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  1. #1
    euro-holocaust.splinder.com
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    Predefinito [Euro-Holocaust] Per rinfrescare la memoria: i crimini degli stranieri in Italia

    Da:

    http://euro-holocaust.splinder.com/p...rati+e+crimini


    Ricchezza prodotta dagli stranieri in Italia: dati sulla crescente criminalità allogena
    Partendo da un articolo di Giordano Bruni Guerri, presente oggi sul Giornale, siamo andati a guardare il rapporto 2006 (uscito nel giugno 2007) sulla criminalità in Italia. I dati parlano chiaro: l'affermazione secondo cui non esisterebbe un legame tra crimini e presenze straniere è falso. Gli stranieri, attualmente, costituiscono una percentuale importante (in alcuni casi maggioritaria) dei crimini commessi.
    La lettura, tendenzialmente, viene alterata affermando come tali dati riguardino l'irregolarità, piuttosto che lo status regolare degli immigrati. Ossia, che la mera regolarità implichi un diverso atteggiamento dello straniero. Tale affermazione è basata sulla differenza di percentuale dei crimini commessi da stranieri irregolari rispetto a quelli regolari. Ma proprio i dati presentati nel rapporto dicono qualcosa di molto meno tranquillizzante: nel periodo che va dal 1988 al 2006, la percentuale di irregolari rispetto al totale degli stranieri denunciati è scesa per la gran parte delle voci.
    Ad esempio: nel 1988, gli omicidi tentati erano al 90% commessi da irregolari, mentre nel 2006 dal 72%. Nel 1988, le risse erano causate per il 79% da irregolari, mentre nel 2006 per il 61%. Nel 1988, le violenze carnali erano per il 79% commesse da irregolari, percentuale che scende al 62% nel 2006. E così via.
    Come si vede (e come potrete meglio vedere nel rapporto, di cui inseriamo il collegamento) c'è una netta tendenza degli stranieri con documenti regolari a ingrossare le fila della criminalità, sia essa variamente organizzata, sia essa più "episodica". Tutto questo, in un quadro che vede gli stranieri tendenzialmente sempre più autori di crimini sul totale della popolazione italiana.
    La ragione è anche ovvia: la regolarità è più un fatto formale, che non implica, necessariamente, un risvolto sia nell'atteggiamento culturale dello straniero, sia nella sua vita in Italia, dato che un "pezzo di carta" non solo non fa l'italiano, ma non procura necessariamente un lavoro decente. L'immigrazione di massa, regolarizzata o meno, non significa affatto più ordine. Se il lavoro manca (per tutti) o non è sufficientemente difeso sindacalmente e ben retribuito, allora le presenze allogene non potranno che causare un danno ulteriore alla popolazione italiana.
    Il rapporto sulla criminalità presentato nel giugno 2007 dal ministro dell'Interno Giuliano Amato (si vedano, in particolare, le tabelle VI.6, VI.7 e VI.8. In quest'ultimo caso, quando si parla di nazionalità romena, si legga romeni + zingari. Ovviamente):

    Rapporto sulla criminalità 2006
    • Dall'articolo "Disperati dietrofront" (Giordano Bruno Guerri, Il Giornale, 5 agosto 2007):
    Ieri sono stati arrestati gli assassini dei due anziani coniugi di Treviso,
    torturati sadicamente prima di venire uccisi. Uno dei tre era fuori grazie
    all’indulto concesso per svuotare le carceri e che ha avuto l’effetto di
    riempire le strade di criminali per niente pentiti, per niente redenti. Tutti i
    dati indicano che da allora i delitti, dai più gravi ai meno gravi, sono
    aumentati. E che presto le carceri saranno ancora piene. Ma niente sarà come
    prima, perché nel frattempo i delinquenti liberati avranno percorso il Paese
    come una peste lasciando nelle vittime ferite insanabili. Cosa potranno dire a
    quelle vittime i parlamentari che votarono l’indulto, con l’eccezione della Lega
    e di Alleanza nazionale? Niente. E niente farà l’attuale governo, le cui forze
    erano a suo tempo schierate all’unisono per l’indulto e che nel frattempo non ha
    risolto i problemi delle carceri né quello della sicurezza.
    Forse perché troppo occupato a discutere l’atteggiamento da tenersi verso i
    lavavetri, il governo non ascolta neanche se stesso. I tre sadici assassini di
    Treviso sono due albanesi e un romeno, e forse solo adesso si comincerà a
    prendere in considerazione un rapporto presentato in giugno dal ministro
    dell’Interno Giuliano Amato sulla criminalità nel 2006. Ne risulta che in Italia
    gli stranieri costituiscono il 51 per cento dei denunciati per rapina o furto in
    abitazione, il 45 per cento per rapina, il 39 per cento per violenze sessuali,
    il 36 per cento per gli omicidi consumati e il 31 per cento per quelli tentati,
    il 27 per cento per lesioni colpose. Se a queste percentuali si sottrae quella
    relativa agli immigrati regolari, si sale al 74 per cento per omicidio, al 72
    per cento per il tentato omicidio, al 62 per cento per violenza carnale e al 63
    per cento per sfruttamento della prostituzione. E gli immigrati sono una
    percentuale molto al di sotto del 10 per cento della popolazione italiana.
    Poiché la statistica è una scienza matematica e priva di passioni, qui non
    c’entrano davvero i pregiudizi, si tratta di dati oggettivi. Se si vogliono fare
    delle analisi sociali, tutto è comprensibile e spiegabile. Si può dire che non
    bisogna fare d’ogni erba un fascio, che ci sono i buoni e i cattivi. Si può
    considerare che molti vivono in condizioni di disperazione e di mancanza di
    lavoro. Si può pure ricordare, come viene sempre fatto, che anche fra gli
    italiani emigrati in America c’era una gran quantità di criminali. Ma, una volta
    spiegato e capito tutto, resta la realtà di un Paese gravemente danneggiato,
    nella carne e nello spirito, da un’immigrazione che non si riesce a controllare
    né per quantità né per qualità.
    Uno dei primi provvedimenti presi dal governo Prodi fu lo smantellamento della
    legge Bossi-Fini sull’immigrazione, che era migliorabile ma poneva freni forti
    all’immigrazione selvaggia. Il cambiamento di quella legge, sostituita con una
    molto più lassa, venne festeggiato come una conquista di civiltà. Però non è
    civiltà portare fra noi una barbarie incontrollata. La civiltà non è fare
    entrare un disperato, non essendo in grado di dargli un lavoro, e poi discutere
    se può o meno guadagnare lavando i vetri ai semafori, nella speranza assurda che
    – preso dalla disperazione – non diventi un delinquente.

  2. #2
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    il curriculum crimanale di quei due rumeni era di tutto rispetto..stupri rapine etc... ed erano liberi...miei complimenti

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da VladIIITepes Visualizza Messaggio
    La civiltà non è fare
    entrare un disperato, non essendo in grado di dargli un lavoro, e poi discutere
    se può o meno guadagnare lavando i vetri ai semafori, nella speranza assurda che
    – preso dalla disperazione – non diventi un delinquente.
    ...interessante osservazione...

  4. #4
    MazingaZ
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    Citazione Originariamente Scritto da pellizza1802 Visualizza Messaggio
    il curriculum crimanale di quei due rumeni era di tutto rispetto..stupri rapine etc... ed erano liberi...miei complimenti
    se non sbaglio uno di essi aveva pure un lavoro... un lavoro pagato sicuramente almeno quanto mio padre ha preso per una vita facendo il metalmeccanico e, tirando su 4 figli... onestamente.

    Non è bello parlare di cose personali, ma a volte servono per dimostrare che il permessivismo e il giustificazionismo della sinistra peggiorano soltanto il problema.


    Si agli stranieri in Italia, solo se in fila indiana alle frontiere, in coda, uno dietro l'altro, entrando uno alla volta, uno al mese... documenti ben visibili, pronti già per l'analisi del dna e delle impronte digitali, una laurea, provenienza da paesi culturalmente più vicini al nostro e, dell'etnia che in tutti questi anni si è distinta per l'onestà (i filippini ad esempio). Solo così sarà possibile l'inglobazione e non l'integrazione! quella non ci interessa. Se io voglio proprio arricchire il mio bagaglio culturale attraverso le altre culture, prendo e me ne vado ad imparare, senza arrischiare la società di tutti i miei connazionali... o mi compro un loibro, o m'invento qualcosa... ma evito, anche per i miei nipoti, di disintegrare la società l'italiana.

  5. #5
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    Ma l'ABC della sociologia non te lo hanno insegnato a scuola?

    I poveri commettono più reati, e vengono beccati più spesso. Gli immigrati vengono qui a fare i poveri. Ergo, più reati. Tutto normale.

  6. #6
    MazingaZ
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    Ma l'ABC della sociologia non te lo hanno insegnato a scuola?

    I poveri commettono più reati, e vengono beccati più spesso. Gli immigrati vengono qui a fare i poveri. Ergo, più reati. Tutto normale.

    E con questo? Vuoi dire che per te è nomale importare delinquenza?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    Ma l'ABC della sociologia non te lo hanno insegnato a scuola?

    I poveri commettono più reati, e vengono beccati più spesso. Gli immigrati vengono qui a fare i poveri. Ergo, più reati. Tutto normale.
    Tutto prevedibile casomai, il fatto che sia normale il continuo aumento del degrado a cui stiamo assistendo è una tua opinione, molto discutibile in ogni caso.

  8. #8
    Bart Colleoni
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    Citazione Originariamente Scritto da Ragioniamo! Visualizza Messaggio
    Ma l'ABC della sociologia non te lo hanno insegnato a scuola?

    I poveri commettono più reati, e vengono beccati più spesso. Gli immigrati vengono qui a fare i poveri. Ergo, più reati. Tutto normale.
    e tu che sei arrivato fino alla XYZ,cosa proponi? lo scopo di un immigrato secondo te è venire a fare il povero?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Bart Colleoni Visualizza Messaggio
    e tu che sei arrivato fino alla XYZ,cosa proponi? lo scopo di un immigrato secondo te è venire a fare il povero?
    Uno migra generalmente per vivere meglio o per far vivere meglio le persone che ama. Qualcuno perché perseguitato, molti altri semplicemente per cercare migliore lavoro. Al momento esiste una immensa fonte di sbilancio sociale, che è il potere d'acquisto. Se io guadagno 1000 euro al mese, la moglie e 2 figli non li sfamo. Se invece io sono in Italia, vivo come una bestia con 500 euro al mese o meno, se i miei cari sono in romania o megli ancora in Africa io posso garantire loro un gran bel futuro (relativamente).

    Poi se vogliamo andare avanti verso la X,Y e Z possiamo parlare di reti sociali: per un italiano generalmente commettere un reato è più oneroso che per uno straniero. Lo straniero già lo guardano tutti male, gli italiani generalmente sono inseriti in una società in cui sono stimati. Immagina la vergogna se tu fossi arrestato per avere rubato in un negozio. È sicuramente una pena immensamente superiore (la vergogna) rispetto a.. cosa rischi? Di rendere il maltolto e di prendere qualche mese con la condizionale..

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da MazingaZ Visualizza Messaggio
    E con questo? Vuoi dire che per te è nomale importare delinquenza?
    Si perchè non conosco nessuno che voglia fare lo spacciatore o la prostituta, ma conosco parecchi che se ne servono.

 

 
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