Le tasse dovrebbero essere considerevolmente ridotte alle fasce di reddito inferiori a duemila euro mensili per compensare la perdita subita nel corso di questi anni dall'inflazione negata dai trucchetti dell'Istat.
Penso che si dovrebbe anche avere una strategia di riduzione delle tasse per tutta la fascia di commercio ed artigianale sotto i centomila euro di fatturato l'anno.
Molti piccoli esercenti ed artigiani ne sono esasperati e ricorrono sempre più frequentemente al credito per fronteggiare le varie scadenze imposte dal Fisco.
Bisognerebbe abolire il ricorso alle ganasce ed alle ipoteche fonti di prevaricazioni legali operate dalle sociètà di riscossione. Trattasi di vergognoso abuso del Fisco paragonabile alla colonna infame dei mercanti e simile a quanto facevano gli esattori dell'Impero Romano.
Per quanto riguarda i tagli alle spese bisognerebbe abolire le consulenze, strumenti per arricchire professionisti amici dei politici assolutamente inutili
e che pesano sullo Stato per almeno un miliardo di euro e su tutta la pubblica amministrazione italiana (regioni, comuni, province, enti parastatali...) per almeno altri tre miliardi di euro.
Il costo della politica va almeno dimezzato. Vanno ridimensionati gli stipendi dei Sindaci e degli Asserssori ed aboliti gli stipendi dei Consiglieri Comunal.i.
I Comuni d'Italia funzionavano perfettamente prima che la politica diventasse un business.
Sul federalismo fiscale va messo un doppio freno.
La Corte dei Conti dovrebbe inviare alla Magistratura Penale i suoi dati sulle Consulenze individuali e di Ente
e chiedere l'apertura di un fascicolo.
Si scoprirà ( se si vorrà scoprirlo) che l'attività dei consulenti è del tutto inutile e che molte consulenze sono relazioncine di due o quattro paginette prive di qualsiasi valore.-
Pietro Ancona
www.spazioamico.it
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