Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Gaeta resiste ancora!
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    Nvceria Constantia
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    Predefinito Inglesi criminali di guerra!

    Luglio 1943 nei pressi della piccola isola di Ventotene, gli inglesi, per "sfizio", affondano una nave passeggeri che da Ponza si dirigeva a Ventotene. Non contenti i piloti della Union Jack mitragliano i superstiti, uccidendoli tutti.
    Nell'isola c'erano 6 soldati tedeschi che hanno ripreso la mattanza, le riprese furono poi prese dagli americani. Attualmente sono custodite al Pentagono e "censured" in quanto alcuni delle carogne che si accanirono sui civili ancora non sono crepati.
    "Stranamente" questa strage targata Gran Bretagna è misconosciuta... per molto meno dei gnerali Giapponesi sono stati impiccati !

  2. #2
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    Predefinito

    Campo 305 P.O.W.: Togliete quelle camice nere!
    I verbali di protesta per l'uso delle armi contro i prigionieri italiani
    Il 28 ottobre 1944 un gruppo di italiani, prigionieri di guerra in un campo di concentramento inglese in Egitto, il Campo 305 P.O.W per l'esattezza, indossa la camicia nera. La reazione degli inglesi e cosi violenta da arrivare persino all'uso delle armi. Di questo oscuro episodio abbiamo la copia integrale dei verbali di protesta trassmessi al Comando del Campo, nei giorni immediatamente successivi l'accaduto, dagli stessi italiani. Questo documento ci e stato donato dal figlio di uno dei protagonisti, il sergente Raffaele Agovino, che, per la sua grafia nitida e leggibile, ebbe il compito di stendere i verbali originali e le copie.
    Raffaele Agovino di anni 33 a quel tempo, essendo nato a Sarno, in provincia di Salerno, il 28 novembre del 1911, aveva partecipato nel `36 alla guerra d'Etiopia col grado di sergente nel XV Battaglione Radio del tenente colonnello G. Malizia. In quella campagna, quale appartenente alla Compagnia Mista del Genio di Assab, aveva poi fatto parte della colonna che, partita da Beilul e con una fulminea, quanto perigliosa, marcia attraverso l'inferno del deserto della Dancalia, aveva occupato Sardo, importante nodo carovaniero con un fortino ai confini della Somalia francese nonche residenza del sultano dell'Aussa. Richiamato allo scoppio della guerra del `40, veniva destinato al fronte nordafricano. Si trovava con un reparto del XXIII Corpo d'Armata del generale Annibale Bergonzoli al momento di essere fatto prigioniero dagli inglesi , probabilmente nei dintorni di Sidi el Barrani. Rientrato debilitato dalla prigionia alla fine delle ostilita morire qualche anno dopo a causa di una malattia contratta proprio nei lunghi e duri anni di prigionia.
    Ed ora qualche parola sul famigera to Campo 305 P.O.W ubicato in Egitto. Era un campo di concentramento sotto la giurisdizione degli inglesi; in cui erano stati internati prigionieri italiani e tedeschi, provenienti nella quasi totalita dal fronte dell'Africa Settentrionale. Il campo si trovava in pieno deserto egiziano, tra il Cairo ed Alessandria. Era diviso in 38 "recinti" o "gabbie". Ogni recinto era costituito da un gruppo di 50 tende.
    Ciascuna tenda "ospitava 11 persone. Il totale quindi dei prigionieri ascendeva grosso modo a circa 21.000 unita
    Dunque un "quadrato infernale" di sabbia rovente dove erano accatastati migliaia di uomini, tormentati dal caldo, dalla sete, dalla fame, dai pidocchi e, non ultime, dall'inerzia e dalla disperazione. A guardia di quest'umanita dolente, oltre agli inglesi, c'erano, senza dubbio piu tormentatrici, sentinelle indiane, senegalesi e perfino greche.
    Ed ecco il testo integrale del documento.
    COPIA DEI VERBALI ELEVATI A PROTESTA CONTRO L'USO DELLE ARMI DA PARTE DEGLI INGLESI SU DI UN GRUPPO DI PRIGIONIERI ITALIANI, REI SOLTANTO DI AVER INDOSSATO LA CAMICIA NERA IL 28 OTTOBRE DEL 1944 - XXIII
    Al Comando del Campo 305 Pow. Rimetto a cotesto Comando, per conoscenza, copia degli esposti indirizzati alla Potenza Protettrice degli interessi dei Pow Italiani ed alla Croce Rossa Internazionale, nonche un rapporto di alcuni prigionieri italiani del Recinto Nー 26.
    2 novembre 1944
    Il Capo Recinto Nー 26 (Ero Ing. Dino Zalaffi)
    Al Comando del Campo 305 Pow. Rimetto a cotesto Comando i presenti esposti con la preghiera di farli pervenire alle Autorita competenti in indirizzo. Ringraziando.
    2 novembre 1944
    Il Capo Recinto Nー 26 (f.to Ing. Dino Zalaffi)
    Signor Maggiore Zalaffi Ing. Dino Comandante il Recinto Nー 26 Oggetto: uso delle armi contro prigionieri di guerra.
    Noi sottoscritti esponiamo, a cotesto Comando, guanto segue:
    Ieri alle ore 16 circa, dopo la visita eseguita nella gabbia da un gruppo di inglesi comandati da un ufficiale, venimmo condotti in prigione perche indossavamo la camicia nera. Al nostro drappello si univano volontariamente altri cinque camerati senza camicia nera i quali in seguito, vennero tolti dalla prigione e fatti ritornare con forza in gabbia.
    Dopo circa un ora di attesa nell'atrio interno della prigione si presentarono una ventina di inglesi fra cui alcuni ufficiali, comandati dal capitano aiutante maggiore del Campo 305 Pow, i quali con rivoltelle in pugno ci intimarono di toglierci la Camicia Nera e consegnarla.
    A tale intimazione cercammo di far capire loro che indossavamo detta camicia perche essa e parte integrante dell'uniforme e rappresenta il simbolo del nostro giuramento e della nostra fede di italiani e di fascisti. Dopo di cio l'Ufficiale comandante ordina ai suoi uomini di scagliarsi contro di noi per strapparci le camicie nere. Resistendo nella nostra decisione di difendere detto simbolo, uno degli ufficiali fece fuoco contro il nostro gruppo dalla distanza di circa due metri, ferendo il Serg. Magg. Picchetti Gino all'altezza dell'anca sinistra. Successivamente veniva ferito alla guancia sinistra il sergente La Bianca Nicolo con percosse.
    Nel contempo il camerata Calzoni Giovanni cadeva a terra colpito da attacco epilettico.
    Dopo tali fatti il predetto ufficiale ci intimava per piu volte di toglierci le camicie nere entro due minuti, facendo intendere che in caso contrario avrebbe di nuovo agito con le armi.
    Solo a tale ingiunzione e per evitare ulteriore spargimento di sangue; consegnammo le camicie nere e subito dopo fummo ricondotti nel nostro recinto. Quanto sopra per conoscenza e ulteriore inoltro alle Autorita competenti.
    Fatto, letto e sottoscritto alla data odierna entro il recinto Nー 26 del Campo 305 Pow.
    29 ottobre 1944
    f.to Maresciallo Cenedese Giovanni, Serg. De Luca Antonio, Serg. Agovino Raffaele, Serg. Magg. Farina Enrico, Sold. Bisceglie Damiano, Serg. La Bianca Nicolo Serg. Magg. Pacini Toledo, Serg. Bianco Mario, Sold. D'Alessio Sabato, Serg. Magg. Oliva Gesualdo Cap. Magg. Crociani Idio, Cap. Magg. Magno Giulio, Cap. Sacchi Adone, Sold. Scognamiglio Enrico, Sold. Corbo Nicola, Sold. Bozza Arcangelo, Sold. Spagnolo Michele, Serg. Magg. Cecchini Federigo, C.N. Marra Giovanni, C.N. Zecchillo Giovanni, V.C.S. Ruta Giovanni, Cap. Sammarco Pietro, Serg. Zanini Leo, Cap. Papa Carmelo, Serg. Magg. Morelli Ottorino, Cap. Calzoni Giovanni, Serg. Magg. Picchetti Gino, Sold. Magini Agostino, C.N. Molesti Ciliberto, Sold. Palmieri Giovanni.
    Alla Legazione Svizzera - Rappresentante degli interessi dei Pow italiani
    Boite Postale 166 - Le Caire e per conoscenza:
    Al Comando Inglese del Campo 305 PO.W
    Il sottoscritto P.O.W n ー 306697 Dott. Ing. Dino Zalaf, capo del Recinto Nー 26, ha ricevuto da un gruppo di camerati P.W.O appartenenti a detto recinto, il rapporto che si unisce alla presente.
    Nel trasmettere alla Potenza Protettrice dei P.O. W. Italiani ed alla delegazione del Comitato della Croce Rossa Internazionale per il Medio Oriente il rapporto sopramenzionato, in base ali art. 42 della Convenzione di Ginevra del 27 luglio 1929 sul trattamento dei prigionieri di guerra, fa presente quanto appresso:
    1) Il provvedimento preso d Comando Inglese del Campo 305 illegale, in quanto la camicia nera parte integrante della divisa di alcuni reparti dell'Esercito Italiano come risulta anche dagli elenchi dei cariche e dei gradi in uso nelle Forze Armate Italiane (allegati nー 1 e 2) trasmessi al Governo Britannico, tramite l'Ambasciata Americana con nota 10 dicembre 1940. Il provvedimento e anche in aperto contrasto col disposto dell'art. 3 di detta Convenzione, il quale afferma in modo categorico che i prigionieri di guerra hanno diritto al rispetto della loro personalitae del loro onore.
    Il togliere a dei prigionieri inermi con la forza, alcuni indumenti facenti parte della loro divisa, quale da ogni buon soldato deve essere onorata e difesa fino all'ultimo sangue, e un atto del tutto arbitrario, che lede l'Onore e la personalita del prigioniero, in contraddizione anche con il disposto dell'art. 6, il quale afferma che "tutti gli effetti e gli oggetti di uso personale resteranno possesso dei prigionieri di guerra.
    2) L'aver fatto uso delle armi contro prigionieri inermi, chiusi in una prigione, rei solamente di indossare la Camicia Nera, e un atto violento che viola tutte le nome di umanita liberamente affermate ed accettai da tutte le altre parti contraenti con tenute nella suddetta Convenzione di Ginevra del 27 luglio 1929. Per questi motivi il sottoscritto capo Recinto n ー 26, eleva formale protesta, sia presso la Potenza Protettrice degli interessi dei P. O. W italiani sia presso la Croce Rossa Internazionale per la ricerca delle eventuali responsabilita
    2 novembre 1944 Il Capo Recinto (f.to Ing. Dino Zalaffi)

  3. #3
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    Riporto qui di seguito l'articolo in quanto qualcosa mi dice che non rester molto online... Si parla di scoop ma in realta e ben nota l'esistenza e la crudelta di tali campi cosi come quelli americani e russi.

    Lo scoop e del quotidiano The Guardian

    I lager britannici durante la Guerra Fredda

    L'inchiesta svela cio che era rimasto nascosto per 60 anni: anche gli Inglesi usarono campi concentramento contro i nemici



    Uno dei prigionieri torturati nei lager britannici durante la Guerra Fredda

    LONDRA - Fino ad oggi eravamo abituati a sentir parlare di lager e di gulag, rispettivamente i campi di concentramento nazisti e comunisti. Ma all'indomani della Seconda guerra mondiale, all'inizio della guerra fredda, la Gran Bretagna, patria dell'habeas corpus e del liberalismo crea in Germania campi di concentramento nei quali vennero rinchiusi non solo nazisti o ex Ss, ma anche presunti comunisti. Le foto pubblicate dal quotidiano inglese Guardian mostrano persone denutrite e torturarate che appaiono per la prima volta dopo sessant'anni.

    PROGRAMMA - Il programma di torture era portato avanti dal War Office nella Germania del Dopoguerra e probabilmente interesse gli anni tra il 1945 e 1948. Molte di queste persone morirono a causa delle privazioni di cui furono vittime nei campi di concentramento e tanti dei metodi di tortura furono copiati dai nazisti che fino a qualche anno prima era stati combattuti dalla Gran Bretagna in nome della libera Secondo il quotidiano inglese, queste persone furono rinchiuse e torturate perche sospettate di essere comuniste e perche erano considerate futuri sostenitori dell'Unione Sovietica. Tra le persone torturate non c'erano solo uomini. Dozzine di donne furono imprigionate e torturate perche sospettate di essere agenti segreti sovietici. Solo nel campo di concentramento di Bad Nenndorf furono rinchiusi 372 uomini e 44 donne.

    POLEMICHE - Il giornale inglese ha deciso di pubblicare solo queste tre foto perche dichiara che molte di quelle di cui e in possesso sono troppo scioccanti per essere viste. Naturalmente la notizia ha scatenato numerose polemiche. Nick Harvey, portavoce dei Liberal Democratici ha affermato: E' troppo tardi per sentirsi responsabili, ma non e tardi per conoscere la verita. Shermann Caroll, dell'associazione Medical Foundation for the Care of Victim of Torture sottolinea: La suggestione che gli Inglesi non abbiano usato la tortura durante la Seconda Guerra Mondiale e negli anni immediatamente successivi a una mitologia che e stata propagandata per decenni. Adesso le immagini parlano chiaro.
    DOMANDE - Il ministero della Difesa non ha voluto rispondere alle domande del Guardian e ha risposta che questi quesiti devono essere rivolti al Ministero degli Esteri. Le foto sono state tenute segrete per 60 anni. Poi quattro mesi fa esse sono state trasferite grazie ad un'inchiesta della polizia sui maltrattamenti di prigionieri in alcuni centri, vicino ad Hannover, e sono arrivati al Guardian che si e avvalso della legge Freedom of Information Act. Cio che e certo e che le immagini risalgono al febbraio del 1947 e furono scattate da ufficiali della Royal Navy ai quali fu ordinato di portare a termine il programma di tortura. Altre foto, dichiara il giornale sono ancora in possesso del Ministero degli Esteri. Non si sa che fine abbiano fatto tutte le persone fotografate e quando le torture nei lager britannici siano terminate.

  4. #4
    legio_taurinensis
    Ospite

    Predefinito

    Per giudicare gli inglesi penso sia sufficiente rifarsi alla storia dell'Irlanda del Nord perseguitata da secoli.
    Chi odia la libertà, questo fa.

 

 

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