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    Predefinito 19 agosto - S. Ludovico (Luigi) d'Angiò, vescovo di Tolosa

    Dal sito SANTI E BEATI:

    San Ludovico d'Angiò (di Tolosa), Vescovo

    19 agosto

    Brignoles (Provenza), 9 febbraio 1274 - 19 agosto 1297

    Figlio di Carlo d’Angiò, re di Napoli. Da ragazzo fu condotto prigioniero con i fratelli presso il re di Aragona, ed ebbe occasione di conoscere i Francescani. Riacquistata la libertà, rinunciò al trono e ad ogni altra prospettiva di grandezze terrene. Ludovico venne ordinato sacerdote nel febbraio 1296, a ventidue anni, e vescovo nel dicembre successivo. Fu inviato a reggere la diocesi di Tolosa.
    Nel ricco episcopato Ludovico, improntò la propria vita alle rigide regole della povertà francescana. Predilesse i poveri, i malati, i giudei vittime di persecuzione ed emarginazione e i carcerati ai quali si recava spesso a far visita.
    Ludovico venne elevato agli onori degli altari nel 1318 da Giovanni XII, presenti sua madre e il fratello Roberto.

    Martirologio Romano: Presso Brignoles nella Provenza in Francia, transito di san Ludovico, vescovo, che, nipote del re san Luigi, desiderò la povertà evangelica ben più che le lodi e gli onori del mondo e, ancor giovane di età ma maturo nella virtù, fu elevato alla sede di Tolosa, ma, consumato dalla sua malferma salute, si addormentò presto nella pace del Signore.

    Martirologio tradizionale (19 agosto): Presso il castello di Brignoles, in Provenza, la deposizione di san Lodovico, dell'Ordine dei Minori, Vescovo di Tolosa, illustre per santità di vita e per miracoli, il cui corpo, di là trasportato a Marsiglia, fu onorevolmente sepolto nella chiesa dei Frati Minori, e poi portato a Valenza, nella Spagna, e riposto nella chiesa Cattedrale.

    Un condensato di grandezza in una vita durata appena 23 anni; il titolo di d’Angiò proviene dalla dinastia angioina, fondata alla fine del secolo IX da Folco il Rosso, signore della antica contea di Angiò; nel 1234 Angiò fu annessa alla Francia dal re s. Luigi IX (1214-1270) e da lui assegnata al fratello Carlo nel 1246.
    Carlo I (1226-1285) allargò la grande dinastia oltre i confini francesi, raggiungendo vasti domini in Italia, specie da quando il francese papa Clemente IV, l’aveva chiamato a contrapporsi alla Casata degli Svevi e così dopo averne sconfitto l’ultimo discendente Corradino di Svevia (1252-1268), divenne il signore assoluto di tutto il Meridione d’Italia.
    Suo figlio primogenito Carlo II (1248-1309), si unì in matrimonio con Maria, figlia ed erede del re Stefano IV d’Ungheria; da questa unione nasceva secondogenito Ludovico nel febbraio 1274, a Brignoles in Provenza, ma secondo altri studiosi egli sarebbe nato nel castello di Nocera (SA); cosa possibile perché il padre Carlo II detto “lo Zoppo”, era in quel tempo, sia principe di Salerno, sia governatore della Provenza.
    Ludovico insieme ai numerosi fratelli e sorelle, cresce educato cristianamente dalla madre, mentre il padre si preoccupa di scegliere per loro validi educatori nelle arti liberali e nelle scienze teologiche e filosofiche; la fanciullezza trascorre in grande serenità tra preghiera, studio, svaghi con i fratelli, passeggiate nei verdi parchi dei Castelli della sua famiglia, in Provenza e in Italia.
    Con la sensibilità del suo giovane cuore, si adopera per aiutare i bisognosi, ricorrendo a tutti gli espedienti, anche non confacenti ad un principe, come quello di sottrarre dalle cucine del cibo per i poveri affamati.
    Il 5 luglio 1284, durante una battaglia navale nelle acque di Napoli, il padre Carlo II d’Angiò, principe di Salerno ed erede al trono di Sicilia, viene fatto prigioniero da Alfonso III d’Aragona (1265-91) nell’ambito della Guerra dei Vespri Siciliani, in corso fra Angioini ed Aragonesi per il governo della Sicilia.
    Verrà poi liberato quattro anni dopo, per succedere sul trono al padre Carlo I morto nel 1285; con il trattato di Camporeale del 1288 Alfonso III d’Aragona gli concede la libertà, ma solo se lascia come ostaggi agli Aragonesi, tre suoi figli, Ludovico, Roberto e Raimondo, insieme a cinquanta gentiluomini del regno; costretto ad accettare, Carlo II però chiese per loro, una educazione confacente al rango di principi.
    E il 18 novembre 1288 i tre giovani principi strappati dalla loro casa e dagli affetti familiari, si imbarcarono per la Spagna, facendo una prima tappa nel grande castello di Moncada in Catalogna, dove restarono per un anno, poi dal 1289 al 1293 furono nel castello di Ciurana, nel 1293 per alcuni mesi a Castile e fino alla metà del 1294 a Barcellona.
    In quell’anno vennero ricondotti al castello di Ciurana dove rimasero fino al 31 ottobre 1295, quando vennero restituiti, dopo sette anni, alla famiglia. Durante tutto questo itinerante e tormentato periodo catalano, i tre giovani ostaggi, per volere del loro genitore, vivevano insieme a due francescani, Francesco Brun (futuro vescovo di Gaeta) e Pietro Scarrier (futuro vescovo di Rampolla, confessore della regina Sancia) i quali erano valenti educatori; inoltre furono sempre in contatto epistolare con il dotto francescano Pietro di Giovanni Olivi, ricevendone conforto con il suo profondo pensiero.
    Tali contatti francescani, avranno un’influenza decisiva sulla vita di Ludovico, nel quale proprio nel periodo catalano, sbocciò la vocazione al sacerdozio, del resto la sua vita fu più intensamente vissuta nella preghiera dei suoi fratelli, con episodi premonitori come la lotta con un grande gatto nero che l’aveva assalito mentre era in preghiera e che Ludovico mise in fuga con un segno di croce.
    Nel gennaio 1290 si ammala in modo così grave da sembrare ormai prossima la morte, curato dai due fratelli esiliati e dai gentiluomini costernati del seguito, con i ritrovati più nuovi dei medici si cerca di vincere la terribile malattia, la tisi polmonare; Ludovico si affida allora alla fede in Dio e alla Sua volontà e prodigiosamente guarisce istantaneamente, lasciando sbalorditi gli stessi medici; ed egli confida ai due francescani, la promessa fatta sull’orlo della sua fine, di indossare il saio dell’Ordine di s. Francesco.
    Pur se lontano, il padre Carlo II lo segue con trepidazione e alla fine acconsente alla sua scelta di vita religiosa, con qualche perplessità per il tipo di Ordine che è mendicante, poco consono ad un principe.
    Nel 1294 a 20 anni papa Celestino V gli permette di ricevere la tonsura ed i primi quattro Ordini minori; già nel 1290 nella piccola cappella della fortezza di Ciurana, aveva indossato l’abito ecclesiastico. Nel 1295 muore il primogenito Carlo Martello suo fratello, re d’Ungheria dal 1292 ed erede del trono di Napoli; in linea di successione Ludovico diventa erede del Regno.
    Intanto egli aveva tentato di entrare fra i francescani di Montpellier, durante il suo viaggio di ritorno dalla lunga prigionia in Catalogna, ma non viene accettato perché è un principe reale designato al trono; prosegue il viaggio, dopo aver incontrato i suoi genitori giubilanti e arriva a Roma dove nel Natale del 1295 papa Bonifacio VIII gli conferisce il suddiaconato.
    Ripartito da Roma, giunge con i fratelli finalmente a Napoli, sede della Casa Angioina, fra il tripudio del popolo e qui fra il gennaio e febbraio del 1296 egli compie il gesto ufficiale di rinuncia sui diritti del Regno di Napoli e sulle contee di Angiò e di Provenza a favore del fratello Roberto d’Angiò (1275-1343) che governò lasciando una grande impronta della sua grande personalità nel regno, cultore delle lettere è soprannominato “il Saggio”.
    Ludovico libero dagli impegni ereditari, si ritira per un breve periodo con alcuni religiosi, nel Castel dell’Ovo sul litorale napoletano, dove trascorre in preghiera e meditazione, la preparazione al sacerdozio. Verrà ordinato sacerdote il 19 maggio 1296 dall’arcivescovo di Napoli, nella basilica francescana di San Lorenzo Maggiore, il giorno seguente celebra la prima Messa nella Cappella del Palazzo Reale.
    Ludovico resta a Napoli proseguendo la sua opera di carità verso i bisognosi, fra il rispetto di tutti per il suo stato sacerdotale; interviene presso il padre Carlo II per risparmiare la vita di un centinaio di uomini sovversivi, di una ‘galera’ catturata e il padre accondiscese. Poi da Roma giunge la notizia inaspettata che il papa Urbano VIII lo vuole nominare vescovo di Tolosa in Francia, egli corre a Roma per cercare di rifiutare la carica, a causa della sua giovane età, ha appena 22 anni, ma a quei tempi erano altri i criteri nell’assegnazione di cariche così importanti.
    Dopo l’insistenza del papa egli accetta solo con la condizione di potersi fare prima francescano e così il 24 dicembre 1296 pronunziò i voti nel convento dell’Ara Coeli di Roma, dove aveva trascorso un periodo di preparazione all’evento, facendo vita in comune con i frati, portando però il saio sotto la veste ecclesiastica, per consiglio del papa, per non turbare la suscettibilità del re suo padre.
    Il 30 dicembre sempre del 1296 nella basilica di S. Pietro viene consacrato vescovo dal papa, con una solenne celebrazione, così contrastante con lo spirito francescano di cui si sente pervaso. Poi affronta di nuovo il viaggio fino a Napoli, con varie tappe per non compromettere le sue delicate condizioni fisiche.
    A Napoli la regina sua madre, con la corte e una folla festante, gli va incontro per ricevere la sua benedizione episcopale e gli dona l’anello pastorale fatto cesellare apposta per lui. Ludovico ritorna per un po’ nella pace del Castel dell’Ovo per ritemprarsi nello spirito e nel corpo dopo tante emozioni.
    Agli inizi del 1297 intraprende il lungo viaggio per la sua nuova diocesi in Francia, facendo varie tappe di cui una al convento dell’Ara Coeli, dove si dice depose solennemente gli abiti ecclesiastici e indossando il saio francescano, suscitando lo scontento del padre.
    Si fermò sempre in conventi francescani a Firenze, Siena, Genova, Marsiglia, Montpellier, accolto festosamente dai frati consci del suo rango, che invece lui non voleva ad ogni costo far risaltare. Nel maggio 1297 finalmente arriva a Tolosa tutta in festa per il suo nuovo vescovo e un questa città Ludovico, sebbene così giovane attua il suo ministero episcopale senza risparmiarsi, sempre presente dove c’è da aiutare, senza escludere quanti sono ammalati di mali oscuri probabilmente contagiosi.
    Il suo amore della povertà, il suo disprezzo per ogni fasto e vanità mondane, il rifiuto di ogni comodità, il desiderio di seguire le orme di Cristo povero, ne fanno decisamente un francescano della posizione degli “spirituali” in opposizione ai “frates communes”, che costituivano allora i movimenti contrapposti in seno all’Ordine Francescano.
    Un mese dopo l’arrivo a Tolosa si reca in Spagna in Catalogna, per riappacificare Giacomo II re d’Aragona, suo cognato perché sposo di sua sorella Bianca, e il conte di Foix. Durante il suo ritorno dalla Catalogna, egli pensa di recarsi a Roma per assistere alla canonizzazione del suo prozio s. Luigi IX re dei Francesi e in piena estate si mette in viaggio, a fine luglio 1297 arriva a Tarascona nella Francia sud-orientale, dove tiene una predicazione in onore di s. Marta e qui apprende che il re suo padre si trova a Brignoles in Provenza e che desidera vederlo ed egli benché molto affaticato per il caldo afoso e per le strade accidentate, vi si reca.
    Sempre a dorso di mulo, il cavallo è da lui rifiutato per un incidente capitatogli qualche anno prima, e con alcuni frati, arriva a Brignoles il 3 agosto e s’incontra con il padre, il quale vedendo il suo viso sofferente, lo invita a fermarsi qualche giorno per riprendersi.
    Il giorno dopo celebra la Messa in onore della festa di s. Domenico alla presenza del re e della corte, ma già durante il rito si notano i segni del suo pessimo stato di salute; il 5 agosto celebra ancora la S. Messa in suffragio del fratello defunto Carlo Martello; alla sera dopo un malessere, gli sale la febbre alta e da quel momento egli si dibatte tra la vita e la morte, fra lo sgomento del re, dei suoi superiori francescani e di tutta la corte; chiede il 15 agosto il S. Viatico, trascorrono ancora quattro giorni di lotta inutile dei medici contro la tisi polmonare, con Ludovico che affina la sua sofferenza offrendola a Dio, edificando con la preghiera e la sopportazione tutti i presenti.
    Il 19 agosto 1297 muore serenamente a soli 23 anni, nella sua città natia, fra la costernazione generale, per suo desiderio viene tumulato nel convento dei Frati Minori di Marsiglia, la cui tomba diventa subito una meta di pellegrinaggi di tantissimi fedeli.
    Le sue spoglie rimarranno a Marsiglia fino al 1423, quando per volere di Alfonso V d’Aragona vennero traslate nella cattedrale di Valencia in Spagna, dove riposano tuttora. Tre anni dopo la morte, nel 1300, si avviarono i procedimenti per la sua canonizzazione, che avvenne il 7 aprile 1317, proclamata da parte di papa Giovanni XXII, nella città pontificia di Avignone in Francia.
    La sua festa è posta al 19 agosto.

    Autore: Antonio Borrelli

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    Cosmè Tura, S. Ludovico di Tolosa, partic. del pannello dell'Annunciazione con i SS. Francesco e Ludovico di Tolosa, 1470-80, National Gallery of Art, Washington

    Cosmè Tura, S. Ludovico di Tolosa, 1451-95, Metropolitan Museum of Art, Mew York

    Giovanni Bellini, SS. Cristoforo, Girolamo e Ludovico di Tolosa, 1513, Chiesa di S. Giovanni Crisostomo, Venezia

    Vittore Carpaccio, S. Tommaso d'Aquino in gloria tra i SS. Marco e Ludovico di Tolosa, 1507, Staatsgalerie, Stoccarda

    Bernardino Licinio, Madonna in trono con Bambino, Santi (SS. Chiara, Bonaventura, Francesco, Marco, Giovanni Battista, Antonio, Ludovico d'Angiò ed Andrea) e committente (fra Antonietto di Venezia), 1524, Santa Maria Gloriosa dei Frari, Venezia

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    Simone Martini, Altare di S. Ludovico di Tolosa, che incorona Roberto d'Angiò, 1317 circa, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli

    Simone Martini, SS. Francesco e Ludovico di Tolosa, 1318, Basilica inferiore di S. Francesco, Assisi

    Simone Martini, SS. Luigi IX e Ludovico di Tolosa, 1317, Cappella di S. Martino, Basilica inferiore di S. Francesco, Assisi

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    Alvise Vivarini, Sacra conversazione con i SS. Ludovico di Tolosa, Antonio di Padova, Anna e Gioacchino, Francesco e Bernardino da Siena, 1480, Gallerie dell'Accademia, Venezia

    Moretto da Brescia, SS. Bernardino da Siena e Ludovico di Tolosa, 1520-50, Museé du Louvre, Parigi

    Ugolino di Nerio, SS. Maria Maddalena e Ludovico di Tolosa, 1320 circa, The California Palace of the Legion of Honor, San Francisco

    Vittore Crivelli, Pala della famiglia Euffreducci (Madonna in trono con Bambino con i SS. Bonaventura, Giovanni Battista, Ludovico di Tolosa e Francesco), 1481-1501, Philadelphia Museum of Art, Philadelphie

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    Ambrogio Lorenzetti, Il giuramento e l'omaggio di S. Ludovico a papa Ponifacio VIII, 1324-27, Chiesa di S. Francesco, Siena

    Tintoretto, SS. Ludovico e Giorgio con la principessa, 1553 circa, Gallerie dell'Accademia, Venezia

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    St. Louis of Toulouse

    Bishop of Toulouse, generally represented vested in pontifical garments and holding a book and a crosier, b. at Brignoles, Provence, Feb., 1274; d. there, 19 Aug., 1297. He was the second son of Charles II of Anjou, called the Lame, King of Naples (1288- 1309), and nephew of St. Louis IX of France; and of Mary of Hungary, whose great-aunt was St. Elizabeth of Hungary. If in some and even early sources (Analecta Franciscana, IV, 310) he is called primogenitus, it is only because he succeeded to the rights of his eldest brother, Charles Martel (d. 1295). In 1288 Louis was sent with two of his brothers to the Kingdom of Aragon as hostage for his father, who had been defeated and captured in a naval battle off Naples by the Sicilians and Aragonians (1284). During the seven years of their captivity (1288-95) in the castle of Sciurana, Diocese of Tarragona, and partly in Barcelona, the education of the three princes was entrusted to some Franciscan friars, among whom were Ponzius Carbonelli (Analecta Franciscana, IV, 310), Peter of Falgar, and Richard of Middleton (Analecta Bollandiana, IX, 295). Peter John Olivi, the great Franciscan Spiritual, was also one of their friends, who on 18 May, 1295, wrote them a long letter, published by Ehrle in "Archiv f. Litt. u. Kirchengesch.", III, 534- 40 (see ibid., 439-41). Louis outstripped his brothers both in holiness and learning, and, during a severe illness, made the vow to become a Friar Minor.

    He was still in captivity when Celestine V entrusted to him the administration of the Archbishopric of Lyons, on 7 Oct., 1294 (Bullar. Franc., IV, 332), having previously granted Francis of Apt, O.F.M., the saint's confessor, the faculty of giving him the clerical tonsure and minor orders (cf. Bullar. Franc., 332). Neither Bull seems to have been carried out. From John of Orta (Anal. Boll., IX, 292) it appears that he was tonsured only on 1 Nov., 1295, after his release. Louis then returned to Naples. After renouncing all the rights of succession in favour of his brother Robert, he was ordained subdeacon in Rome by Boniface VIII, and in 1296 deacon and priest at Naples (Anal. Boll., IX, 314). Boniface VIII appointed the saintly young priest Bishop of Toulouse, but Louis, wishing first to become a Friar Minor, received the Franciscan habit in Rome from the minister general, John Minio of Murro, on 24 Dec., 1296, and immediately made solemn profession. He was consecrated Bishop of Toulouse by Boniface VIII on 29 (30?) Dec., 1296 ("Bullar. Franc.", IV, 422; cf. "Anal. Boll.", IX, 297). After the Feast of St. Agatha (5 Feb.), 1297, on which day he appeared for the first time publicly in the Franciscan habit, he betook himself to Toulouse, where his mild figure and his virtues were admired by everybody. He was the father of the poor and a model of administration. But his episcopate was very brief, for on his return journey from a visit to his sister, the Queen of Aragon, he was seized by fever and died at Brignoles.

    We have scarcely any record of literary work of St. Louis. Recently, however, Amelli, O.S.B., published in the "Archivium Franciscanum Historicum", II (Quaracchi, 1909), 378-83, a small treatise on music written by the saint, and from this it appears that he is also the author of a "Liber de Musicae Commendatione". Sbaralea ("Suppl. ad Script.", Rome, 1806, p. 498) ascribes to him also some sermons. His canonization, promoted by Clement V in 1307 (Bullar. Franc., V, 39), was solemnized by John XXII on 7 April, 1317 (loc. cit., 111). His relics reposed in the Franciscan church at Marseilles till 1423, when they were taken by Alfonso V of Aragon to the cathedral church of Valencia, of which town Louis became patron saint. His feast, celebrated in the Franciscan Order on 19 Aug., was decreed by the general chapter held at Marseilles in 1319 (Anal. Franc., III, 473), and the rhythmical office, beginning Tecum, composed by the saint's brother, King Robert of Naples, was inserted in the Franciscan Breviary by the General Chapter of Marseilles in 1343 (loc. cit., 539), but seems to have been abolished by the Tridentine reform of the Breviary under Pius IV [sic, i.e., St. Pius V], 1568 (cf. Acta SS., Aug., III, 805).

    Bibliography

    The best contemporary life is by the saint's chaplain, JOHN DE ORTA in Anal. Boll., IX (Paris and Brussels, 1890), 278-340; ibid., 341-51 (miracles); and in Anal. Ord. Min. Cap., XIII (Rome, 1897), 338-51, 360-72; XIV (1898), 16-27, 83- 92; some appendixes, ibid., 92-4, 120-6, 156-8, 181-3. A second old life is by PETER CALO, of which extracts are given in Acta SS., Aug., III, 781-97, passim; a compendium edited by PRESUTI in Archiv. Franc. Hist., I (Quaracchi, 1908), 278- 80; cf. ibid., 569-76 (miracles). BARTHOLOMEW OF PISA in Anal. Franc., IV (Quaracchi, 1906), 309-17; Chronicle of the XXIV Generals in Anal. Franc., III (Quaracchi, 1897), 447-52; BLUME AND DREVES, Anal. Hymnica Medii Aevii, XXVI (Leipzig, 1897), 265-74, give three rhythmical offices formerly used in Franciscan Breviaries. For some samples of notable hymns see EUSEBE CLOP, Cantus varii in usu apud nostrates (Tournai, 1902), 177-88. LEON, Lives of the Saints and Blessed of the Three Orders of St. Francis (Taunton, 1886), 26-49, tr. from the Aureole Seraphique, III. The best modern life is: VERLAQUE, Saint Louis, prince royal, eveque de Toulouse (Paris, 1885); DA PALMA, Vita di S. Lodovico d' Angio (Naples, 1855). On the iconography, see SALTER, Franciscan Legends in Italian Art (London, 1905), 180-182; BERTAUX, Les saints Louis dans l'art italien in Revue des Deux Mondes, CLVIII (Paris, 1900), 616-44; KLEINSCHMIDT, St. Ludwig von Toulouse in der Kunst in Archivium Franc. Hist., II (Quaracchi, 1909), 197- 215. Concerning the sixth centenary see the richly illustrated work, S. Lodovico d'Angio. . .e Sua Santita Leone XIII, Ricordo del VI Centennario della morte del Santo 1297-1897 e del LX Anniversario del Giubileo Sacerdotale di Sua Santita 1838-1898 (Rome, 1898).

    Fonte: The Catholic Encyclopedia, vol. IX, New York, 1910

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    Giovanni Antonio Pordenone, S. Ludovico di Tolosa, 1530-35, National Gallery, Londra

    Puccio Capanna, Crocifissione tra i SS. Ludovico di Tolosa, Paolo, Vergine Maria, Francesco, Giovanni, Chiara, Pietro ed Antonio di Padova, 1344 circa, Sala del capitolo, Basilica di S. Francesco, Assisi

    Carlo Dolci, Visione di S. Ludovico di Tolosa, 1675-76, New Orleans Museum of Art, New Orleans

    Sebastiano del Piombo, SS. Ludovico di Tolosa e Romualdo (?), 1510, Gallerie dell'Accademia, Venezia

    Bartolomeo ed Antonio Vivarini, SS. Giovanni Battista e Ludovico di Tolosa, XV sec., musée du Petit Palais, Avignone

    Antonio Vivarini, S. Ludovico di Tolosa, 1450 circa, Museé du Louvre, Parigi

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    Scuola italiana, Madonna in trono con Bambino e Santi (SS. Ludovico di Tolosa, Agostino, Antonio di Padova, Francesco, Caterina d'Alessandria, Barbara, Brigida di Svezia o Chiara d'Assisi, Elisabetta d'Ungheria), XV sec., musée du Petit Palais, Avignone

    Ambito di Raffaellino del Garbo, S. Ludovico, XV sec., Palais des Beaux-Arts, Lille

    Maestro dell'Epifania di Fiesole, Madonna in trono con Bambino e Santi (SS. Girolamo, Antonio da Padova, Bernardino da Siena, Giovanni Battista, Verdiana, Ludovico, Pietro e Francesco), XV sec., musée du Petit Palais, Avignone

    Carlo Crivelli, Madonna in trono col Bambino, tra Santi (SS. Emidio, Francesco d'Assisi, Giovanni da Capistrano, santo vescovo, Bernardino da Siena, Ludovico di Tolosa) con consegna delle chiavi a S. Pietro, 1488 circa, Gemäldegalerie, Berlino

    Donatello, S. Ludovico, 1413, Museo dell'Opera di Santa Croce, Firenze

 

 

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