Guagliu' era fine Estate del '89 e Dieguito faceva i capricci e sembrava non volesse tornare piu' dall'Argentina (ma poi ci torno' eccome ... entro' nel secondo tempo con la Fiorentina che vinceva 2-0 in casa nostra e dopo essersi mangiato un rigore guido' la carica delle furie azzurre che si imposero per 3-2 ... eheh ... una partita indimenticabile che apri' la strada al nostro secondo scudetto ... ma questa e' un'altra storia!) ... torniamo a noi ... dicevo che il Napoli orfano temporaneo di Maradona comincio' il campionato e per 4 partite dovette schierare un ragazzetto semisconosciuto prelevato dalla Torres per pochi spiccioli grazie alla fitta rete di osservatori del pelatone trafficone che all'epoca non era ancora sorto al ruolo di "Padrino" del calcio italiano ma aveva gia' le mani in pasta , almeno tecnicamente. Ebbene mi ricordo che questo ragazzetto brevilineo e taciturno riusci' a stupire tutti , aveva una tecnica eccezionale e dei colpi che infiammarono da subito il pubblico del S. Paolo ... nelle movenze ricordava sicuramente "LUI" anche se non era mancino ... e gia' tutti in curva B erano pronti a scommettere che quello sarebbe diventato un fuoriclasse ... ma in piu' il buon Gianfranco era anche un professionista serio e un ragazzo umile e disponibilissimo ... mi ricordo che un giorno alla fine dell'allenamento al centro Paradiso di Soccavo si fermo' in mezzo alla folla e restando dentro il suo macchinone nero (di cui ora non ricordo casa e modello) comincio' a discutere coi tifosi e a firmare come minimo una trentina di autografi ... la gente lo amo' da subito e lui quell'anno e negli altri a venire ripago' sul campo tutte le attenzioni a lui concesse! Poteva davvero essere l'erede di Maradona ma poi come andarono le cose lo sappiamo tutti ... "Furbaino" era sommerso dai debiti per la sua gestione per cosi' dire "poco trasparente" e cosi' dovette cederlo al Parma del suo "compare" Tanzi per poter sopravvivere ... LUI, NON IL NAPOLI!!!
Vabbe', dopo l'amarcord eccovi presa dal Mattino una sua intervista dove ci parla della sfida di Domenica contro il Cagliari e tanto altro, buona lettura:
Hola!Gianfranco Zola: «È una fortuna avere talenti come Hamsik»
Articolo di FRANCESCO DE LUCA.
La sua partita del cuore. «Meglio non vederla perché davvero non saprei se tifare per il Napoli o per il Cagliari. Per fortuna domenica ho un impegno». Gianfranco Zola, da un anno alla guida dell’Under 21 in coppia con Gigi Casiraghi, seguirà da vicino alcuni talenti per la sua squadra. Poi chiederà il risultato di Napoli-Cagliari, le squadre che hanno segnato l’inizio e la fine della sua carriera ad altissimo livello. Nel 1989 passò dalla Torres al club di Maradona, nel 2005 diede l’addio al calcio dopo aver firmato la salvezza dei sardi. «Storie professionali straordinarie», dice l’ex ragazzo di Oliena che raccolse l’eredità di Diego nel 1991. La Napoli di Zola, dal 1989 al 1993. «È stato il luogo più importante per la mia carriera. A Napoli ho avvertito subito la fiducia dell’ambiente, anche se arrivavo dalla serie C e anche se in quel gruppo c’erano fuoriclasse. C’era il più grande al mondo ed è stato il miglior apprendistato per il sottoscritto: lavorare al fianco di Maradona mi ha consentito di maturare in fretta, di adattarmi alla categoria e di bruciare le tappe». Da vice Maradona a titolare della maglia numero 10, poi il salto in Nazionale con Sacchi. «Tappe molto significative. Sono cresciuto in un grande gruppo. C’erano ragazzi come Ferrara, che avrebbe vinto di tutto e di più con la Juve, o come Fonseca e Thern, protagonisti poi in un grande club come la Roma». La Cagliari di Zola, dal 2003 al 2005. «Tornare sull’isola e giocare in quella squadra era il mio sogno da bambino. Lo realizzai a 37 anni dopo aver lasciato il Chelsea e accettando la serie B per la prima volta nella mia vita. Mai mi sarei perdonato un fallimento in quella che è la squadra simbolo della Sardegna. Per fortuna, i risultati sono stati positivi e ho lasciato al momento giusto». Sul campo di Assemini ha lavorato sette mesi con Reja. «Arrivò a metà del campionato 2003-2004. Era un momento particolare per me, c’erano problemi all’interno del Cagliari. Lui rasserenò tutti e creò l’armonia nel gruppo, sfruttando il suo grande mestiere. Un ottimo allenatore, Reja. Sono affezionato a lui». Non si è sorpreso per i risultati che ha ottenuto con il Napoli fin qui, due promozioni consecutive. «Sapevo che avrebbe ottenuto risultati significativi in una piazza come Napoli. Reja è un tecnico di spessore: se una squadra è in grado di dare 10, con lui rende 10 e lode». Reja e il Napoli sono tornati in A nello scorso giugno. «Ed è un bene per il calcio italiano, non solo per una piazza che tante, troppe, aveva dovuto vederne in questi anni. Quello dello scorso anno è stato un campionato particolare: mancava la Juve, non c’erano squadre con il prestigio di Napoli e Genoa. Ora finalmente sono qui». Sei giocatori presi sul mercato, il Napoli punta a piazzarsi a ridosso delle grandi. «Dove può arrivare lo dirà il corso della stagione, credo che sia prematuro sbilanciarsi. A Napoli sono arrivati giovani interessanti, come Hamsik, che ha mostrato le sue qualità nei due campionati con il Brescia». Il Cagliari ha perso pezzi da novanta, come Suazo, Esposito e Langella, protagonisti in quella che era la squadra di Zola e Reja. «Qualcosa ha perso, però ne ha guadagnato in equilibrio. Il nuovo Cagliari è giovane e ha grandi prospettive: potrebbe far meglio rispetto allo scorso campionato». C’è un ragazzo napoletano nel Cagliari, Foggia: innamorato di Zola, ha voluto la maglia numero 10. «Lo ringrazio per l’omaggio, sono felice di aver rappresentato un positivo punto di riferimento per un giovane calciatore. Foggia ha talento e già un discreto curriculum in A: tiferò per lui». Il Napoli ritorna sul palcoscenico più esaltante dopo sei anni: di cosa avrà bisogno in questa avventura? «Di entusiasmo. Mi auguro che la squadra sia in grado di accendere subito la scintilla perché il sostegno della piazza è da sempre determinante a Napoli». Supportò anche Zola e i suoi compagni nel 1991, quando la squadra ripartì senza Maradona. «Sarebbe bello se questi ragazzi riuscissero a ricreare quell’atmosfera e a riportare in alto il Napoli». Parte il campionato che ha perso due giovani e bravi attaccanti: Bianchi gioca in Inghilterra e Rossi in Spagna. «Mi è dispiaciuto vederli andar via dall’Italia. Una doppia grave perdita per me, tecnico dello staff federale. L’Italia ha sempre avuto giovani di qualità, però attraversiamo una fase particolare, dal momento che ci sono club di altri paesi molto competitivi sotto l’aspetto economico. Spagnoli e inglesi pescano qui e noi che facciamo? Prendiamo giocatori stranieri». L’allenatore Zola ha centrato con Casiraghi l’obiettivo della qualificazione alle Olimpiadi 2008. «Lavoriamo da un anno, con Gigi e Antonio Rocca c’è piena sintonia. Avremmo potuto fare meglio, comunque questi ragazzi danno tante soddisfazioni. Tanti sono partiti dall’Under 20, ovvero dalla squadra che raccoglie i primavera: Giovinco, Di Ceglie, Marchisio. I giovani danno entusiasmo e io credo molto in questo progetto».
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P.S.: Avete visto che grande maglia quella targata Voiello della UMBRO!? quelle si' che erano divise! Mi piacevano anche la seconda e la terza maglia ... altro che quella stronzata sulle due gamma della Diadora!![]()






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