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    Predefinito Wilhelm Reich, genio incompreso?

    WILHELM REICH , ENERGIA ORGONICA E DISCHI VOLANTI
    di Giacomo Casale

    “ E’ possibile che il pianeta Terra ospiti esseri venuti dallo spazio? […] Sono forse un uomo dello spazio? Appartengo forse ad una nuova razza terrestre, generata dall’amplesso fra esseri provenienti dallo spazio esterno e donne terrestri? I miei figli sono forse i discendenti della prima specie interplanetaria? [...] Non è affatto impossibile che esseri provenienti dallo spazio esterno siano atterrati (o che atterreranno in futuro sulla Terra), e che quali che possano essere le loro ragioni, abbiano incominciato a riprodursi qui.” (Wilhelm Reich 1897-1957)

    Il nome del dott. Wilhelm Reich, pur se vagamente familiare a molti studiosi del fenomeno UFO, probabilmente non dice nulla all’uomo della strada, eppure studiando la sua opera ci si rende conto che è quella di un genio.
    Nato il 24 marzo del 1897 a Dobrzcynica, in Galizia, manifestò fin dalla fanciullezza un’ardente curiosità nei confronti della biologia e delle scienze naturali.
    Intraprese lo studio delle funzioni vitali naturali, inclusa la funzione sessuale, interessandosi alle basi biologiche della vita emotiva.
    Nel 1918 si iscrisse alla facoltà di medicina di Vienna ed in occasione di un seminario, nel 1919 incontrò Sigmund Freud rimanendone affascinato.
    Si interessò sempre più alla psicanalisi, leggendo nel contempo volumi di sessuologia, psicologia, scienze naturali, filosofia, astronomia, fisica atomica e quantistica, teoria della relatività.
    Nel 1922 conseguì la laurea in medicina, completando il corso di studi in quattro anni anziché in sei.
    Diventò ben presto primo assistente presso il Policlinico Psicoanalitico di Vienna, fondato da Freud, carica che manterrà sino al 1927.
    Nel 1923 si specializzò in neuropsichiatria, frequentando, nel frattempo, corsi universitari di ipnosi, terapia suggestiva, biologia e iniziò ad elaborare la teoria dell’orgasmo.
    Freud lo considerava uno dei suoi allievi più brillanti nonché suo caro amico.
    Nel 1927 si avvicinò al partito comunista dopo aver assistito agli scioperi ed alla brutale repressione poliziesca. Pubblicò la funzione dell’orgasmo, in cui, rifacendosi alle teorie di Freud sulla libido come energia sessuale e sull’angoscia come conseguenza della repressione o della frustrazione, espose la sua concezione della potenza orgastica e delle nevrosi come impotenza orgastica, ossia come incapacità di scaricare l’energia sessuale accumulata. Su questa base perverrà alla conclusione che i comportamenti distruttivi non sono innati, bensì derivano dall’incapacità di ottenere la soddisfazione sessuale. Il suo connubio tra psicanalisi e marxismo e la teoria dell’orgasmo diede luogo al suo dissidio con Freud.
    Nel 1934 si trasferì ad Oslo in NORVEGIA dove era stato invitato a tenere conferenze sull’analisi del carattere.
    Nel 1937 scoprì e studiò le vescicole di energia orgonica chiamate “bioni”: in determinate condizioni, la dissgregazione della materia produce vescicole che hanno carica energetica e pulsazioni. Da queste vescicole si sviluppano amebe e protozoi (il processo viene anche filmato e documentato). Iniziò le ricerche sul cancro, scoprendo il legame fra il blocco emotivo, la stasi energetica, la disgregazione dei tessuti e lo sviluppo del cancro. Scoprì i bacilli T nel sacrcoma.
    La pubblicazione delle sue ricerche sui bioni diede luogo all’inizio di una lunga e aspra campagna diffamatoria mirante al discredito di tutte le sue teorie e la sua opera.
    Nel 1939 scoprì la bioenegia (energia orgonica) nei bioni SAPA; tramite Thedore Wolfe, ottenne un contratto come insegnante presso la New School for Social Research di New York, che lo nomina professore aggregato in psicologia medica. Spedì quindi le attrezzature del suo laboratorio negli Stati Uniti.
    Pochi giorni prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale emigrò negli Stati Uniti abbandonando la Norvegia a causa della campagna diffamatoria cui era sottoposto ed all’imminenza della guerra.
    Wilhelm Reich una volta giunto negli Stati Uniti insegnò per due anni Psicologia medica presso la New School for Social Research a New York, grazie anche all'intervento del dott. Theodore P. Wolfe, che divenne il traduttore in inglese delle sue opere pubblicate dall'Orgone Institute Press, la casa editrice organizzata da Reich negli U.S.A.
    Vennero, inoltre, pubblicate periodicamente delle riviste scientifiche che riportavano articoli sullo sviluppo del lavoro orgonomico (the International Journal of Sex-Economy and Orgone Research dal 1942 al 1945, the Annals of the Orgone Institute, con due numeri pubblicati uno nel 1947 e l'altro nel 1949, the Orgone Energy Bulletin dal 1949 al 1953 ed, infine, CORE dal 1954 al 1955)).
    Da non dimenticare Orgonomic Medicine, pubblicato dal 1955 al 1956, per un totale di tre numeri, dall'American Association for Medical Orgonomy.
    L'Editore di quest'ultima rivista non fu Reich in persona ma il Dott. Elsworth F. Baker, che si avvalse, comunque, dei consigli dello scienziato, il quale, proprio in quegli anni era totalmente assorbito dalle sue vicende legali.
    Nel dicembre del 1939 si sposa con Ilse Ollendorf, da cui divorziò nel 1951 e da cui ebbe il figlio Peter nel 1944.
    Una volta stabilitosi negli USA Reich acquista una casa a Forest Hills, New York, dove fonda l 'Orgone Institute.L'evoluzione nella comprensione del funzionamento dell'organismo corazzato portò sempre più in evidenza quanto fosse fondamentale il concetto di blocco del flusso energetico e di contrazione cronica totale dell'organismo. WR, quindi, concentra il suo approccio terapeutico sulla mobilizzazione diretta di quei distretti muscolari le cui contrazioni croniche erano alla base del blocco e sull'utilizzo di accumulatori e definì questo specifico approccio: orgonoterapi medica.
    Naturalmente l'aspetto psicologico continuò ad essere tenuto presente, anzi, in alcuni casi, è questa la via primaria che conduce al dissolvimento della corazza.
    Tuttavia l'uso regolare di accumulatori, di coperte orgoniche, di dor-buster e di terapie bioniche, grazie all'effetto duplice di rinvigorimento energetico e di sottrazione di energie stagnante, difficilmente non trova indicazioni anche in persone il cui iter terapeutico vede privilegiare l'approccio analitico-caratteriale.
    Un altro vantaggio dell'orgonoterapia medica è dovuto allo stato di espansione indotto dall'Orac, che contrasta lo stato di cronica contrazione dovuto alla corazza.
    Nel 1947 vennero scoperti i sette segmenti della corazza; ognuno funzionante in modo largamente indipendente dagli altri anche se, allo stesso tempo, tutti concorrono al funzionamento totale dell'organismo.
    Negli Stati Uniti Reich, in breve tempo, installò un laboratorio per proseguire gli studi sulla biologia orgonica e sulla biofisica, continuò gli studi sul cancro ed iniziò la formazione in orgono terapia con diversi medici che,nel frattempo,si erano avvicinati ai suoi studi.Nell'estate del 1940 scoprì l'energia orgonica cosmica e, nello stesso anno, costruì il primo orgono-accumulatore.
    Gli studi sperimentali sulle proprietà dell'energia orgonica avevano evidenziato, fra le altre cose, che le sostanze organiche hanno la caratteristica di attrarre e trattenere l'orgone, mentre le sostanze metalliche dapprima lo attraggono, ma subito dopo lo respingono.
    Reich postulò che creando uno spazio delimitato da strati alternati organici e metallici, in quest'ordine dall'esterno verso l'interno, si sarebbe potuto creare, all'interno dell'accumulatore, uno spazio contenete una maggiore concentrazione di energia rispetto all'ambiente circostante.
    La sua ipotesi si dimostrò esatta.
    Esperimenti condotti su topi cancerosi e su pazienti con cancro avanzato, misero in luce le enormi potenzialità terapeutiche dell'accumulatore.
    Studi di termometria evidenziarono un aumento della temperatura all'interno dell'accumulatore che non poteva essere spiegato dalla fisica tradizionale, ma che era perfettamente comprensibile se considerati secondo l'approccio funzionale energetico.
    I quanti di energia orgonica, una volta frenati dalle pareti dell'orac perdono energia cinetica che viene trasformata in calore.
    Nel gennaio del 1941 Reich ebbe un incontro con Albert Einstein a Princeton, New Jersey. Einstein commentò la differenza termica positiva nell'accumulatore (To-T): Se fosse vero, sarebbe una bomba in fisica. Dopo un iniziale interessamento da parte di Einstein, purtroppo, Reich non ricevette più notizie da parte del celebre fisico di Ulm. L'intera vicenda fu pubblicata sotto il titolo “The Einstein Affair” Orgone Institue Press 1953.
    Il 12 dicembre 1941, alle due del mattino, Reich fu arrestato e condotto, da agenti dell'F.B.I. ad Ellis Island in base all'Alien Enemy Act.
    Fu rilasciato il 5 gennaio del 1942 senza che gli fosse stata mossa nessuna accusa.
    Nello stesso anno pubblicò"La Funzione dell' Orgasmo". La scoperta dell'Orgone vol. I.
    Nel dicembre 1944 mise a punto un fluorofotometro con cui fu possibile misurare il grado di potenza orgonica o orgonoticità di varie sostanze.
    Nel 1945 condusse un esperimento sulla biogenesi primaria che definì: Esperimento XX. Ad ulteriore conferma del funzionamento degli accumulatori vennero condotti studi elettroscopici, con il contatore Geiger-Mueller ( 1947) e con tubi sottovuoto (Vacor) (1948).
    Nel 1947 venne scoperta la forza motrice dell'orgone, grazie a cui WR fu in grado di costruire dei motori funzionanti ad energia orgonica.
    Reich, tuttavia, non divulgò mai l'elemento fondamentale per il funzionamento di questi motori, il cosiddetto fattore Y.
    Nel 1947 su New Republic comparve l'articolo di Mildred Edie Brady “Lo strano caso di Wilhelm Reich”. In seguito all'articolo la Food and Drug Administration iniziò ad investigare sugli orgono-accumulatori.
    Nel 1948 venne pubblicata la Biopatia del Cancro La scoperta dell'Orgone, vol. II. e fu creata l'Associazione Americana di Orgonomia Medica (AAMO). Sempre nel 1948 fu organizzata il primo Congresso Internazionale di Orgonomia ad Orgonon,Rangeley,Maine.

    Nel 1949 Reich si trasferì ad Orgonon in modo permanente e, nello stesso anno, costituì la Fondazione Wilhelm Reich. Sempre ne 1949 venne istituito l'Istituto per la Ricerca Orgonomica sull'Infanzia (OIRC), il cui compito era quello di studiare lo sviluppo naturale dei bambini. Questo aspetto divenne sempre più centrale nel pensiero di Reich.Nell'agosto 1950 venne organizzato il secondo Congresso Internazionale di Orgonomia ad Orgonon.
    Nel 1951 vennero pubblicati ³Etere Dio e Diavolo², il primo testo sul funzionalismo orgonomico, ³Superimposizione Cosmica² ed una monografia sull'Orgono-accumulatore. In Superimposizione Cosmica venne descritta l'ipotesi che la superimposizione di due sistemi energetici fosse alla base della formazione degli uragani, delle galassie, delle aurore boreali e della gravità.
    Sempre nel 1951 Reich condusse l'Esperimento Oranur, dove 1 mg. di radium, ancora alloggiato nel suo contenitore di piombo, venne inserito per cinque ore in un accumulatore a 20 strati, collocato, a sua volta, dentro la camera orgonica. Durante i successivi cinque giorni il materiale radioattivo fu lasciato dentro l'accumulatore per un'ora. L'ultimo giorno solamente per mezz'ora.
    I risultati dell'esperimento furono pubblicati con il titolo: ³The Oranur Experiment, First Report (1947-1951)². Uno dei fatti più importanti portati alla luce dall'esperimento fu la scoperta dell'energia letale che WR definì DOR (Deathly ORgone).
    Si tratta di energia orgonica che, nella sua lotta contro la radiazione nucleare, ha esaurito la sua carica vitale, è avida di acqua ad ossigeno ed ha un profondo impatto negativo su ogni attività vitale. Un organismo che entra in contatto per un tempo sufficiente con questa energia sviluppa la “Malattia Dor”, che va distinta dalla malattia ³Malattia Oranur² che rappresenta la reazione allo stato di ipereccitazione che l'energia nucleare induce sull'energia orgonica. Reich notò anche l'annerimento e la disgregazione di rocce intorno al laboratorio.
    Un approfondito esame di questo fenomeno portò alla scoperta di altre sostanze correlate al Dor: il Melanor (una forma concentrata di dor), l'Orite, la Brownite e l'Orene. Lo studio di tali sostanze condusse Reich nel campo di ciò che egli definì “chimicapre-atomica”.
    Gli effetti dell'Esperimento Oranur produssero una serie di manifestazioni patologiche in chi vi aveva preso parte, l'atmosfera tutto intorno ad Orgonon divenne così “dorizzata” da non rendere possibile proseguire non solo il lavoro, ma la stessa permanenza.
    Per combattere questa situazione Reich, nel 1952 ideò il primo Cloud-buster. Questo fu l'inizio dell'esperienza CORE (Cosmic Orgone Engeneering). Ben presto divenne chiaro come l'uso funzionale di uno strumento in apparenza così semplice e privo di sofisticata tecnologia, fosse in grado di ripristinare una condizione di naturale pulsazione atmosferica, di indurre la formazione o la distruzione di nuvole, di dissolvere la nebbia e di sostituire lo stagnante Dor atmosferico con energia orgonica pulsante.
    I risultati di questo lavoro vennero pubblicati dall'Orgone Institue con il nome di Orop Desert nel sesto volume della rivista Core, luglio1954.
    Il motivo che indusse Reich ad intraprendere l'esperimento Oranur è da collegarsi alla guerra di Corea ed al pericolo di una escalation nucleare del conflitto. La possibilità di esplosioni nucleari sul suolo degli Stati Uniti indussero lo scienziato a verificare le possibilità che l'energia orgonica possedeva di neutralizzare o, quanto meno, contenere gli effetti delle radiazioni nucleari.
    Aveva persino organizzato dei nuclei di intervento, composti da individui appositamente formati, tra cui un medico. Era previsto, inoltre l'uso di accumulatori.
    Reich inviò lettere a varie agenzie governative americane, spiegando in dettaglio le procedure che aveva approntato. Le risposte che ottenne non andarono mai oltre un diplomatico disinteresse.
    Questa sua tendenza a riferirsi spesso ad enti governativi, anche ai massimi livelli, unitamente alla sua idea che alti personaggi governativi, segretamente, seguivano ed, in qualche modo proteggevano, il suo lavoro, lo avevano indotto a credere, durante il suo processo, che la sua vicenda giudiziaria si sarebbe risolta in modo a lui favorevole.
    Le cose andarono in tutt'altro modo, come sappiamo, e la sua, evidentemente malriposta, fiducia nei personaggi detentori del potere, non fece altro che gettare ulteriori dubbi sulla sua salute mentale, a tutto vantaggio dei suoi detrattori.
    Nell'agosto del 1953 venne organizzata il terzo Congresso Orgonomico Internazionale e vennero pubblicati i due volumi della “Peste Emozionale dell'Umanità”: L'Assassinio di Cristo e Individuo e Stato. Il nuovo campo di ricerca della meteorologia assorbì completamente Reich, particolarmente il processo della desertificazione.


    Wilhelm Reich - Immagine tratta dal sito http://www.wilhelm-reich-gesellschaft.de/

    Ben presto fu in grado di costruire una connessione funzionale fra il processo di desertificazione atmosferica e quello che lui definì il “Deserto emozionale”. Lo stesso processo in cui l'energia orgonica viene sostituita dal Dor avviene nei due regni atmosferico e biologico.
    Le conseguenze sono, da un lato, la scomparsa progressiva della vegetazione, una trasformazione del terreno fino alla comparsa di sabbia, la morte di ogni forma di vita precedente e la sua sostituzione con forme “secondarie” di esistenza, sia nel regno animale che in quello vegetale, mentre nel caso del deserto emozionale le emozioni naturali, il naturale moto pulsatorio-espansivo biologico viene sostituito da un funzionamento corazzato, in cui ogni grazia e spontaneità naturali sono bandite e perseguitate.
    La stasi energetica e la formazione di energia stagnante sono il principio funzionale comune ai due processi.
    Per meglio studiare il processo di desertificazione e la possibilità di combatterlo Reich organizzò nell'ottobre del 1954 una spedizione in Arizona, nei pressi di Tucson che chiamò Expedition Orop Desert Ea. I risultati di questa straordinaria esperienza vennero pubblicati con il titolo di Contact with Space, Core Pilot Press, 1957.
    Il termine Ea significa energy alfa o energia primaria, quindi energia orgonica cosmica.
    Questo ci introduce al controverso capitolo riguardante i cosiddetti Oggetti Volanti Non Identificati (U.F.O.).
    Wilhelm Reich iniziò ad interessarsi a questo soggetto durante l'esperimento Oranur.
    Dopo aver letto alcuni libri sull'argomento si convinse della loro esistenza e della loro provenienza da altri pianeti. Dapprima li considerò come amichevoli, ma, successivamente, li ritenne responsabili del processo di desertificazione del pianeta attraverso la deliberata immissione nell'atmosfera di Dor e finì con il considerarli il prodotto di una civiltà dor-funzionante.
    Ritenne anche che la loro propulsione fosse dovuta ad una tecnologia altamente avanzata in grado di utilizzare l'energia orgonica, cosa che, secondo lui, in base ai suoi studi sulla gravitazione, spiegava le stupefacenti capacità di volo di questi velivoli.
    Durante la spedizione in Arizona apparve chiaro a tutti i partecipanti che il lavoro di ripristino della normale pulsazione atmosferica, grazie alla rimozione del dor atmosferico effettuata con i cloud-buster, veniva regolarmente seguita dalla ricomparsa di dor come conseguenza del passaggio di oggetti volanti, osservati sia di giorno che di notte.
    Allo scopo di combattere questi oggetti Reich arricchì i cloud-buster dell'uranio decaduto dell'esperimento oranur, che chiamò Orur ed il c-b così modificato space-gun.
    In Contact with Space vengono riportate alcune drammatiche esperienze in cui “stelle” nel cielo notturno, sotto l'effetto diretto di questi space guns, cambiarono il loro colore fino a scomparire.
    Tuttavia, in tali occasioni il melanor (una forma particolarmente concentrata di dor o energia letale), che Reich scoprì essere un sottoprodotto del sistema propulsivo degli UFO avente l’aspetto di una polvere nera, era sceso abbondantemente a terra quando le navette aliene avevano sorvolato il suo laboratorio, causando a lui ed ai suoi collaboratori una serie di malesseri (sete, spossatezza, senso di oppressione etc)
    Durante queste operazioni alcuni operatori si sentirono male, uno in particolare ebbe una paralisi acuta mentre stava operando. Per Reich questo era dovuto alla risposta degli UFO: una immissione massiccia e diretta di dor sul c-b.
    Durante gli anni dal 1945 ed il 1953, nonostante la consapevolezza delle continue investigazioni condotte su di lui e le sue attività da parte dell'FBI e della FDA, Reich sviluppò senza sosta il suo pensiero, la sua organizzazione, gli studi in fisica, in matematica, sulle funzioni cosmiche dell'orgone e sulla gravità.
    Tutti questi aspetti subirono un drammatico impulso dall'Esperimento Oranur. Oltre a queste intense attività WR riuscì anche a dedicarsi alla pittura, alla scultura e a comporre musica.
    L'attività “investigativa” su Reich e l'Orgonomia culminò il 20 febbraio 1954 in un'ingiunzione della Corte Distrettuale di Portland, Maine, in cui si affermava che gli accumulatori erano una frode e che quindi se ne vietava la diffusione, che l'energia orgonica non esisteva e che tutta la letteratura orgonomica era solamente un espediente per vendere gli accumulatori per cui doveva essere bruciata, cosa che avvenne puntualmente sia nel Maine che nell'inceneritore pubblico di New York il 23 agosto 1956, dove vennero date alle fiamme sei tonnellate di pubblicazioni, il cui valore ammontava a circa 15.000 dollari.
    E' “interessante” notare che vennero dati alle fiamme anche i libri pubblicati prima della scoperta dell'energia orgonica e che, in realtà, non vennero mai effettuate, da parte delle autorità, verifiche scientifiche serie ed aderenti ai protocolli indicati da Reich.
    Nei mesi di giugno e luglio dello stesso anno, presenti alcuni agenti della FDA, alcuni collaboratori di Reich furono costretti a smantellare tutti gli accumulatori presenti ad Orgonon, a fare a pezzi le parti in legno ed a bruciarle, gettando nel fuoco libri e articoli.
    Chiaramente la Peste Emozionale aveva mietuto un'altra vittima e così un numero incalcolabile di persone, che avrebbero potuto facilmente beneficiare di queste eccezionali scoperte, sono state private, fino ai giorni nostri, di questa possibilità.
    Nel maggio del 1955, Reich tornò ad Orgonon e nell'agosto dello stesso anno tenne la sua ultima conferenza, che verteva sull'uso medico del dor-buster. In quell'occasione conobbe Aurora Karrer, una biologa di Washington, D.C. che divenne la sua quarta moglie.
    Con lei passò i suoi ultimi due inverni a Washington, D.C. Per poter seguire da vicino le sue vicende giudiziarie WR si trasferì nella capitale federale, presso l'Hotel Alban Tower, sotto lo pseudonimo di WalterRoner.
    Reich coltivava, inoltre, il progetto di trasferirsi, insieme ad Aurora, in Svizzera, una volta risolti i suoi problemi legali.
    Per tutta la durata del processo la posizione di Reich fu quella di convincere i giudici che nessun ente governativo, e tanto meno la magistratura, aveva il diritto di giudicare il suo lavoro scientifico.
    Naturalmente la corte, in maniera caparbia ed ottusa, giudicò solo in base agli aspetti giuridici pronunciando la condanna degli imputati.
    Il 16 giugno del 1955 la FDA venne a sapere che il dott. Michel Silvert, uno stretto collaboratore di Reich, aveva fatto trasportare dal Maine, presso il suo indirizzo di New York, degli accumulatori e dei libri riguardanti l'Orgonomia, violando, pertanto, l'ingiunzione.
    Il tutto avvenne mentre Reich era in Arizona ed a sua insaputa, il processo fu celebrato a Portland, Maine, dal 3 al 7 maggio 1956, presieduto dal giudice Sweeney di Boston.
    Reich, la Wilhelm Reich Foundation e Silvert, vennero ritenuti colpevoli di violazione dell'ingiunzione. Il dott. Reich fu condannato a due anni di carcere e Silvert ad un anno ed un giorno, mentre la Fondazione Wilhelm Reich ricevette una multa di 10.000.000 dollari.
    Wilhelm Reich dichiarò apertamente che non sarebbe sopravvissuto alla sentenza. Nonostante tutti i tentativi effettuati da Reich e dai suoi collaboratori l'11 marzo del 1957 egli fu condotto nella prigione federale di Danbury nel Connecticut e successivamente trasferito nel penitenziario di Lewisburg, Pennsylvania.
    Il 3 novembre dello stesso anno, una settimana prima del suo rilascio sulla parola, fu trovato morto nella sua cella.
    Il verdetto ufficiale del Coroner fu : ”decesso fu per insufficienza cardiaca”.
    Quando la figlia Eva andò al penitenziario per richiedere il cadavere del padre, scoprì che era stato sottoposto ad autopsia, che i suoi organi interni erano stati rimossi e che nessuno si era occupato di rimetterli a posto: si trattava solo di un’estrema offesa alla sua memoria?
    O ciò avvenne per nascondere le prove che era stato assassinato proprio mentre stava per essere rilasciato sulla parola?
    Durante la sua detenzione continuò a lavorare e fu in grado di trovare la formula definitiva per la gravità negativa, inoltre completò il suo ultimo libro Creation. Il manoscritto scomparve misteriosamente e la formula, che doveva consegnare la settimana seguente al figlio Peter, lo seguì nella tomba.
    Il funerale di Wilhelm Reich si svolse ad Orgonon il 6 novembre 1957.


    Alcune considerazioni

    Con le proprie teorie astrofisiche Reich cercò di fornire una spiegazione a ciò che per la scienza ufficiale non era spiegabile, ossia il comportamento degli UFO.
    Inoltre, credette di trovare negli UFO una conferma pratica alle proprie teorie fondate su innumerevoli esperimenti condotti nel corso della sua vita : “Tutto corrispondeva perfettamente” -scrisse - “Troppo perfettamente per i miei gusti”.
    Diversi studiosi hanno ipotizzato che le straordinarie prestazioni degli UFO si potessero spiegare solo con una propulsione che realizzasse l’antigravità o che utilizzasse campi gravitazionali artificiali.
    Il dott. Reich, già prima di loro, aveva postulato che ottenere tale propulsione sarebbe stato possibile tramite l’energia orgonica massa esente che, secondo la sua teoria era responsabile di quella che veniva definita “attrazione gravitazionale”.
    Le equazioni orgometriche da lui sviluppate, avrebbero liberato la gravitazione dall’attrazione della massa, avrebbero ridotto la funzione gravitazionale a lunghezza d’onda, frequenza di oscillazione, periodo di oscillazione.
    Fra l’altro comprendevano un’equazione dell’assenza di massa per l’energia pendolare.
    Convinto che gli alieni fossero estremamente progrediti nella tecnica orgonica, il dott. Reich credeva che fossero ben consapevoli dei danni che le loro attività infliggevano al pianeta Terra ed all’Umanità, perciò presumeva che fossero ostili e che costituissero una minaccia per la specie umana e per la vita in generale.
    Non si poteva escludere che l’Umanità, senza saperlo, fosse vittima di una aggressione aliena.
    Era possibile che all’insaputa degli esseri umani, fosse in corso una guerra interplanetaria.
    Dunque Reich cercò di mettere a disposizione degli USA e dell’Umanità intera, quella che era, a suo avviso, l’unica tecnica in grado di consentire la difesa dagli alieni, capace di riuscire laddove gli armamenti conosciuti, nucleari e convenzionali, costosissimi e sofisticatissimi, avrebbero potuto soltanto fallire.
    Per giunta si trattava di una tecnica relativamente semplice e poco costosa.
    Insieme ai rapporti sugli UFO, il dott. Reich offrì, ingenuamente, all’USAF le equazioni orgometriche e le informazioni sul motore orgonico, fornendo così gratuitamente al governo statunitense i mezzi per proseguire le ricerche da lui stesso intraprese per sviluppare la propulsione gravitazionale.
    Il governo americano, e più precisamente i militari ed i servizi segreti, riuscirono ad occultare ciò che si sapeva del fenomeno, negandone ufficialmente l’esistenza, per poterlo studiare e sfruttare in segreto e per evitare il panico generale che una simile notizia avrebbe suscitato nella popolazione.
    Il dott. Reich negli anni cinquanta commise purtroppo un errore di valutazione.
    Ritenne di essere perseguitato da coloro i cui enormi interessi sarebbero stati danneggiati irreparabilmente dall’affermarsi delle sue scoperte, ma credette che i militari lo avrebbero aiutato nella sua lotta contro le EBE (Entità Biologiche Extraterrestri), giacchè pensava ne avessero tutto l’interesse.
    A quanto pare, era convinto che fosse imminente o già in corso una guerra interplanetaria, e che il governo e i servizi segreti occultassero ciò che sapevano del fenomeno UFO per motivi di difesa nazionale: persuaso che gli alieni avessero intenzioni ostili, fornì ai militari le conoscenze e le tecniche per difendere gli Stati Uniti ed il Mondo: Inoltre, a quanto pare, combattè in prima persona gli extraterrestri con il cannone spaziale ad energia orgonica di sua creazione.
    Tuttavia era all’oscuro di molti eventi ed attività del governo USA.
    Oggi noi sappiamo che nel 1947, in seguito ed a causa dell’incidente di Roswell, l’allora Presidente degli Stati Uniti Harry Truman costituì una commissione segretissima di super-esperti denominata Majestic 12 o MAJI (acronimo di Majestic Agency for Joint Intelligence) con lo scopo di investigare a fondo il fenomeno UFO al fine di riuscire a cogliere le motivazioni che spingevano gli alieni a “pattugliare” il pianeta Terra.
    In quest’ottica si colloca, a nostro parere anche la posizione ambigua assunta da Albert Einstein nei confronti di Reich, il quale dopo l’iniziale approccio avvenuto, come abbiamo visto, a Princeton nel gennaio 1941, non diede più sue notizie.
    Si apprenderà infatti solo negli anni novanta, da documenti riservati che hanno finalmente visto la luce, che l’illustre scopritore della Relatività, aveva fatto parte, assieme al fisico Robert Oppenheimer ed allo scienziato missilistico tedesco Werner Von Braun, di un gruppo di lavoro che aveva studiato i rottami del disco precipitato a Roswell nell’ambito di “JEHOVAH” un progetto del Dipartimento della Difesa americano diretto a replicare la tecnologia aliena ed a definirne le leggi fisiche.
    Negli anni successivi al crash di Roswell furono recuperati molti altri dischi volanti schiantatisi nel New Messico, con al loro interno i corpi dei loro elusivi occupanti, i quali furono sottoposto ad autopsie ed a profondi studi scientifici atti a determinarne la natura biologica ed i processi evolutivi.
    Tra la metà degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, sono emersi sempre più documenti a corroborare la realtà del fenomeno UFO.
    Alcuni ex appartenenti ai servizi di Intelligence USA, hanno cominciato a vuotare il sacco, forse nell’ambito di un piano governativo di divulgazione graduale della verità sugli extraterrestri.
    Il più autorevole di essi, il compianto Colonnello Philp Corso (di cui è stato verificato il curriculum militare), ha dato alle stampe un volume intitolato “The Day After Roswell”(Il giorno dopo Roswell) una semibiografia in cui rivela che lo studio dei rottami del disco caduto a Roswell ha fatto letteralmente esplodere le nostre conoscenze tecnologiche, dando l’impulso alla scoperta di molti dei ritrovati su cui si fonda la nostra moderna civiltà (microcircuiti al silicio, fibre tenaci, visori per la visione notturna, laser, tecnologia stealth, forni a microonde e via dicendo).
    Se Reich avesse saputo anche dei rapimenti alieni e delle mutilazioni animali, che sarebbero venuti alla luce solo negli anni successivi, avrebbe avuto la soddisfazione di veder finalmente confermata la sua teoria sull’ostilità degli alieni. Purtroppo, novello Giordano Bruno, fu “arso” sul rogo dell’ignoranza e della presunzione umana.
    Gli archivi del dott. Reich che scamparono allo scempio delle autorità, furono consegnati dopo la sua morte, e secondo le sue ultime volontà, alle autorità legali competenti.
    Diede mandato al proprio curatore ed ai suoi successori di custodirli, rimanendo inaccessibili a tutti, per cinquanta anni, “Affinchè”- secondo le sue stesse parole – “siano protetti dalla distruzione e dalla falsificazione per mano di chiunque sia interessato a falsificare e a distruggere le verità storica”.
    Gli archivi del dott. Wilhelm Reich, che contengono migliaia di documenti, forse di importanza capitale per l’Umanità, rimarranno inaccessibili fino al 2007.

    Concludiamo la storia di questo nobile e valente scienziato con una sua frase che potrebbe suonare come un adeguato epitaffio.

    "...il vero ricercatore e creatore d'arte è sempre collocato al di fuori della consuetudine. Non già perché egli lo voglia, ma perché deve trovarsi al di fuori se vuole mandare ad effetto; se non vuole cadere preda dei grandi errori mentali."

    Dal sito http://www.usac.it/

  2. #2
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    05 Mar 2002
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    Walter Catalano

    WILHELM REICH
    LA CONGIURA DEI PICCOLI UOMINI


    da Applausi per mano sola



    II 23 agosto del 1956 a New York un immenso rogo distrugge tutte le opere di Wilhelm Reich, ex psicoanalista freudiano, ex militante comunista, ex scienziato rispettabile, perseguitato per anni da freudiani, comunisti e scienziati.
    I due sbirri incaricati di eseguire l'ingiunzione del giudice, Conway e Ledder, funzionari del Food and Drug Adminìstration, eseguono il loro compito con una rabbia distruttrice che eccede il dovere professionale; svuotano di tutti i libri e le pubblicazioni la biblioteca dell’Orgone Institute di New York - l'istituto di ricerca fondato da Reich — riempiono un grosso camion di quelle sei tonnellate di letteratura, per un valore di circa quindicimila dollari, e la scaricano nell'inceneritore di Gansvevoort a Manhattan. Contemporaneamente vengono demoliti e smantellati tutti gli apparecchi inventati da Reich — gli accumulatori orgonici — con la relativa documentazione. Pochi mesi prima, il 25 maggio del 1956 era stata pronunciata dal giudice Sweeney la sentenza contro Reich e i suoi più diretti collaboratori, condannando lo scienziato a due anni di carcere per «disprezzo della corte», cioè per non essersi presentato ad un precedente dibattimento in cui avrebbe dovuto difendersi dall'accusa — infondata — di aver montato una manovra speculativa per vendere apparecchi terapeutici inefficaci.

    La persecuzione era iniziata, almeno negli USA — l'ultimo paese dove Reich aveva trovato rifugio dall'Europa, dopo anni di minacce, boicottaggi, espulsioni da parte dei nazisti prima e dei comunisti poi — in seguito ad una serie di articoli diffamatori scritti da una certa Mildred Edie Brady, esempio classico di personalità affetta da quella che l'ex allievo di Freud definiva peste emozionale. Il primo, pubblicato nell'aprile 1947 su «Harper's Magazine», era intitolato, significativamente, Il nuovo culto del sesso e dell'anarchia; il secondo, pubblicato nel maggio 1947 su «New Republic», Lo strano caso di Wilhelm Reich. Le colpe di Reich, in breve, consistevano, per la giornalista, nell'essere un mistico — e dunque un pazzo — un pornografo ed un anarchico e di aver organizzato una sorta di racket sessuale oltre ad una speculazione medica fraudolenta con i suoi accumulatori orgonici.
    Aizzati da quei calunniosi articoli, psichiatri, psicanalisti, medici, giornalisti, uomini politici, poliziotti e burocrati si lanciarono come cani rabbiosi contro l'esule austriaco e il suo preteso «culto del sesso e dell'anarchia». Se Reich non era un volgare ciarlatano, doveva essere allora un paranoico, uno schizofrenico, un allucinato: le sue ricerche sul cancro e sull'orgone erano prove evidenti della sua psicosi. La perizia psichiatrica richiesta dal giudice — forse per salvare lo scienziato dal carcere grazie alla seminfermità mentale — rilevò invece che l'imputato era perfettamente sano di mente.
    Reich dovette scontare la pena detentiva sicuro — come dichiarò al suo ultimo processo — che l'incarcerazione «avrebbe sicuramente significato la morte in prigione di un pioniere della scienza per colpa di un gruppo di psicopatici». Funesta profezia che si sarebbe avverata il 3 novembre del 1957 nel penitenziario federale di Lewisburg in Pennsylvania. L'atto ufficiale di decesso parla di un infarto (occlusione coronarica), ma è quasi sicuro che al medico austriaco fossero stati somministrati farmaci sperimentali (i detenuti venivano normalmente usati come cavie in cambio di un abbreviazione della pena). Un compagno di detenzione, Adolphus Hohensee, testimoniò:

    ”Più di una volta questo grande medico mi venne incontro con le lacrime agli occhi per dirmi che questi maledetti sadici, padroni assoluti della vita di milleduecento esseri umani, lo facevano impazzire e, con i loro «rimedi sperimentali», lo spingevano verso l'abisso della morte [...] Mi disse che non riusciva a sopportare i farmaci con cui gli saturavano l'organismo. E in effetti morì nel giro di due giorni. Quando lo trovarono, non solo era morto e già freddo, ma aveva una gamba contratta, come avesse sofferto in un'atroce agonia prima che la morte lo liberasse dalle sofferenze.”

    Parlare dunque di assassinio non è assolutamente fuori luogo.


    Ma cosa aveva spinto i "piccoli uomini" a congiurare contro Reich, a volere la sua morte ed il rogo delle sue opere? Perché la sua eresia era così pericolosa? Un episodio abbastanza significativo delle relazioni fra Reich e la scienza ufficiale può forse chiarire la questione. Il 30 dicembre 1940 Albert Einstein aveva ricevuto una lettera di Reich:

    Alcuni anni fa - vi si diceva fra l'altro - ho scoperto un'energia biologica operante in modo particolare, che si comportava sotto molti aspetti diversamente da tutto quanto si sa circa l'energia elettromagnetica. [...] L'esistenza di quest'energia, da me battezzata "orgone", è stata dimostrata con sicurezza non solo negli organismi viventi, ma anche nell'atmosfera e nel terreno, mediante apparecchi che l'hanno resa visibile, l'hanno concentrata ed hanno rilevato le variazioni termiche da essa determinate. Sto anche applicando con un certo successo quest'energia alla ricerca nel campo della terapia del cancro.

    Si chiedeva un appuntamento che il grande fisico accordò: il 13 gennaio 1941 Reich ed Einstein si incontrarono a casa di quest'ultimo e si intrattennero in conversazione per ben cinque ore. Einstein osservò l'orgone attraverso un apparecchio inventato da Reich:

    Feci buio nella stanza e gli diedi l'orgonoscopio indicandogli come doveva servirsene [...] esclamò stupefatto: «Sì, è vero, è là! Anch'io vedo la cosa!». Guardò a più riprese nell'orgonoscopio e disse: «Ma vedo questi scintillii di continuo, non potrebbero essere nei miei occhi?»

    La prova dell’oggettività dei raggi — spiegò Reich — sta nel fatto che le manifestazioni luminose possono essere ingrandite se si osservano con una lente: ciò non avverrebbe se fossero immagini soggettive. Poi aggiunse un particolare sconvolgente sull'accumulatore orgonico: tra l'interno dell'accumulatore e la parete superiore di questo, da una parte, e l'atmosfera esterna dall'altra, era rilevabile una sensibile differenza di temperatura. Emozionato Einstein esclamò: «Questo non è possibile. Se fosse vero, sarebbe una bomba!». Reich promise che sarebbe tornato con un accumulatore; Einstein assicurò che, se le osservazioni fossero state confermate, avrebbe appoggiato la scoperta. Congedandosi Reich disse «Ora capisce perché molti mi prendono per pazzo?». «È perfettamente comprensibile» rispose Einstein.

    All'inizio di febbraio Reich tornò da Einstein, con un piccolo accumulatore, per procedere alle misurazioni della temperatura. Assai impressionato Einstein chiese di poter tenere l'apparecchio per fare delle osservazioni più dettagliate. Una decina di giorni dopo Reich ricevette una lettera di Einstein: l'aumento di temperatura, diceva, non aveva niente a che fare con la struttura dell'accumulatore, era dovuto solo a spostamenti di aria calda e fredda nella stanza in cui si svolgevano le misurazioni, un fenomeno di convezione su cui «uno dei miei assistenti ha attirato la mia attenzione [...] Con questi esperimenti — concludeva Einstein — considero il problema del tutto risolto: la differenza di temperatura non ha niente a che fare con la scatola di metallo né col suo involucro: è una pura e semplice conseguenza dell'azione del piano orizzontale del tavolo».

    Reich rispose con una lettera di venticinque pagine: l'ipotesi della convezione non regge, il fenomeno si può eliminare disponendo l'accumulatore in posti diversi (aria aperta, cantina, ecc), in condizioni diverse (appeso al soffitto, protetto da un secondo piano orizzontale superiore, ecc); l'interpretazione dell'aumento di temperatura per accumulo dell'irradiamento di energia orgonica permane dunque valida. Aggiungeva poi dati impressionanti sui risultati ottenuti con oltre 200 cavie cancerose tenute quotidianamente per mezz'ora nell'accumulatore orgonico: rispetto alle cavie non trattate la sopravvivenza era tre volte più lunga. Inoltre riassumeva la sua teoria della vita come fenomeno energetico di pulsazione ritmica (espansione-contrazione) e quadripartita (tensione-carica-scarica-distensione).

    Quali che siano le Sue decisioni, dopo queste spiegazioni — terminava Reich -desidero ringraziarLa vivamente del lavoro che si è già sobbarcato. A parte i miei collaboratori francesi e scandinavi, lei è stato il solo uomo di scienza da me incontrato nel corso degli ultimi dodici anni che abbia compreso la base fisica della mia teoria biologica: vale a dire lo svilupparsi di vescicole di materia organica per l'azione dell'energia sprigionata dalla materia .

    Einstein non rispose più né a questa lettera né alle successive; dopo diversi mesi Reich richiese la restituzione degli apparecchi prestati al fisico. Dopo circa due anni, per smentire le voci, ormai diffuse nell'ambiente universitario, che Einstein avesse invalidato gli esperimenti di Reich in seguito ad un controllo scientifico serio, i collaboratori dell'ex psicanalista decisero di pubblicare integralmente la corrispondenza intercorsa fra Reich e Einstein. Quest'ultimo, appena informato della questione, si affrettò a scrivere a Reich:

    Non ho intenzione di autorizzare alcuna pubblicazione del genere di quella che lei suggerisce e debbo informarla che prenderò tutte le misure necessarie a evitare l'indebito sfruttamento del mio nome a questo proposito. Non posso ammettere che il mio nome venga utilizzato a fini pubblicitari, soprattutto in una questione a proposito della quale non nutro nessuna fiducia.

    […] Reich rispettò le volontà del fisico e solo dopo la sua morte, nel 1955, l’Orgone lnstitute Press pubblicherà il carteggio tra i due studiosi sotto il titolo di The Einstein Affair.

    Reich, l'Eretico, aveva evidentemente terrorizzato anche Einstein come già Freud prima di lui: avallare le sue scoperte avrebbe significato per quelle menti razionali precipitarsi in un'altra visione del mondo; abbandonare i lidi conosciuti della scienza galileiana per sprofondarsi nei meandri oscuri della Filosofia Naturale di Goethe e di Mesmer, di Faust e di Frankenstein. Il brillante psicanalista galiziano, uno degli assistenti più vicini a Freud, nonché suo amico personale, l'integerrimo militante comunista, fondatore negli anni trenta della Lega Nazionale per la Politica Sessuale Proletaria o Sexpol, sarebbe stato espulso dal Partito Comunista prima e dalla Società Psicoanalitica poi: i compagni di un tempo sarebbero divenuti i suoi più acerrimi nemici. Freud lo avrebbe diffamato; gli stalinisti - li chiamava i fascisti rossi - avrebbero progettato di assassinarlo come traditore.

    Reich aveva infranto ogni tabù: per lui la formula dell'orgasmo, con il ritmo a quattro tempi che lo caratterizza, era la formula stessa della vita; i bioni, i corpuscoli da lui scoperti, rappresentavano la transizione fra vivente e non vivente realizzando una biogenesi inconcepibile per una biologia ad orientamento chimico e meccanicistico; l’orgone era l'etere, l'onnipresente, universale oceano di energia cosmica che avvolge e muove tutto l'universo: i campi energetici dell'organismo, le condizioni metereologiche dell'atmosfera, i movimenti galattici si corrispondono nei flussi e riflussi di un'energia vitale che connette macrocosmo e microcosmo; ma l'energia orgonica, antagonista dell'energia atomica, se aggredita dalle radiazioni nucleari, si trasformava in DOR (Deadly Orgone), forza pericolosa e mortale; l'energia cosmica primordiale, l’energia alfa o Ea era in grado di trasportare veicoli spaziali, gli UFO — sorta di precipitati fantasmatici - condotti da creature spaziali, gli Uomini-Core (da Cosmic Orgon Energy) portatori di una sostanza nefasta chiamata Melanor che induceva la desertificazione sulla terra e diffondeva la DOR.

    Troppo eterodosse queste idee soprattutto per le applicazioni pratiche conseguenti, le mirabolanti invenzioni di Reich: l’accumulatore orgonico, efficace nella terapia del cancro; il cloudbuster — nubificatore o nubifugatore — capace di produrre a piacimento cambiamenti metereologici e di disperdere la DOR nell'atmosfera; il "cannone spaziale" - sviluppo del cloudbuster — con il quale si potevano neutralizzare gli UFO. Nel suo ultimo libro, Contact with Space — il più controverso — Reich rivelava questi aspetti estremi del suo pensiero eretico: ovviamente lo si disse il prodotto di una mente ormai in preda alla paranoia.


    Il cloudbuster

    Di tutte le derive analitiche, quella reichiana è forse l'unica che in maggior misura riesca a riconnettere la frattura cartesiana superando il dualismo soma-psiche, conscio-inconscio, implicito nelle tesi di Freud e che si ripresenta come problema irrisolto in Adler e anche in Jung. Solo la svolta "mistica" e "panteista" della teoria orgonica risolve il contrasto riportandosi ad una arché primordiale, unità di materia ed energia, di fisico e di metafisico. Ovviamente, a questo punto, il castello psicanalitico è definitivamente crollato. In questo senso Reich agisce come un guastatore, un decostruttore sistematico di dogmi: analitico, marxista, positivista, razionalista, ecc. Ma i piccoli uomini hanno bisogno di dogmi: è pericoloso infrangere le loro certezze.

    Proprio in L'assassinio di Cristo, Reich forgiò la denominazione di MODJU, ricavata dalle iniziali di Mocenigo — il delatore che denunciò Giordano Bruno all'Inquisizione — e [/i]Dju[/i[gashvili, cioè Stalin: aveva tracciato l'emblema di quella peste emozionale da sempre denunciata, la violenza inquisitoria, la sclerosi libidica, la negazione della vita, quella stessa peste emozionale di cui anch'egli, come Bruno e come Cristo, sarebbe stato vittima.

    Il testamento di Wilhelm Reich disponeva di dedicare tutte le sue risorse finanziarie residue alla creazione di un Fondo per le Ricerche sull'Infanzia e di sigillare per cinquant'anni l'archivio e la sua biblioteca personale: il 3 novembre del 2007, quando verranno tolti i sigilli, saranno finalmente rivelati gli ultimi segreti di questo mistico eretico, di questo saggio folle. Chissà che l'evento non rappresenti una decisiva rivincita sulla peste emozionale.


    Bibliografia:

    LUIGI DE MARCHI, Vita e opere di Wilhelm Reich, Milano, Sugarco 1981
    ROGER DADOUN, Cento fiori per Wilhelm Reich, Venezia, Marsilio 1976
    MASSIMO INTROVIGNE, Le nuove religioni, Milano, Sugarco 1989, pp. 377-378.
    WILHELM REICH, Reich parla di Freud, Milano, Sugarco 1979
    ALESSANDRO ZABINI, Wilhelm Reich e il segreto dei dischi volanti, Roma, Tre Editori 1996
    CARLO ALBINI, Creazione e castigo. La grande congiura contro Wilhelm Reich, Roma, Tre Editori 1997


    Da Applausi per mano sola, Walter Catalano – Editrice Clinamen (pag. 79 e seg.)

  3. #3
    sacher.tonino
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    ...non Vi aspettate molto...
    Gli Egiziani già ci erano arrivati...
    Per quanto riguarda il fluido vitale sessuale, i Bogomili, gli gnostici sapevano ben adoperarlo...

  4. #4
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    Messina
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    WILHELM REICH
    a cura di Diego Fusaro



    Immagine tratta dal sito http://www.edelstein-essenzen.de/


    Il pensiero di Wilhelm Reich si presenta in bilico tra freudismo e marxismo, dei quali tenta una sapiente quanto ardita sintesi, proiettandosi in tal senso verso un filone della psicoanalisi che potremmo definire "ereticale": ne nacque un freudo/marxismo a cui aderì a pieno titolo lo stesso Marcuse. Reich nasce nel 1897 a Dobrzcynica – in Galizia – in una famiglia di agricoltori di lingua tedesca; quando nel 1920 era ancora studente di medicina, già era socio attivo nella Società psicoanalitica di Vienna, sperimentando la terapia delle nevrosi non nella separatezza del rapporto privato analista/cliente (quest’ultimo solitamente appartenente alla borghesia), bensì a contatto con gente ampia e proveniente dalle classi sociali più disparate. Nel 1927, poi, aderisce ufficialmente al Partito comunista: e il frutto di tale adesione, oltreché del contatto con gente delle più diverse (e basse) classi sociali, fa affiorare in lui la convinzione dell’improponibilità della psicoterapia individuale, così prolungata nel tempo e accessibile solo ad un ristretto numero di pazienti privilegiati 8delle classi sociali superiori), per la cura di disturbi nevrotici largamente diffusi presso tutte le fasce sociali. In secondo luogo, comincia ad affiorare in Reich la convinzione dell’esistenza di un nesso tra repressione sociale e logica del potere, da una parte, e repressione della sessualità, dall’altra (nesso su cui insisterà tantissimo Marcuse). Soprattutto la militanza nelle file del partito comunista permette a Reich di scoprire, grazie all’istituzione di appositi centri popolarfi di igiene sessuale, quella che egli avrebbe più tardi definito la "materia sessuale di massa" (nevrosi, aborti in clandestinità, disinformazione sessuale, perversioni, nevrosi, angosce giovanili, impossibilità di una sana e soddisfacente vita sessuale, e così via). Da questa esperienza medico/sociale/politica Reich trae gli elementi per fare i conti con la teoria e la pratica terapeutica freudiana, cosa che lo conduce rapidamente verso posizioni di aperta dissidenza con Freud, di cui sono fulgida testimonianza alcuni scritti risalenti a quegli anni: La funzione dell’orgasmo (1927) e Materialismo dialettico e psicoanalisi (1929). Nel 1930 Reich si trasferisce a Berlino per sottrarsi alla diffidenza e ai sospetti che su di lui gravavano da parte dei freudiani ortodossi: a Berlino milita in prima linea nel partito comunista tedesco e pubblica le sue opere più importanti, quali L’irruzione della morale sessuale coercitiva (1932), La lotta sessuale dei giovani (1932), Analisi del carattere (1933), La psicologia di massa del fascismo (1933) e, infine, La rivoluzione sessuale (1936). In rotta con il partito fin dal 1932 a causa della sua propaganda tra i giovani iscritti e per le posizioni propugnate nel saggio La psicologia di massa del fascismo (dove individua nel fascismo "l’espressione politicamente organizzata della struttura caratteriale umana media" in quanto costituisce "l’atteggiamento fondamentale dell’uomo autoritariamente represso dalla civiltà delle macchine"), Reich è anche bandito – nel 1934 – dalla "Società psicoanalitica internazionale", mentre già si trova a vagabondare per l’Europa per sottrarsi al nazismo oramai dilagante. Nel 1939 si trasferisce negli Stati Uniti, dove inaugura una nuova fase della sua vita e della sua riflessione. In sintonia con Freud per quel che concerne l’eziologia sessuale dei disturbi nevrotici, ed in particolar modo con gli orientamenti del primo Freud (quello del saggio su La morale sessuale ‘civile’ e il nervosismo moderno, del 1908), Reich esprime il suo totale dissenso nei confronti della svolta – da lui definita "idealistica" – operata da Freud in Al di là del principio di piacere e Il disagio della civiltà. Muovendo da un presupposto di remota ascendenza rousseauiana, secondo il quale la natura umana sarebbe in origine integra, pura, incontaminata negli istinti e genuinamente rivolta alla felicità (in primis a quella sessuale), egli nega che si possa parlare di un impulso distruttivo originario come quello freudiano di Thanatos che, al contrario, sarebbe un derivato della repressione degli istinti, soprattutto della repressione sessuale cui gli uomini sono sottoposti dal condizionamento sociale. Per quel che riguarda le tesi frudiane disvelantisi in Disagio della civiltà, Reich obietta che il discorso di Freud è viziato da un concetto destoricizzato di civiltà, cosicchè il sacrificio della pulsione sessuale, che viene inteso come inevitabile per garantire gli interessi della civiltà in generale, è in realtà richiesto da un determinato tipo di civiltà, ossia quella particolare civiltà caratterizzata dai rapporti sociali e dal sistema economico capitalistico. Il principio di realtà – da Freud assunto senza chiarire di qual realtà si tratti – si configura allora come una bieca mistificazione aberrante: per non parlare poi del fatto che la sublimazione, proposta da Freud come modo di risolvere il conflitto libido/civiltà, è in effetti praticabile esclusivamente dai privilegiati (ovvero i borghesi) che frequentano il salotto dello psicanalista, mentre il proletariato (a cui Reich rivolge la propria attenzione) ne resta inevitabilmente escluso in partenza, non potendosi economicamente permettere tale lusso. Del resto anche il primo Freud, condizionato com’era dall’assenza di una preparazione sociologica e da idee politiche piuttosto conservatrici (e caotiche), non avrebbe condotto alle sue ultime necessarie conseguenze la teoria dell’origine sessuale della nevrosi, accontentandosi di ottenere – grazie al trattamento terapeutico – la liberazione del paziente dalla rimozione inconscio delle pulsioni, e di sostituirla con la rinuncia consapevole delle passioni stesse. Un tale esito è da Reich rigettato: egli si convince che la nevrosi sorga, per l’appunto, dalla rinuncia alla soddisfazione della sessualità genitale, tanto da fare – già in La funzione dell’orgasmo (1927) – delle "nevrosi attuali", provocate non dai conflitti rimossi dell’infanzia bensì da un inappagamento sessuale nel presente, l’origine anche delle psiconevrosi approfondite da Freud. Siffatta origine viene ricercata nell’ "impotenza orgastica", ovvero nell’incapacità – indotta dalle resistenze antipulsionali – di donarsi interamente nell’amplesso genitale, attraverso un completo abbandono, con la conseguente scarica completa dell’eccitazione. L’energia vitale non liberata provocherebbe un ingorgo nell’organismo – la "stasi sessuale" – responsabile di fornire ai sintomi nevrotici una sorgente continua di energie. E così la guarigione della nevrosi richiede secondo Reich una vita sessuale caratterizzata dal recupero della pienezza della potenza orgastica. Ma all’origine delle difficoltà della sessualità genitale – cui Reich riconosce freudianamente un primato incontrastato nella vita sessuale umana – si nasconde la repressione sociale della sessualità.La miseria sessuale delle masse, inestricabilmente intrecciata com’è alla miseria sociale, ne è una prova inappellabile; negli stessi anni in cui prendono avvio – grazie alla Scuola di Francoforte – gli studi sull’autorità, la famiglia, i condizionamenti culturali, Reich è fra i primi a mettere in evidenza la funzione repressiva della sessualità cui assolve la famiglia, attraverso l'educazione sessuofobica dei bambini e dei giovani, la proibizione dei rapporti sessuali prima e al di fuori del matrimonio, il forte condizionamento di istituzioni come il matrimonio monogamico. La lettura dello scritto di Engels sull’Origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato, la critica serrata condotta da Malinowski contro la pretesa universalità del complesso edipico, agevolano Reich nel consolidare questi suoi orientamenti. In linea generale, egli conclude che la funzione repressiva svolta dalla famiglia si inserisce in un ordinamento sociale come quello capitalistico, interessato a imporre alle classi subalterne non soltanto il dominio materiale ed economico della classe egemonica, ma anche la propria ideologia, quale puntello essenziale di quello stesso dominio. L’introiezione di massa dell’ideologia sessuofobica favorisce infatti la formazione di individui passivi, acritici, disposti ad essere piegati e sottomessi senza opporre resistenza: questo è quanto si può ricavare dalla teoria di Reich sul carattere, quale viene tratteggiata nell’opera Analisi del carattere, in cui Reich sostiene che ogni individui possiede una sorta di natura caratteriale mediante la quale si difende dagli stimoli provenienti dal mondo esterno o dal proprio inconscio. Essa, indotta dalla struttura sociale in cui una persona si trova a vivere, ne limita più o meno gravemente la mobilità psichica: l’arduo compito della terapia analitica sarà allora quello di aprirvi dei varchi, onde liberarne le energie imprigionate dell’uomo. L’armatura caratteriale è formata da più strati, fungenti da linee di difesa inconsce nei confronti degli impulsi non tollerati dalla società, e che irrigidiscono entro modelli stereotipati la condotta della persona: uno superficiale, che rende disponibile l’individuo nei confronti del ruolo e della responsabilità che riveste nella vita sociale, un secondo sottostante, corrispondente al rimosso freudiano, costituito dagli impulsi aggressivi e perversi conseguenti all’azione repressiva della società. Nel profondo si nasconde il nucleo biologico costitutivo della natura originaria dell’uomo, soffocato dalle strutture sovrastanti. Con questa impalcatura teorica, Reich conduce a Vienna e, soprattutto, a Berlino la sua battaglia per la liberazione sessuale: nel 1931 promuove Sexpol, l’Associazione per una politica sessuale proletaria che finisce per coinvolgere quasi cinquantamila giovani nella prospettiva di una lotta anticapitalistica, il cui esito vittorioso soltanto può creare i presupposti per un’autentica liberazione sessuale. Per il Sexpol Reich scrive La lotta sessuale dei giovani (1931), in cui sviluppa la sua tesi sull’origine sociale dei disturbi sessuali dei giovani: l’autoritarismo e la repressione sessuale all’interno della famiglia impediscono lo sviluppo della volontà di lottare negli individui, per questo Reich si propone con la sua associazione di aiutare i giovani a liberare la propria sessualità come presupposto per un pieno sviluppo della loro capacità critica, dell’attività intellettuale e della lotta politica. Il grande merito di Reich è stato quello di aver atteso per primo al progetto teorico di conciliar fra loro psicoanalisi e marxismo, salvaguardando la prima dalla deriva idealistica avviata con l’abbandono da parte di Freud del panedonismo originario (istanza accentuatasi in Jung e Adler) e liberando il secondo dai suoi limiti economicistici. Psicoanalisi e marxismo sono da Reich concepiti prospettive parziali e insufficienti se non incollate fra loro, efficaci solo e soltanto se integrati, in modo tale da penetrare la dialettica psicosociale dell’uomo. Alla psicoanalisi il marxismo può offrire il contesto sociologico che le manca per esprimere le potenzialità di contestazione radicale dell’assetto sociale che pure essa racchiude in sé, ma che il suo rapporto di convivenza con la cultura e la società borghesi le ha sempre fatto sacrificare. La psicoanalisi, sull’altro versante, è capace di colmare il deficit di psicologia sociale che impedisce al materialismo storico di liberarsi da interpretazioni meramente economicistiche della realtà sociale. Non è ad esempio sufficiente che i comunisti spieghino il fenomeno di massa del fascismo con la tesi (che pure presenta una sua parziale verità) secondo cui esso costituirebbe la reazione di classe del capitalismo contro l’ascesa del proletariato e sarebbe la conseguenza del fallimento della politica socialdemocratica; arrestarsi a queste spiegazioni vuol dire non poter spiegare come sia stato possibile al nazifascismo ottenere il consenso delle masse popolari, in un’epoca in cui (stando a Reich) vi sarebbero tutti i presupposti economici per la crisi del capitalismo e il suo violento tramonto attraverso la rivoluzione socialista. A tal proposito, così scrive Reich in Psicologia di massa del fascismo: "non sarebbe più logico chiedersi che cos’è, nelle masse e dentro le masse, a render loro impossibile di riconoscere la vera funzione del fascismo? Le solite formule: ‘i lavoratori debbono rendersi conto…’, o le autocritiche del tipo ‘noi non abbiamo capito che…’ non servono a nulla. ‘Perché’ i lavoratori non si rendono conto e ‘perché’ noi non abbiamo capito?". Ed è qui che la psicoanalisi giunge in soccorso: essa è infatti capace di spiegare comportamenti politici delle masse che non sarebbero mai derivabili dagli interessi economici: l’analisi del carattere, lo studio della famiglia patriarcale e piccolo-borghese e della sua funzione altamente repressiva, permettono di capire la struttura caratteriale di tipo autoritario, indotta dal potere dominante tra le masse, che le ha portate a interiorizzare il rispetto e l’accettazione del capo, estremo esito di quella castrazione dell’individuo iniziata dalla famiglia, nel rapporto del figlio con l’autorità del padre. Già Freud aveva notato che il fantomatico "imperativo categorico" di Kant altro non era se non l’interiorizzazione di leggi imposte dalla società; ora Reich arriva a dire, in maniera piuttosto simile, che l’autorità sviluppantesi nella famiglia viene introiettata dall’individuo e da questi sentita come legge morale. Siffatti orientamenti di Reich incontrarono profonde ostilità tanto nella Società psicoanalitica quanto all’interno del partito comunista tedesco, il quale restava dogmaticamente fermo all’economicismo della tradizione marxista e non disponibile – per la sua stessa struttura autoritaria – ad accettare la linea politica della Sexpol, in un’epoca in cui anche in Urss erano tornati in auge – con quella feroce dittatura che fu lo stalinismo – il culto dell’autorità (Stalin era visto quasi come un Dio in terra) e della famiglia, nonché il sospetto nei confronti della sessualità. Il periodo americano di Reich – periodo che va dal 1939 fino alla morte del filosofo – segna il suo distacco dal marxismo e il prevalere di quella tendenza alla radicale biologizzazione della libido, denudata da ogni segno culturale, i cui inizi erano già avvertibili nella teoria del nucleo biologico del carattere. Egli converte gradualmente il trattamento analitico della nevrosi in medicina psicosomatica e vegetoterapia (una specie di manipolazione del corpo del paziente, volta alla soluzione delle rigidità muscolari responsabili della corazza caratteriale), e soprattutto va alla ricerca dell’orgone, l’ipotetica energia cosmica bioelettrica primordiale imprigionabile in speciali accumulatori organici, di cui una manifestazione sarebbe anche l’energia sessuale. Si tratta – è evidente – di aspetti deliranti che contrassegneranno sempre più queste fantasiose e suggestive (nonché bizzarre) ricerche, fino alla morte di Reich – avvenuta nel 1957 in carcere, dopo che era stato condannato per ciarlataneria da un tribunale degli Stati Uniti (presunti) liberali e democratici.

    (Seguono testi di Reich: "Capitalismo e repressione sessuale" e "Il fascismo come espressione della struttura caratteriale umana media")

    http://www.filosofico.net/wilhelmreich.htm

    Dal sito http://www.filosofico.net/

 

 

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