una selezione dei flussi immigratori che non sia di tipo meramente economico o di mero "ordine pubblico" (anche se è pure necessario) ma una selezione che faccia da "filtro culturale"tra i flussi compatibili culturalmente (ad esempio quelli est europei e sud americani molto vicini culturamente alla nostra identità e facilmente assimilabili ) e limitando al massimo quelli chiaramente non integrabili nemmeno alla terza generazione(come quelli dell'area islamica) come dimostrano le esperienze di tutti i paesi
    L'unica cosa su cui ho da obiettare a questo suo post, senatore [email protected], è l'assimilabilità dell'immigrazione sudamericana. Purtroppo la realtà della mia città, così come di molte città del Nord Italia, rivela che l'immigrazione sudamericana, formata dai cosiddetti 'latinos', presenta forti punti di incompatibilità.
    Se - effettivamente - i sudamericani condividono con noi l'appartenenza al Cattolicesimo (il che non è sempre vero dato che fra i sudamericani serpeggia sempre di più l'eresia evangelica), purtroppo c'è un tribalismo di fondo estraneo alla nostra cultura.
    Questo genere di tribalismo spesso sfocia addirittura in attività criminali: penso al fenomeno delle bande e delle gang composta dai latinos. Famosa è la banda con ramificazioni a livello internazionale dei Latin King.
    Vorrei far considerare attentamente questo elemento a tutti i senatori, in particolare ai senatori appartenenti ai gruppi parlamentari non di sinistra.

 

 
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