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  1. #1
    naufrago
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    Exclamation Riflessione sulle guardie forestali

    Ieri sentivo a vari telegiornali che anche quest'anno il solito e ciclico fenomeno degli incendi dolosi affligge principalmente le regioni del mezzogiorno; ettari ed ettari di boschi bruciati, rasi al suole, che ci metteranno (se mai sarà possibile) più di un secolo a ritornare tali e quali.
    Poi sento che in sicilia ed in calabria sono concentrati i 2/3 degli incendi "boschivi" di tutta la penisola, che per la stragrande maggioranza sono dolosi (TG5, spero di non aver capito male) e che anche quest'anno è il solito teatrino dove la responsabilità viene ribaltata prima sulle amministrazioni, poi sui soccorsi, poi su chi capita... sempre colpa degli altri, insomma. Ma mi interessa pochino, il fatto è che quel verde non esiste più.
    Quindi, da cinico (e stronzo) quale sono, vado a verificare quali sono le regioni con il maggior numero di guardie forestali... stupore! Sicilia in primis e calabria dietro. Tralasciando chi viene dopo, campania e puglia.

    A questo punto mi viene da citare il gobbo nazziunale e mi dico "a pensar male..."

    Che dite?



    Note:

    http://www.pbmstoria.it/dizionari/dizcittadino/lemmi/234.htm
    GUARDIE FORESTALI
    Corpo dello Stato, alle dipendenze del Ministero delle Politiche agricole, con compiti di difesa del patrimonio boschivo. Svolge opera di vigilanza, di prevenzione degli incendi, rimboschimento, difesa della fauna e della flora naturali. Ha una struttura gerarchica (ufficiali, sottufficiali, graduati e truppa), ma è costituito da personale civile. Può svolgere anche compiti di polizia giudiziaria.

    Aggiungo
    Guardie Forestali in Sicilia: circa 30.000 (25.710 km²)
    Guardie forestali in Calabria: oltre 10.000 (15.082 km²)
    Guardie forestali in Lombardia: circa 1.000 (23.861 km²)...




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  2. #2
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    inviare in massa a effettuare prevenzione in zona boschiva, indi appiccare le fiamme. Bosco più bosco meno...

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    inviare in massa a effettuare prevenzione in zona boschiva, indi appiccare le fiamme. Bosco più bosco meno...
    che ne dite della mia idea.

    Applicazione del codice militare di guerra:
    chiunque verrà colto in fragrante ad appiccare volontariamente fuoco a boschi e foreste verrà immediatamente passato per le armi sul posto.

    Io penso che dopo le prime tre o quattro fucilazioni miracolosamente gli incendi cesseranno, che ne dite?

  4. #4
    History Lesson - Part II
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    Citazione Originariamente Scritto da voidoquontur Visualizza Messaggio
    che ne dite della mia idea.

    Applicazione del codice militare di guerra:
    chiunque verrà colto in fragrante ad appiccare volontariamente fuoco a boschi e foreste verrà immediatamente passato per le armi sul posto.

    Io penso che dopo le prime tre o quattro fucilazioni miracolosamente gli incendi cesseranno, che ne dite?
    Perchè non proponi lo sciopero fiscale ?

  5. #5
    naufrago
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    Io sono convinto che se le regioni dovessero pagare di tasca proprie le loro scelte (assunzioni di massa, personale non qualificato, bilanci perennemente in passivo) queste cose non accadrebbero. Perchè le caste locali rischierebbero la lapidazione in pubblica piazza.
    Ma l'argomento porterebbe lontano, qu mi interessava sottolineare l'ironica "coincidenza" di cui parlavo...

  6. #6
    Juv
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    Se volete piangere leggete quà:

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=198018

    Calabria, quei 10mila forestali "troppo vecchi per lavorare"

    Non c’è estate senza incendi in Calabria, non c’è incendio in Calabria senza polemiche sui forestali, un «esercito» di 10mila operai, molti over 50 e «troppo vecchi per spegnere incendi», come ammette anche l’assessore regionale.

    Il «vizio d’origine» risale agli anni ’60. «Allora - spiega un dirigente del Corpo forestale - per motivi di conservazione idrogeologica lo Stato si fece carico del rimboschimento di alcune aree, anche private, tramite i Consorzi di bonifica, la Cassa del mezzogiorno e altri enti». Poi il fenomeno crebbe, gli stagionali toccarono quota 40mila negli anni ’80. E lì nacque il sospetto che alcuni «precari» appiccassero incendi dolosi per aumentare le giornate-lavoro e gonfiare i propri compensi.

    Ma quanti sono oggi i forestali in Calabria? Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura Mario Pirillo sono «9.600, tutti assunti a tempo indeterminato con contratto di lavoro idraulico-forestale». Dipendono dall’Afor (Azienda forestale regionale), una società commissariata da tempo (nel 2004 il leghista Roberto Calderoli si offrì di gestire l’operazione, poi non se ne fece nulla) e costano circa 240 milioni di euro, di cui 80 a carico della Regione. Senza contare, denuncia il sindacalista Carmelo Nucera, che «mancano 80 milioni di euro tra contributi previdenziali non versati all’Inps dall’Afor e Tfr non accantonato». Il governo Prodi nella Finanziaria lacrime e sangue approvata a fine 2006 ne stanziò 160. «Le nostre ragioni sono state accolte», dichiarò allora il governatore della Calabria, Agazio Loiero.

    Finora il «passaggio» degli operai a Provincie, Consorzi di bonifica e Comunità montane non è avvenuto. I soldi servono a malapena a pagare gli stipendi, ci vorrebbero altri fondi per «riconvertire» gli operai a netturbini o ad altre mansioni, ma ovviamente non ci sono. E poi, perché investire risorse visto che, come sottolinea lo stesso Pirillo, «molti operai hanno un’età superiore a 50 anni, e spesso non sono idonei a fare lavoro di spegnimento». Anche i sindacati sono contrari: «Bisognerebbe sciogliere tutti gli enti e creare un unico soggetto regionale sotto l’ombrello della Regione», sostiene Nucera.


    E dire che la Regione aveva anche cercato di «ringiovanire» l’esercito di forestali. Nella primavera del 2004 al corso di formazione per 1.200 posti di operaio forestale si presentarono in 80mila. Troppi, anche perché sindacati e sinistra misero in relazione la tornata di assunzioni con le scadenze elettorali ravvicinate (Europee 2004, Regionali 2005 e Politiche 2006). E non se ne fece più niente.

    La soglia «politica» del numero massimo di forestali è stata comunque fissata a poco più di 10mila unità. Un tetto previsto dai parametri Ue, infatti, che individua in massimo 57 ettari (circa 75 campi regolamentari di calcio, nda), il «territorio d’azione» di ogni operaio. Visto che la Calabria ha 600mila ettari di area boschiva, il calcolo è presto fatto. Nonostante lo spiegamento di forze, però, ogni anno in Calabria gli incendi mandano in fumo 20mila ettari di bosco. Solo quest’anno i roghi sono stati 761. In Trentino Alto Adige, che vanta una superfice boschiva pari a quella di Calabria e Sicilia messe insieme, c’è la percentuale più bassa d’incendi. E lì gli operai forestali sono poco più di mille.

    Se il vescovo di Locri, Giancarlo Maria Bregantini, arriva a ipotizzare la «scomunica» per i piromani, guai a dare la croce ai forestali: «Sono molto vituperati - si difende l’assessore - ma sono sempre in prima linea nelle occasioni più delicate». «Basta un pastore che vuole rinnovare il pascolo per il suo gregge - ammette il dirigente della Forestale - che incurante del pericolo dà fuoco alle sterpaglie, il vento e la scarsa manutenzione delle strade boschive fa il resto».

    A poco o nulla è servita la legge 353 del 2000, che prevede la mappatura catastale per le zone incendiate, e il vincolo di 15 anni al cambio di destinazione d’uso. «C’è un business dietro il rimboschimento», commenta sarcastico il dirigente. Se è vero che ci vogliono dai 60 ai 100 anni per «rimpiazzare» i boschi distrutti dal fuoco, allora «c’è lavoro per tutti e per sempre».

    felic[email protected]



    Altra conferma che la regione calabria è un'asocciazione a delinquere.

  7. #7
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    ...l'unica consolazione è veder bruciare la calabria.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77 Visualizza Messaggio
    Ieri sentivo a vari telegiornali che anche quest'anno il solito e ciclico fenomeno degli incendi dolosi affligge principalmente le regioni del mezzogiorno; ettari ed ettari di boschi bruciati, rasi al suole, che ci metteranno (se mai sarà possibile) più di un secolo a ritornare tali e quali.
    Poi sento che in sicilia ed in calabria sono concentrati i 2/3 degli incendi "boschivi" di tutta la penisola, che per la stragrande maggioranza sono dolosi (TG5, spero di non aver capito male) e che anche quest'anno è il solito teatrino dove la responsabilità viene ribaltata prima sulle amministrazioni, poi sui soccorsi, poi su chi capita... sempre colpa degli altri, insomma. Ma mi interessa pochino, il fatto è che quel verde non esiste più.
    Quindi, da cinico (e stronzo) quale sono, vado a verificare quali sono le regioni con il maggior numero di guardie forestali... stupore! Sicilia in primis e calabria dietro. Tralasciando chi viene dopo, campania e puglia.

    A questo punto mi viene da citare il gobbo nazziunale e mi dico "a pensar male..."

    Che dite?



    Note:

    http://www.pbmstoria.it/dizionari/dizcittadino/lemmi/234.htm
    GUARDIE FORESTALI
    Corpo dello Stato, alle dipendenze del Ministero delle Politiche agricole, con compiti di difesa del patrimonio boschivo. Svolge opera di vigilanza, di prevenzione degli incendi, rimboschimento, difesa della fauna e della flora naturali. Ha una struttura gerarchica (ufficiali, sottufficiali, graduati e truppa), ma è costituito da personale civile. Può svolgere anche compiti di polizia giudiziaria.

    Aggiungo
    Guardie Forestali in Sicilia: circa 30.000 (25.710 km²)
    Guardie forestali in Calabria: oltre 10.000 (15.082 km²)
    Guardie forestali in Lombardia: circa 1.000 (23.861 km²)...


    pensavo che la Calabria fosse il peggio tanto che per risolvere la questione venne nominato un uomo dello spessore di Calderoli
    scopro da questi numeri che la Siicilia e' ancora peggo ( 1,17 guardie per KKM2 contro 0,66 della Calabria )
    perche' non lo mandarono in Sicilia prima ?

    --- per rispetto alla moglie di Bossi ?
    --- per non urtare l'M.P.A.?
    --- perche' Cuffaro e' un amico

    mistero
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  9. #9
    naufrago
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    Quella barzelletta del dentista "controllore" dei forestali è davvero uno spasso, l'ultima volta che l'ho ricordato ai belleriani mi hanno risposto che "non c'è mai stato incarico ufficiale in tal senso"... quindi la solita sparata massmediatica calderoliana e stop.

  10. #10
    naufrago
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    Qualche altra chicca:

    da Rainews:
    Napoli | 7 agosto 2007
    Spari contro un elicottero del servizio antincendio in Campania

    L'elicottero e' stato centrato in fase di raccolta

    Un elicottero del servizio antincendio boschivo della Regione Campania e' stato colpito ieri, da una fucilata che ha prodotto diciotto fori nel sacco utilizzato per il trasporto dell' acqua. Secondo le prime ipotesi, il velivolo sarebbe stato colpito durante le fasi di raccolta nel Volturno.
    All'arrivo a Quindici, dove intanto divampava un incendio, la scoperta dell'accaduto che ha costretto l'elicottero L9 a tornare alla base di San Martino Valle Caudina per le riparazioni. Immediata la denuncia all'autorita' giudiziaria. Sul caso ora indaga la magistratura.
    Sempre nella giornata di ieri e' stato messo fuori uso il ponte radio della Regione a Montevergine. Ignoti hanno rotto il vetro d'ingresso e tagliato con una cesoia i cavi rendendo impossibili i collegamenti con la sala operativa regionale.
    Anche in questo caso, immediata e' scattata la denuncia alle autorita' competenti. Proprio ieri, l'assessore Andrea Cozzolino aveva sottolineato l'esistenza a suo parere di un "disegno criminale in atto", chiedendo ai prefetti di convocare i comitati per la sicurezza e l'ordine pubblico in modo da coinvolgere anche le forze dell'ordine in un "lavoro di intelligence contro i piromani e le organizzazioni criminali pronte a tutto per lucrare".


    (ANSA) -ROMA, 24 AGO- Sono 38 i roghi e tutti sulla costa del Meridione su cui sta intervenendo la Protezione civile e la situazione meteo continua a favorirli.In particolare, sono in azione elicotteri e canadair in Sicilia (nel Palermitano e Messinese), in Calabria (nel Reggino e Cosentino), in Basilicata (nel Potentino), in Campania (nel Cilento) e in Puglia (nel Foggiano). Intanto e' rientrato l'allarme nel Cosentino e le persone evacuate nella notte sono rientrate a casa e nelle strutture turistiche.

    e poi ci sono anche le barzellette (ricordando il personale già a disposizione, sproporzionato rispetto a qualunque altra zona)

    Incendi Sicilia/ Il presidente della Provincia di Palermo chiede più mezzi
    Mercoledí 22.08.2007 17:15

    Il presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto, commentando gli incendi che stanno interessando la costa settentrionale della Sicilia, chiede di potenziare mezzi e personale di vigili del fuoco e corpo forestale. "Ciò che sta accadendo a Cefalu' e in molti altri centri siciliani e' grave e' allarmante - osserva Musotto -. Gli incendi di queste ore oltre a mettere a rischio la popolazione, continuano a distruggere il nostro patrimonio ambientale, aumentare il dissesto geologico con gravi conseguenze anche nella stagione invernale. Un danno enorme all'ambiente e alla nostra economia. E' necessario e urgente potenziare mezzi e personale di vigili del fuoco e corpo forestale. E' inoltre importante rafforzare i controlli e reprimere con il massimo rigore la piaga degli incendi dolosi".
    Musotto segue costantemente la situazione informato dall'assessorato provinciale alla Protezione Civile che collabora agli interventi con propri uomini e mezzi. "Il personale dei vigili del fuoco e del corpo forestale - continua Musotto - si impegna con tutte le sue forze e spesso al di la' della normale amministrazione, quasi con quotidiano eroismo. E' il momento di riconoscere questo lavoro con la giusta attenzione e i giusti investimenti per questo settore. E' infine necessario, superata l'emergenza di queste ore - conclude il presidente - esaminare nel dettaglio se l'intera macchina dei soccorsi ha funzionato al meglio".


    affari.it
    Meridione, terra del Fuoco
    Giovedí 23.08.2007 15:04

    di Antonino D’Anna

    Il Sud Italia brucia, ed esplodono polemiche, accuse, sospetti. Si sentono tesi di tutti i tipi sul perché: sono i piromani che appiccano il fuoco per il piacere di farlo; sono i palazzinari che vogliono spazio per impiantare megacondomini in barba ai piani regolatori; sono gli operai forestali che, temendo di finire senza lavoro, incendiano tutto. Per non parlare delle modalità d’esecuzione, che vanno dal semplice cerino lanciato fuori dall’auto mentre qualcuno accendeva una sigaretta (chi è il contorsionista?), al mozzicone buttato via sino ai gatti cosparsi di benzina e “accesi” ai margini di un bel bosco da distruggere. L’animale soffre mentre muore, corre all’impazzata e diventa una specie di tizzone incendiario ambulante, visto che saetta di qua e di là fino a morire arrostito.

 

 
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