http://www.repubblica.it/2007/08/sez...o-rutelli.html
l leader di Prc: "C'è il tentativo di stravolgere il programma concordato
A questo punto Prodi deve battere un colpo. Walter? Accetto la sfida"
"Rutelli non garantisce la coalizione
chi destabilizza il governo non siamo noi"
di GIOVANNA CASADIO
ROMA - "Uno come Francesco Rutelli che critica così radicalmente questo governo, a quale titolo fa il vice premier?". Ritagli di giornali e alcune pagine fitte di appunti sparsi sul tavolo, Franco Giordano prepara negli ultimi giorni di vacanza in Umbria la controffensiva di Rifondazione. E comincia dall'attacco alzo zero al vice premier "non più garante della coalizione". "Chi destabilizza il governo e l'Unione non siamo noi, ma il leader della Margherita. Del resto, se lui vuole ridiscutere il programma, non mi spavento. Però ridiscutiamo anche la composizione del governo".
Segretario Giordano, la sinistra massimalista mette in difficoltà l'esecutivo con il suo "conservatorismo", come sostiene Rutelli che progetta alleanze di "nuovo conio"?
"Quanto va dicendo Rutelli è imbarazzante. Lancia invettive contro la sinistra ma ha come bersaglio il governo di cui è incredibilmente il vice premier. Parla dell'esecutivo come di uno stato di necessità, della coalizione manca poco che aggiunga "purtroppo dobbiamo sorbirci questa disgrazia". Il suo vero obiettivo è lavorare a una prospettiva del tutto diversa dall'attuale, tant'è che punta ad anticipare un programma radicalmente diverso da quello che abbiamo costruito tutti insieme. Qui c'è l'elemento di pericolo".
Pericolo per chi?
"Il suo vero bersaglio è Prodi, altro che minoranze aggressive. Gli voglio dire: caro Rutelli cerca di avere più rispetto delle minoranze, proprio tu che conduci una battaglia interna al Pd da una posizione di minoranza. Quello italiano è l'unico governo di coalizione in Europa ad avere un premier e due vice premier dello stesso partito di cui uno, Francesco Rutelli, critica il governo stesso".
Cos'è la sua, un'ingiunzione di sfratto a Rutelli?
"Fino a quando il programma non era messo in discussione, noi che non siamo avvezzi a dinamiche di potere, non abbiamo mai posto un problema. Ma oggi un problema si pone: si vuole cambiare in corsa il programma? Non mi spavento, siamo pronti a ricontrattare punto per punto, ma allora si ridiscuta anche la composizione del governo".
Non crede che ci sia una necessità obiettiva di modernizzazione del paese, dalla riforma previdenziale al welfare?
"L'impianto programmatico di Rutelli non è per nulla innovativo; è vecchio, viziato da un estremismo neocentrista. L'instabilità è provocata da Rutelli in forme così violente e aggressive da minare la coalizione e il suo impianto programmatico. A questo punto Prodi deve battere un colpo. Noi chiediamo al presidente del Consiglio di esercitare un ruolo".
Intanto scendete in piazza a protestare contro il governo di cui fate parte? Rifondazione pensa anche a un appoggio esterno?
"Pensiamo alla manifestazione del 20 ottobre che, lo dico a coloro che sono stati scettici, ha un'impostazione programmatica e rappresenta il tentativo di ricostruire un rapporto con il popolo che ha fatto vincere il governo Prodi. Quel popolo che sente su di sé la delusione per le spinte neocentriste che animano la costruzione del Partito democratico e per tutti i veti che ne stanno venendo".
Quali veti?
"Qualcuno ha mai più sentito parlare di diritti civili dopo il veto dei neocentristi sui Dico? Qualcuno si sta accorgendo che Fioroni vuole dare risorse paritarie finanziarie alle scuole private? Ci si rende conto che non solo sulla "legge 30" di cui tanto di parla ma anche sui contratti a termine e sugli straordinari si è fatto un bel regalo a Confindustria? Che sulla vicenda dello scalone previdenziale abbiamo solo lenito le sofferenze dell'effetto-Maroni? È il momento di dire basta e di riprendere la connessione sentimentale con il nostro popolo".
Autunno caldo, quindi?
"Estate torrida, direi, nella quale c'è stato un disimpegno della politica dei riformisti a incidere concretamente nei processi economico-sociali. Su temi rilevanti è la Confindustria che alza la voce e chiede meno tasse dopo avere intascato da questo governo cinque miliardi di riduzione del cuneo fiscale e altri cinque provenienti da mille rivoli legislativi. Il Pd sta zitto e si scandalizza quando, a fronte di un aumento delle entrate, si pone il problema della ridistribuzione del reddito. Non so quali ambienti frequentino i coraggiosi di Rutelli ma proprio Repubblica ha scritto che le famiglie italiane sono indebitate per metà del proprio reddito. Ho scoperto da un'inchiesta di Mediobanca che tra il 2002 e il 2006 i 38 gruppi industriali italiani più importanti hanno aumentato da 79 a 107 miliardi di euro il valore aggiunto aggregato prodotto nell'anno mentre il lavoro ha perso incidenza in quelle stesse aziende di dieci punti in meno".
Rifondazione comunista è contro Rutelli ma anche contro Veltroni, che ha una strategia simile?
"Rutelli sta giocando una partita interna al Pd, ha le difficoltà di chi rischia di non avere più un ruolo. Walter Veltroni lo critico, non condivido, ma propone una sfida che accetto. La sinistra antiliberista pacifista e laica è il campo dell'innovazione mentre i riformisti stanno costruendo un soggetto muto di fronte ai poteri forti".
L'unità a sinistra però non decolla?
"Chiedo a tutte le forze della sinistra: se non ora, quando? Bisogna costruire un soggetto unitario e plurale. E la sinistra non è solo discussioni, adesioni bensì partecipazione. Saremo in piazza in ottobre per rilanciare i punti del programma dell'Unione messi in ombra in questi ultimi mesi".
(29 agosto 2007)




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