23/08/2007 12.56
Capello: «Juve, riprendi Cannavaro»
«La nuova Juventus è una buona squadra, ma recuperare il divario non è semplice. La mia era stata costruita per vincere tutto, per tanto tempo. Gli effetti di Calciopoli non mi hanno convinto, è meglio lasciar perdere...».
A Madrid già lo rimpiangono in tanti, magari gli stessi che lo scorso inverno agitavano i fazzoletti bianchi in segno di estremo distacco da quel tecnico vincente come pochi e spigoloso come nessuno. Fabio Capello non è che abbia poco sviluppato il senso di superiorità sul resto del mondo pallonaro, però segue percorsi alternativi rispetto a quelli graditi al señor Calderón per arrivare al medesimo traguardo, la vittoria.
Lei ha vinto a Milano, Roma, Torino, Madrid. Qual è il ricordo più bello?
«Sono due. L’attraversare su un pullman Torino tra due ali di folla - e mai mi era successo in Italia - dopo aver vinto il primo scudetto juventino, è stata un’emozione incredibile, che mi porterò sempre dentro. Ma anche l’ultimo a Madrid, ragazzi, che roba è stata».
A un certo punto non ci credeva più nemmeno lei...
«Non dico questo, però la situazione si era fatta davvero disperata. Così smentire tutti, vincere ancora in un club che non ci riusciva da anni nonostante i grandi sforzi fatti, è stato bello».
Torniamo all’Italia. Come lo ritrova il nostro calcio?
«L’ho lasciato in concomitanza del trionfo mondiale, che ovviamente ha dato grande lustro al movimento. Però c’erano anche tutte quelle situazioni, diciamo che la vittoria del Milan in Champions è stata davvero molto importante per dare continuità alle voci positive. L’impressione è che ora si debba ripartire da zero, la stagione parte con tutti i concorrenti alla pari».
Il Milan ha riportato Emerson in Italia, l'impressione è che Cannavaro gradirebbe molto una chiamata in extremis della Juve...
«Cosa penso di loro due lo sanno tutti. Sono calciatori straordinari e soprattutto dei grandissimi uomini-spogliatoio, di quella genìa che fa la fortuna di ogni allenatore».
Ranieri sostiene: “Vogliamo vincere in fretta, ma non scordiamo che questa non è la Juve di due anni fa”. Che Juve era quella di due anni fa?
«Era una squadra costruita per continuare a vincere nel tempo e lo avrebbe fatto. Nessun traguardo le era precluso».
Quella di oggi come le sembra?
«Una buona squadra, la dirigenza ha lavorato bene. Ma il mercato è andato facendosi sempre più difficile, i prezzi richiesti per i giocatori normali sono altissimi, i pochi fuoriclasse nessuno li cede. Recuperare il gap con chi sta al vertice non è davvero semplice».
L’Inter però...
«Sulla carta ha qualcosa in più, la rosa a disposizione di Mancini è attrezzata per lottare su tutti i fronti».
Il Milan?
«Il Milan è come la Juve, ha lo spirito vincente nel suo dna. Da questo punto di vista le due società sono simili, la mentalità che avevo trovato a Milano, l’ho ritrovata a Torino».
Fonte: TuttoSport
http://www.goal.com/it/articolo.aspx?ContenutoId=391546
ma dico....ma l'hai visto ieri sera Cannavaro?![]()





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