La Lega Nord delle origini
Secondo una ricostruzione di Guido Passalacqua, nel 1993 nella Lega si potevano individuare tre aree[100]:
Sinistra. Aveva per leader naturale Roberto Maroni e poteva contare sull' ex comunista Gipo Farassino, Luigi Lazzati, Elisabetta Bertotti, Erminio Boso, Antonio Magri, segretario del SAL, e Rosy Mauro.
Centro. Oltre a Bossi, al centro della Lega vi «si ritrovano tutti quelli che seguono il leader in ogni suo spostamento tattico e strategico, anche se non lo capiscono o condividono fino in fondo», vale a dire «tutto l'apparato del partito e tutti i segretari nazionali delle varie leghe». Al centro era ravvisabile anche il «partito degli amministratori», come il sindaco di Milano, Marco Formentini, e quello di Varese, Raimondo Fassa.
Destra. Divisa tra chi si richiama al cattolicesimo integralista e chi rivendica un'identità etnica, comprendeva Davide Boni, Giorgio Conca, Irene Pivetti, Mario Borghezio, Domenico Comino, Luigi Rossi. Su posizioni da «anarchico di destra» era invece Gianfranco Miglio.




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