Dopo aver avallato le corse in avanti di Grillini, aver sparato per mesi sulla Margherita, aver attaccato la Chiesa in ogni occasione, aver appoggiato la mozione anti-PD che ha perso il congresso e adesso ha fatto un altro partito, aver rinunciato alla tessera dei DS, aver sparlato di Fassino, aver sputato nel piatto dove hanno mangiato per anni....
...si lamenta perché, poverino, non gli hanno dato lo spazio CHE VOLEVA LUI alla Festa del Pd.
E coglie l'opportunità per a) sostenere che non ha più padri politici b) ricattare la coalizione del centrosinistra, che pure sta lavorando per risolvere le questioni di cui parla, difficili perchè richiedono sintesi e non rotture.
Io credo che ci sia bisogno anche dei gay nel PD. E' di gente come Mancuso che c'è poco bisogno, francamente.
da www.kalash.ilcannocchiale.it
di Armando Stella
“Non ci siamo, si fidi…” Vediamo il programma: il Corno d’Africa “tra crisi e prospettive”, il medico di famiglia, un dibattuto su “Dalla colazione al sonno passando per movimento e divertimento”. C’è di tutto, cento e passa eventi, voi no.
“Visto?, la Festa dell’Unità ha “cancellato” gli omosessuali”, prende atto Aurelio Mancuso, il presidente nazionale di Arcigay. Che non se la prende mica, tanto “ormai un polo vale l’altro”. Ma taglia con la retorica degli amici, “ché il messaggio che viene dal Pd è il silenzio, e il silenzio è più inequivocabile di tante parole”.
Non un invito, una telefonata, un volantino con lo slogan “Praticamente democratici”. Praticamente nulla e “non era mai successo”. Vuol dire, e lo dice Mancuso, che i diritti dei gay “non sono nell’agenda del Pd”. E proprio qui, “la città in cui lavora la più grande comunità omo d’Italia”, non alla Festa dell’Unità di Corfù. La stessa città che s’è appena interrogata sul mancato patrocinio comunale al Festival gay-lesbico, ha letto gli insulti omofobi sulla libreria Babele, denunciato un’aggressione a Paolo Ferigo (presidente milanese d’Arcigay), polemizzato sul Pride e sulla mostra “Vade retro”. Dunque, Mancuso? “E’ la conferma che in politica, ormai siamo orfani”. E ormai una conferma. Polemiche sui Ds c’erano state anche al congresso di Arcigay. Il Pd ha allargato il solco. Questione di equilibri perché “è chiaro che siamo un elemento disturbatore”.
E di imbarazzi, certo, nel giovane rapporto tra la Quercia e la Margherita: “il Pd nasce in funzione di distanziare la sinistra riformista dai temi di cui s’è occupata fino a poco tempo fa”. Gay inclusi.
Circola una storiella estiva. Alla Festa dell’Unità di Suzzara, il 10 agosto, era previsto un dibattito sui diritti dei gay, “saltato proprio all’ultimo per l’arrivo di Rosy Bindi”. Un altro segnale? “Ci bastano. Ormai ci dobbiamo considerare un soggetto politico autonomo”, il presidente di Arcigay. Né con Penati alle elezioni provinciali, né con chicchessia alle prossime regionali, ma “decideremo l’appoggio di volta in volta”. Alle comunali “ci presenteremo soli, con una lista di area. Si fidi.” Vedremo il programma.
GayNews, 30/08/2007
http://www.gaynews.it/view.php%3FID%3D75086&cid=0


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