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    Predefinito Si discute in Sinistra Democratica...

    Dopo l'intervista di Angius...

    Intervista a Cesare Salvi da Il manifesto del 18 Agosto 2007
    Serve un chiarimento vero, siamo nati per l'unità a sinistra
    di Matteo Bartocci

    Un «chiarimento strategico» dentro Sd e una «verifica politica» su lavoro e welfare con il governo Prodi. Pur trincerandosi dietro il «politichese» Cesare Salvi non nasconde come la pensa né sul movimento nato dalla scissione dai Ds né sulla fase durissima che aspetta la sinistra in autunno .

    «Leggendo le ultime interviste di Angius su lavoro e precarietà - dice il capogruppo di Sinistra democratica in senato - mi sembra evidente che c'è stato un fraintendimento. Perché se non fosse così vorrebbe dire che la destra ha fatto la migliore delle leggi possibili. E invece noi abbiamo sempre detto tutto il contrario, sia quando eravamo all'opposizione sia in campagna elettorale. Chiunque abbia un minimo di familiarità con il mondo reale ha ben presente la totale sovrabbondanza di lavoro precario soprattutto tra i più giovani. Anche se il precariato c'era già da prima ed è stato legalizzato con il pacchetto Treu noi abbiamo criticato e critichiamo la legge 30 perché di sicuro non l'ha certo contrastato.

    Più che un fraintendimento mi pare che dentro Sd si prefiguri quasi una scissione...
    E' ormai evidente che c'è una sofferenza strategica di Sinistra democratica. Qual è il nostro compito? E' vero che siamo nati solo da pochi mesi ma ora è venuto il momento di prendere l'iniziativa. Credo che al seminario del direttivo di Orvieto (1-2 settembre, ndr) dovremo arrivare a un chiarimento vero tra di noi e rompere gli indugi.

    Si rischia di spaccare ulteriormente un «cantiere» che già mostra le prime crepe.
    La legge 30 è diventata un simbolo. E la sinistra, come spesso le accade, si compiace a dividersi sul nulla. Rischiamo di cincischiare per mesi e mesi sui sottosegretari e i ministri che vanno o non vanno a una manifestazione mentre il danno sociale al quale vogliamo mettere argine è serissimo e riguarda milioni di lavoratori.

    Qual è il tuo giudizio sull'accordo firmato il 23 luglio da sindacati e governo?
    E' una profonda delusione non tanto sul versante pensionistico quanto su quello che riguarda il lavoro. Le nuove regole sui contratti precari sono spaventosamente arretrate. Eppure sono riforme a costo zero, che non subiscono gli strali o le «compatibilità» di Almunia, Bini Smaghi o delle "brillanti" agenzie di rating all'opera in questi giorni sui mercati. Ci sono misure che semplicemente non vanno nella direzione giusta.

    Quindi parteciperai alla manifestazione del 20 ottobre indetta dal manifesto e da Liberazione?
    Io sono favorevole ad aderire. Altri non sono convinti perché si ha l'impressione che tempi e modi della convocazione siano stati decisi da altri e a noi si chieda semplicemente di accodarci. Il tema vero invece è il rapporto tra la sinistra e il governo. La sinistra non può limitarsi a gridare. Dobbiamo darci una strategia comune. Già i rapporti di forza sono quelli che sono, se continuiamo a discutere sul nulla c'è il rischio che a ottobre sia già tutto deciso. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che finora abbiamo perso tutti i passaggi cruciali di questo primo anno di governo. Scendere in piazza ad ottobre rischia di essere troppo tardi.

    E quindi?
    La mia posizione è che dovremmo chiedere una verifica politica con il governo e il resto della coalizione subito, già a settembre. Discutiamo pochi punti per noi fondamentali e avviamo su questi un confronto molto serio anche con lo stesso Romano Prodi. Dobbiamo farlo subito. Perché se si legge alla lettera il Dpef la prossima finanziaria rischia di essere insostenibile. Peggio di quella passata.

    Angius e altri guardano alla «costituente socialista». Tu?
    Io lavorerò fino all'ultimo per l'unità di tutta la sinistra italiana. Come Sd abbiamo il dovere di provarci. Se altri sceglieranno strade diverse si assumeranno le loro responsabilità.

    http://www.sinistra-democratica.it/d...interviste-374

  2. #2
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    Parla la cappgruppo alla Camera di Sinistra democratica su L'Unità del 18 agosto 2007
    Angius sbaglia, Sd non è appiattita su Riforndazione
    di Andrea Carugati

    «Noi appiattiti su Rifondazione? Quella di Angius è un’analisi sbagliata, che ignora la realtà, non so quanto volutamente». Titti Di Salvo, capogruppo di Sd alla Camera, non condivide una virgola dell’intervista di Gavino Angius su l’Unità di ieri. In particolare i «giudizi trancianti» su Sd e sulle forze della sinistra radicale.

    Angius ritiene che Sd sia troppo schiacciata sul Prc.

    «Si vede che fa finta di non vedere, o ritiene insufficienti, gli atti compiuti da Sd. Cito la posizione sulle manifestazioni contro Bush e il giudizio articolato sul protocollo sul welfare. Noi abbiamo sempre avuto una posizione e un ruolo autonomi, nel merito delle questioni. Ma anche un obiettivo preciso: unire la sinistra nel campo del socialismo europeo. Una sinistra larga, plurale, che inglobi le culture femministe, pacifiste, ambientaliste. C’è un vuoto evidente e amplissimo da colmare a sinistra.

    Angius chiede una posizione più netta sulla manifestazione del 20 ottobre...
    «Mussi è stato chiaro sin da quando la manifestazione è stata lanciata. Ha parlato di etica della responsabilità e della necessità di non essere contraddittori manifestando contro se stessi».

    Angius parla di una terza forza a sinistra, una forza socialista tra Pd e Cosa Rossa.
    «Innanzitutto mi ha colpito l’annuncio di una sorpresa. Angius è un dirigente di Sd, e il suo movimento è all’oscuro di questa sorpresa. Questo degli annunci tramite i media mi sembra un modo di fare politica che dovremmo tutti superare. Nel merito, la “terza via” mi sembra una proposta inadeguata, che non va nella direzione dell’unità a sinistra. Non servono nè partitini nè correnti di sinistra nel Pd. Le forze socialiste in Europa hanno al loro interno posizioni diverse, unite da alcuni valori di fondo. Il contrasto alla precarietà è uno di questi tratti distintivi. Anche l’indagine della commissione Lavoro della Camera dimostra che il problema è serio. Certo, questo tema non si deve prestare a usi ideologici».

    Secondo Angius è proprio questo l’obiettivo di Rifondazione: una battaglia ideologica come le 35 ore del 1998.
    «È un giudizio molto pesante. Trovo sbagliato accusare di estremismo chi si si richiama al programma: è una torsione del buonsenso. Sulle pensioni, secondo noi, nel protocollo prevalgono gli aspetti positivi. Sul lavoro, invece, riteniamo che ci debba essere un cambiamento, ma per via parlamentare. Altri ritengono necessaria una manifestazione. Ci sarà una consultazione dei lavoratori, promossa dal sindacati, un elemento importante con cui misurarsi».

    Sd aderirà alla manifestazione per non minare l’unità a sinistra?
    «A settembre apriremo un confronto con i promotori per capire obiettivi, modalità e interlocutori della manifestazione. Ma resta il punto: manifestare contro il governo di cui si fa parte è una contraddizione».

    http://www.sinistra-democratica.it/d...interviste-375

  3. #3
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    Intervista ad Alfiero Grandi, Il manifesto del 19 agosto 2007
    Per Sd è il tempo delle scelte
    di Matteo Bartocci

    Per le modifiche alla legge 30 non siamo all'ultima battaglia, la sinistra non è a Fort Alamo ma ha il dovere di tenere aperta la questione e battersi per il rispetto del programma». Anche Alfiero Grandi, attuale sottosegretario all'economia, già dirigente della Cgil e oggi in Sinistra democratica, riconosce che per il partito di Mussi «il momento delle scelte è ormai impellente». «La modifica della legge 30 è nel programma - premette Grandi - è una legge che ha introdotto un supermercato della flessibilità che si è tradotto solo in precarietà. Ma per noi flessibilità e precarietà sono concetti ben diversi».


    Eppure Angius, dirigente di Sd, ha difeso la legge 30.
    Le sue parole lette fuori dalla contingenza dicono semplicemente che come Sd dobbiamo fare una scelta politica. Se siamo d'accordo bene, altrimenti ognuno andrà per conto suo.

    E' una scelta tra la «costituente socialista» e il «cantiere della sinistra»?
    Salvi ha ragione: Sd nasce per l'unità a sinistra. Noi non vogliamo fare un quarto partitino rosso-verde. E il Pd non potrà rapportarsi come Biancaneve con i sette nani, credo che da qui a ottobre si rafforzerà molto ed è necessario che la sinistra sia altrettanto forte e capace di motivare.

    Ma è d'ostacolo il riferimento al socialismo europeo?

    Secondo me no. Io sono d'accordo con Angius. Altri guardano più a Sinistra europea che, se ho capito bene, anche per Rifondazione è un punto di partenza. Noi dobbiamo impegnarci tutti insieme in Italia e possiamo spenderci in Europa come vogliamo. Sdrammatizzerei anche il rapporto con lo Sdi: su diritti civili, scuola e laicità siamo completamente d'accordo. Perché non avere un dialogo organico tra noi?

    Agire insieme ma su che basi?

    Su tre assi fondamentali. Uno sviluppo diverso in una globalizzazione che non può andare avanti così: un altro mondo sociale, economico e ambientale è possibile. Secondo: dare a chi lavora o vuole lavorare una forte dignità in risposta a una divaricazione sociale crescente. Anche Ciampi riconosce che la finanza si sta mangiando l'economia reale. Terzo: se il Pd si unisce partendo dal leader e il resto si vedrà, noi dobbiamo fare il contrario. Dobbiamo unificarci partendo dalla linea politica e da un'iniziativa di massa la più ampia possibile.

    In cui rientra o no la manifestazione del 20 ottobre?
    E' un appuntamento molto delicato. I tempi non mi sembrano felici, nel pieno della consultazione dei lavoratori e del dibattito sulla finanziaria. Credo che bisogna essere molto chiari sugli obiettivi che si porrà l'iniziativa. Intanto deve rispettare due condizioni: non può essere contro il governo o contribuirebbe ad eliminare la sinistra dalla maggioranza. Manovre neocentriste, anche se velleitarie, ci sono e non vorrei dare una mano a chi parla di alleanze di nuovo conio. E poi non può creare problemi ai sindacati. Per me deve essere un'azione a sostegno dell'iniziativa sindacale e quindi della Cgil, che ha firmato l'accordo ma chiede avanzamenti nella sua attuazione.

    Cosa non ti convince dell'accordo del 23 luglio?
    Contraddice il programma in almeno tre punti. Si doveva abolire il «tempo determinato» senza limite: 36 mesi di precarietà sono un periodo già abbastanza lungo e l'ufficio del lavoro non può prolungarlo all'infinito. Poi c'è l'abolizione dello staff leasing, su cui anche Damiano era d'accordo e su cui il governo ha fatto dietrofront all'ultimo minuto. Ma l'aspetto che a me preoccupa di più è la liberalizzazione degli straordinari. Indebolisce la contrattazione e aumentando le ore di chi il lavoro già ce l'ha non aiuta certo l'occupazione giovanile. E' un netto arretramento che va rivisto.

    Ma visti i rapporti di forza in parlamento come ottenere ciò che chiedi senza mobilitarsi?

    Non siamo all'ultima battaglia. Discutiamone serenamente. Chi parla di diktat non negoziabili contribuisce a far giudicare negativo tutto l'accordo. E così non è.


    D'accordo, ma come ottenere le modifiche che chiedi?
    Dobbiamo agire come con la lettera dei quattro ministri. Rispettare l'autonomia di tutti ma scegliere un asse comune e andare fino in fondo. Sarebbe terribile innescare una polemica nella maggioranza e diventare parte della discussione interna al sindacato. Mobilitarsi non mi scandalizza ma non possiamo fare due parti in commedia. Lasciamo stare il sindacato che è adulto e non ha bisogno di tutori.


    Ti riferisci a Rifondazione o anche ad altri?
    Anche ad altri. Per sua natura la sinistra deve essere amica del sindacato, dobbiamo aiutarlo a rafforzarsi, dare nuova speranza ai tanti che vi sono impegnati. E poi dobbiamo evitare di ricompattare un centrodestra totalmente disarticolato. Per favore, evitiamo il ritorno del «Caimano». L'alternativa a Prodi è andare a elezioni difficilissime e forse nell'impossibilità di ricomporre la coalizione. Avviamo una battaglia dura ma con questo limite in testa.

    http://www.sinistra-democratica.it/d...interviste-376

  4. #4
    Ricostruire la sinistra
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    Condivido le parole degli esponenti della SD. Angius ha in mente un progetto diverso di quello del movimentoo. Secondo me, è giusto che coloro che vogliono entrare nella costituente socialista lo facciano mentre gli altri lavorino per unire la sinistra. E io ambisco a questa seconda opzione.

  5. #5
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    Un pensionato di 71 anni, fisicamente male in arnese, mi ha testualmente detto: "'na vorta che me beccassi quattro sordi d'aumento de penzione, 'sti rompicazzo mettono tutto in discusione...?".
    Così ha spiegato la restituzione della tessera acquisita di recente. La numero 119...

    informauro

  6. #6
    Tonino crediamo in te
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    Da una palude lagunare piena di mussati :)
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    trovo l'esperienza di SD estremamente ridicola e patetica: si sapeva, sin dall'inizio, che gli esponenti DS contrari al PD avevano in mente chi la riunificazione socialista, chi un progetto di sinistra europea.
    Allora perchè non iscriversi direttamente al PRC o al PdCI (per quelli di SE) o allo SDI (per i socialisti)?
    Forse perchè entrare in un progetto con la PROPRIA poltrona è più comodo di chiedere poltrone in case altrui?

    senza offesa per nessuno, sia chiaro

  7. #7
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    Io spero trovino la quadra senza doversi necessariamente prendere a pesci in faccia tra loro, perchè ridendo e scherzando, nonostante queste tristi pantomime, le proposte di legge meno demagogiche di tutti le hanno fatte loro, finora...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Io spero trovino la quadra senza doversi necessariamente prendere a pesci in faccia tra loro, perchè ridendo e scherzando, nonostante queste tristi pantomime, le proposte di legge meno demagogiche di tutti le hanno fatte loro, finora...
    QUOTO!!!!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da informauro Visualizza Messaggio
    QUOTO!!!!
    Sinistra Democratica ha scazzato a proporsi come trait d'union di 3000 cantieri aperti a sinistra, doveva proporsi di mangiare sia il nostro villino garofanuto che il megacondominio comunista

  10. #10
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    FISCO: SALVI E VILLONE (SD), SINISTRA NON GIOCHI IN DIFESA =

    (AGI) - Roma, 22 ago. - "Armonizzare la tassazione delle
    rendite finanziarie vuol dire elevare l'imposizione sui
    guadagni di borsa e sui Bot, ma anche diminuire quella sui
    conti correnti, che e' l'unica forma di risparmio di fatto
    disponibile per la maggioranza degli italiani e in particolare
    per i ceti meno abbienti". LO dicono i senatori di Sinistra
    democratica Cesare Salvi e Massimo Villone, che aggiungono:
    "Sulle tasse la sinistra deve smettere di giocare in difesa e
    di essere culturalmente subalterna. Si ascolti invece la
    sostanza del messaggio del cardinale Bertone, a proposito del
    profondo malessere fiscale. Quando egli richiama l'attenzione
    su come lo Stato spende quello che ha incassato, e chiede che
    le tasse siano destinate a fini sociali e alla povera gente,
    dice una cosa profondamente sentita nel Paese che tutti i
    politici farebbero bene ad ascoltare. In primo luogo nessuna
    tassa e' giusta quando finanzia gli sprechi. Un vero esercito
    vive di politica, intorno alla politica, a spese della
    politica; amministrazioni pubbliche e societa' miste sono buchi
    neri di sprechi e clientele; manager e consulenti veri o
    presunti percepiscono a volte retribuzioni stellari, tutto a
    carico dell'erario".
    Gli esponenti di Sd concludono: "Contro questi sprechi
    pubblici e' necessaria una battaglia democratica, non certo uno
    sciopero fiscale, partendo gia' dalla prossima Finanziaria in
    cui e' necessario e urgente abbattere i costi impropri della
    malapolitica e della malaamministrazione. In secondo luogo, a
    differenza di quanto ipotizza Pierferdinando Casini a nome di
    tutta la destra, sono i principi Costituzionali a consentire di
    rispondere al richiamo del cardinale Bertone ad aiutare la
    povera gente: proprio il principio di progressivita' e il fine
    di ridistribuzione della ricchezza, infatti, sono gli strumenti
    per garantire uguaglianza di diritti sociali ai cittadini, in
    un Paese segnato da profonde e sempre piu' gravi differenze di
    reddito". (AGI)
    Red/Cav

    http://www.sinistra-democratica.it/d...tampa/news-379

 

 
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