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Edizione 183 del 29-08-2007
Uno tace da oltre un mese e si dedica alle immersioni, l’altro è al lavoro per decidere il futuro della sua “Destra”
Fini in vacanza, Storace in città
di Francesco Blasilli
Il vero assente dell'estate è senz'altro lui, Gianfranco Fini. Il leader di An, infatti, è impegnato nella sua abituale sessione estiva di immersioni e da circa un mese non si hanno sue notizie, almeno da un punto di vista politico. Con un po' di cattiveria, si potrebbe dire che l'ultima notizia riguardante il leader di An è quella relativa alla fine del suo matrimonio, ma questo è gossip, non politica.
Di certo fa notizia che il numero uno di un partito così importante sparisca totalmente dalla scena politica per un periodo così lungo, soprattutto se il suo movimento politico sta perdendo i pezzi: Fini chiuso per ferie, e chi si è visto s'è visto.
Ritirata strategia o voglia di evasione? Abbiamo provato a chiederlo ad alcuni esperti di comunicazione. “Sicuramente è una sparizione figlia di una scelta consapevole – spiega Mario Rodriguez – non credo che uno intelligente come Fini, possa fare una cosa senza pensare”. Detto questo, bisogna precisare che c'è momento e momento per apparire sui giornali. “Il periodo delle vacanze per la stampa è l'esaltazione delle seconde linee – sottolinea Rodriguez - anche se quest'anno è diverso con tutto il discorso relativo alla nascita del Partito Democratico.
Io comunque sono personalmente convinto che venga attribuita una esagerata importanza ai quotidiani: se Fini mi chiedesse un consiglio, gli direi che il suo riposo è più importante del ribattere colpo su colpo agli avversari politici”. La certezza, però, è che Fini taccia in modo cosciente: “Ribadisco, il suo silenzio è figlio di una strategia ben precisa. Anche perché penso che siano poche preziose le dichiarazioni di chi è sempre sulla stampa: non credo che la forza di un leader politico si misuri con i centimetri di piombo. I politici – conclude Rodriguez - gestiscono astutamente le loro presenze sui quotidiani: una dichiarazione di Fini può far vendere di più un giornale, ma a lui cosa gliene viene?”. Differente, almeno su alcuni particolari, il punto di vista di Luigi Crespi (Ekma): “Mi auguro che Fini abbia fatto una pesca ricca – scherza - ma più che una strategia, questa mi sembra un'abitudine: non c'è anno che ad agosto Fini non vada a fare le sue immersioni. Se questo rientra nell'equilibrio di un uomo, va bene, ma non è una strategia di comunicazione. E' un bisogno e in quanto tale va rispettato”.
Tutti concordi, invece, sull'importanza dei contenuti. “E' molto importante – conferma Crespi - essere presente sulla scena politica avendo qualcosa da dire: i pastoni, le cose prive di significato, non servono. Credo sia importante avere una giusta presenza, senza essere nevrotici: non conta la quantità di apparizioni, ma la quantità”. Anche se, forse, Fini qualcosa ha sbagliato, aiutato anche da una buona dose di sfortuna. “Certo l'assenza non è un elemento positivo, soprattutto quando sono in scena temi importanti come quelle dei mutui, degli incendi e così via. Questa non è stata un'estate balneare come altre volte in passato, quando la discussione era incentrata sulla bandana di Berlusconi”. Per Fini, invece, stessa spiaggia e stesso mare: con pinne, fucile ed occhiali.
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pinne,fucile,occhiali...e se è andato in Giamaica,pure qualcos'altro.
Ma di che stupirsi,il gianfighetta è specialista nel farsi i suoi comodi,tanto ci sono i bravi ragazzotti di AG che sgobbano per lui,mentre se ne sta beato al sole alla faccia loro .
Cresceranno anche loro caro Fini,il tuo tempo sta per scadere,troppa gente hai preso in giro.




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