
Originariamente Scritto da
Klaatu
Da "Il Giorno" 28 agosto 2007, risposta ad un lettore.
Se Bossi ormai spara a salve
BOSSI, per la questione delle tasse,ha minacciato di ricorrere ai fucili. Non le sembra inquietante? Lei, quando comparve la Lega, ebbe simpatie per quel movimento e il suo leader. Le ha ancora?
Giorgio Gatti,
Milano
LE SPARATE ROBOANTI di Bossi segnalano solo un’impotenza, sua e del suo partito. Già qualche anno fa Bossi affermò di avere «trecentomila bergamaschi pronti a tirar fuori la pistola dalle fondine».
Purtroppo i bergamaschi e i padani dalle loro fondine possono tirar fuori solo il loro cellulare. A parte qualche raro caso i padani non hanno mai dato grandi dimostrazioni di coraggio e hanno subìto passivamente ogni sorta di dominazione. Sostanzialmente, soprattutto i milanesi, sono solo dei bravi ciula.
Non sono mai stato leghista (tanto è vero che a stoppare un mio programma in tv, l’unica volta che mi era stato proposto, fu proprio un direttore leghista, Antonio Marano - detto di passata: ho fatto causa alla Rai e l’ho vinta), ma quando apparve la Lega lo considerai un fenomeno
positivo perché rompeva quel consociativismo per cui in Italia non esisteva più un’opposizione. Fu l’avvento della Lega a permettere le inchieste di Mani Pulite e si deve quindi alla Lega, oltre che all’azione della Magistratura contro i ladri di regime, se è caduta la cosiddetta Prima Repubblica.
Considero Umberto Bossi l’unico, vero uomo politico italiano con idee innovative, di questi ultimi vent’anni. Ma, come spesso accade nella Storia (è stato Leone Trotzkij a fare la Rivoluzione d’ottobre, ma fu Stalin a prendere il potere), Bossi ha scosso l’albero ma un altro, Silvio Berlusconi, ne ha colto i frutti. La Lega è stata inglobata e innocuizzata. Ecco perché
oggi Bossi, impotente sul piano dell’azione politica, spara. Ma solo parole a vanvera.