Senza farsi spaventare dall'età (aveva almeno 72 anni) nel 326 o nel 327 Elena partì da Costantinopoli alla volta di Gerusalemme accompagnata dai suoi cortigiani . Niente la scoraggiò, non il terreno accidentato che aveva reso l'illustre, antica città del re Davide impenetrabile se non al più determinato degli eserciti, non i cambiamenti e le ricostruzioni che avevano avuto luogo nella capitale dopo la devastazione da parte di due eserciti romani nel corso di tre secoli dalla morte di Gesù, e nemmeno i mutamenti dovuti a due gravi terremoti.
Sapeva che la fede e non la realtà dei fatti le sarebbe occorsa per localizzare il luogo della croce ; così Elena rispose alla sfida con quella preghiera che letteralemente sposta le montagne. Ordinò che ci si mettesse al lavoro con badili, vanghe e picconi. La nuova città romana di Elia Capitolina aveva inghiottito le vecchie case e le mura di Gerusalemme, mentre altre zone della città erano state coperte di macerie o di nuovi edifici. Avvalendosi di preghiere, sogni, ricerche ed interrogatori meticolosi per scoprire la tradizione di quello che era accaduto nei trecento anni prima, Elena ed il vescovo Macario, suo coetaneo, si misero a dirigere grandiose operazioni di scavo. Il compito che li aspettava era scoraggiante, paragonabile a quello di un archeologo che nel 1999 cercasse le tracce della vita di un falegname vissuto a Londra negli ultimi giorni di Carlo II in Inghilterra.
Attraverso la preghiera alla fine Elena localizzò il sito che aveva avuto la fama di essere stato la scena della crocifissione e della resurrezione al centro della nuova città : una facciata di roccia a perpendicolo tagliata nel fianco della collina, con una porta bassa, un vestibolo ed una camera interna dove credeva che avesero deposto il corpo di Gesù. Un vecchio ebreo di nome Giuda le disse che Adriano aveva costruito il tempio con una statua di Venere sul Golgota dove era sepolta la vera croce di Gesù, con l'intenzione di distruggere ogni sua memoria. Nel giro di alcune settimane questo tempio pagano fu demolito e venne scavato il terreno sotostante. Sebbene la città di Erode fosse ormai appena riconoscibile, gli ultimi giorni di Gesù sulla terra divennero di nuovo reali, ed era tale la passione di Elena nel verificare dove si fossero svolti gli ultimi avvenimenti della vita del Messia che le sue conclusioni furono accettate ed entrarono nella storia, e così, ad esempio le quattordici stazioni della croce sulla Via Dolorosa a Gerusalemme divennero parte integrnate della litugia cattolica. Ma sebbene questi luoghi santi fossero venerati come tali in tutto il mondo cristiano, secoli dopo i protestanti li avrebbero messi in discussione e avrebbero trovato siti alternativi.
Costantino chiamò i suoi operai per fare in modo che i luoghi santi fossero separati dalla sporcizia e dal rumore dei traffici quotidiani. Sui luoghi associati alla vita e alla morte di Gesù sorsero magnifiche chiese, tutte decorate con mosaici ed ori. La principale fu la chiesa del santo sepolcro, costruita nel 325-26 secondo un progetto dell'architetto siriano o palestinese Zenobio, con la forma di una basilica....
Questo brano è tratto dal volume di Jill Hamilton " La Gran Bretagna e la nascita dello Stato di Israele" edito recentemente da Corbaccio.
Il testo continua con la descrizione delle opere intraprese dall'impero cristiano di Costantino sia a Gerusalemme sia in altri luoghi della Terra Santa...
Vengono ricordati le folle di pellegrini che da tutto il mondo cristiano iniziarono ad andare a Gerusalemme.
Ad un certo punto il testo afferma :
"Quando la cattedra papale fu trasferita da Costantinopoli a Roma nel 590 d.C. e Roma divenne il centro della religione crisitana... "
Cosa mi dite di quest' ultima affermazione ? C'è qualche base a qualche fatto storico che io non ho mai preso in considerazione ? Da dove nasce una simile affermazione ?




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