sposto la discussione che si è avviata sotto il nome di filoarmonici per darle la rilevanza , anche visiva, che deve avere.
Credo che dietro a ciò che ho letto ci sia una certa confusione e un certo pressappochismo ( non è assolutamente un'accusa ben inteso, ma uno spunto per rilfettere e non fare demagogia).
Vi sono tre piani in ballo:
1- la filosofia alla base della pena, che non deve ( Beccaria insegna ) mai essere finalizzata a se stessa e mai rispondere a logiche vendicative, ma deve sempre rispondere a logiche di rieducazione e di allontanamento senza ghettizzazione ( per necessità e pericolo ) dalla società.
2- il perdono che, spiritualemente parlando, accordo a chiunque abbia commesso qualsivoglia reato, poichè l'uomo è debole e debole è la sua natura che lo porta alla violenza e all'errore. Questo su un piano di perdono ultimo di carattere spirituale ed universale.
3- la situazione contingente: le carceri in Europa occidentale non saranno certo luoghi di lusso e dovrebbero migliorare in un'ottica di deghettizzazione e lenta e graduale integrazione sociale degli individui. Sono favorevole al lavoro sociale come possibilità di reinserimento nella comunità nonchè come gesto solidale riparatore. la rieducaizone deve rimanere il faro cui guardare in ogni azione detentiva.
E' però assolutamente demagogico invocare la liberazione dei detenuti affermando che la maggior parte dei casi sono rei di piccoli reati poco significativi.
Non sono un amante ne un esegeta della giustizia borghese e ritengo che essa non sia realemente rappresentativa del concetto che ho di giustizia. Tuttavia, fatta la salva la generale solidarietà umana e il perdono che accordo a qualunque uomo in quanto tale come ente sofferente nel mondo, non condivido assolutamente l'idea di assolvere sul piano della giustizia e dell'etica pubblica persone che hanno commesso reati contro il prossimo. Non sono un forcaiolo e detesto la mentalità reazionaria che vede nel carcere una forma di punizione cdontro il colpevole. Ma è sbagliato inseguire il mito del "liberi tutti" quando stiamo parlando non certo di prigionieri politici ed ideologici o caproespiatori dell'attacco capitalista alle idee controcorrente ( una netta minoranza del totale per la quale va la mia solidarietà ) bensi' assassini ( ovviamente con le dovute distinzioni che il diritto prevede eccome ), satupratori, scippatori, ladri, rapinatori, sequestratori, spacciatori, truffatori, tangentisti ( pochi ahinoi), ....che poi anche chi guadagna sulle spalle altrui dovrebbe essere tacciato di reato contro la società è un altro discorso ma entraimo nel discorso del cambiamento strutturale culturale rivoluzionario.
Tutti coloro che si macchiano di delitti contro il prossimo devono essere giudicati perchè colpevoli e, sopratutto pericolosi al proissimo.
Il giudizio è utile, lo ripeto, per la rieducaizone.
Che lo Stato capitalista faccia schifo è abbastanza ovvio, ma ciò non significa che in nome di questo bisogna invocare un generico concetto di libertà per tutti. Questi discorsi demagogici servono solo a rafforare nel popolo la mentalità fascista e securitaria da sradicare con una cultura comunista della certezza della giustizia intesa come sistema rieducativo e non certo come punizione.
Ma i proclami libertari di liberazione del delinquente certo non serviranno a diffondere nel popolo e in noi stessi un libertarismo sano e non viziato dalla demagogia che spiana il fucile al potere repressivo ( spesso e volentieri effettivamente esercitato).
Il tutto, ripeto, in un 'ottica di lenta e graduale riforma del sistema carcerario con un incremento della funzione rieducativa e nella più prfonda comprensione umana e spirituale del carcerato.Laddove ci sono abusi, siano puniti, i reati politici siano del tutto depenalizzati ( questo si ovviamente )...
Sono contro l'ergastolo perchè sono contro il senso definitivo della pena; sono pronto a battermi contro l'ergastolo, ma mai griderò proclami per la libertà dei detenuti e per la solidarietà ai detenuti delinquenti( se non quella umana di ultima istanza che invoco per ogni uomo ). Francamente mi sembra assai più grave e scandaloso che i cittadini debbano pagare ticket sanitari sempre più alti. Le carceri hanno costi altissimi ed è giusto che sia cosi: la loro riforma deve avvenire nel senso della rieducazione garantita ( e non quella che spesso accordano a gente che esce e torna a compiere delitti ...e non è retorica da telegiornale, ma pura verità) e del lavoro da svolgere per la comunità.
NOn credo che su un tema cosi' delicato si possa esternare un libertarismo non meditato. ne va del rischio di comprensibilità di ciò che diciamo.
Impariamo a distinguere il perdono spirituale dalla sacrosanta ed equa giustizia ( rieducativa e da reinserzione ).




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