



E bravo Prodi!
Molto bello essere ringraziati apertamente da una organizzazione terroristica che ha ucciso donne e bambini in sanguinosi attentati e progetta la distruzione totale dello stato democratico di Israele.
Questa sì che si chiama politica estera.
Quoto il titolo del thread.


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Boicottare Hamas è controproducente, dicono deputati inglesi
lunedì, 13 agosto 2007 11.40
LONDRA (Reuters) - Il rifiuto dell'Unione Europea e della comunità internazionale di parlare con il gruppo integralista di Hamas sta producendo più danni che vantaggi. Lo ha detto oggi una commissione parlamentare britannica.
La politica di privilegiare i rapporti con la Cisgiordania -- che consiste nel favorire il partito di Fatah del presidente Abu Mazen e al contempo isolare Hamas -- renderà ancora più difficoltosa la costruzione del processo di pace nella zona, si legge in un rapporto sul Medio Oriente della commissione per gli Affari esteri della Camera dei comuni.
"Il governo dovrebbe considerare seriamente l'ipotesi di intrattenere rapporti politici con gli esponenti moderati di Hamas", si legge nel rapporto della commissione, composta da membri di tutti i partiti del parlamento inglese.
Secondo la commissione, l'ex primo ministro britannico Tony Blair dovrebbe impegnarsi personalmente per la riconciliazione tra i due partiti nel suo nuovo ruolo di inviato del quartetto per la pace nel Medio Oriente, composto da Stati Uniti, Unione Europea, Russia e Nazioni Unite.
La commissione critica anche la posizione assunta da Blair durante la guerra dello scorso anno tra Israele e il partito islamico libanese Hezbollah.
Secondo i parlamentari britannici, il rifiuto da parte di Blair di richiedere un cessate il fuoco immediato ha prodotto "un danno significativo alla reputazione della Gran Bretagna".
Londra partecipa con le principali potenze europee e occidentali all'embargo nei confronti di Hamas, un partito islamico dotato di un braccio armato e considerato organizzazione terrorista da Israele, l'Unione Europea e gli Stati Uniti.
Ieri il presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto che Hamas è una realtà che va aiutata a crescere in senso politico.
"Hamas esiste, ed è una struttura complessa che dobbiamo aiutare ad evolvere, ma questo deve essere fatto con trasparenza. Bisogna spingere al dialogo perché questo avvenga e non chiudersi al dialogo connessuno", ha detto il premier.
A fne luglio il ministro degli Esteri Massimo D'Alema aveva ribadito la necesità di non isolare politicamente Hamas, per non spingerla nelle braccia di al Qaeda.
http://today.reuters.it/news/newsArt...P-HAMAS-GB.XML


si ma nessuno di quei signori che dicono "non boicottiamo hamas" ha avuto il coraggio di dire che Hamas ha scatenato la guerra civile... adesso ci vengono pure a dire che se hamas ha fatto la guerra in patria palestinese è per colpa degli europei..


E pensi davvero che la notizia da te riportata giustifica Prodi?
A parte il fatto che una opinione di una commissione non equivale a dichiarazioni espresse direttamente da un Primo Ministro, io rimarrei esterrefatto e disgustato pure se fosse Berlusconi in persona a proporre di far "evolvere" una organizzazione TERRORISTICA.
Perchè ancora non trovo una risposta soddisfacente a tali quesiti,che ho già posto in altro forum:
Davvero interessante l'idea secondo cui un'organizzazione che effettua attentati dinamitardi uccidendo uomini,donnne e bambini può "evolvere".
E sentiamo,perchè quella volta non potevano "evolvere" anche le BR,utilizzando questa stessa sporca logica?
Le BR non erano (non sono) forse un elemento che "esiste"?
Che fa parte del problema?
Bin Laden non è forse un nemico?
Non rappresenta forse pezzi non dico maggioritari ma perlomeno considerevoli della masse popolari islamiche (si vedano le gigantesche manifestazioni in Pakistan)?
Ebbene,secondo il ragionamento di D'Alema prima e di prodi poi,perchè non cercare la pace?
E fare la pace non consiste nel cedere in qualcosa?
E su quali punti dovremmo cedere nei confronti di Bin Laden (o Hamas,o Hezbollah) per fare la pace?




nel 38 governava la sinistra?![]()
In questo caso i nazisti sono gli israeliani, non hamas, aggiornati. Semmai hamas rappresenta i polacchi dell'epoca.


L'opposizione: «Il premier in aula». Sircana: «Nessun cambio di rotta»
Hamas: «Bene Prodi, apriamo il dialogo»
Il movimento integralista si è detto pronto al confronto con la comunità internazionale. Israele: «Dannosa qualsiasi apertura»
GAZA - Romano Prodi incassa l'apertura di Hamas ma anche la «preoccupazione» di Israele e le critiche dell'opposizione. Dopo le frasi del premier italiano su Hamas («bisogna favorire la sua evoluzione perché per affrontare il problema mediorientale è indispensabile un dialogo trasparente con tutti»), è lo stesso movimento integralista palestinese ad accogliere positivamente le parole del capo del Governo: «Siamo pronti ad aprire un dialogo franco con la comunità internazionale come auspicato da Romano Prodi» ha affermato il portavoce di Hamas a Gaza, Sami Abu Zuhri. «Noi apprezziamo molto il ruolo svolto dall'Italia - ha proseguito il portavoce di Hamas - che anche altre volte ha esortato per un dialogo con il nostro movimento. L'atteggiamento italiano testimonia il desiderio europeo di riconsiderare la sua posizione verso Hamas». Secondo Sami Abu Zuhri, «il mondo occidentale sta capendo che è stato un errore non trattare con Hamas in passato, e ora noi ci auguriamo che le dichiarazioni del primo ministro italiano vengano ascoltate dall'Unione europea, all'interno della quale ci sono altri gruppi parlamentari che sostengono la medesima esigenza di trattare con noi». «Hamas - ha concluso il portavoce - è pronto ad aprire un dialogo franco con la comunità internazionale».
ISRAELE: DANNOSA QUALSIASI APERTURA - Israele giudica invece dannosa qualsiasi apertura agli "estremisti" proprio mentre esiste un esile filo di trattativa con il presidente palestinese, il moderato Mahmoud Abbas. Arriva dunque una chiusura totale all'invito Prodi da parte di Israele. «Riportare Hamas nell'attuale contesto avrebbe solo l'effetto di guastare il clima positivo (tra il premier israeliano Ehud Olmert e Abbas)», ha detto Mark Regev, portavoce del ministero degli Esteri israeliano. «Il governo dell'Autorità palestinese è guidato oggi da moderati, impegnati per la pace e una soluzione basata su due stati. Se si riportano dentro la cornice gli estremisti che respingono la pace e la riconciliazione, si danneggerebbe questo processo».
POLEMICHE - Le parole di Prodi, ovviamente, hanno avuto una grande eco anche sul fronte interno. Il centrodestra insorge: «Prodi dovrà venire in Parlamento a spiegare la posizione del governo italiano su Hamas - chiede Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi - anche a Ferragosto le sue dichiarazioni improvvide stanno provocando un caso internazionale». Stessa richiesta viene da Alleanza Nazionale: Prodi, dice Maurizio Gasparri, «plaude ai terroristi islamici di Hamas con parole gravi e irresponsabili che confermano il ruolo pericoloso del governo italiano, noto nel mondo per le posizioni di apertura ai movimenti sanguinari della Palestina e del Libano». Secondo il senatore della Lega, Roberto Calderoli, il presidente del Consiglio «non esita a porsi al di fuori della comunità internazionale e ad aprire ad Hamas, ovvero a ciò che per la comunità internazionale resta un pericolo terrorista».
NESSUN CAMBIO DI ROTTA - E se i partiti della sinistra dell'Unione difendono l'apertura del premier, il portavoce del governo, Silvio Sircana, torna sull'argomento per chiarire la posizione di palazzo Chigi: «Prodi ha detto che con Hamas è necessario lasciare aperto un canale di dialogo, che è cosa ben diversa dal negoziato, portato avanti da Olmert, da Abu Mazen e dal Quartetto guidato da Blair. Questo negoziato, ha ribadito Prodi, ha il pieno appoggio del governo italiano». Dunque, aggiunge, Prodi «ha parlato di lasciare aperto uno spiraglio di dialogo con Hamas per aiutarli a uscire da questa situazione, per scongiurare il pericolo che ci si trovi di fronte a due Stati palestinesi. Ad Hamas sono stati dettati paletti ben precisi, dal riconoscimento dello Stato di Israele alla fine del terrorismo, che rimangono e su cui nessuno intende soprassedere o dimenticare». Insomma, conclude Sircana, «chi vuole leggere nelle parole un cambio di rotta rispetto alle politiche europee si è sbagliato di grosso».
13 agosto 2007
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E..._dialogo.shtml


La nuova politica estera italiana
Sempre più lontani dalla più grande democrazia del mondo, sempre più vicini ai kamikaze islamici che vogliono cancellare Israele. I danni prodotti alla politica estera italiana da Romano Prodi e dal suo governo li riassume benissimo tale Fouzi Ibrahim, portavoce di Hamas: «L'invito lanciato dal premier italiano, Romano Prodi, al dialogo con Hamas indica che Roma è uscita dall'ombrello americano». Per lui, ovviamente, si tratta di un doppio complimento.
Dov'è lo scandalo nel dialogare con Hamas? Ecco cosa è Hamas, spiegato in un articolo di poche settimane fa da Furio Colombo, ex direttore ed ora editorialista dell'Unità, nonché attuale senatore dell'Ulivo (non proprio un neocon, insomma).
1. Hamas è una organizzazione che è stata eletta sulla base di un programma di guerra, terrorismo e distruzione di Israele. Siamo sicuri che saremmo altrettanto gentili se il governo di uno Stato europeo fosse democraticamente eletto sulla base dell'impegno di mettere a ferro e fuoco lo Stato vicino? Non è per evitare simili pericoli che sono nate ed esistono ancora le Nazioni Unite?
2. Del programma terroristico e negazionista di Hamas si è detto: sono solo parole, linguaggio di disperati. Si è detto: diamo tempo e spazio e i leader di Hamas si dimostreranno statisti. Con questa speranza il presidente palestinese Abu Mazen aveva dato vita con Hamas ad un governo di unità nazionale. Ma Hamas, con un durissimo e improvviso colpo militare, ha fatto strage degli alleati palestinesi di Al Fatah, uccidendo lì casa per casa, e ha conquistato per sé la striscia di Gaza.
Questi sono i nuovi referenti internazionali del governo Prodi.
Post scriptum. Colombo in quell'editoriale si chiedeva «qual è la politica estera italiana». Mi pare che adesso la risposta l'abbia avuta. Chiara e definitiva.
http://aconservativemind.blogspot.com/


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Belle parole, in tutti i sensi, ma senza succo nè significati.
Lo si avrebbe se fossero seguite da nomi di dirigenti Hamas seguiti da loro dichiarazioni.
Niente!
Parole...parole...parole...come quelle che escono dalla bocca di Prodi.
Solo parole.
E, generosamente, sorvolo sulle cavolate di politica estera dette pomposamente dall'ex "Massimo" cervellone D'Alema.
poveraccio!