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    Predefinito Veltroni: La sicurezza non è di destra

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    Veltroni: saremo duri e severi. La sicurezza non è di destra
    Martedí 28.08.2007 084

    "Chi lavora con me sa che sono abbastanza tosto, molto più di quanto dicano. Non odio nessuno, ho rispetto e curiosità per gli altri, preferisco unire anziché dividere. Ma non ho mai avuto timore di esprimere idee controcorrente; a cominciare, dieci anni fa, dall’idea del Partito Democratico. E non ho timore di decidere. Altrimenti non avremmo chiuso 28 campi rom spostando 15 mila persone. Né avremmo concesso, unici in Italia, 1500 nuove licenze per i taxi. Si ascolta, si consulta, si tratta; ma, alla fine, si decide", dichiara Walter Veltroni in un'intervista al Corriere della Sera. Sull'accelerazione impressa al Pd ('o così, o senza di me'), il sindaco di Roma spiega: "L’ho fatto perché sono consapevole della posta in gioco. Il Partito Democratico è la più grande possibilità, se non l’ultima, che si presenti all’Italia per costruire una moderna forza riformista emaggioritaria, che possa produrre la grande innovazione di cui il paese ha bisogno. Si deve sentire che si sta aprendo un ciclo, come quando sono andati al governo Reagan, Clinton, Sarkozy. L’Italia rischia di morire di vecchiaia. Di parole. Di occasioni perdute. Di veti. Di conservatorismi. Come ho detto al Lingotto, in un passaggio che non è stato colto ma per me era decisivo: non parlo da uomo di parte, parlo da italiano. Altrimenti non mi sarei impegnato in prima persona. Stiamo assistendo a qualcosa di straordinario, di inedito per la cultura politica italiana, di originale per la storia del nostro paese e non solo. Quando mai è accaduto che un partito nascesse per fusione anziché per separazione, e in questo modo, con le primarie e la costituente eletta dai cittadini? La nostra storia ha avuto pochi altri momenti cruciali come questo. Penso alla Resistenza, una pagina straordinaria che vide scalpellini e intellettuali, muratori e sacerdoti battersi insieme per la libertà di altri, e un panettiere di 18 anni lasciare sul muro della cella il saluto alla madre prima di andare amorire. L’alzabandiera a scuola va bene, ma dev’essere accompagnato dallo studio delle lettere dei condannati amorte della Resistenza. Invece quest’estate mi si è accapponata la pelle a leggere sui giornali di destra la denigrazione di quella stagione, che preparò la rinascita del dopoguerra. E penso agli Anni ’60: la fine del gelo, l’arrivo della primavera, che a tutti sembrava di vedere dal tettuccio apribile della 500. Poi il paese è stato percorso da energie politiche confuse e contraddittorie".

    Ma sugli Anni ’80 Enrico Letta e Rosy Bindi hanno idee opposte... "Ogni volta che tre persone di sinistra si incontrano in una casa, a un congresso, in vacanza, parlano sempre del passato, spesso con qualche forma di rimpianto. Come se il passato fosse il brodo naturale in cui ritrovarsi ogni volta. Non partecipo al dibattito. L’Italia ha bisogno di recuperare il senso di una motivazione collettiva, attraverso l’ancoraggio a un sistema di valori, a un’idea di democrazia che non è veto e non è "mors tua vita mea". Tanti italiani si ribellano all’incapacità della politica di decidere, e ne trovano insopportabili i toni. E’ paradossale che tra gli schieramenti ci sia più odio oggi di quando si combatteva la guerra fredda. Perché questo scandalo se Lang e Attali accolgono la chiamata di Sarkozy? Qual è il problema?. Ci sono molte persone che stimo nel Centrodestra. Beppe Pisanu. Stefania Prestigiacomo. Letizia Moratti. Intellettuali come Franco Cardini, uomo di straordinaria levatura. Al Centrodestra rivolgo un appello: c’è un pacchetto di riforme in commissione Affari costituzionali, dal rafforzamento dei poteri del premier alla riduzione del numero dei parlamentari, su cui possiamo ritrovarci d’accordo; perché non lo si approva? In Italia c’è un desaparecido, il senso degli interessi generali; quello che aveva Trentin e hanno Ciampi e Napolitano. Ci si fischia, ci si insulta con battute di quart’ordine, anche per colpa dei media: i politici sanno che per finire sui giornali basta dare all’avversario del cretino. Un giorno Tremonti si paragona a Gandhi, il giorno dopo Bossi vuole imbracciare i fucili. Parole gravissime; ma ancora più grave è il silenzio di chi gli sta accanto. Se non altro, Caruso è stato zittito dal suo stesso partito".
    Poi il tema caldo che divide la maggioranza: conservatorismi anche a sinistra. Per superarli occorrono nuove alleanze? Davvero il Pd potrebbe aprire al centro o andare da solo? "Il Centrosinistra ha vinto queste elezioni e governerà in questi anni. Penso sinceramente che questo governo sia quanto di meglio possibile, nelle condizioni date. Ha ottenuto grandi risultati sul risanamento, ha raggiunto un accordo importante sul welfare. Penso però che in prospettiva occorra una maggiore coesione programmatica. Il programma di governo non dev’essere di 280 cartelle, ma di 10 punti, chiari, netti, identificabili. E non è normale che a ottobre forze della maggioranza partecipino a due manifestazioni contrapposte, entrambe contro il governo. Io mi auguro che la coalizione di Centrosinistra sia consapevole di questo. In ogni caso, il Partito Democratico deve sviluppare una sua vocazione maggioritaria, costruendo, in un rapporto diretto con il Paese, un programma e una identità che ne espandano i confini. Attraverso un grande choc di innovazione. Una semplificazione della vita pubblica. Il rilancio delle infrastrutture. Una sterzata profonda verso la formazione, la ricerca, l’innovazione. E una riforma del patto fiscale. Nei prossimi giorni avanzerò una serie di proposte per riformulare il patto tra lo Stato e i cittadini. Lo sciopero fiscale è una follia. Ma non possiamo nasconderci la reazione che il fisco così com’è oggi genera negli italiani. È evidente che il patto è in crisi, e ne occorre un altro per un fisco meno oppressivo e uno Stato più leggero ed efficiente. Un cittadino del Nord-Est che paga le tasse e attende la Pedemontana da anni, capisce che i suoi soldi non sono spesi bene".

    Affondo anche sul tema della legalità. "Lasciare il tema della sicurezza alla destra sarebbe un regalo immeritato. Si potrebbe dire che nei cinque anni in cui la destra ha governato non è accaduto nulla: le rapine nelle ville c’erano prima e ci sono ora. E tra i proprietari delle ville ci sono imprenditori e anche operai che hanno coronato il sogno della vita, e hanno diritto alla sicurezza. Dobbiamo lavorare per la prevenzione: c’è un nesso tra delinquenza e povertà, e per questo occorre affrontare la questione sociale che va crescendo in Italia, garantire il diritto alla casa, assistere gli anziani che scivolano sotto la soglia di sussistenza, integrare gli immigrati onesti. Ma dobbiamo lavorare anche per il presidio del territorio. E per contrastare quanti, stranieri o italiani, violano la legalità. Occorre essere molto duri e molto severi: l’effettività della pena dev’essere una cosa seria. Non è possibile che un truffatore si arricchisca dalla galera. O che un incendiario in galera non vada neppure. O che circoli liberamente chi si è macchiato di pedofilia. Dove per pedofilia intendo non solo la violenza sui minori, ma anche il possesso e lo scambio di materiale pedopornografico. Occorre che queste persone siano messe nelle condizioni di essere riconoscibili. Se per sei mesi un medico, un dirigente, un impiegato è costretto ad affidarsi ai servizi sociali, dovrà pur spiegare imotivi, renderli pubblici". Attacco alla privacy dei pedofili quindi? "È così", spiega Veltroni. "Mi interessa l’integrità dei bambini. Combatto una società predona, in cui gli adulti hanno a disposizione della propria capacità di stupirsi l’integrità e l’esistenza stessa di un bambino. Combatto una società che fa carta straccia dei valori, in cui il dramma di una ragazza uccisa diventa spettacolo, dove com’è accaduto a Londra quest’estate sei minorenni sono stati uccisi da loro coetanei, o com’è accaduto a New York una ragazza viene violentata e bastonata per un’ora e mezza senza che nessuno intervenga. Si è voluta la società dell’io, in cui il prossimo è solo un concorrente; eccone i risultati. E non accetto prediche da chi ha alimentato questo Zeitgeist, questo spirito del tempo".
    Un chiaro riferimento alla televisione. "In questi 15 anni si è costruito un grande circo Barnum che oggi a Garlasco mostra il suo volto più orrendo. Non soltanto la Rai, ma tutto il sistema televisivo pubblico o privato è chiamato a un profondo cambiamento. Chi fa i palinsesti deve avere più fiducia in se stesso e negli italiani. Perché per una pro loco che invita Corona ci sono cento ragazzi che vanno in piazza a protestare, a reclamare il diritto a una vita intelligente. Da quando è in campo il Partito Democratico, il governo è più forte. L’accordo sulle pensioni e sul welfare non sarebbe stato possibile, se alla spinta conservatrice che veniva dall’altra parte della coalizione non si fosse contrapposta da parte nostra una spinta innovatrice. Com’è ovvio, il programma di un nuovo partito va oltre i confini di una legislatura. Ma il mio obiettivo è consolidare Prodi, non sostituirlo". Con queste parole il candidato alla guida del Pd esclude di poter andare a Palazzo Chigi senza aver vinto le elezioni. "Lo escludo assolutamente. Non esiste al mondo che questo possa accadere. Spero, mi auguro, lavoro perché il governo trovi la forza di sviluppare il suo operato, che la legge finanziaria restituisca uno slancio verso la crescita e lo sviluppo. E che il governo riesca a trovare un accordo per la nuova legge elettorale".
    Il modello tedesco? "Ha il vantaggio di ridurre la frammentazione, ma il grande svantaggio che le alleanze si fanno dopo il voto, non prima. Si può scegliere tra uno dei modelli europei consolidati. La mia preferenza va a quello francese. Ma ricordo che il ministro Chiti aveva fatto un buon lavoro, ottenendo un vasto consenso sulla sua bozza. Si può ripartire da lì. Altrimenti verrà il referendum", che "sarebbe comunque meglio della legge che ha prodotto un Parlamento nominato anziché eletto, in cui tre senatori contano più del voto di milioni di cittadini". Poi la campagna per le primarie, nella quale coloro che fino a poco fa difendevano i vecchi partiti sostengono Veltroni e gli ulivisti ora lo avversano. Rosy Bindi aveva detto: se Veltroni si candida, lo voto... "Ricordo. Avevo ascoltato autentici peana, prima che decidessi di candidarmi. Ma per Rosy ed Enrico continuo a non provare altro che stima e affetto. So che talora si possono dire cose che non si pensano, perché le si considerano opportune. So che dopo il 14 ottobre torneremo a lavorare insieme. Ora però sento usare argomenti e stilemi come se io fossi il loro avversario nella campagna elettorale per le politiche. La nostra gente apprezza l’unità. E mi lasci dire, ame che com’è noto non sono un beniamino degli "apparati", che trovo straordinaria la generosità con cui militanti e dirigenti hanno accettato di sciogliersi in un partito nuovo".
    È stato davvero opportuno candidarsi? "Non era conveniente; era giusto. C’ho riflettuto a lungo. Ne ho parlato in famiglia, con gli amici più stretti. Mi sono risposto: "Sono dieci anni che rompi le scatole a tutti con il Partito Democratico, e ora che ti chiedono di guidarlo che fai? Fischietti, ti giri dall’altra parte?". Mi sono guardato allo specchio, e mi sono risposto che non avevo scelta. L’occasione è storica, non per me né per la nostra parte politica; per il paese". Ha ancora i dischi di De Gregori? "Voglio talmente bene a Francesco, la nostra amicizia è così solida, così forte, così reale, che nulla potrà mai mutarla".

  2. #2
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    Bellissimo discorso... ecco il nuovo "messia" che con il "suo" nuovo PD si propone come il salvatore di tutti i mali Italici... ha già individuato tutte le incognite da risolvere... con tanto "parlare" per andare avanti... con la nuova balena democristiana rossobianca ... una bellissima miscela di margheritini, rutelliani, antichi ds e tanti amici di ieri e di oggi, sempre in sella da quasi quarant'anni... ex di ogni dove e ogni quando, tutti insieme pur di "contare e sopravvivere politicamente"...
    Un futuro leader e i soliti personaggi in cerca di quell'identità politica persa da tempo che hanno reso l'Italia parte di quello che è oggi... Auguri ...

    B.

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    Citazione Originariamente Scritto da Barbanera Visualizza Messaggio
    Bellissimo discorso... ecco il nuovo "messia" che con il "suo" nuovo PD si propone come il salvatore di tutti i mali Italici... ha già individuato tutte le incognite da risolvere... con tanto "parlare" per andare avanti... con la nuova balena democristiana rossobianca ... una bellissima miscela di margheritini, rutelliani, antichi ds e tanti amici di ieri e di oggi, sempre in sella da quasi quarant'anni... ex di ogni dove e ogni quando, tutti insieme pur di "contare e sopravvivere politicamente"...
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    Citazione Originariamente Scritto da Barbanera Visualizza Messaggio
    Bellissimo discorso... ecco il nuovo "messia" che con il "suo" nuovo PD si propone come il salvatore di tutti i mali Italici... ha già individuato tutte le incognite da risolvere... con tanto "parlare" per andare avanti... con la nuova balena democristiana rossobianca ... una bellissima miscela di margheritini, rutelliani, antichi ds e tanti amici di ieri e di oggi, sempre in sella da quasi quarant'anni... ex di ogni dove e ogni quando, tutti insieme pur di "contare e sopravvivere politicamente"...
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    Tradotto : l'ennesimo ipocrita di sinistra.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    Tradotto : l'ennesimo ipocrita di sinistra.
    Ma no, Malik, sbagli. Guarda che, almeno dalle mie parti, i rossi e da me son quasi tutti dei loro, sono dei castiga immigrati e zingari formidabili! Lasciali liberi di decidere, ossia caccia a casa i loro segretari di sezione, e vedrai quanti immigrati verranno cacciati al loro paese. Il problema vero sono i capi comunisti e se Veltroni prende atto del volere del popolo rosso, la vedo proprio dura per Berlusconi, visto anche la gente della quale si è attorniato.

 

 

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