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DrugoLebowsky
Parlamentari Ue, Prodi: Italia chiede rispetto Trattato
mercoledì, 17 ottobre 2007 5.59 163
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ROMA (Reuters) - Alla vigilia del vertice Ue che dovrebbe approvare le nuove regole comunitarie del Trattato dopo il fallimento della Costituzione, Romano Prodi ribadisce il no dell'Italia alla riduzione degli europarlamentari nella soluzione proposta dal Parlamento di Strasburgo ma non agita l'ipotesi di porre il veto.
"Certamente non si tratta di veto, si tratta del Trattato: è scritto cittadinanza e non residenza. Io semplicemente voglio che i parlamentari europei vengano eletti secondo le regole del Trattato e non secondo altre regole", ha detto il presidente del Consiglio.
Il Parlamento di Strasburgo ha votato la scorsa settimana la proposta di una nuova ripartizione dei seggi che porta quelli italiani dagli attuali 78 a 72 e, soprattutto, rompe la tradizionale equivalenza con quelli assegnati a Francia e Gran Bretagna. Parigi perde 4 deputati, Londra 5 e Berlino 3.
L'obiettivo è di ridistribuire i seggi in vista della riduzione del numero di parlamentari a 750 dagli attuali 785, a partire dalla prossima legislatura nel 2009.
La nuova mappa dell'assemblea -- che si propone di riflettere meglio il peso delle rispettive popolazioni nella Ue a 27 -- è uno degli ultimi ostacoli da superare prima che i capi di Stato approvino il nuovo Trattato.
La nuova ripartizione è stata fatta in base al principio della residenza dei cittadini nei vari Paesi. L'Italia sostiene che debba invece essere considerata, come stabilisce il Trattato dell'Unione non la residenza, ma la cittadinanza.
"Come è noto la risoluzione approvata dal Parlamento europeo per noi non è accettabile e trarremo le nostre conclusioni", hanno spiegato sempre oggi fonti diplomatiche italiane. "Non è certo nel dna dell'Italia [porre il veto], ma tutto è possibile in questa situazione".
La redistribuzione, proposta dall'eurodeputato francese Alain Lamassoure e dal collega rumeno Adrian Severin è stata approvata in seduta plenaria dal parlamento di Strasburgo con 378 voti a favore, 154 contro e 109 astensioni.
Per il governo italiano il voto dimostra che manca nel parlamento europeo quella visione condivisa che dovrebbe invece ispirare scelte importanti come quella relativa alla sua nuova composizione.
"I tempi non sono maturi", hanno ribadito le fonti diplomatiche italiane. "Il Trattato non ha alcun bisogno di avere con sè la ripartizione dei seggi".
Secondo il relatore Lamassoure invece è imperativo che il Consiglio confermi la scelta del Parlamento, altrimenti si correrà il rischio che gli Stati non siano in grado di adattare le loro leggi elettorali alle nuove disposizioni entro le elezioni del 2009.
"Noi siamo sereni e siamo difuciosi che la presidenza portoghese si faccia carico di trovare una soluzione di compromesso che sia soddisfacente per tutti", hanno fatto sapere oggi da palazzo Chigi.
www.today.reuters.it/news
ammazza, si sono svenati, per il 2009 il parlamento europeo scenderà dagli attuali 785 ai futuri 750 seggi, cioè la stratosferica cifra di 35 seggi in meno
