Comunicato stampa

Combattere la criminalità nelle città?
Assumiamo veneti nelle forze dell’ordine

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Treviso, 30 agosto 2007

Oggi il ministro dell’interno Giuliano Amato afferma che “serve una lotta all'illegalità a 360 gradi, così come fece Rudolph Giuliani, da sindaco di New York.” Per combattere l’illegalità diffusa nelle nostre città, egli dice serve maggiore responsabilità territoriale.

A tal proposito, quanto auspicato da Amato stride con quanto affermato qualche giorno fa dal procuratore capo di Treviso Antonio Fojadelli, il quale ha lanciato un appello alla popolazione di Gorgo al Monticano perché collaborasse con le forze dell’ordine, per riferire elementi utili alle indagini sulla tragedia avvenuta. Si poteva notare il tono disperato e la ragione è presto detta: le forze dell’ordine in Venetia non sono abituate a ricevere collaborazione spontanea dalla popolazione. Ma perché ciò succede? Perché in terre che non conoscono il fenomeno dell’omertà, non c’è un naturale rapporto confidenziale tra cittadini e polizia e carabinieri?

Il motivo è presto detto: è troppo frequente per i veneti trovare esponenti delle forze dell’ordine che non parlano la nostra lingua. È estremamente umiliante per noi veneti non poterci esprimere nella nostra lingua madre con chi avrebbe il compito di tutelarci e proteggerci. Nelle nostre forze dell’ordine i veneti sono sempre meno e ciò crea un’enorme problema di difetto di comunicazione.
Per tale ragione, “I Veneti” chiedono che le prossime forze di polizia siano reclutate attraverso concorsi riservati ai residenti in Veneto, in grado di esprimersi nella parlata delle popolazione veneta.


L’alternativa potrà solo essere la conquista della Regione Veneto della competenza sulla polizia, il che richiede tempi più lunghi e una classe politica veneta più consapevole di quella attuale, in grado di procedere a tappe più spedite verso la conquista di dosi di autogoverno sempre più significative.

Ecco perché I VENETI vedono come unica soluzione al problema della sicurezza la possibilità di decidere da soli il nostro futuro, di poter fare leggi a tutela del nostro modo di vivere laborioso e sereno, leggi che i veneti accoglierebbero con grande favore. In altri termini, l’indipendenza dei veneti.

Per tale ragione, se gli attuali amministratori della Regione Veneto non si adopereranno al più presto per l’indizione di un referendum sulla nostra indipendenza politica, così come sancito dalle leggi 881/1977, 340/1971, 24/2006, il cui combinato ha valore giuridico internazionale e pertanto superiore alla costituzione, il nostro movimento opererà per favorire la sostituzione dell’attuale classe dirigente veneta.

Gianluca Busato
“I VENETI”

Per info: Web: www.iveneti.org, E-mail: info@iveneti.org, Fax: 0444.183.03.78