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    Talking Il Patriarca di Costantinopoli non è "Ecumenico"

    La Turchia dà uno schiaffo al patriarca di Costantinopoli

    La corte suprema gli nega la qualifica di "ecumenico". E con ciò rafforza il soffocamento delle libertà del patriarcato e delle altre minoranze religiose. I riflessi della sentenza sui rapporti tra Roma e le Chiese d'Oriente

    di Sandro Magister

    ROMA, 6 luglio 2007 – Indicendo uno speciale anno giubilare dedicato all'apostolo Paolo, Benedetto XVI ha voluto dare a questo "anno paolino" una finalità spiccatamente ecumenica, per l'unità e la concordia tra tutti i cristiani d'Occidente e d'Oriente, cattolici e ortodossi.

    Il papa ha fatto rimarcare questa finalità ecumenica nelle omelie dei vespri e della messa della festa dei santi Pietro e Paolo, celebrate alla presenza di delegati del patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, i metropoliti Emmanuel e Gennadios.

    Ogni volta che il papa nomina Bartolomeo I, non manca mai di qualificarlo come "patriarca ecumenico".

    Nell'ortodossia ogni Chiesa si governa autonomamente. Ma per antica tradizione è riconosciuto al patriarca di Costantinopoli un primato d'onore, in quanto preposto alla Chiesa dell'antica capitale cristiana d'Oriente. È il primato indicato appunto dalla qualifica di "ecumenico", cioè universale, esteso all'intera "ecumene", parola greca che indica la terra abitata dall'uomo.

    Benedetto XVI si è recato in visita da Bartolomeo I a Istanbul-Costantinopoli lo scorso 30 novembre, festa di sant'Andrea che è il patrono delle Chiese d'Oriente. E il patriarca ha ricambiato la visita inviando suoi delegati a Roma in occasione della festa dei santi Pietro e Paolo, patroni della Chiesa romana.

    * * *
    Pochi giorni prima di quest'ultimo incontro, però, una sentenza della corte suprema della Turchia ha inferto un duro colpo all'autorità del patriarca di Costantinopoli. Ha negato valore giuridico alla sua qualifica di "ecumenico".

    La sentenza, naturalmente, vale solo entro i confini della Turchia e per la sfera giuridica. Non incide sul fondamento teologico dell'autorità del patriarca e sul riconoscimento che gli è dato dalle altre Chiese cristiane.

    Essa ha comunque prodotto "profondo dispiacere" nel patriarcato, espresso in un comunicato ufficiale che così prosegue:

    "Il primato del patriarcato è da 17 secoli un titolo spirituale storico e onorario dell'ortodossia. Nel mondo cristiano ortodosso il primato stabilisce i rapporti di gerarchia ed esprime un puro stato religioso, ha cioè una rilevanza teologica",

    La corte suprema di Ankara ha emesso la sentenza il 26 giugno. Ha stabilito che il patriarcato è semplicemente un ente turco adibito al culto della minoranza greco-ortodossa, e quindi non può attribuirsi il titolo di "ecumenico" per l'insieme del mondo ortodosso.

    Occasione del verdetto è stato il ricorso di un sacerdote turco ortodosso di origine bulgara, che il patriarcato aveva rimosso dalla sua parrocchia a causa di “comportamento inadeguato alle sue funzioni”. La corte suprema ha dato torto al sacerdote, ma ha colto l’occasione per emettere un giudizio politico circa lo stato giuridico del patriarcato.

    A sostegno della propria sentenza la corte suprema ha citato il trattato di Losanna del 1923, che classificò il patriarcato di Costantinopoli come minoranza religiosa e nient'altro.

    Dal momento che in Turchia vige la massima che la giurisprudenza fa legge, la sentenza del 26 giugno è stata accolta dal patriarcato con serio allarme, visti i precedenti. Ad esempio, nel 1974 la stessa corte suprema ha negato alle fondazioni religiose delle minoranze ortodosse, cattoliche, ecc. presenti in Turchia il diritto di possedere edifici e terreni, come era loro concesso da una legge del 1933. Tale legge confermava le proprietà immobiliari fino ad allora possedute e in più concedeva il diritto di acquisirne di nuove. Con la sentenza del 1974 le fondazioni religiose furono, arbitrariamente, spogliate di tutti i beni acquisiti dopo il 1933.

    In Turchia la comunità ortodossa, al pari di quella cattolica, continua a non avere personalità giuridica, i ministri di culto e i vescovi non sono riconosciuti, i seminari sono chiusi – compresa la scuola teologica del patriarcato sull'isola di Chalki – e il patriarca di Costantinopoli deve essere obbligatoriamente un cittadino turco.

    Questa negazione alle minoranze religiose dei più elementari diritti è in palese contrasto con il desiderio della Turchia di essere ammessa nell'Unione Europea. Il giorno di Pentecoste, un mese prima della sentenza della corte suprema, Bartolomeo I era tornato a chiedere libertà piena:

    "Non vogliamo soltanto la libertà di celebrare i nostri culti all'interno delle nostre chiese, ma il riconoscimento di tutti i diritti civili, come sono riconosciuti ai nostri fratelli e connazionali musulmani in Turchia. Gli stessi diritti civili che godono, giustamente, i nostri fratelli musulmani in Europa".

    L'11 giugno aveva aggiunto:

    "Sentiamo la presenza e il sostegno di tutti i nostri predecessori, i grandi Padri della Chiesa e tutti i santi della grande terra della Cappadocia. E ci attrae per il suo amore in Cristo il martirio del patriarca Gregorio V".

    Gregorio V, patriarca di Costantinopoli sotto il dominio ottomano, fu impiccato nel 1821 per rappresaglia contro i moti di indipendenza dei greci.

    * * *
    Dopo la sentenza della corte suprema. esponenti di varie Chiese ortodosse hanno espresso a Bartolomeo I la loro solidarietà.

    Il prossimo 21 ottobre, a Napoli, in occasione di un meeting ecumenico organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio, Benedetto XVI incontrerà nuovamente Bartolomeo I e altre autorità delle Chiese d'Oriente, tra cui il numero due del patriarcato di Mosca, il metropolita Kirill di Smolensk.

    E prima che la scelta cadesse su Napoli si era pensato a un incontro tra il papa e Bartolomeo I a Ravenna, per inaugurare la prossima sessione della commissione teologica mista cattolico-ortodossa.

    Più fredda e divisa nei confronti di Bartolomeo I appare, invece, la Chiesa ortodossa russa. All'opposto del metropolita Kirill, altri esponenti di questa Chiesa – tra i quali il vescovo Ilarion di Vienna – hanno espresso riserve sulle aperture di Bartolomeo I al dialogo con la Chiesa di Roma. Giudicano tali aperture eccessive e il patriarca di Costantinopoli non rappresentativo dell'intera ortodossia.

    Al fondo di queste riserve c'è la secolare rivalità tra la "Seconda Roma", Costantinopoli, e la "Terza Roma", Mosca, per la guida effettiva, non onorifica, dell'ortodossia.

    Le molte decine di milioni di fedeli del patriarcato di Mosca, comparate alle poche migliaia del patriarcato di Costantinopoli in Turchia, pesano a vantaggio della Chiesa russa, nonostante il primato d'onore "ecumenico" del patriarca Bartolomeo I: primato neppure riconosciuto dalle leggi della sua patria, la Turchia.

    Fonte: www.chiesa

  2. #2
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    Talking Chissà che faccia farà il c.d. "patriarca" ...

    Court rejects Orthodox Patriarch status

    By SUZAN FRASER - Associated Press Writer

    Ecumenical Orthodox Patriarch Bartholomew I is seen at the patriarchate in Istanbul, Turkey, Monday, June 25, 2007. A Turkish court on Tuesday ruled that the Istanbul-based Orthodox Patriarch is not the spiritual leader of the world's Orthodox Christians, and is only the head of the local Greek Orthodox community. The court's decision, however, has no impact on his status outside Turkey. Ecumenical Patriarch Bartholomew I is the internationally recognized spiritual leader of the world's 300 million Orthodox.


    ANKARA, Turkey --A court Tuesday backed Turkey's long-held position that the Istanbul-based Orthodox Patriarch is only the head of the city's tiny Greek Orthodox community and not the spiritual leader of the world's 300 million Orthodox Christians.

    The decision has no influence on the status of Ecumenical Patriarch Bartholomew I outside Turkey, where he is regarded as the so-called "first among equals" of the Orthodox leaders. But it bolsters Turkey's strong resistance to acknowledge a wider role for Bartholomew and his ancient Christian enclave.

    Turkey has strongly objected to giving concessions to the patriarchate, fearing it could open the doors to similar claims by other minority groups including Kurdish rebels fighting for greater autonomy. Officials in mostly Muslim Turkey also have been suspicious of the patriarchate's close cultural and religious ties to longtime rival Greece.

    The court said Turkey could not give "special status" to any minority group. The ruling came as part of an appeals proceeding that upheld Bartholomew's acquittal in a dispute with a Bulgarian priest.

    "The Patriarchate, which was allowed to remain on Turkish soil, is subject to Turkish laws," the appeals court ruled. "There is no legal basis for the claims that the Patriarchate is ecumenical."

    The Patriarchate's spokesman could not immediately be reached for comment.

    Among Orthodox Christians, Bartholomew's position holds great historical weight. The patriarchate dates from the Byzantine Empire, which collapsed when Ottoman forces conquered Constantinople - now Istanbul - in 1453.

    But he holds no direct sway over the more than a dozen autonomous Orthodox churches in Europe and the Holy Land. Bartholomew's flock includes Istanbul's 3,000 remaining Greek Orthodox and several other congregations scattered around the globe, including the United States.

    Turkey maintains tight controls, including rules requiring that patriarchs must be Turkish citizens. This sharply limits the potential pool of candidates to one day succeed Bartholomew. The patriarchate - backed by the Greece and other Orthodox nations - also has pressed Turkey to allow the reopening of a seminary that was forced to close more than two decades ago.

    In Athens, the Greek Foreign Ministry said the court decision would not change the Christians' perception of the Patriarch.

    "The ecumenical dimension of the Patriarchate of Constantinople is based on international treaties, the sacred regulations of Orthodoxy, on history and Church tradition," ministry spokesman George Koumoutsakos said.

    "But, above all, recognition of the Ecumenical Patriarch as a spiritual leader is - and has been for centuries - deeply rooted in the conscience of hundreds of millions of Christians, Orthodox or not, worldwide."

    FONTE

  3. #3
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    Athènes rappelle le caractère oecuménique du patriarcat orthodoxe

    La Cour de cassation d'Ankara, dans une affaire marginale opposant un prêtre bulgare au patriarcat, a publié mardi 26 juin une décision selon laquelle le patriarche oecuménique ne dispose pas d'"attribution oecuménique", tout en précisant qu'il "n'existe aucun fondement juridique pour revendiquer l'oecuménisme", ce qui obligé la Grèce mais aussi les Etats-Unis et le Vatican à rappeler le caractère oecuménique du patriarcat de Constantinople.

    Dans une déclaration écrite du département d'Etat américain, les Etats-Unis disent soutenir l'oecuménisme du patriarche Bartholomé, sans évoquer toutefois la décision prise par la Cour de Cassation d'Ankara à ce sujet.

    "Les USA ont un très grand respect pour le patriarche oecuménique, Bartholomeos I, qui est un chef spirituel d'envergure mondiale", souligne la déclaration du département d'Etat américain qui précise encore que "la promotion de la liberté du culte et des droits de l'Homme fait partie intégrante de la politique étrangère des Etats-Unis".

    Commentant la décision de la Cour de cassation d'Ankara, le porte-parole du ministère des Affaires étrangères, Georgios Koumoutsakos, a souligné mardi que "l'oecuménisme du Patriarcat de Constantinople est basé sur les conventions internationales, les Saintes Règles de l'Orthodoxie, l'histoire et la tradition ecclésiastique".

    "Tout d'abord, la reconnaissance du patriarche oecuménique, en tant que chef spirituel est - depuis des siècles - profondément enracinée dans la conscience de centaines de millions de chrétiens, orthodoxes et autres, dans le monde entier", a indiqué M. Koumoutsakos, ajoutant que "cela ne peut être modifié par des décisions juridiques basées sur l'interprétation du Traité de Lausanne". (info-Grèce, 28 juin 2007)

    Fonte

  4. #4
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    Turkish court rejects ecumenical status of Istanbul-based Orthodox Patriarchate

    Associated Press - suzan Fraser


    ANKARA, Turkey - A court Tuesday backed Turkey's long-held position that the Istanbul-based Orthodox Patriarch is only the head of the city's tiny Greek Orthodox community and not the spiritual leader of the world's 300 million Orthodox Christians.

    The decision has no influence on the status of Ecumenical Patriarch Bartholomew I outside Turkey, where he is regarded as the so-called ''first among equals'' of the Orthodox leaders. But it bolsters Turkey's strong resistance to acknowledge a wider role for Bartholomew and his ancient Christian enclave.

    Turkey has strongly objected to giving concessions to the patriarchate, fearing it could open the doors to similar claims by other minority groups including Kurdish rebels fighting for greater autonomy. Officials in mostly Muslim Turkey also have been suspicious of the patriarchate's close cultural and religious ties to longtime rival Greece.

    The court said Turkey could not give ''special status'' to any minority group. The ruling came as part of an appeals proceeding that upheld Bartholomew's acquittal in a dispute with a Bulgarian priest.

    ''The Patriarchate, which was allowed to remain on Turkish soil, is subject to Turkish laws,'' the appeals court ruled. ''There is no legal basis for the claims that the Patriarchate is ecumenical.''

    The Patriarchate's spokesman could not immediately be reached for comment.

    Among Orthodox Christians, Bartholomew's position holds great historical weight. The patriarchate dates from the Byzantine Empire, which collapsed when Ottoman forces conquered Constantinople - now Istanbul - in 1453.

    But he holds no direct sway over the more than a dozen autonomous Orthodox churches in Europe and the Holy Land. Bartholomew's flock includes Istanbul's 3,000 remaining Greek Orthodox and several other congregations scattered around the globe, including the United States.

    Turkey maintains tight controls, including rules requiring that patriarchs must be Turkish citizens. This sharply limits the potential pool of candidates to one day succeed Bartholomew. The patriarchate - backed by the Greece and other Orthodox nations - also has pressed Turkey to allow the reopening of a seminary that was forced to close more than two decades ago.

    In Athens, the Greek Foreign Ministry said the court decision would not change the Christians' perception of the Patriarch.

    ''The ecumenical dimension of the Patriarchate of Constantinople is based on international treaties, the sacred regulations of Orthodoxy, on history and Church tradition,'' ministry spokesman George Koumoutsakos said.

    ''But, above all, recognition of the Ecumenical Patriarch as a spiritual leader is - and has been for centuries - deeply rooted in the conscience of hundreds of millions of Christians, Orthodox or not, worldwide.''

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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    La Turchia dà uno schiaffo al patriarca di Costantinopoli

    La corte suprema gli nega la qualifica di "ecumenico". E con ciò rafforza il soffocamento delle libertà del patriarcato e delle altre minoranze religiose. I riflessi della sentenza sui rapporti tra Roma e le Chiese d'Oriente

    di Sandro Magister

    ROMA, 6 luglio 2007 – Indicendo uno speciale anno giubilare dedicato all'apostolo Paolo, Benedetto XVI ha voluto dare a questo "anno paolino" una finalità spiccatamente ecumenica, per l'unità e la concordia tra tutti i cristiani d'Occidente e d'Oriente, cattolici e ortodossi.

    Il papa ha fatto rimarcare questa finalità ecumenica nelle omelie dei vespri e della messa della festa dei santi Pietro e Paolo, celebrate alla presenza di delegati del patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, i metropoliti Emmanuel e Gennadios.

    Ogni volta che il papa nomina Bartolomeo I, non manca mai di qualificarlo come "patriarca ecumenico".

    Nell'ortodossia ogni Chiesa si governa autonomamente. Ma per antica tradizione è riconosciuto al patriarca di Costantinopoli un primato d'onore, in quanto preposto alla Chiesa dell'antica capitale cristiana d'Oriente. È il primato indicato appunto dalla qualifica di "ecumenico", cioè universale, esteso all'intera "ecumene", parola greca che indica la terra abitata dall'uomo.

    Benedetto XVI si è recato in visita da Bartolomeo I a Istanbul-Costantinopoli lo scorso 30 novembre, festa di sant'Andrea che è il patrono delle Chiese d'Oriente. E il patriarca ha ricambiato la visita inviando suoi delegati a Roma in occasione della festa dei santi Pietro e Paolo, patroni della Chiesa romana.

    * * *
    Pochi giorni prima di quest'ultimo incontro, però, una sentenza della corte suprema della Turchia ha inferto un duro colpo all'autorità del patriarca di Costantinopoli. Ha negato valore giuridico alla sua qualifica di "ecumenico".

    La sentenza, naturalmente, vale solo entro i confini della Turchia e per la sfera giuridica. Non incide sul fondamento teologico dell'autorità del patriarca e sul riconoscimento che gli è dato dalle altre Chiese cristiane.

    Essa ha comunque prodotto "profondo dispiacere" nel patriarcato, espresso in un comunicato ufficiale che così prosegue:

    "Il primato del patriarcato è da 17 secoli un titolo spirituale storico e onorario dell'ortodossia. Nel mondo cristiano ortodosso il primato stabilisce i rapporti di gerarchia ed esprime un puro stato religioso, ha cioè una rilevanza teologica",

    La corte suprema di Ankara ha emesso la sentenza il 26 giugno. Ha stabilito che il patriarcato è semplicemente un ente turco adibito al culto della minoranza greco-ortodossa, e quindi non può attribuirsi il titolo di "ecumenico" per l'insieme del mondo ortodosso.

    Occasione del verdetto è stato il ricorso di un sacerdote turco ortodosso di origine bulgara, che il patriarcato aveva rimosso dalla sua parrocchia a causa di “comportamento inadeguato alle sue funzioni”. La corte suprema ha dato torto al sacerdote, ma ha colto l’occasione per emettere un giudizio politico circa lo stato giuridico del patriarcato.

    A sostegno della propria sentenza la corte suprema ha citato il trattato di Losanna del 1923, che classificò il patriarcato di Costantinopoli come minoranza religiosa e nient'altro.

    Dal momento che in Turchia vige la massima che la giurisprudenza fa legge, la sentenza del 26 giugno è stata accolta dal patriarcato con serio allarme, visti i precedenti. Ad esempio, nel 1974 la stessa corte suprema ha negato alle fondazioni religiose delle minoranze ortodosse, cattoliche, ecc. presenti in Turchia il diritto di possedere edifici e terreni, come era loro concesso da una legge del 1933. Tale legge confermava le proprietà immobiliari fino ad allora possedute e in più concedeva il diritto di acquisirne di nuove. Con la sentenza del 1974 le fondazioni religiose furono, arbitrariamente, spogliate di tutti i beni acquisiti dopo il 1933.

    In Turchia la comunità ortodossa, al pari di quella cattolica, continua a non avere personalità giuridica, i ministri di culto e i vescovi non sono riconosciuti, i seminari sono chiusi – compresa la scuola teologica del patriarcato sull'isola di Chalki – e il patriarca di Costantinopoli deve essere obbligatoriamente un cittadino turco.

    Questa negazione alle minoranze religiose dei più elementari diritti è in palese contrasto con il desiderio della Turchia di essere ammessa nell'Unione Europea. Il giorno di Pentecoste, un mese prima della sentenza della corte suprema, Bartolomeo I era tornato a chiedere libertà piena:

    "Non vogliamo soltanto la libertà di celebrare i nostri culti all'interno delle nostre chiese, ma il riconoscimento di tutti i diritti civili, come sono riconosciuti ai nostri fratelli e connazionali musulmani in Turchia. Gli stessi diritti civili che godono, giustamente, i nostri fratelli musulmani in Europa".

    L'11 giugno aveva aggiunto:

    "Sentiamo la presenza e il sostegno di tutti i nostri predecessori, i grandi Padri della Chiesa e tutti i santi della grande terra della Cappadocia. E ci attrae per il suo amore in Cristo il martirio del patriarca Gregorio V".

    Gregorio V, patriarca di Costantinopoli sotto il dominio ottomano, fu impiccato nel 1821 per rappresaglia contro i moti di indipendenza dei greci.

    * * *
    Dopo la sentenza della corte suprema. esponenti di varie Chiese ortodosse hanno espresso a Bartolomeo I la loro solidarietà.

    Il prossimo 21 ottobre, a Napoli, in occasione di un meeting ecumenico organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio, Benedetto XVI incontrerà nuovamente Bartolomeo I e altre autorità delle Chiese d'Oriente, tra cui il numero due del patriarcato di Mosca, il metropolita Kirill di Smolensk.

    E prima che la scelta cadesse su Napoli si era pensato a un incontro tra il papa e Bartolomeo I a Ravenna, per inaugurare la prossima sessione della commissione teologica mista cattolico-ortodossa.

    Più fredda e divisa nei confronti di Bartolomeo I appare, invece, la Chiesa ortodossa russa. All'opposto del metropolita Kirill, altri esponenti di questa Chiesa – tra i quali il vescovo Ilarion di Vienna – hanno espresso riserve sulle aperture di Bartolomeo I al dialogo con la Chiesa di Roma. Giudicano tali aperture eccessive e il patriarca di Costantinopoli non rappresentativo dell'intera ortodossia.

    Al fondo di queste riserve c'è la secolare rivalità tra la "Seconda Roma", Costantinopoli, e la "Terza Roma", Mosca, per la guida effettiva, non onorifica, dell'ortodossia.

    Le molte decine di milioni di fedeli del patriarcato di Mosca, comparate alle poche migliaia del patriarcato di Costantinopoli in Turchia, pesano a vantaggio della Chiesa russa, nonostante il primato d'onore "ecumenico" del patriarca Bartolomeo I: primato neppure riconosciuto dalle leggi della sua patria, la Turchia.

    Fonte: www.chiesa
    evviva la turchia.una lezione di laicità al mondo intero.spero che questa sentenza faccia scuola anche qui in italia.soprattutto nella parte in cui dice che le chiese non hanno veste giuridica,non possono possedere immobili e sono solo libere associazioni tra credenti.
    anche per la chiesa cattolica dovrebbe essere così.
    questa notiziola è incoraggiante,ma anche troppo scarsamente pubblicizzata.
    speriamo prenda piede anche da noi una cosa del genere.

  6. #6
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    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
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    Predefinito non ho intenzione di piangere

    Citazione Originariamente Scritto da gattolaceleste Visualizza Messaggio
    evviva la turchia.una lezione di laicità al mondo intero.spero che questa sentenza faccia scuola anche qui in italia.soprattutto nella parte in cui dice che le chiese non hanno veste giuridica,non possono possedere immobili e sono solo libere associazioni tra credenti.
    anche per la chiesa cattolica dovrebbe essere così.
    questa notiziola è incoraggiante,ma anche troppo scarsamente pubblicizzata.
    speriamo prenda piede anche da noi una cosa del genere.
    Se mi è permesso ricolloco anche qui quanto ho scritto in merito sul forum CR




    non ho intenzione di piangere



    La faccenda è fastidiosa...ma è una Grazia che Dio tre volte santo fa alla sua Chiesa (tutta quanta) ...Finalmente il Patriarca di Costantinopoli -che il governo turco considera simpaticamente un suo cittadino un pò matto con la paturnia di essere una strana cosa chiamato vescovo e patriarca di una piccola minoranza di cretini chiamati cristiani e che come cittadinò un pò matto con tale simpatica malattia può solo realizzare la sua malatti all'interno del territorio turco e non può esportala- liberatosi dalle pastoie politico istituzionali (stavo per scrivere teodosiane...) dopo il doveroso lamento di protesta realizzerà che ora il ministero -non già da papa d'oriente..una malattia pericolosa...balcanico-slava....-di portavoce della tenda dei cristiani ortodossi e quindi della diaconia e del servizio della proposta, della profezia,dell'ascolto, della mediazione,della collegialità del e nel discernimento -è -e Dio tre volte santo sia lodato-senza paracadute alcuno ,un ministero a rischio...sottoposto alle paturnie reali e concrete della sovranità laica dello stato turco...un ministero ad alto rischio.

    Si immagini lo scenario seguente: La nostra Arcidiocesi italiana invita il Patriarca ad un viaggio apostolico per le nostre parrocchie e i nostri monasteri( Dio lo voglia e se la Chiesa di Roma ci aiuta anche con i soldini..sarebbe un bel gesto di coccole e carezze...io non sono dei duri e puri...abito a Palermo mica a Genova...) ..Il governo turco nega il visto...Che si fa? Tentare la mediazione? Basta con le mediazioni... il dado è ormai tratto...Bartolomeo I si presente ugualmente all'imbarco (oppure magari si imbarca clandetinamente di notte...) e vediamo cosa accade...Il mnistero profetico apostolico dell'est quando è est e del non quando è non...Il vero problema è però altro -all'interno della mia tenda-dopo questa sentenza...Già sento le voci della seduzione e delle lusinghe...Manteniamo il titolo ma trasferiamo il Patriarcato o a Salonicco o negli USA...Non fratelli e sorelle della mia tenda ,il Patriarca resta a Costantinopoli e resta lì a morire...ad urlare sin da sopra i tetti la sua esistenza e la sua testimonianza di portavoce nella diaconia...Anzi sarebbe la volta buona a questo punto -proprio per una liberazione dalla realtà teodosiana- di stabilire -all'interno della nostra tenda- che non è più necessario seguire l'indicazione politica turca che vuole che il Patriarca sia cittadino turco.
    Scenario. Dopo Bartolomeo eleggiamo(si al plurale..esattamente al plurale) patriarca un Vescovo ortodosso di nazionalità non turca.. Non lo fanno entrare ad Istabul...Me la voglio vedere proprio tutta... Magari que giorno l'eletto Patriarca si potrebbe presentare ad Istanbul per entrare a Costantinopoli(questa frase mi piace...mi è uscita bene...)accompagnato dal Vescovo di Roma Antica,dall'Arcivescovo di Canterbury e da quello di Utrecht ...Me la voglio vedere proprio tutta...Anche qui est quando è est non quando è non...Quindi la sentenza turca non mi fa strappare le vesti nè urlare allo stupro musulmano-turco contro e sulla vergine cristiana(ma quando mai siamo stati vergini noi cristiani.?..al contrario dei veri e propri puttanieri in servizio permanente effettivo..meno male che ci sono stati e ci sono i monasteri...Grande Benedetto...Grande Basilio...Grande Antonio...Grande Ambrogio...)
    Ecco perchè -dal mio punto di vista cristiano ortodosso-dico anche che certe solidarietà tipo teo-dem o tipo teo com non sono nè richieste nè gradite perchè sono solo fuorvianti e presentano sempre a destra come a sinistra come a centro la voglia di una cristianità potente e forte che ha dimenticato volutamente di mettere in conto le varie modalità del martirio .

    Sul ruolo dell'ortodossia russa interverrò dopo come credo che questa faccenda turca rilanci-se si vorrà- veramente nel Signore il ruolo e il ministero del Patriarca di Costantinopoli ..

    Padre Giovanni Festa

  7. #7
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    Non si capisce in base a quale principio lo stato turco si permetta di mettere bocca sulle questioni religiose...
    tutta la mia solidarietà agli ortodossi turchi!

  8. #8
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    Personalmente ritengo i "Patriarchi" ortodossi veri e propri pirati ascesi al trono ecclesiastico, senza alcuna legittimità, avendo essi deviato dalla retta fede.
    Pertanto, se un titolo giuridico qual è una sentenza riconosce privo di valore l'appellativo di "ecumenico", come cattolico non ne posso che plaudire, giacché così non viene legittimato quello che è un atto piratesco.
    Per questo, è stato aperto il thread, non già per innescare polemiche sulla "laicità" (che sono SEMPRE fuori luogo in questo forum: e qui mi rivolgo al "gatto celeste"). Certo, da altro punto di vista, è discutibile che uno Stato esamini i titoli ecclesiastici. Ma questo è tipico in un contesto nel quale - anche per la dottrina c.d. ortodossa - vi è una sorta di immedesimazione tra lo Stato e la Chiesa. Non dimentichiamo che, nel mondo ortodosso, i "patriarchi" costantinopolitani erano (e sono) funzionari imperiali prima e poi della Sublime Porta e l'attuale "patriarca" ortodosso di Mosca ha, come sua qualità migliore, quella di essere stato un ex agente del KGB. Pertanto, nessuna meraviglia se l'autorità statale prima dia e poi tolga al "patriarca". Questo è il prezzo della sua sottomissione. La c.d. ortodossia non è indipendente dal potere statale, ma è - anche per le cose annesse alle spirituali - pienamente sottomessa allo Stato. E Cesare cosa fa?
    Non è quindi testimonianza di "martirio" , visto che a saeculo gli ortodossi sono stati "pappa e ciccia", anzi, di più, immedesimati con i governi mondani. Ed infatti in davvero rarissimi e sporadici casi hanno avuto il coraggio di saper dire allo Stato ciò che non andava. La maggior parte delle volte, anzi quasi sempre, hanno accettato compromessi, morali e religiosi.
    La vera testimonianza di martirio, pertanto, è solo della Chiesa cattolica, che ha sempre mantenuto e rivendicato la sua indipendenza e sovranità, anche a costo di sofferenze ed uccisioni (un nome per tutti: S. Thomas Becket), sempre memore della dottrina formulata da Papa Gelasio I, ripresa dai successori. E qui basti ricordare Leone XIII, che, in un documento di ancora limpida attualità, l’enciclica Immortale Dei, sulla costituzione cristiana degli Stati, del 1° novembre 1885, rammentava avere «valore di legge eterna» la grandissima sentenza scritta da S. Ivo di Chartres al Papa Pasquale II, secondo cui

    «Quando regno e sacerdozio procedono concordi, procede bene il governo del mondo, fiorisce e fruttifica la Chiesa. Se invece la concordia viene meno, non soltanto non crescono le piccole cose, ma anche le grandi volgono miseramente in rovina» (S. IVO DI CHARTRES, Epist. 238, a Papa Pasquale II, in PL 162, 246B).

    Ed aggiungeva:

    «… Ma quel pernicioso e deplorevole spirito innovatore che si sviluppò nel sedicesimo secolo, volto dapprima a sconvolgere la religione cristiana, presto passò, con naturale progressione, alla filosofia, e da questa a tutti gli ordini della società civile. Da ciò si deve riconoscere la fonte delle più recenti teorie sfrenatamente liberali, senza dubbio elaborate durante i grandi rivolgimenti del secolo passato e proclamate come principi e fondamenti di un nuovo diritto, il quale non solo era sconosciuto in precedenza, ma per più di un aspetto si distacca sia dal diritto cristiano, sia dallo stesso diritto naturale. … Si tace dell’autorità divina, come se Dio non esistesse o non si desse alcun pensiero del genere umano; come se gli uomini, né singolarmente né collettivamente, non avessero alcun obbligo verso Dio, o come se si potesse concepire una sovranità, la cui origine, forza e autorità non derivassero totalmente da Dio».

  9. #9
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    QUOTE=Augustinus;6033602]Personalmente ritengo i "Patriarchi" ortodossi veri e propri pirati ascesi al trono ecclesiastico, senza alcuna legittimità, avendo essi deviato dalla retta fede.

    Augustinus non entro nel merito di una eventuale replica verso la tua opinione..che tra l'altro metodologicamente-all'interno dei tuoi protocolli ecclesiali -è anche coerente e congrua..
    Ti ricordo solo che-sempre secondo i tuoi stessi protocolli ecclesiali- di per sè ed oggettivamente -quindi non come cortesia ecumenica- e quindi da sempre questi che tu giudichi pirati ascesi al trono ecclesiastico mantengono -per la tua chiesa e secondo precisi documenti di essa- la piena e perfetta successione apostolica..

    Questo a me di per sè non interessa molto(noi leggiamo in termini assolutamente speculari la successione apostolica...9 ma quantomeno dovrai pur vedere tra questa tua opinione e la pienezza della succesione apostolica riconosicuta e legittimata...una tua(o vostra...?9 interna contraddizione...

    Nulla di più e nulla di meno...amico mio...

    Padre Giovanni Festa

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da giovannipresbit Visualizza Messaggio
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    Augustinus non entro nel merito di una eventuale replica verso la tua opinione..che tra l'altro metodologicamente-all'interno dei tuoi protocolli ecclesiali -è anche coerente e congrua..
    Ti ricordo solo che-sempre secondo i tuoi stessi protocolli ecclesiali- di per sè ed oggettivamente -quindi non come cortesia ecumenica- e quindi da sempre questi che tu giudichi pirati ascesi al trono ecclesiastico mantengono -per la tua chiesa e secondo precisi documenti di essa- la piena e perfetta successione apostolica..

    Questo a me di per sè non interessa molto(noi leggiamo in termini assolutamente speculari la successione apostolica...9 ma quantomeno dovrai pur vedere tra questa tua opinione e la pienezza della succesione apostolica riconosicuta e legittimata...una tua(o vostra...?9 interna contraddizione...

    Nulla di più e nulla di meno...amico mio...

    Padre Giovanni Festa
    Mantenere una successione apostolica non significa che essi siano pastori, cioè che governano davvero una porzione del popolo di Dio: sono, appunto, pirati.

 

 
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