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  1. #1
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    Predefinito Cantanti,Star e Buffoni:la Sinistra di Veltroni

    Cantautori divisi: bufera nel Pd

    Secondo il Corriere della Sera i cantautori sono divisi sulla scelta del prossimo leader del Pd. Milva, Al Bano e De Gregori stanno con la Bindi; Venditti, Mannoia e Vecchioni preferiscono Veltroni; Califano e i Nomadi si accontentano di Enrico Letta.

    Insomma il gotha della canzonetta italiana andrà alle primarie del Partito Democratico in ordine sparso.

    Ai vertici del futuro partito c’è comprensibile preoccupazione. Si attende con ansia il sondaggio tra domatori di leoni, le comparse di Cinecittà, i presentatori tivvù, i cantanti d’opera e gli animatori valtur. Si danno invece già per persi i pianisti di piano bar e le ballerine del Bagaglino.

    Veltroni vorrebbe convocare un comitato di crisi per evitare il peggio. L’obiettivo è porre un argine alle possibili defezioni tra i coristi alpini e gli sbandieratori di calendimaggio.

    Pippo Baudo è stato convocato d’urgenza e il sindaco gli ha intimato: “Senza i Pooh al completo e tutti gli ex dello Zecchino d’oro, non scendo in campo”.

    Intanto è giallo sulle liste scomparse dei comici e dei doppiatori.

    http://www.loccidentale.it/node/5599

  2. #2
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    e poi si fan discorsi alati sul ruolo dell'Italia nel mondo......ma alla fine qualcuno ha dubbi sul fatto che a spunterà Veltroni?

  3. #3
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    I cantautori divisi
    Con Venditti o De Gregori : le correnti alle primarie dello spettacolo
    Milva: voto Rosy. Proietti: teniamoci quello «bono» di Roma. E spunta la «terza via»: ma ne avevamo bisogno?

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...egregori.shtml

    ROMA — Francesco De Gregori vuole «un bene dell’anima a Walter Veltroni », ha confidato al Corriere. Ma «ha la smania di piacere a tutti», «dice tutto e il contrario di tutto» ed è sostenuto «dai poteri forti e consolidati che sono sempre gli stessi da decenni». E così, per le primarie del Partito democratico a ottobre, voterà Rosy Bindi. Antonello Venditti non la pensa così: «Veltroni è semplicemente educato» ed «è il miglior sindaco che Roma abbia mai avuto ». Così ora tra gli artisti serpeggia un dubbio: ha ragione De Gregori, Venditti o nessuno dei due? Milva è con De Gregori sulla scelta della Bindi: «Ho sempre votato Pci. Veltroni è molto preparato, ma lei la voterei in quanto unica donna».

    Gigi Proietti opta, con Venditti, per Veltroni e ci scherza su: «Per uno "bono" che ce danno, teniamocelo. No?». E, più serio, aggiunge: «Ho un’età tale che mi consente di affermare con certezza: ha ragione Venditti, Veltroni è il miglior sindaco di Roma». «Non so se lo sia, ma è uno che non si tira indietro — sottolinea Michele Placido —. L’ho visto in azione di persona, nelle iniziative che abbiamo fatto in periferia a Tor Bella Monaca. E poi è positiva la sua capacità di comprendere gli avversari e la sua onestà intellettuale. Più che del politico, ora abbiamo bisogno proprio del tratto umano. E poi la sua capacità di comprendere gli avversari». Al Bano concorda con De Gregori su un punto: «Il problema è passare dalle parole ai fatti. Si discute sempre di leader e mai di cosa fare per l’Italia. Di parole i politici ne hanno spese veramente tante. Promettono tutto prima delle elezioni ma poi cambiano. Meglio i buonisti che gli stronzisti, ma che lavorino invece di pensare solo a riempirsi di potere ».
    Fiorella Mannoia come Venditti confida nell’onestà di Veltroni «che è già una buona partenza». Apprezza che abbia «parlato di laicità dello Stato, cosa che avevano fatto solo i radicali». E ancora di più che abbia affrontato il tema dell’amore: «È da lì che bisogna ripartire ». «La verità — soggiunge — è che ci stiamo aspettando tutti troppo da un uomo solo. Il governo ci ha deluso. E aspettiamo uno che decida. Uno Zapatero. Veltroni ha coraggio ad assumersi questa responsabilità perché è l’ultima chance». L’errore «dell’amico» De Gregori, dice, è «purtroppo lo stesso della sinistra un po’ becera: quando siamo vicini a vincere ci scanniamo tra noi». Veltroni «è l’ultima speranzina» anche per Paolo Rossi.
    E se per De Gregori «la cultura è una ciliegina sulla torta» per il comico «non si può parlare solo di Pil. Ogni riforma economica va accompagnata a una rivoluzione culturale. Berlusconi, con le sue tv, l’ha fatta: Silvio Pellico per scrivere Le mie prigioni ci ha messo anni, Fabrizio Corona una settimana. Qualcosa di quei valori l’abbiamo assorbita tutti. E ora parliamo di leader del Pd come se votassimo per il Grande Fratello. La democrazia dovrebbe essere partecipazione, ma noi siamo trasformati in spettatori se non simpatizzanti». Renzo Arbore, «fervido ammiratore di De Gregori, dai tempi di Rimmel e Generale stavolta sta con Venditti: «Veltroni non è uno dei soliti protagonisti del teatrino della politica e inoltre il Partito democratico ha bisogno di un consenso molto ampio». Anche Margherita Buy non diserterà le primarie: «Ho firmato il manifesto che appoggia Veltroni. Perciò è chiaro: sto con Venditti ».
    Ci ha visto del «malanimo» Pippo Baudo nelle parole di De Gregori: «Quell’intervista—dice—era rancorosa. Forse Veltroni gli ha fatto qualche torto. Venditti, invece, mi è sembrato sincero». «Da 29enne che vive molto la città — dice Matteo Maffucci degli Zero assoluto — vedo che Veltroni l’ha valorizzata in un modo straordinario. Ci fa sentire orgogliosi di essere romani e ha creato un senso di appartenenza che credo saprà portare anche nel Pd». Amanda Sandrelli non sa per chi voterà alle primarie: «Una persona di sinistra come me — confessa — ancora si chiede se fosse necessario che nascesse un nuovo partito». Claudio Cecchetto da un consiglio a tutti i candidati: «La smettessero tutti di metterla giù dura con quelle facce serie. Un sorriso in più farebbe bene a tutti».
    Nemmeno Paola Turci si schiera. Ma apprezza in De Gregori «la capacità di aver avviato un dibattito: ben vengano anche le sue critiche se servono a far discutere». Enrico Letta, altro candidato alla leadership del partito democratico, può contare sull’appoggio di Franco Califano. Che ha già avuto modo di dichiarare: «Letta me piace». Disperando di avere un cantautore tra i suoi fan, invece, il candidato Mario Adinolfi rovescia le parti: si schiera per Angelo Branduardi, da cui ha preso come inno Si può fare, per «l’eterno Vasco di Siamo solo noi» e per «Carmen Consoli di Malarazza ».
    Decisamente con De Gregori Francesco Renga. «Non perché appoggia la Bindi — spiega — ma per il grandissimo coraggio che ha avuto: Veltroni è suo amico. Non sono sorpreso, lui è sempre stato coerente e, anzi, fa bene a non dare per scontata la vittoria di Veltroni. E poi bisogna avere il coraggio di prendere posizione e anche di farsi dei nemici perché il Pd non sia ciò che c’è ora, solo con un nome nuovo». Gene Gnocchi non riesce a decidersi: «Sono troppo angosciato. Mi sento appeso, come tutta l’Italia, a un dubbio. Mi chiedo: "ma con chi si schiererà Cristina D’Avena?"».

    Mariolina Iossa
    Virginia Piccolillo

    21 agosto 2007

  4. #4
    Hanno assassinato Calipari
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    Mantide: essendo solo il centrodestra in grado di fare questi "importanti" sondaggi, rivolgiti alla tua parte quando escono queste notizie sciocche. Sono cose da TGCom, Studio Aperto, magari con una tetta o un culo sullo sfondo.

  5. #5
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    Infatti ho postato un articolo del Corriere della Sera...

  6. #6
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    http://www.corriere.it/Primo_Piano/P...veltroni.shtml

    Conversazioni d'estate
    De Gregori: amico di Walter, non lo voterò
    Il cantautore: il modello Roma? Città bellissima non certo per merito suo. Alle primarie del Pd sosterrò la Bindi


    Francesco De Gregori, tutti i giornali la arruolano sotto le bandiere di Walter Veltroni. È davvero così?
    «È vero che sono amico di Veltroni, da tantissimi anni. Se mi metto a contarli, sono più di trenta. Ma essere arruolato mi dà un po' fastidio. Un conto sono gli amici, un conto i simpatizzanti ».
    Lei non simpatizza?
    «Mi piacerebbe fare il tifo per lui, se lo capissi. E finora non l'ho capito. Non sono molto d'accordo con certe cose che Veltroni dice e fa. Lui ha una grossa capacità di comunicare, di proporsi come elemento di novità. Ma quel che dice spesso è difficile da afferrare, da decifrare. Usa un linguaggio aperto a ogni soluzione, dice tutto e il contrario di tutto. Mostra una grande ansia di piacere, di essere appetibile a destra e a manca, che magari gli porterà molto consenso ma è poco utile a capire cosa sarà davvero il Partito democratico».
    Lo sa che lei sta scendendo dal carro del vincitore?
    «Mi rendo conto che accade di rado. Nel mondo della canzone, poi. Ma nel vincitore annunciato, ammesso che sia tale anche alla fine, non trovo una linea chiara. Sento un gran bel parlare, belle promesse, i riferimenti coltivati da sempre, Kennedy, don Milani, Olof Palme. Ma non riesco a ricondurlo a una chiara intenzione politica. E vedo che non sono l'unico ad avere questa difficoltà».
    Che cosa in particolare non la convince nel suo linguaggio?
    «Questo appellarsi di continuo al sogno, a un mondo migliore, ora vedo pure all'amore. Per carità, come si può essere in disaccordo, meglio basarsi sull'amore che sull'odio. Ma viviamo in un paese pieno di problemi. Buttare tutto sui sentimenti, cancellare le differenze, non significa dare risposte operative alle questioni di oggi».
    Veltroni in campo rappresenta comunque una novità.
    «Veltroni si presenta come un uomo nuovo, ma lo è fino a un certo punto. Veltroni è uomo navigato. Ha percorso abilmente la politica italiana degli ultimi trent'anni. Ora la sua candidatura è stata avanzata e sostenuta da poteri forti e consolidati, sempre gli stessi degli ultimi decenni. Non è l'homo novus tanto atteso. Mi convince poco anche questo clima di aspettativa, per cui tutti a dire che Veltroni è una risorsa, che Veltroni è l'uomo della Provvidenza... Non è scontato che sia il più adatto a fare voltar pagina al Paese; così come non dovrebbe essere così scontata la sua vittoria».
    È un buon sindaco di Roma, no?
    «Tutti parlano di modello Roma. Ma Roma mi pare sempre più una città che cerca di nascondere lo sporco sotto il tappeto. I grandi problemi di una grande città — traffico, sicurezza, legalità — sembrano più spesso elusi, che affrontati e risolti. Va da sé che Roma è bellissima, da San Pietro al Colosseo; ma certo non è merito di Veltroni».
    De Gregori, le sue parole non passeranno inosservate. Lei è considerato uno degli artisti da sempre più vicini a Veltroni.
    «Gli voglio un bene dell'anima. Abbiamo pranzato, cenato, siamo andati insieme in vacanza, sono stato suo testimone di nozze. Però non abbiamo mai parlato di politica. Anche quando dirigeva l'Unità e ogni tanto mi chiedeva un articolo, io glielo mandavo, lui mi diceva se gli era piaciuto o no, ma non c'è mai stata interferenza reciproca, né lui si è mai sognato di chiedermi consigli. Io lo prendevo un po' in giro per la storia dell'Africa: "Guarda Walter che non ci crede nessuno". Lui teneva il punto: "Ti dico che vado in Africa!". Almeno su questo, per ora ho avuto ragione io».
    Dubita della sincerità con cui si vota alle varie cause?
    «No. Veltroni magari è sincero. Ma la sincerità dei politici non ci deve riguardare. Appartiene solo alla loro coscienza. Ci riguarda la loro capacità. Quel che dicono, quel che fanno. E Veltroni risponde solo di quello che fa. Roma è raffigurata come il fantabosco. Non è così. La cultura è migliorata; ma la cultura è una ciliegina sulla torta. Non si fa una torta solo con le ciliegine, e non se ne parla parlando solo di ciliegine ».
    Vede anche pericoli per Veltroni?
    «Lui sa coltivare la sua immagine. Ha una grande potenza mediatica. Molti giornali fanno il tifo per lui. Proprio per questo, dovrebbe guardarsi dalla sovraesposizione ipertrofica. Deve stare attento ai veltroniani. Perché a volte i veltroniani sono controproducenti».
    Chi sono i veltroniani?
    «I Bettini, le Melandri, quando partono lancia in resta contro i nemici. "Chi attacca Walter semina veleni...". Ma dai! La ragazza deve stare attenta prima di parlare. E poi i Tardelli... Come si fa a essere contro Tardelli, il vincitore del Mundial? Ma l'Italia oggi è un paese sbandato, che ha bisogno di ricette meno spettacolari e più amare. E non so se Veltroni sia in grado di proporle. Al Lingotto non l'ha fatto. Forse lo farà da qui al 14 ottobre. Me lo auguro, perché l'idea del Partito democratico non è affatto male. La parola è bella, affascinante; ma non ci si può limitare alla scorza. La si deve riempire di contenuti, perché la gente vada a votare».
    Quindi il progetto del Partito democratico la interessa?
    «Sì. Mi auguro che le primarie abbiano successo. Che il nuovo partito ci porti fuori dalla politica stagnante di questi anni, non dia risposte ma ponga domande, conquisti credibilità, sappia chiedere sacrifici. Che stia lontano dalle paludi e dai pascoli consociativi, e nello stesso tempo stia lontano da una sinistra fondamentalista, sempre più decrepita e deprimente».
    Lei voterà alle primarie?
    «Credo di sì. E penso che voterò per Rosy Bindi, che mi sembra la vera novità di tutta questa storia. Dà l'impressione di essere più propositiva, più incisiva, più dirimente, più chiara. Più disposta a rischiare l'impopolarità. Più in grado di farsi dei nemici. Perché abbiamo bisogno di un leader che sappia farsi anche nemici, non solo amici».
    Mi perdoni la malizia: non è che voi amici della prima ora siete un po' ingelositi dagli scrittori, dagli sportivi e da tutti questi ammiratori arrivati dopo, con cui Veltroni ha molto legato?
    «Lei mi fa un torto intellettuale se pensa che possa essere geloso della Melandri o di Tardelli ».
    Aldo Cazzullo

  7. #7
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    Mieli, De Gregori e Venditti

    di Orso Di Pietra da L'Opinione

    http://www.opinione.it/pages.php?dir...t=5374&aa=2007

    Ma tu con chi stai? Con Buonanotte fiorellino o con Roma Capoccia? Con Bufalo Bill o con Se è amore è amore? Ti chiedi come fanno i marinai o se la notte prima degli esami di maturità avevi sul serio voglia di farti la compagna di classe? Insomma, sei per Francesco o per Antonello? La questione è di quelle cazzute assai. Al punto che Paolo Mieli ha deciso di buttare la sua corazzata di via Solferino sulla rotta della soluzione del dilemma. Perché da questa può dipendere la scelta del futuro segretario dell'ancora più futuro Partito Democratico, visto che il Francesco in questione è De Gregori e l'Antonello, manco a farlo apposta, è Venditti. Insomma, il Corriere della Sera, nello sforzo di contribuire a determinare il futuro del paese e la sua politica nazionale, non ha tirato fuori i soliti arnesi del professori universitari ormai ingrulliti alla Sartori e non ha insistito sugli ex ambasciatori che fanno il revisionismo storico su tutto tranne che su se stessi come Romano. Non ha nemmeno giocato al terzismo buttando in campo Panebianco da una parte e Salvati dall'altra, Galli della Loggia sopra e Magris sotto. Niente affatto. Il Cavaliere suona la tromba e s'inventa la Brambilla? L'Albertini redivivo suona la campana ed apre il filone dei cantautori. De Gregori per la Bindi, Venditti per Veltroni. Il ché, come tutti possono comprendere, è meglio dell'idea delle figurine Panini. Da adesso in poi ogni giorno, oltre alla sua pena, avrà il suo bravo cantautore che dice la sua sul nome del leader del Partito Democratico. Da che parte sta Celentano e tutti quelli della sua vecchia banda? E Lucio Dalla, Battiato, Zero e Guccini? E Gino Paoli e Paolo Conte? E quelli degli anni '60 compresi Vecchioni e Jannacci che sono si dell'ultra sinistra ma che, debitamente stimolati, potrebbero addirittura annunciare di votare per Enrico Letta? Insomma, i cantautori per la segreteria del Pd! Ovvero, canta che ti passa! Ovviamente la malinconia per l'estate delle cazzate!

  8. #8
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    che faccia di bronzo sto Mantide: che mi dici della carfagna da voi portata in parlamento? o della brambilla che di politica ne sa meno di gasparri?
    ti dimentichi delle star che appoggiarono berlusconi quando scese in campo? gente del calibro di Buongiorno, Scotti, Sandra Mondaini
    come vedi i buffoni ve li siete presi voi...e gli avete pure votati

  9. #9
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    Colpito nell'Orgoglio???

  10. #10
    Gran Divano di Azathoth
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide Visualizza Messaggio
    Colpito nell'Orgoglio???
    ce ne vuole...
    ...adesso vai a tirar fuori dallo spizio Vianello e la Mondaini che insieme a Lippi e Costanzo andate a fare campagna elettorale

    p.s. tra le file di forza italia avete candidato pure Iva Zanicchi e se nn mi sbaglio pure Bud Spencer

 

 
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