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Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    SIEMPRE COSTANTE PLVS OVTRE!
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    Romæ Urbis ResPublica - Descendit ex Patribus Romanorum - Roma non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina, tale da offrire agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e di inesplicabile.
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    Exclamation Il "Problema" della Discordia Romana

    Come sempre la Discordia va a scavare la sua tana nella profondità dell'animo umano, frammentando interi popoli, comunità e familie, gettando via con l'arroganza, l'egoismo e l'interessi personali la virtù massima che dovrebbe essere a guida della Civiltà: Armonia; intesa come l'insieme de Pax, Concordia, equilibrio, disciplina e fraternità.
    La Vittoria non aleggia sui capi de quelli e non riescono a organizzasse e a stabilire un legame saldo e disinteressato.
    Perchè dunque, i fratelli gentili d'Italia e d'Europa (de tradizione romana o no), che come Sommo Bene hanno proprio queste virtù de civiltà, equilibrio e spirito civico, non riescono a coalizzarsi, non dico in un unico gruppo forte e compatto (che sarebbe un sogno per la nostra "causa"), ma almeno in una federazione che come cardini ha quell'ideali che ce uniscono tutti da oriente a occidente?
    Parlo de una federazione vera, no quel circo della Federazione Pagana Politeista capegiata dalla familia Simeoni (e girano molte voci che dietro a loro ce sia la Chiesa), ma un'alleanza autentica, motivata e spinta dalli medesimi bisogni.
    Le guerre non si vincono da soli, ma con gruppi organizzati. E ho usato la parola "guerra" perchè il riuscire a imporre i nostri diritti in Italia deve essere una battaja condotta con dedizione, fermezza, organizzazione e sudore.
    Questo se rimaniamo in "clan" non potremo ottenerlo.
    Unità è Libertà

    Valete Optime in Pax Deorum!


    P.S. volevo sapere quanti, e chi sono, le comunità de tradizionalisti romani in Italia e, se possibile, come contattarli.

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  2. #2
    email non funzionante
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    purtroppo anche noi non risultiamo estranei alla frammentazione (malattia di CHIARA provenienza cristiana) contrariamente il mos maiorum nasce per re-ligare. ed è un vero peccato, assodata la piena conoscenza tradizionale
    di molti.

    c.m.q ti consiglierei le seguenti associazioni ed i relativi siti.



    e l'associazione romània quirites

    http://arq.victrix.it/

    hanno entrambe ottimi organi d'informazione e relative edizioni

    saluti.

  3. #3
    Antiokos
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    Curioso che a parlare dei "mali" della Gentilitas sia uno che ritiene: "il Vaticano l'unico sistema politico erede de Roma", e che vede nel dogmatismo un'istanza positiva da adottare... e il cui pensiero non si discosta di molto da quello di un galileo...

    (fonte)

    (fonte)

    Saluti

  4. #4
    Mjollnir
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio
    Perchè dunque, i fratelli gentili d'Italia e d'Europa (de tradizione romana o no), che come Sommo Bene hanno proprio queste virtù de civiltà, equilibrio e spirito civico, non riescono a coalizzarsi, non dico in un unico gruppo forte e compatto (che sarebbe un sogno per la nostra "causa"), ma almeno in una federazione che come cardini ha quell'ideali che ce uniscono tutti da oriente a occidente?
    Parlo de una federazione vera, no quel circo della Federazione Pagana Politeista capegiata dalla familia Simeoni (e girano molte voci che dietro a loro ce sia la Chiesa), ma un'alleanza autentica, motivata e spinta dalli medesimi bisogni.
    Le guerre non si vincono da soli, ma con gruppi organizzati. E ho usato la parola "guerra" perchè il riuscire a imporre i nostri diritti in Italia deve essere una battaja condotta con dedizione, fermezza, organizzazione e sudore.
    Questo se rimaniamo in "clan" non potremo ottenerlo.
    Unità è Libertà

    Valete Optime in Pax Deorum!


    P.S. volevo sapere quanti, e chi sono, le comunità de tradizionalisti romani in Italia e, se possibile, come contattarli.

    Caro Fiorillo
    forse parte di quella che appare "frammentazione" è naturale, intrinseca multiformità del mondo pagano. Detto questo, capita a volte che chi in teoria fa appelli contro la frammentazione (ne abbiamo visti diversi passare in successione) nei fatti ne è una causa, nutrendo una sorta di malcelata velleità egemonica su questa galassia...come dire: "uniamoci sì, ma alle mie condizioni" oppure "sulle mie convinzioni".

    Personalmente, non credo che sia ancora tempo per gruppi fortemente organizzati e magari gerarchizzati e, del resto, per gli obiettivi + concreti che possono interessarci (riconoscimento giuridico, matrimoni, funerali, etc...) non sarebbero neanche necessari, ai sensi della legislazione italiana.
    Più importante sembra essere adesso la crescita numerica.
    Saluti.

  5. #5
    SIEMPRE COSTANTE PLVS OVTRE!
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    Romæ Urbis ResPublica - Descendit ex Patribus Romanorum - Roma non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina, tale da offrire agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e di inesplicabile.
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    Il Duce de turno non ce farebbe de certo bene. Credo però che ce voja una Federazione composta dai diversi gruppi religiosi con una sorta de Senato composto dai capi delle Gens. Così si è uniti e organizzati senza che nessuno prevalga sull'altro. Poi con discussioni e libero dialogo se ne può parlare.

    In quanto allo Stato della Chiesa, che lo combatto e come ho già detto "o si è Romani o si è cristiani", non posso comunque negaje la continuazione politica romana e la protezione che diedero all'Urbe, che se non era per loro io invece de scrivere romanesco starei a scrivere in longobardo. Non dimenticate che fino al 1870 erano presenti a Roma innumerevoli festività (cristianizzate sì) che discendevano dalle antiche cerimonie gentili. Dal '70 all'90, in solo vent'anni, j'italiani le abolirono tutte. Allora chi ha fatto più male a Roma?

    Parlando della mia visione de rendere fermo e stabile il mos maiorum con leggi ferree credo de averne già spiegato dettajatamente sul forum dell'M.T.R. e non credo sia inteligente ricominciare da capo l'argomento qui.
    Dico solo che per aprirci alle diverse culture dibbiamo piantare le radici della nostra identità a fondo nel terreno. Per "radici" intendo quell'ideali arcaici che sono la base della nostra Religio e che non dovrebbero essere nè minate nè essere messe in dubbio. Una volta fatto questo, con la certezza de un bagajo sicuro sulle spalle, possiamo espanderci e aprirci ai vari ideali di tutti i popoli, facendo così di Roma il simbolo unificatore non solo dell'antica europa o del meditenneo, ma anche de tuttoil globo.
    Visto che su quest'argomento n'è ho parlato anche troppo, spero che con questo riassunto sia stato chiaro.

    Valete Optime!

  6. #6
    Antiokos
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Mjollnir Visualizza Messaggio
    Caro Fiorillo
    forse parte di quella che appare "frammentazione" è naturale, intrinseca multiformità del mondo pagano.
    E' quello che infatti Fiorillo sembra non accettare...

    Citazione Originariamente Scritto da Mjollnir Visualizza Messaggio
    Detto questo, capita a volte che chi in teoria fa appelli contro la frammentazione (ne abbiamo visti diversi passare in successione) nei fatti ne è una causa, nutrendo una sorta di malcelata velleità egemonica su questa galassia...come dire: "uniamoci sì, ma alle mie condizioni" oppure "sulle mie convinzioni".
    Questo è un altro grande problema... ma a livello singolo il primo a venirmi in mente anche in questo caso è proprio Fiorillo... (anche se tu caro Mjollnir credo ti riferissi ad altro) che in un post citato nelle "fonti" scrive:

    "Il problema maggiore de Roma (che fu e che l'è tutt'ora) e che lo porto inevitabilmente alla digregazione fu una mancanza di "dogma"".

    "E quando parlo de Univelsalismo Romano me riferisco all'impegno che Roma deve darsi nell'imporsi una "legge" stabile e accettata da tutti, con regole de base precise e immutabili: o si è così o non si è Romani".

    I commenti sono superflui... e comunque mi sono già espresso più compiutamente nella sede segnalata...

    Poi comprendo Mjollnir il tuo riferimento era chiaro... anche se a onor del vero per quella che è la mia esperienza non ho sentito proclami del tipo "uniamoci sì, ma alle mie condizioni" oppure "sulle mie convinzioni", certo uno se la pensa diversamente è libero di criticare alcuni aspetti o certi indirizzi su certe questioni prese da un determinato gruppo, e io sono un sostenitore della libertà di critica anche dura e franca tra Gentili, ma non credo che per aderire e/o supportare o vedere come polo associativo una determinata associazione gentile significhi aderire fideisticamente a tutte le istanze propugnate da chi è al vertice di tali organizzazioni, non credo che tutti i Gentili dell'YSEE la pensino su tutti gli argomenti come Vlassis Rassias o qualsiasi altro membro di spicco, poi è ovvio ci possono essere argomenti che stanno più o meno a cuore o che vengono ritenuti di maggiore o minore importanza e non credo che essere in contrasto su certi fattori sia da considerare una pregiudiziale insormontabile, credo invece che per riuscire a fare il salto di qualità bisognerebbe ognuno abbandonare le barricate interne e come dice Frumentarius rendersi conto di qual'è la vera Linea di Fronte, altrimenti non faremo altro che perdere energie e tempo in una sorta di Guerra del Peloponneso, ma è ovvio che certi passi vanno fatti da più parti, e questo comunque è un discorso generale, non stò accusando nessuno in particolare.

    Ma comunque il mio pensiero su certi argomenti credo sia stato sempre coerente e lo conosci già.

    Citazione Originariamente Scritto da Mjollnir Visualizza Messaggio
    Personalmente, non credo che sia ancora tempo per gruppi fortemente organizzati e magari gerarchizzati e, del resto, per gli obiettivi + concreti che possono interessarci (riconoscimento giuridico, matrimoni, funerali, etc...) non sarebbero neanche necessari, ai sensi della legislazione italiana.
    Più importante sembra essere adesso la crescita numerica.
    Saluti.
    In linea puramente teorica ciò che dici è vero amico mio riguardo agli "obiettivi concreti" da te citati, ma in pratica non è così... è un pò un cane che si morde la coda... il singolo lasciato a se stesso senza un punto certo di riferimento e di aggregazione molto difficilmente riuscirà a fare sentire la propria voce, inoltre (senza minimamente parlare di proselitismo) la fuorì c'è gente potenzialmente interessata, e "Gentile" nel profondo, ma che non sà come approcciarsi a questo mondo... che ancora è in maggioranza allo stato (mi si permetta il termine) di "catacomba informatica"... la Grecia insegna, senza l'YSEE la Gentilitas greca sarebbe molto più indietro di quello che è adesso a livello di visibilità, di riconoscimento, di supporto dei Gentili etc... ed è un punto di riferimento e di esempio.

    Vale Bene!

  7. #7
    Mjollnir
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    Il fatto è che la situazione attuale è molto complessa e fluida.
    A mio parere non c'è una sola "linea di fronte", ce ne sono molte, perchè il risveglio della religiosità gentile in Europa trova ostacoli eterogenei:
    C'è un fronte con il cristianesimo, teoricamente ancora dominante, ma moribondo: si sta poi aprendo un nuovo fronte col monoteismo + recente, che comincia ad insediarsi - tramite l'immigrazione - e richiede diritti, modifiche alle nostre leggi etc... E poi c'è il fronte + difficile, quello dell'ateismo e materialismo di massa, che si sbarazza di qualsiasi anelito al Sacro (anche quelli che noi giudichiamo distorti o non autentici) con una scrollata di spalle e indifferenza. Ci sarebbe poi anche un fronte "potenziale" con i neo-pagani e loro movimenti, i quali - nella misura in cui propongono polpettoni confezionati su misura del "devoto consumatore" - sviano energie e persone su canali che noi riteniamo infecondi.
    In Italia poi c'è almeno una difficoltà ulteriore, la presenza del vaticano e la sua forte presa di tipo lobbistico (non spirituale, quasi completamente esaurito) sulla società e classe politica.

    In questo marasma, bisogna capire quali sono gli obiettivi a breve-medio-lungo termine, per quali unirsi, per quali collaborare e per quali non è possibile, e via dicendo. Un piccolo esempio: Fiorillo parla di

    Una volta fatto questo, con la certezza de un bagajo sicuro sulle spalle, possiamo espanderci e aprirci ai vari ideali di tutti i popoli, facendo così di Roma il simbolo unificatore non solo dell'antica europa o del meditenneo, ma anche de tuttoil globo.


    Ora, a me di aprirci agli ideali di tutti i popoli, o di unificare l'Europa col Mediterraneo, non può interessare di meno. E non ritengo nemmeno che Roma possa essere il centro principale di una nuova Europa Gentile.
    A volte serpeggia un equivoco, per cui il fatto di essere pagani dovrebbe garantire che tutti abbiamo gli stessi obiettivi. Non è così.


    Per quanto riguarda il riconoscimento giuridico, non servirebbero nemmeno grandissimi numeri: se non mi sbaglio la legge richiede poche centinaia di aderenti. Ma qui il problema è la presenza lobbistica di cui sopra, che si opporrebbe a tale riconoscimento qualsiasi fosse la comunità o associazione a richiederlo. Inoltre lo stato italiano, adottando un metodo concordatario per i rapporti con le religioni, troverebbe delle difficoltà nel caso di + soggetti, come già sta avvenendo (per fortuna) per l'islam.

    Per fare altre cose, come la divulgazione culturale o la rettificazione storica, o anche la pratica comunitaria, il riconoscimento non serve nemmeno. Queste cose in parte le stiamo già facendo anche qui. Ma per questo i numeri sono più importanti: se scriviamo una lettera ad una tv o ad un giornale per una protesta o una rettifica (ad es. Eco che impreca contro Giove), un conto è che sia seguita da una firma, un altro conto se fossero 10.000.
    Se la gente vede 4 gatti celebrare un solstizio in un bosco, o raccogliersi in preghiera a Selinunte, l'effetto è diverso rispetto alle decine di migliaia in Grecia e Lituania; nel secondo caso viene attirata anche l'attenzione dei media.
    E via di seguito...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Mjollnir Visualizza Messaggio
    Il fatto è che la situazione attuale è molto complessa e fluida.
    A mio parere non c'è una sola "linea di fronte", ce ne sono molte, perchè il risveglio della religiosità gentile in Europa trova ostacoli eterogenei:
    C'è un fronte con il cristianesimo,
    .... OMISSIS....e materialismo di massa, che si sbarazza di qualsiasi anelito al Sacro (anche quelli che noi giudichiamo distorti o non autentici) con una scrollata di spalle e indifferenza.
    l'ateismo e il materialismo sono un effetto reattivo dovuto alla mancanza di un SACRO ALTERNATIVO, a quello che si arrogano i monoteismi abramitici.

    Quindi è vero che si sono tante 'espressioni' di questo 'fronte', ma se andiamo a vedere sotto sotto, si va a cadere sempre sul solito punto.

    Ci sarebbe poi anche un fronte "potenziale" con i neo-pagani e loro movimenti, i quali - nella misura in cui propongono polpettoni confezionati su misura del "devoto consumatore" - sviano energie e persone su canali che noi riteniamo infecondi.
    Il neopaganesimo è senz'altro inquinato dal abramismo, quando pretende di scollegare completamente la spiritualità pagana' dalla Terra e dalla Cultura in cui si vive... d'accordo, ma è anche vero che il neopaganesimo, in Italia, giunge sopratutto da oltreoceano, dove vi è effettivamente un mischione assurdo già a livello sociale. Se si è affermato da noi è anche per la mancanza di alternative, e di visibilità di un paganesimo tradizionale. Ma non vedo i neopagani eclettici come un 'fronte', ma anzi come un fenomeno da cui distinguersi ma da non combattere per la forza 'erosiva e caotica' che esprime sopratutto ai danni dei giganti cadaverici monoteisti.

    In Italia poi c'è almeno una difficoltà ulteriore, la presenza del vaticano e la sua forte presa di tipo lobbistico (non spirituale, quasi completamente esaurito) sulla società e classe politica.
    Che agisce e si muove solo quando sono minacciati i loro interessi temporali. A breve termine non credo che questo sia un problema. Diverrà uno scontro micidiale solo quando l'emersione gentile sarà davvero molto consistente (circa 500.000 o 1 milione di 'seguaci') .

    Ora, a me di aprirci agli ideali di tutti i popoli, o di unificare l'Europa col Mediterraneo, non può interessare di meno. E non ritengo nemmeno che Roma possa essere il centro principale di una nuova Europa Gentile.
    A volte serpeggia un equivoco, per cui il fatto di essere pagani dovrebbe garantire che tutti abbiamo gli stessi obiettivi. Non è così.
    Ma, secondo me non dovremmo neanche preoccuparci di costruire un 'Europa Gentile', le altre Nationes ci pensano loro, ognuno nel suo, noi dovremmo pensare a lavorare per una Gentilitas che sia Italica e rappresentativa, con quanta più possibile sinergia e collaborazione tra i naturali 'agglomerati' di liberi gentili che emergono, con una buona struttura reticolare sul nostro territorio.
    Per una 'Europa Gentile' mi preoccuperei tra qualche decennio, non ora, nonostante ho recepito voce di un espansione sul continente e nel nord europa dell'ellenismo in seguito al successo avuto in Grecia.
    Adesso come adesso uno punti di riferimento più probabili per una futura 'Europa dei Gentili' pare essere piuttosto l'Ellade che l'Italia.

    Per quanto riguarda il riconoscimento giuridico, non servirebbero nemmeno grandissimi numeri: se non mi sbaglio la legge richiede poche centinaia di aderenti. Ma qui il problema è la presenza lobbistica di cui sopra, che si opporrebbe a tale riconoscimento qualsiasi fosse la comunità o associazione a richiederlo.
    Beh, questo è ovvio, ma è proprio quello che auspico....

    Inoltre lo stato italiano, adottando un metodo concordatario per i rapporti con le religioni, troverebbe delle difficoltà nel caso di + soggetti, come già sta avvenendo (per fortuna) per l'islam.
    quando lo stato troverà la soluzione per l'Islam, perchè, difficoltà o meno, prima o poi ci riuscirà, la soluzione potrebbe essere a maggior ragione rivendicata per la gentilità autoctona.


    Se la gente vede 4 gatti celebrare un solstizio in un bosco, o raccogliersi in preghiera a Selinunte, l'effetto è diverso rispetto alle decine di migliaia in Grecia e Lituania; nel secondo caso viene attirata anche l'attenzione dei media.
    E via di seguito...
    Ecco.. quindi l'obbiettivo primario è tendere ai risultati di Grecia e Lituania.
    Mi sembra molto essenziale come ragionamento.

    I discorsi pomposi, se mi permettete, alla Fiorillo, atti a spaccare il pelo in quattro con panegirici vari su Catone, lasciano il tempo che trovano per una chiaccherata dinanzi ad un caffè.. ma io dico che il caffè può aspettare, visto tutto il lavoro che c'e' da fare..

    Vale Optime!

    Frumentarivs
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  9. #9
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    Sinceramente non ho mai visto de bon occhio l'eclettismi, e non è mia intenzione aprirmi all'ideali de tutto il mondo, così come Roma non lo fece mai, ma tradusse, personalizzò e Romanizzò quell'aspetti estranei che potevano arricchirla.

    Tutti i gentili hanno un medesimo obiettivo, i medesimi nemici, poiché la nostra cultura tradizionale è stata perseguitata in tutto il mondo, e solo stando uniti possiamo vincere. E comunque non è raro nella storia assistere a leghe e alleanze tra popolo e città diverse accumunate dalli stessi Dei. O che lo si chiami Iupiter, o Zeus o Thor o Amon, Quello è sempre lo stesso Nume.

    Se stiamo qui a parlare del problema de numeri in Italia e a guardare alla Grecia e alla Lituania con la bavetta alla bocca è perchè finora avemo parlato de ste cose al tavolino del bar, davanti a un caffè.
    I miei discorsi mirano a dare una base stabile alla Romanitas, quell'ideali fermi che già hanno i nordici e l'elleni, quella concordia e chiarezza che ce permetterebbero de divulgare le nostre idee ai più, a una massa che non vuole sentire discorsi accademici, ma che vuole una guida, una rivelazione, qualcosa che j'indichi il cammino.
    Queste mie parole sono per lo più rivolte ai Romani, che con grande confusione se sono fatti un'idea globalizzata de Roma, cercando, senza un preciso motivo, risposte in terre lontane, senza comprendere che la Romanitas e il mos maiorum ha già tutte le risposte, e che se bisogna "prendere" qualcosa dall'esterno, debba essero solo per arrichire questi nostri ideali, e non contaminarli e mutarli.
    Quando questi individui cominceranno a seguire veramente la tradizione della terra dei Padri, all'ora potremo smettere di favellare e cominciare a fare propaganda, e mostrare alla gente un "programma" costante e preciso.

    Valete Optime!

 

 

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