Sicurezza, "creare senso legalità"
Amato: imitare modello Giuliani di NY
Adottare la dottrina dell'ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, perché "combattere la piccola illegalità è propedeutico alla lotta a quella grande". Solo le parole di Giuliano Amato, nell'incontro di Ferragosto con la stampa. "Occorre - ha spiegato il ministro dell'Interno - creare nelle città un senso dell'ordine fatto di regole che vengono rispettate. E qui la collaborazione con le città comincia a fruttare".
Insieme al ministro nel tradizionale incontro di Ferragosto con la stampa c'erano - tra gli altri - il viceministro Marco Minniti, il sottosegretario Ettore Rosato, il capo della polizia, Antonio Manganelli, il comandante dell'Arma, generale Gianfrancesco Siazzu, il comandante della Guardia di Finanza, generale Cosimo D'Arrigo.
"Occorre - ha spiegato Amato - creare nelle città un senso dell'ordine fatto di regole che vengono fatte rispettare. E qui la collaborazione con le città, con i vari Patti per la sicurezza, comincia a dare i suoi frutti". Il ministro ha anche ricordato che il 30% circa degli italiani ha una percezione di scarsa sicurezza che è dovuta "non tanto ad una visibilità vicina del criminale, ma al clima di disordine che regna nelle nostre città, alla percezione dell'illegalità diffusa. Un disordine - ha aggiunto - in cui gli abusivi trovano terreno ideale per svolgere le loro attività ai danni del cittadino onesto".
La strage di Duisburg
Dopo la strage di sei calabresi in Germania nell'ambito della faida iniziata mesi fa a San Luca, "c'è attenzione anche perché giù non ci sia un atto terzo", ha commentato Amato. "Quello che abbiamo finora capito - ha aggiunto il ministro - è che questa è la coda di un delitto tra famiglie che era cominciata a San Luca". "Uno degli autori o dei responsabili è tra le persone uccise a Duisburg. Probabilmente - ha proseguito Amato - si aspettava che qualcosa accadesse. Tant'è che era alla ricerca di armi per difendersi. Probabilmente - ha concluso il ministro - è stato prima raggiunto da chi voleva vendicarsi di lui che della giustizia".
Il terrorismo in Italia
Nell'ambito del contrasto al terrorismo islamico nel 2007 sono stati arrestati otto fondamentalisti, mentre cinque sono stati espulsi. E' quanto emerge dai dati presentati al Viminale dal ministro Amato. Il Viminale parla di minaccia terroristica "temibile", segnalando il fenomeno della "radicalizzazione del fondamentalismo islamico che si va diffondendo a livello europeo attraverso la diffusione, anche con finalità di proselitismo, di sentimenti antioccidentali".
Sul fronte del terrorismo interno, il Viminale evidenzia il "duro colpo" inferto alla formazione neobrigastista Partito comunista politico militare (Pcpm), attestato ideologicamente sulla Seconda posizione delle Br, con l'arresto di 17 militanti (15 a febbraio e due a giugno). E' comunque alto il livello di guardia sull'area antagonista radicale, in considerazione "dell'esistenza di fiancheggiatori pronti a entrare in azione, del particolare attivismo di alcuni brigatisti irriducibili recentemente scarcerati, delle numerose attestazioni di solidarietà espresse nei confronti degli arrestati, anche a livello internazionale, soprattutto dal sodalizio 'Soccorso rosso internazionale'". E "massima vigilanza" è dedicata alle recenti manifestazioni di solidarietà in favore degli arrestati.
L'omicidio di Sanremo
"Se mia figlia si fosse messa con lui, mi sarei seriamente preoccupato". Questa l'affermazione, un po' infelice, del ministro dell'Interno in riferimento a Luca Delfino, l'uomo che ha ucciso a Sanremo la fidanzata Maria Antonietta Multari. Riguardo alle polemiche tra polizia e magistratura, il ministro non si e' voluto sbilanciare. "Ho letto - ha spiegato - sui giornali di indizi che la Digos avrebbe raccolto sull'uomo, di intercettazioni telefoniche".
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