Dopo il sisma, l'abbandono
20 agosto - "La gente che ha veramente bisogno di aiuto non lo sta ricevendo". "I bambini stanno morendo di fame. Ci hanno abbandonato". Queste le denunce degli abitanti di Pisco, che insieme a Chincha e Ica è una delle città più colpite dal disastroso terremoto del 15 agosto (quasi 8 gradi Richter). La situazione nella zona è drammatica: alla tragedia del sisma, che ha provocato oltre 500 morti e migliaia di feriti, si è aggiunta la violenza causata dalla disperazione. Alcuni soccorritori spagnoli hanno dovuto interrompere per qualche tempo il loro lavoro a causa di una sparatoria nei pressi del luogo in cui si trovavano, mentre un'équipe di pompieri è stata assaltata e derubata di tutte le attrezzature. Anche l'ospedale di Chincha è stato attaccato da civili che speravano di trovarvi prodotti alimentari. Acqua, cibo e medicine, infatti, arrivano con il contagocce e non sono sufficienti per le decine di migliaia di persone senza più nulla. Militari e poliziotti, mandati a pattugliare le strade per evitare furti e saccheggi, si limitano alle zone del centro, mentre in periferia vige l'insicurezza e la paura. La visita in Perú del presidente colombiano Uribe, che accompagnato da Alan García ha visitato la regione colpita, ha coinciso con un'ulteriore forte scossa, che ha rinnovato la paura e ha provocato un'altra vittima, un bambino di 12 anni. E nonostante la presenza fugace delle autorità, la popolazione, specie nei quartieri più poveri, appare totalmente lasciata a se stessa, a piangere i propri morti e a lottare per la sopravvivenza.
Sulle conseguenze del terremoto vi segnaliamo l'articolo del manifesto del 18 agosto: Perú in ginocchio, il sisma cancella un'intera città.
http://www.latinoamerica-online.it/seconda.html