- "Cosa stai facendo? Non ti vergogni?": con queste parole, dette con fare minaccioso, due anziane cugine, che nel vecchio borgo ci abitano da sempre, sono riuscite a fermare lo scempio che un nuovo arrivato stava compiendo, senza nemmeno interpellarle. Un extracomunitario di fede musulmana, infatti, che lì, a Cascina Rimoldo, nel comune di Casatenovo (Lecco), aveva preso da poco casa, stava murando la statua della Madonna, simbolo di tutta la piccola comunità locale, ma l'intervento energico delle due anziane, ma ancora forti donne, lo ha fatto desistere. E il clamore del gesto ha fatto sì che l'uomo, in serata, sia anche tornato sui suoi passi, rimettendo la statua al suo posto. A Cascina Rimoldo, piccolo e antico agglomerato di case nella frazione di Valaperta, sono ancora vive le tradizioni contadine degli abitanti 'storici'. Negli ultimi anni, però, numerosi immigrati sono arrivati ad abitare proprio lì, in quel piccolo borgo, immerso nella ricca Brianza. La comunità locale, allora, gelosa da sempre delle proprie forti tradizioni religiose, ha difeso con le unghie, negli anni, ogni volta che venivano costruite nuove abitazioni, tutti i piccoli tabernacoli votivi che sorgono accanto alle loro case. Grande, allora, deve essere stata la rabbia delle due anziane cugine, quando hanno visto il loro nuovo vicino di casa, di fede musulmana, con mattoni, cazzuola e cemento che stava cercando di eliminare il loro simbolo religioso per eccellenza, lì da sempre: un'edicola votiva con una statua della Madonna e dei piccoli angioletti. A suon di grida 'Vergogna, vergogna' le due donne sono riuscite a fermare l'uomo, che da tempo - dicono - mostrava insofferenza nei confronti di quell'immagine religiosa, e a farsi consegnare almeno la statua. Per gli angioletti, però, che si trovavano ai lati della Vergine non c'era più nulla da fare, erano stati già coperti e sepolti nel cemento. Le proteste dell'intero paese, compreso il sindaco, Antonio Colombo, che si era immediatamente attivato per restituire agli abitanti il loro simbolo (sul posto erano arrivati subito i vigili urbani e i tecnici del settore urbanistico per accertare i fatti e le responsabilità) e dei rappresentanti di entrambe le fedi, ha fatto ravvedere l'uomo. Lo stesso immigrato, infatti, ha ricollocato, qualche ora dopo, statua e edicola votiva nella posizione originaria. Il sindaco, comunque, ha voluto precisare che si tratta di un "gesto incivile e intollerante, ma anche arbitrario e individuale, che non deve pregiudicare gli sforzi che la comunità sta compiendo per arrivare ad una convivenza civile e rispettosa fra le varie culture, tradizioni e religioni". Un atto, quello contro la figura della Madonna, che ha sorpreso anche una persona che dedica la sua attività al dialogo interreligioso, come don Giampiero Alberti, esperto di Islam al Centro ambrosiano di documentazione per le religioni (Cadr). "Maria è presente anche nel Corano - ha spiegato -. Sono rimasto sorpreso. Un atto contro Maria o la devozione per lei non è bello nemmeno per un musulmano". Dello stesso parere é anche Issedin Elzir, portavoce dell'Ucoii, secondo cui il protagonista dell'atto "non conosce la sua stessa religione, perché Maria è molto importante anche per la fede islamica", ed il suo gesto è dunque frutto, anche, di "ignoranza".
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