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  1. #1
    vae victis
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    Predefinito Indonesia:"Occupiamoci di valori e non di legge islamica"

    » 30/08/2007 15:47
    INDONESIA
    Studiosi musulmani contro Bashir: occupiamoci di “valori” e non di “legge” islamica
    di Mathias Hariyadi
    In una conferenza a Jakarta alcuni membri delle due organizzazioni musulmane più grandi del Paese attaccano il “fanatismo dei connazionali” e l’idea di califfato: la nostra società ha bisogno di valori, non norme islamiche.


    Jakarta (AsiaNews) – “I musulmani in Indonesia sono più occupati in questioni come il giusto abbigliamento islamico, che del promuovere e concretizzare nella vita quotidiana i valori morali dell’islam. Il prof. Syaffi Maarif, ex presidente del Muhammadiyah, seconda organizzazione musulmana del Paese, ritiene che la comunità musulmana dovrebbe concentrasi sull’esportare “valori e non legge islamica”. Tolleranza, amicizia e solidarietà sono alcuni dei valori a cui si riferisce il professore, noto attivista per la pace ed il dialogo interreligioso.

    Secondo lo studioso, la tolleranza dei musulmani indonesiani verso le altre religioni è ancora bassa e se la prende con il”fanatismo di alcuni connazionali, tutti presi a studiare come vestirsi o fare amicizia ed incontrarsi in pubblico secondo le norme islamiche”.

    Il professor Syaffi è intervenuto ad una Conferenza sullo sradicamento della povertà svoltasi in questi giorni a Jakarta. In questa stessa occasione il prof. Azyumardi Azra, ex rettore dell’Università islamica della capitale, ha sottolineato l’importanza di realtà come la Muhammadiyah ed il Nahdlatul Ulama (NU, la prima organizzazione musulmana in Indonesia) nel promuovere con urgenza i valori reali dell’islam nella società e nella lotta alla povertà.

    Tar gli interventi alla conferenza in molti hanno criticato la campagna condotta dal leader radicale Abu Bakar Bashir per l’introduzione della sharia. “Ogni intento di erigere un califfato islamico è illegale e noi difenderemo l’unità della nazione da ogni movimento settario” ha detto il capo del NU per la provincia di East Java.


    Ora;
    In attesa che qualcuno ci dica quali sono i "valori reali" dell'Islam(E ci spieghi anche il "perchè" lo sono,vista la "varietà" di interpretazioni/invenzioni che si trovano in giro) accontentiamoci che qualche studioso musulmano promuova "tolleranza" e "amicizia" contro il "fanatismo di nostri connazionali"..(sarebbe sempre interessante che il prof.Maaryf ci spiegasse BENE i suoi concetti di "tolleranza","amicizia","solidarietà" e "pace"..)

  2. #2
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    finalmente qualche persona saggia
    questo dimostra che comunque ci sono musulmani moderati, a differenza di quanto dice qualcuno

  3. #3
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    finalmente qualche persona saggia
    questo dimostra che comunque ci sono musulmani moderati, a differenza di quanto dice qualcuno
    Ma sai di per se lo stesso concetto di "moderato" è assai opinabile!Se si intende "moderato" rispetto agli integralisti islamici io credo che ce ne siano più di uno,se si intende "moderato" rispetto ai nostri(altro termine soggettivo!) canoni di "moderatezza" religiosa probabilmente non lo è nemmeno lui!

  4. #4
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    Esiste il mussulmano moderato, ma non esiste l'Islam "moderato". Non vuol dire niente. L'Islam è uno solo.
    Quelle persone "moderate", così facendo, vanno contro l'Islam. Rischiano anche l'accusa di apostasia.

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    Bien plus que le bruit des bottes, je crains le silence des pantoufles. [Thierry Van Humbeeck]

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Ora;
    In attesa che qualcuno ci dica quali sono i "valori reali" dell'Islam(E ci spieghi anche il "perchè" lo sono,vista la "varietà" di interpretazioni/invenzioni che si trovano in giro) accontentiamoci che qualche studioso musulmano promuova "tolleranza" e "amicizia" contro il "fanatismo di nostri connazionali"..(sarebbe sempre interessante che il prof.Maaryf ci spiegasse BENE i suoi concetti di "tolleranza","amicizia","solidarietà" e "pace"..)



    Non ho capito bene: c'è un islamico che invita i suoi correligiosi a non essere fanatici e non ti va bene? Ma allora sei per l'estremismo ed il fanatismo

  6. #6
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da portiere Visualizza Messaggio


    Non ho capito bene: c'è un islamico che invita i suoi correligiosi a non essere fanatici e non ti va bene? Ma allora sei per l'estremismo ed il fanatismo
    Non solo non hai capito,ma non sai neanche leggere!

    A me un musulmano come Maaryf,o uno così:



    VANNO BENISSIMO!

    I miei dubbi(più che LECITI vista la "difficoltà" dell'argomento trattato) stanno NON nel fatto che Lui(Il musulmano "moderato")sia più "moderato"(ce ne fossero nei posti "chiave" delle società musulmane!)di un integralista islaamico,ma nel "quanto" lo sia rispetto ai NOSTRI(generico) canoni di "moderatezze religiosa" e sopratutto da DOVE tira fuori questa "moderatezza" visto che essenso il Corano un Testo Sacro ASSAI complicato e opinabile,stabilire come ha detto il prof.Maaryf quali sono i "valori reali" dell'Islam necessita "almeno" di una specificazione e spiegazione.

  7. #7
    رباني
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    La Muhammadiyah ed il Nahdlatul Ulama (NU, la prima organizzazione musulmana in Indonesia), si sono, dopo la fine del governo Suharto e l'introduzione del sistema democratico, perfettamente inserite nel processo di democratizzazione. Tutti e due sono per una legge basata sui principii della democrazia e per una lettura "moderata" dell'Islam. Grazie a queste tendenze é stato anche possibile riappacificare numerose delle tendenze indipendentiste (ad esempio Aceh) con trattati ed elezioni democratiche. Il NU fonda la sua base sulla tradizione Sufi e rappresenta con la Muhammadiyah la stragrande maggioranza dei mussulmani che ha assorbito senza distruggerle, le tradizioni preislamiche, come ad esempio il Wajang (noto come "ombre cinesi"). Di passaggio ricordo che l'Indonesia rappresenta la piú grande comunitá mussulmana nel mondo.
    Quello a cui fa riferimento il prof. Syaffi Maarif, credo,é l'infiltrazione abbastanza recente di tendenze wahabite e fondamentaliste che hanno giá causato tensioni e conflitti con la comunitá cristiana di alcune isole, dove peraltro, la convivenza in passato non aveva suscitato problemi. Non a caso i partecipanti alla conferenza hanno con veemenza preso le distanze da Abu Bakar Bashir, leader e fondatore di gruppi jihaidisti.
    Quindi si tratta qui di un grosso processo di democratizzazione, spesso contro lobby potenti come gli ex di Suharto e l'apparato militare da lui costruito. Il tutto CON i mussulmani e non CONTRO di essi.

    Fonti:

    Bertelsmann Foundation
    Die Zeit
    C.I.A.

  8. #8
    L'ultimo uomo
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Non solo non hai capito,ma non sai neanche leggere!

    A me un musulmano come Maaryf,o uno così:



    VANNO BENISSIMO!

    I miei dubbi(più che LECITI vista la "difficoltà" dell'argomento trattato) stanno NON nel fatto che Lui(Il musulmano "moderato")sia più "moderato"(ce ne fossero nei posti "chiave" delle società musulmane!)di un integralista islaamico,ma nel "quanto" lo sia rispetto ai NOSTRI(generico) canoni di "moderatezze religiosa" e sopratutto da DOVE tira fuori questa "moderatezza" visto che essenso il Corano un Testo Sacro ASSAI complicato e opinabile,stabilire come ha detto il prof.Maaryf quali sono i "valori reali" dell'Islam necessita "almeno" di una specificazione e spiegazione.

    Ma allora vuoi l'islam integralista per forza? Solo perchè islam?



    Continuo a non capire i tuoi ragionamenti. Perchè vuoi l'islam integralista?

  9. #9
    MazingaZ
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    Citazione Originariamente Scritto da thematrix Visualizza Messaggio
    finalmente qualche persona saggia
    questo dimostra che comunque ci sono musulmani moderati, a differenza di quanto dice qualcuno


    Questo termine, "musulmani moderati" fa ridere.

    Ci sono musulmani meno integralisti, ma non moderati, almeno secondo la mia visione delle cose. Per quanto mi riguarda, un musulmano, dicasi moderato o non, rimane un pericolo, subito dopo che mette il piede nella mia società, esattamente come qualsiasi immigrato proveniente da una cultura diversa e, come anche nel caso delle filippine, inferiore.

  10. #10
    MazingaZ
    Ospite

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    Malesia, gli islamici imitano Mao: campi di rieducazione per «infedeli»


    di Redazione - mercoledì 22 agosto 2007, 07:00 Stampa Dimensioni Versione PDF Invia ad un amico Vota1 2 3 4 5 Risultato
    La Malesia, alla vigilia del suo 50° anniversario dell’indipendenza, che si celebra il 31 agosto prossimo, è nel pieno di una profonda crisi d’identità. La scorsa settimana il Paese ha fatto polemicamente parlare di sé per l’«invito», rivolto alla cantante Gwen Stefani, a indossare un abbigliamento consono alla tradizione islamica durante la tappa di Kuala Lumpur del suo tour. La richiesta è arrivata dall’ultra-ortodosso Pan-Malaysia Islamic Party, il partito d’opposizione che sta raccogliendo negli ultimi mesi sempre più consensi. Il fondamentalismo religioso dilaga, nonostante i grattacieli della capitale, i consistenti investimenti stranieri e l’economia in forte crescita.

    La Malesia è una confederazione di 13 Stati e tre Territori federali, ognuno con un proprio governo. La Costituzione prevede la libertà religiosa. L’islam però rimane la religione di Stato e accanto ai tribunali civili ci sono quelli coranici che applicano la Sharia. Sulla carta d’identità sono obbligatorie tre voci: religione, lingua ed etnia.

    In questo Paese che vanta modernità e tolleranza, c’è uno Stato dove accade qualcosa che sembra preso a prestito dalla Cambogia dei Khmer rossi o dalla Cina di Mao. Esistono dei centri di «rieducazione all’islam» per coloro che sono accusati di averlo abbandonato e si sono convertiti a un’altra religione. In questo caso la legge è uguale per tutti e non fa differenza se il nuovo credo abbracciato sia il cristianesimo, il buddismo oppure l’induismo. Nello Stato di Malacca, uno dei più ricchi della confederazione, l’apostata viene spedito dal Dipartimento di religione islamica direttamente al Centro di riabilitazione di Ulu Yam. Qui, chi ha la sfortuna di entrarci, viene sottoposto a torture sia fisiche sia psicologiche. Il periodo può variare, ma in genere cento giorni è la pena minima, perché considerato il tempo necessario per arrivare al fatidico «pentimento». Ai prigionieri quotidianamente sono inflitti veri e propri lavaggi del cervello per convincerli della loro «origine islamica». Il caso più eclatante è stato quella di una donna convertita all’induismo, Revathi Masoosai, internata per 180 giorni, che appena liberata ha denunciato alla stampa: «Vivevo in completo isolamento e nei pasti mi servivano carne di manzo, sapendo che noi induisti non possiamo mangiarlo».
    Non va meglio in altre parti del Paese. Dei 13 Stati soltanto in uno è in vigore la Sharia. È quello del Kelantan, tra i più poveri, al confine con la Thailandia. La legge coranica è stata introdotta dal Pan-Malaysia Islamic Party, la sola amministrazione locale in cui ha la maggioranza. Il consiglio comunale di Kota Bahru, la capitale, all’inizio di luglio ha reso ancora più dure le pene per i peccati religiosi che mirano a colpire le minoranze, essendo la popolazione dello Stato a maggioranza islamica. A chi è soltanto sospettato di apostasia i tribunali coranici possono ora prescrivere una pena di sei colpi di frusta, cinque anni di prigione e una multa di tremila dollari. Alle ragazze musulmane sono bandite le minigonne, mentre è invece obbligatorio il velo. L’incubo del taglione e della lapidazione è più che concreto.

    La crisi d’identità malese ha toccato anche i vertici politici, con un botta e risposta tra il premier, Abdullah Ahmad Badawi, e il suo vice, Najib Razak. Quest’ultimo nel corso di una manifestazione pubblica a fine luglio ha dichiarato: «Il nostro Paese non è mai stato laico perché questo significherebbe separare il nostro governo dai principi dell’islam». La frase ha acceso un’aspra polemica che ha costretto il primo ministro a correre ai ripari. «La Malesia non è uno Stato secolare - ha ricordato -. Non è neanche una teocrazia come l’Iran o il Pakistan. Il nostro è un governo basato su una democrazia parlamentare». Se l’indipendenza politica è arrivata 50 anni fa, adesso la Tigre del sud-est asiatico deve lavorare molto per arrivare a una comune identità culturale. Senza aspettare altro mezzo secolo o farsi sottomettere dal fondamentalismo islamico.

 

 
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