...due volte
Il grande obbiettivo è quello di cancellare la legge Biagi.
E per far ciò finite le ferie estive sono programmate ripetute manifestazioni in piazza anche con numerosi esponenti del governo e della maggioranza.
Ma sta crescendo anche il senso di fastidio creato dall’arroganza dei rifondatori del comunismo e dai comunisti italiani fastidio, manifestato anche da ex comunisti, naturalmente non pentiti.
«Giordano non tiri troppo la corda - avverte il ministro del Lavoro, Cesare Damiano -: il protocollo sul lavoro e le pensioni rispetta in pieno il programma di governo, firmato da Rifondazione; né il programma propone la cancellazione delle leggi Biagi e Treu, ma solo modifiche».
Enrico Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, difende il protocollo di luglio definendolo «ottimo», e aggiunge che «non ha senso alimentare un clima ideologico sia da parte di chi è fermo alla cultura degli anni Settanta, sia da chi invece punta alla spallata antisindacale».
Gavino Angius stigmatizza l’uso di una materia delicata come il welfare per «manovre politiche», ed è «intollerabile» che Rifondazione eserciti forme di aut aut sul governo su questo tema.
E Russo Spena replica: «È intollerabile accusare Rifondazione di propagandismo strumentale».
La legge Biagi ha creato posti di lavoro.
Le prove sono nei numeri. Il promotore della manifestazione del 20 ottobre a sostegno della «Biagi», Giuliano Cazzola, riportando dati del ministero del Lavoro, del Cnel e dell’Ires, il centro studi della Cgil, spiega così che nel «Monitoraggio» 2007 curato dal dicastero guidato da Cesare Damiano si legge che «..il mercato del lavoro negli ultimi anni è stato caratterizzato da un’espansione dell’occupazione pur in presenza di una crescita economica scarsa o nulla».
saluti




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