Mentre Livia Turco recepisce la proposta del Movimento per la vita di stilare delle linee guida della legge 194, e di porre dei limiti all'Interruzione Volontaria di Gravidanza (senza abolire la legge, sia chiaro), la pastora valdese e vicepresidente del Sinodo Valdese Tomassone, con pretesa di difendere la laicità dello Stato afferma che "la legge va difesa dagli integralisti, bisogna affermare il principio etico fondamentale della responsabilità nella relazione, in cui la donna può e deve decidere nel suo rapporto con il feto". Cioè, se un bambino è down, e non mi piace, io lo elimino. Il che contrasta con i principi della 194. visto che dall'art. 4 della legge può abortire "la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica", e all'art.6 "quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.






