Mi stavo chiedendo se un sistema bipolare non fosse più un danno per la democrazia che un bene.
Con esso, oltre a non permettere una rappresentanza calzante per molti cittadini, si rischia di affidare il paese alla fascia di popolazione meno informata in quanto a politica.
Mi spiego: quali sono le prospettive di vittoria per un partito, in un simile sistema?
Considerando che sono pochi gli elettori a fare il salto sinistra-destra e che quindi l'unico modo plausibile per uno schieramento di perdere i voti dei "fedeli" è quello di provocarne l'astensione o la scheda bianca, rimangono i voti degli incerti.
La maggior parte di questa fascia è composta da gente che non si interessa molto di politica e quindi si rischia di assegnare la carica in base alle capacità di demagoghi dei politici, invece che alla validità del programma.
Come se non bastasse, sono moltissime le persone che sono "costrette" a votare "turandosi il naso" per non fare vincere la parte opposta, sfavorendo ulteriormente una possibilità di critica all'interno degli schieramenti. Senza contare poi l'impossibilità di creare nuovi partiti e la perdita di influenza delle minoranze!
Quali sono allora i vantaggi di un sistema simile?




Rispondi Citando
.
