Inoltriamo un appello ricevuto da StopTheWall - la Campagna Palestinese contro il Muro dell’Apartheid
StopTheWall è il coordinamento di base palestinese che comprende più di 50 comitati popolari contro il Muro e tante ONG palestinesi.
Collega le proteste popolari contro il Muro dell’Apartheid con il movimento globale di solidarietà con la Palestina.
Sul sito www.stopthewall.org è documentata anche la storia di Al Walaja.
Per approfondimenti: global@stopthewall.org
Ancora una volta si impone una domanda: come è possibile che la comunità internazionale continui a permettere a Israele di fare quello che fa dal 1948?
ISM-Italia
Appello urgente da Betlemme - Fermate il Muro! Salvate il bosco di Al Walaja!
Il Muro nei prossimi giorni sta per ingoiare 2000 alberi ed il paese di Al Walaja
Da quale parte stanno i Salesiani di Cremisan?
Gli abitanti di Al Walaja chiedono che intervenga la società civile ed il movimento di solidarietà internazionale con la Palestina per fermare la costruzione del Muro dell’Apartheid che sta crescendo attorno al loro paesino. Soltanto nella giornata del 15 di agosto i bulldozer hanno sradicato più di 300 alberi nel bosco antico attorno al monastero Salesiano di Cremisan, luogo famoso per i suoi vigneti e adiacente al paese che sarà circondato da tutti i lati.
“Saremo condannati a vivere in una prigione a cielo aperto. Se i bulldozer non saranno fermati ora, si verificherà una tragedia irreversibile che non colpisce solo noi, ma anche tutte le future generazioni di Al Walaja”, dice un membro del comitato popolare che da tempo cerca di aprire un negoziato con il monastero affinché si muova a proteggere il bosco ed il paese.
Finora però padre Ronzani, il nuovo priore del monastero, si è rifiutato di parlare con i suoi vicini palestinesi. Da oltre una settimana i membri del consiglio comunale di Al Walaja cercano di raggiungerlo telefonicamente per conoscere i dettagli dell'accordo riguardo il percorso del Muro,stipulato tra il monastero e le forze d’occupazione israeliane. Tutti i tentativi di contattarlo sono risultati vani.
Mentre ai palestinesi finora non è stato comunicato nemmeno che estensione avrà la loro enclave murata, le istituzioni israeliani hanno offerto ai Salesiani di scegliere da quale parte del Muro stare: o all’interno del ghetto palestinese di Betlemme e dintorni, o dalla parte dei coloni di Har Gilo, che saranno annessi a Gerusalemme assieme alle terre rubate ai palestinesi. I Salesiani hanno fatto la loro scelta. Una nuova strada collegherà il monastero verso nord all’autostrada riservata ai coloni. Accettando questa proposta e consentendo la costruzione del Muro sul terreno del monastero i Salesiani di Cremisan hanno dato implicitamente il proprio consenso all’esproprio degli ultimi terreni coltivabili che rimarranno all’interno del ghetto murato di Al Walaja!
Infatti la nuova strada di accesso permette alle forze d’occupazione di separare dal paese l’ultima fascia di terreno non coltivato che rimane ai palestinesi. Si tratta di un’intera vallata, un pendio dietro al quale le colonie sioniste assediano il paese dal nord in una morsa di cemento armato e filo spinato, mentre all’orizzonte si estende una panoramica mozzafiato di Gerusalemme.
“Hanno deciso di trasformare Al Walaja in un ghetto. Ma noi ci batteremo per ogni metro quadro”, spiega una delle consiglieri locali. Le corti israeliani hanno già approvato con una decisione inappellabile il tragitto del Muro lungo tre lati del paese.
Per gli abitanti di Al Walaja rimane incomprensibile perché i Salesiani di Cremisan hanno scelto di abbandonarli. “Negli ultimi anni organizzavamo il campo giovanile nel bosco del monastero. I bambini frequentavano l’asilo gestito dalle suore”, dice una giovane donna palestinese che si batte contro il Muro.
Se il monastero non cambia idea, come faranno gli abitanti di Al Walaja a spiegare ai loro bambini che le comunità cristiane e musulmane nella zona di Betlemme hanno sempre offerto tanta ospitalità ai monaci e alle suore venuti dall’estero e hanno convissuto in pieno rispetto reciproco su una terra che è santa non soltanto per i Palestinesi?
GLI ABITANTI DI AL WALAJA CHIEDONO A TUTTI/E DI MUOVERSI IMMEDIATAMENTE PER FERMARE I BULLDOZER!
Tramite l’impegno della società civile e del movimento si può ancora riuscire a far disdire l’accordo tra la Nunziatura cattolica e l’occupante, che viola in modo gravissimo il diritto internazionale. La Corte Internazionale dell’Aja ha sancito il 9 giugno del 2004 che il Muro dell’Apartheid è fuorilegge e la comunità internazionale, chiesa cattolica inclusa, è obbligata a non dare nessun tipo di appoggio alla situazione illegale creatasi. Anche la Corte è convinta che Israele stia costruendo il Muro per annettersi illegalmente parti ingenti dei territori palestinesi occupati nel 1967.
Secondo l’accordo tra la Nunziatura cattolica e l’occupante il monastero sarà collegato alla
strada che porta a Gerusalemme alla quale solo i coloni hanno accesso.
Il monastero rimarrà al di fuori del Muro sacrificando cosi i terreni di Al Walaja che si
trovano a nord del monastero tra il suo bosco e la strada riservata ai coloni.
- Contattate il monastero di Cremisan e il suo capo Padre Ronzani sdbcremisan@yahoo.it; www.cremisan.org e il capo della chiesa cattolica a Gerusalemme Michel Sabah, Latin Patriarche of Jerusalem chancellery@latinpat.org - Website: www.lpj.org
Chiedete che la chiesa cattolica usi la sua posizione legale – in quanto considerata proprietaria del bosco colpito – e il suo peso politico per ottenere il fermo immediato della campagna di distruzione e per impedire che la popolazione di Al Walaja sarà incarcerata a casa sua.
- Attivate tutti i canali all’interno e fuori della chiesa cattolica per far conoscere la tragedia di Al Walaja e per far sí che il monastero Salesiano stia dalla parte dei Palestinesi e della legalita’ internazionale.
Contattate ad esempio l’Ordine dei Salesiani in Italia
Direzione Generale Opere Don Bosco, Via della Pisana 1111, 00163 Roma
Modulo per e-mail:
http://www.sdb.org/sdb2006/index.asp...ez=29&Lingua=1
- Mandate dei fax e e-mail di protesta per fermare il Muro in costruzione da pochi giorni tra Cremisan ed Al Walaja. Organizzate dei sit-in davanti alle istituzioni responsabili. Attivate i vostri contatti con i media per far conoscere la storia di al Walaja e la realta’ del Muro contro cui i Palestinesi si battono ogni giorno.
- Informateci su tutte le vostre attività mandando foto delle vostre proteste e una copia di comunicati e volantini a global@stopthewall.org. Informeremo gli abitanti di al Walaja che vi state muovendo per dare più forza alle loro proteste.
StopTheWall
ISM- Italia
info@ism-italia.it




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