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  1. #1
    Giuro di essere fedele al Re!
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    Predefinito 65 - Un Titolo e un Simbolo che valgono più di mille battaglie

    Un titolo che vale più di mille battaglie


    di Peter Schiesser
    Un simbolo, da opporre ai fanatismi. Senza la pretesa di sconfiggerli.
    Il titolo di Baronetto inglese per meriti letterari conferito dalla Regina Elisabetta allo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie è la risposta più coraggiosa e pacifica che l’Occidente può offrire a chi vuole restringere l’Islam e le sue ricchezze nella rigidità esplosiva di una cintura da kamikaze.
    È il coraggio di elevare l’arte (e – perché no? – l’ironia) al di sopra della paura di essere perseguiti per le proprie idee, per il senso critico di una mente libera, a vantaggio di una società intelligente.

    Certo, Salman Rushdie avrebbe fatto a meno del ruolo di «martire » della libertà d’espressione – che non è occidentale, ma universale.
    Ricordo un’intervista fatta nel 1988 da un settimanale indiano, alla vigilia della pubblicazione dei Versi satanici: alla domanda se la descrizione della passione carnale, umana, di Maometto per le sue numerose donne e i dubbi sulle rivelazioni dell’Arcangelo non avrebbero potuto offendere i musulmani, Rushdie rispose stupefatto « No di certo; perché? ».

    Poi invece qualcuno si offese, e il destino fece il suo corso: i musulmani di Bombay (città natale di Rushdie) chiesero a Rajiv Gandhi di mettere al bando il libro, se voleva il loro appoggio politico; Gandhi li assecondò, dipendeva da loro per restare premier dell’India, e vietò il libro; il Pakistan (dove Rushdie passò la giovinezza) non poteva certo permettere che la laica India, l’altra e nemica parte del subcontinente, vietasse un libro anti-islamico senza fare altrettanto; l’Iran di Khomeini, antesignano dei fanatismi islamici (benché di origine sciita, non sunnita e wahabita come Al Qaeda), si appropriò del caso e ne fece un simbolo anti-occidentale, pronunciando una condanna che obbligò lo scrittore ad una lunga clandestinità e sofferenza personale (il suo matrimonio andò in pezzi, il figlio amato rimase lontano per anni).

    Sono convinto che quasi nessuno dei suoi detrattori (e dei suoi sostenitori) abbia letto i Versi satanici: mi è sempre mancata un’analisi dei motivi secondo cui il libro sarebbe un’offesa al Profeta dell’Islam, non ho mai sentito alcuno sottolineare che nel libro appare anche una figura, un angelo nero, che ricorda terribilmente l’ayatollah Khomeini. Ma questo è il destino dei simboli, nel bene e nel male: assumono inevitabilmente vita propria.
    Oggi l’Occidente e chi si identifica nei suoi (laici) valori universali, ha modo di farlo proprio, senza richiamarsi per forza ai contrapposti valori del Cristianesimo (e poi, quale? Cattolicesimo, protestantesimo, ortodossia? Papa Ratzinger non aiuta a sintetizzarli in un corpus comune…).

    Dicevo: la risposta più coraggiosa e pacifica. Aggiungerei coerente.
    Poiché tutto il resto affonda nelle paludi dell’ambiguità. Come le strategie che hanno imposto agli Stati Uniti di combattere Al Qaeda facendo affidamento su uno «Stato fallito» come il Pakistan, culla e mentore dei talebani (poi combattuti dagli americani in Afghanistan), governato da un dittatore militare che, come il suo predecessore Zia Ul-Haq, aveva consolidato il potere rafforzando quello degli integralisti islamici, oggi cacciati a forza dalla Moschea rossa (ma non dal Kashmir conteso all’India).

    Ecco perché far nostro il sorriso istrionico di Salman Rushdie, in barba ai fanatismi suicidi.

    Da: AZIONE Settimanale di Migros Ticino nr. 29 / 2007
    http://npo.tio.ch/ee/azione/default.php?pSetup=Azione
    -------------------------------

    Bah!, vedo la concretezza di un esempio sull'efficacia di una istituzione, la Corona, che non dovendo niente ai suoi ministri e politicanti, smentisce clamorosamente i "repubblicani ad ogni costo" che sostengono essere irrilevante, per la democrazia, il vivere in una republicha o in una Monarchia.

    Certo, non mi aspetto che una istituzione o l'altra mi paghi l'affitto o la cena, chè a tal fine non cambierebbe niente l'aver un re o un presidente, ma mi sento espresso, in tutta la mia dignità di uomo e di cittadino, quando il mio "rappresentante" si esprime secondo ciò che sente, secondo ciò che sentiamo, e non per opportunismo riconoscente o, ancor peggio, opportunismo che fa soggiacere la sua "suprema dignità" al ricatto e all'imposizione.

  2. #2
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Fante d'Italia Visualizza Messaggio
    [B]
    Bah!, vedo la concretezza di un esempio sull'efficacia di una istituzione, la Corona, che non dovendo niente ai suoi ministri e politicanti, smentisce clamorosamente i "repubblicani ad ogni costo" che sostengono essere irrilevante, per la democrazia, il vivere in una republicha o in una Monarchia.

    Certo, non mi aspetto che una istituzione o l'altra mi paghi l'affitto o la cena, chè a tal fine non cambierebbe niente l'aver un re o un presidente, ma mi sento espresso, in tutta la mia dignità di uomo e di cittadino, quando il mio "rappresentante" si esprime secondo ciò che sente, secondo ciò che sentiamo, e non per opportunismo riconoscente o, ancor peggio, opportunismo che fa soggiacere la sua "suprema dignità" al ricatto e all'imposizione.
    Certo Fante, il non dover dire grazie a nessuno è una gran cosa, ma forse è proprio questo che spaventa gli "amici" repubbli-cani.

    Comunque gran bell'articolo !

  3. #3
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    Predefinito Lo Stemma Reale sul passaporto

    .




    VIVA LA REGINA... ANCHE SUL PASSAPORTO !

    Il nuovo passaporto britannico, unico vero documento d’identità dei sudditi di Sua Maestà la Regina Elisabetta II, dovrebbe cambiare dal 2010.
    Il progetto però non è gradito ai cittadini, perché prevede la sparizione dello Stemma Reale sulla prima pagina del libretto insieme al messaggio della Regina che inizia garantendo ad "ogni cittadino del Regno il diritto al libero movimento, all’assistenza e protezione".

    Al loro posto dovrebbero subentrare lo stemma dell’unione con le sue 12 stelle e l’incipit del messaggio inserito nel trattato europeo che inizia con "Ogni cittadino dell’Unione", parte dell’articolo 20 della costituzione europea morta e sepolta dall'unanimità dei 27 nel giugno 2007.

    I cambiamenti previsti sarebbero tornati al vaglio delle autorità dopo molte proteste dei cittadini che preferiscono la loro Monarchia ad una lontana Europa.

    La sola proposta di levare ogni riferimento a Sua Maestà dal passaporto ha suscitato un putiferio politico di cui si sono fatti eco il quotidiano The Daily Telegraph, i Tories (attuale opposizione) ricordando che i passaporti britannici contengono un riferimento alla Monarchia fin dalla loro creazione, nel 1915.
    Unico aggiornamento vent’anni fa, con un documento più piccolo, di color porpora con le parole Unione europea stampate sulla copertina.
    Un sondaggio on line inaugurato ieri dal Daily Telegraph è stato sommerso da risposte indignate. "Lunga vita alla Regina, sui passaporti, sui francobolli, sulle monete e sulle banconote" scrive al giornale Wendy Farrington.

    da: http://www.tricolore-italia.com/pdf/...172-011007.pdf
    --------------------------------------

    Sarebbe invero paradossale che mentre Stati come la Nuova Zelanda, il Canadà, l'Australia, solo per nominarne alcuni, garantiscono la loro moneta con l'immagine della Sovrana, proprio il Regno origine del primo Titolo di Sua Maestà rinunciasse ad averla quale espressione massima di identità di fronte al resto del Mondo.

  4. #4
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    Predefinito

    beh,che un popolo orgoglioso delle proprie specificità come la Gran Bretagna sostituisca la Regina con il logo dell'UE mi pare impossibile,infatti penso proprio che alla fine non si farà....

 

 

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