....d’Israele viola i diritti umani, dice Hrw
Gerusalemme. La conferenza di Human rights watch (Hrw) doveva tenersi ieri, in un grande hotel di Beirut, il Crowne Plaza, nel centrale quartiere di Hamra.
L’occasione: la presentazione di un rapporto dell’Organizzazione per i diritti umani, con sede a New York.
Titolo: “Civili sotto attacco: gli attacchi missilistici di Hezbollah in Israele durante la guerra del 2006”.
Nel dossier di 128 pagine, l’associazione accusa le milizie sciite del Partito di Dio di aver colpito indiscriminatamente aree civili israeliane durante i 34 giorni di conflitto contro Tsahal, l’estate scorsa, usando anche munizioni a grappolo.
Ma l’albergo ha cancellato la prenotazione della sala e la conferenza stampa non si è tenuta.
I sostenitori di Hezbollah, partito d’opposizione in Libano, appoggiato da Siria e Iran, hanno minacciato proteste e l’amministrazione dell’hotel ha preferito non correre rischi.
Hrw ha quindi deciso di pubblicare con un giorno d’anticipo il suo rapporto.
“Hezbollah sta cercando di mettere il silenziatore alle critiche sulla sua condotta nella guerra del 2006”, ha detto Sarah Leah Whitson, direttore per la divisione medio oriente e Nord Africa di Human rights watch.
Il sito dell’Organizzazione riporta che negli ultimi mesi i ricercatori hanno chiesto la collaborazione del Partito di Dio sul rapporto, ma non hanno ottenuto risposte. In vista della presentazione, Hezbollah ha iniziato a fare campagna contro la conferenza sulla sua rete satellitare al Manar. Hussein Khalil, consigliere politico del Partito di Dio, ha definito il dossier “un’oscenità politica”. Persino il primo ministro libanese, Fouad Siniora, rivale politico di Hezbollah, ha preso posizione contro Human rights watch, accusando l’Organizzazione di non essersi prima occupata delle morti civili causate dal Israele.
Human rights watch risponde che un dossier sulle violazioni israeliane sarà pubblicato il 6 settembre.
Durante il conflitto, sono morti oltre 1.000 civili libanesi.
Non esiste un dato sui miliziani di Hezbollah caduti. Le vittime israeliane erano 155 fino a ieri, tra cui venti soldati.
L’ultimo decesso è avvenuto all’ospedale di Haifa nelle ultime ventiquattr’ore.
Un uomo è morto dopo un anno di coma.
Human rights watch accusa Hezbollah di aver lanciato missili sul nord d’Israele con il proposito di colpire aree civili. Spiega che le giustificazioni del movimento (“gli attacchi sono in risposta ai bombardamenti israeliani sulle cittadine del sud del Libano”) non hanno alcun fondamento legale: “Hezbollah come Israele deve rispettare le regole della guerra”.
Human rights watch dedica un’intera sezione all’utilizzo da parte del Partito di Dio di munizioni a grappolo.
Israele è sotto accusa – fin dai primi giorni di guerra – per aver lanciato su bersagli militari in Libano bombe a grappolo, che all’impatto con il suolo non esplodono ma si aprono e sparpagliano attorno piccole e micidiali armi anti uomo.
Hezbollah ha usato missili cinesi TYPE-81, 122 mm, contenenti lo stesso tipo di munizioni a grappolo, contro numerosi villaggi, sostiene Hrw, che presenta le prove nel dossier.
Secondo l’organizzazione, nei pressi dei luoghi dove sono caduti i razzi Katiusha di Hezbollah non esistevano importanti obiettivi militari e comunque, il tipo di arma non permette di essere precisi e rende in ogni caso indiscriminato l’attacco.
Il dossier si focalizza anche sulle parole dei vertici militari del Partito di Dio:
“Nelle dichiarazioni dei leader di Hezbollah si ripetono minacce di attacco contro città e insediamenti israeliani in rappresaglia, dopo bombardamenti israeliani su cittadine libanesi. (…) Ci sono dichiarazioni di capi nella struttura di comando militare che indicano di sparare indiscriminatamente contro le aree civili, sono prove di crimini di guerra”.
Karmiel, Nahariya, Kiryat Shmona, scrive il rapporto, non sono sede di alcun obiettivo militare sensibile eppure sono state bersagliate da numerosi attacchi.
editoriale
www.ilfoglio.it del 31 agosto 2007 pg 3
saluti




Rispondi Citando