Non molti sanno come in Italia la ricerca scientifica sia sottoposta a rigorosa censura. Nessuna ricerca che possa danneggiare grossi interessi economici può essere resa di pubblico dominio. E' il caso in cui sono incappato, e che sento il dovere di denunziare.
Sono un medico ottantatreenne ed ho scoperto come sarebbe non solo possibile ma anche agevole guarire il diabete mellito tipo due (www.diabetenews.8m.com) , grave malattia sociale (i diabetici attualmente sono circa centocinquanta milioni) , oggi non suscettibile di guarigione e ricca di numerose , devastanti complicanze (cecità, infarto del miocardio, ictus cerebrale, insufficienza renale, ecc.). La scoperta che questa terribile malattia inguaribile potrebbe essere invece agevolmente e definitivamente guarita, avrebbe dovuto suscitare enorme interesse, e tutti gli organi di informazione avrebbero dovuto divulgare la clamorosa notiza. Invece su di essa è caduto il silenzio più rigoroso, e non solo dell'informazione giornalistica. Infatti, ho inviato lo studio ai ministeri della Salute e della Ricerca scientifica, chiedendone la valutazione critica, ma non sono riuscito ad avere alcun cenno di risposta. E quando, nel 1995, un giornalista, Fabrizio de Jorio, pubblicò sul suo settinmanale satirico e d'informazione "la peste" , un primo articolo con il titolo a caratteri cubitali : "Salvare vite umane ? No, grazie !" , scrivendo in un riquadro : "la strana vicenda del dottor Domenico Fico, autore di una importante scoperta scientifica boicottata dal'establishment accademico", la sera stessa nella redazione del settimanale venne gettato un ordigno incendiario, accompagnato da un messaggio , redatto in puro stile malavitoso, con il quale si imponeva il silenzio. Il de Jorio, terrorizzato, non pubblicò più gli altri articoli programmati sull'argomento. E così centocinquanta milioni di diabetici, malati gravi che avrebbero potuto guarire presto e definitivamente, sono stati condannati a lunghe sofferenze ed a morte precoce. E nessun organo d'informazione volle dare notizia dell'attentato incendiario contro quel settimanale, e così è rimasto assolutamente ignorato quel turpe crimine contro l'Umanità. Si impone una domanda drammatica : in che Paese viviamo ? Per non turbare gli immensi profitti dell'industria farmaceutica, che oggi vende la costosa, inutile e dannosa insulina a fiumi, si condannano a morte centocinquanta milioni di esseri umani ? E la cosiddetta informazione tace ? Ed il presidente della Repubblca, all'epoca Ciampi. parché si è trincerato diietro un complice , irremovibile silenzio ? E l'attuale presidente perché mi ignora ?
Trovo tutto ciò orrido ed inconcepibile. Dobbiamo rassegnarci a vivere in una società tanto indecente e criminale ?
Domenico Fico, medico
tel.- 0731789566




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