

da Corrispondeza Repubblicana
periodico della FNC- RSI
QUINDICINALE ANNO 1 - N. 4
Roma, 8 giugno 1966
Chi è Nicolae Ceausesco?
Alla morte di Gheorghiu-Dej nel marzo del 1965, da molte parti si pensò che la politica indipendentista della Romania nei riguardi di Mosca sarebbe morta con lui.
Ma la conferma di Nicolae Ceausesco alla direzione del Partito dei Lavoratori -adesso riportato alla sua vecchia denominazione prebellica di Partito Comunista Rumeno- faceva ben presto apparire queste previsioni come mancanti di qualsiasi fondamento.
Nato il 26 gennaio 1918 da una famiglia contadina in un villaggio nei pressi di Pitesti, Ceausesco cresce in una Romania totalmente sfruttata dal capitale inglese e dominata all'interno da circoli finanziari non romeni che esercitavano, specialmente verso i contadini, una politica economica basata su assetti tipicamente predatori.
Di fronte ad una realtà insopportabile e vivendo in una nazione la cui monarchia e le cui strutture erano espressione stessa del capitale straniero, Ceausesco aderì al partito comunista. Ciò non era in contraddizione, come non lo è oggi, con le sue posizioni nazionalistiche, dato che egli vedeva nel borghese un elemento sociale estraneo alla Romania, identificando così il proletario con tutto il popolo romeno. In conseguenza di questo, nel pensiero di Ceausesco la lotta del proletariato contro la borghesia veniva ad acquistare il significato della lotta di tutto il popolo romeno sia contro lo sfruttamento economico delle democrazie mercantili sia contro i miti razionalistici ed illuministici che non avevano alcuna radice nelle popolazioni della sua terra.
Tutta la sua ascesa politica è stata caratterizzata da questa posizione di fondo che trova forti analogie nelle cause delle posizioni nazionaliste del comunismo cinese.
Nel 1952 Ceausesco evita di essere coinvolto nel crollo del gruppo guidato da Anna Pauker, nota per essere stata la più fedele esecutrice degli ordini di Mosca e poco dopo (luglio 1957) quando viene allontanato dal Politburo il deviazionista Chishinevschi, diviene, in questo organismo, secondo solo a Gheorghiu-Dej.
Da allora la presenza di Ceausesco in tutte le principali iniziative politiche acquista sempre più rilevanza ed egli è uno degli artefici di quel lungo e cauto lavorio iniziatosi sin dal 1960 per avviare la Romania verso una posizione di maggiore autonomia da Mosca.
Alla morte di Gheorghiu-Dej, egli accentua ancor di più la politica indipendentista del predecessore, svolgendola con maggiore abilità. Mentre sino a poco tempo fa i dirigenti di Bucarest si erano mantenuti neutrali nel dissidio Mosca-Pechino, oggi appare sempre più chiaro che essi appoggiano la Cina e così implicitamente indeboliscono l'URSS e ne fiaccano il prestigio, condizioni indispensabili per potersi sottrarre al suo dominio.
A questo proposito è molto significativo l'ultimo viaggio di una delegazione capeggiata dal vice-primo ministro Bodnars, che è andata a portare ad Hanoi ed a Pechino la propria solidarietà.
Grazie soprattutto alla politica francese di indipendenza dagli Stati Uniti, la Romania, sotto la guida di Nicolae Ceausesco, ha potuto incrinare in modo irreparabile le strutture del Patto di Varsavia e del Comecon avviando così un processo che avrà indubbiamente una importanza storica per la libertà e l'indipendenza di tutti i popoli d'Europa.


Un figlio di puttana della peggior specie che affamava il popolo rumeno.


Appunto!
Un pò di tempo fa fecero al tg5 un servizio sui i rumeni presenti in italia a causa della loro propensione al crimine ricordo che intervistarono un magistrato rumeno questo disse che in romania chi commette un crimine viene condannato e la pena vien fatta rispettare, alla domanda del giornalaio se vi fossero campi nomadi presenti in romania il magistrato ha risposto che non esistono campi nomadi nella sua nazione




L'unico punto a favore di Ceausescu fu quello dell'ordine pubblico,dove i rom,gente dedita abitualmente al furto ed alla rapina,durante la sua dittatuta era costretta a lavorare con la mansione di cantoniereulire le strade.
E' vero quello che qualcuno ha detto qui.Anch'io visitai la Romania in quel tempo.
Certo tutto il resto è stato deprecabilissimo,so qual era la situazione perchè mi feci amico un dissidente rumeno,che studiava giurisprudenza e,per pagarsi gli studi veniva in hotel a cambiare denaro "in nero".
Credo che, durante il periodo del suo potere, ad "autodeterminarsi" più che il popolo rumeno furono Nick e signora.